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Presunto lupo avvistato a Prima Porta

lupo-foto-Daniel-Paolini
Galvanica Bruni

E’ forse arrivato il momento di mettere in guardia i bambini di Roma Nord sul fatto di non parlare con sconosciuti pelosi e soprattutto di non dare informazioni su dove abitano le nonne?

Sembrerebbe proprio di sì dal momento che i lupi sono arrivati a Roma; mica nei paraggi o nelle campagne dell’hinterland, che già ci stavano, ma proprio in città. Varcati i confini della capitale eco che un esemplare, o presunto tale, è stato avvistato in zona Prima Porta, forse attirato dai cinghiali in libertà.

La foto è stata scattata in via della Giustiniana all’incrocio con via Pietro Ferlon e poi pubblicate sul proprio profilo da un utente Facebook, Daniel Paolini, che spiega di aver contattato i guardia parco del Parco di Veio per accertamenti.

“Naturalmente hanno chiesto le foto, che gli ho mandato, per vedere e trarre una stima più reale e certificata possibile nonostante le sole due foto a disposizione – spiega -. Hanno dichiarato anche che nell’ultimo periodo esiste sempre una quota di esemplari ‘ibridi’ incrociati tra cane e lupo e non è detto che non possano essere presenti a Prima Porta. Per scrupolo, in caso non fosse un esemplare di cane lupo cecoslovacco smarrito dentro la marana, mi hanno chiesto le coordinate esatte GPS e il giorno del riscontro dell’esemplare. Andranno a verificare e in caso non sia un cane, ma un esemplare ibrido, lo prenderanno, visiteranno, eventualmente sterilizzeranno come da loro prassi per poi lasciarlo nuovamente in libertà”.

Il fatto non sarebbe una novità. Si sa che i lupi bazzicano le campagne nei dintorni della capitale (Roma è il comune agricolo più grande d’Europa) e soprattutto nella grande area del Parco di Veio, dove una quarantina di essi vivrebbero tra Formello, Sacrofano e Campagnano  divisi in 4-5 famiglie ognuna con il suo territorio.

Ma questi sono solo una modesta entità dell’ancora più modesta popolazione del lupo appenninico che, messo sotto tutela perché a rischio estinzione, è nel tempo cresciuta arrivando a colonizzare anche le Alpi dove era estinto. Oggi forse se ne contano 1000-2000 esemplari compresi quelli presenti nel Lazio e nei dintorni della capitale piuttosto che nei grandi boschi di Bracciano e Viterbo.

Normale quindi che possano vivere anche ai margini di una grande città, specie se l’ambiente e’ ampio e boscoso (un lupo in una notte può percorrere anche 100 km) e normale che sporadicamente tornino a farsi vivi.

L’ultimo avvistamento risale al 2021 quando, nel mese di febbraio, uccisero – così si disse – tre alpaca in libertà all’interno di un’azienda agricola a La Giustiniana.

Lupi a Roma Nord, uccisi tre alpaca a La Giustiniana

 

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1 commento

  1. E’ molto difficile stabilire se si tratta di un lupo o un ibrido dal momento che sono pochi gli esperti in grado di farlo (solo l’esame del DNA può dirlo); quelli di Castel di Guido ad esempio sembrano proprio degli ibridi. Comunque, lupo o no, il rischio non esiste; in un convegno del 2019 a Belluno è stato accertato che negli ultimi 150 anni non c’è stata in Europa nessuna aggressione all’uomo da parte di lupi. E poi a Roma e vicinanze ci sono sempre stati fin dall’antichità (una lupa allattò Romolo e Remo e Tor Lupara sembra si chiami cosi perchè per lungo tempo la torre ospitò una lupa con i cuccioli). Il caso recente del “lupo” con in bocca un cucciolo di cane farebbe pensare ad un animale con familiarità con l’uomo dal momento che i lupi (quelli veri) non si avvicinano alle persone e case a causa di un atavico timore. Peraltro la biologia di questo canide è molto complessa: i branchi sono formati in genere da 5-6 esemplari (raramente di più) e la femmina Alfa non permette l’accoppiamento alle altre femmine; tenuto conto che la metà dei cuccioli non supera i 2 anni di vita i lupi in circolazione sono in realtà pochi. Non serve neanche ucciderli perchè le perdite vengono rimpiazzate.
    Quello che veramente va fatto è risolvere il gravissimo problema dei cani reinselvatichiti e vaganti che accoppiandosi con i lupi generano ibridi che hanno minor timore nell’avvicinarsi all’uomo e ai centri abitati. Bisogna inoltre fare in modo che gli allevatori, soprattutto i pastori, usino per la difesa del gregge cani pastore.

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