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Ricordando Bud Spencer

bud spencer
Galvanica Bruni

Il 27 giugno del 2016 ci lasciava Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, aveva 86 anni. Protagonista di quasi centotrenta film, nel 2010 gli venne consegnato il David di Donatello alla carriera.

Fu attore amatissimo da intere generazioni sin dal lontano 1967 quando, in coppia con l’amico Terence Hill, nella vita Mario Girotti, cominciò la serie di successi con “Dio perdona..io no”, film western all’italiana, un fenomeno popolare noto a tutti come i cosiddetti “spaghetti western”. Pellicole amate in tutto il mondo che nel tempo sono diventate un classico della cinematografia italiana.

Ma la carriera del grande Bud Spencer non si è limitata solo a questo ma è stata molto, molto di più. Era nato a Napoli e quindi non poteva non avere nel sangue la musica e, infatti, oltre a suonare bene il pianoforte e il sassofono, ha composto parecchie canzoni e colonne sonore di film. Ed è stato anche scrittore di romanzi: l’ultimo, il quarto, “Mangio ergo sum”, scritto con Lorenzo De Luca e con prefazione di Luciano De Crescenzo suo compagno, a Napoli, alle scuole elementari, è un libro dove sono miscelate amabilmente filosofia e cucina.

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Sceneggiatore, produttore cinematografico, ex nuotatore olimpico ed ex pilota di aerei ed elicotteri, quarant’anni della sua vita li ha vissuti a Roma nord, in Via Cortina D’Ampezzo.

Lo avevamo intervistato un anno prima della sua scomparsa e durante quella chiacchierata, oltre a definirsi uomo curioso, attento, instancabile e dalla vita molto movimenta, aveva raccontato al nostro giornale quanto era importante per lui dopo i suoi viaggi tornare nelle sue due città, Roma e Napoli. “Era bello tornare a casa, in Italia. Mi mancava principalmente Napoli, la mia città natale. E, naturalmente, avevo nostalgia anche di Roma, in seconda battuta”.

A dare l’annuncio della sua scomparsa, quel 27 giugno del 2016, fu suo figlio Giuseppe. Il gigante dall’animo gentile, amato e ben voluto “è volato via serenamente alle 18.15. Non ha sofferto, aveva tutti noi accanto e la sua ultima parola è stata grazie”.

In migliaia accorsero per salutare il loro idolo il giorno dei suoi funerali. Quando alle 13.45 del 30 giugno 2016 la salma esce dalla Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo ad aspettarlo c’è chi canta, chi grida “Ciao Bud”; italiani e stranieri, gente di ogni stato sociale, signore della Roma bene, persone qualsiasi, giovani, anziani e bambini, non manca davvero nessuno a dare l’ultimo saluto al gigante buono.

Com’era Bud Spencer in privato?

A svelarlo è Cristiana Pedersoli, secondogenita di Carlo Pedersoli, con un libro dal titolo “Bud, un gigante per papàpubblicato due anni fa nel quale conosciamo l’attore nella sua veste privata. In un bellissimo diario di ricordi famigliari, Cristiana svela per la prima volta ai lettori una miriade di aneddoti e curiosità così vividi che si ha l’illusione che Bud sia ancora tra noi.

Tutto era buffamente smodato nella sua vita, come se le sue gigantesche dimensioni e le sue immense passioni attirassero a lui le avventure e i personaggi più curiosi. Lui diceva sempre di non essere un attore. Dopo molti anni ho capito il senso di quella frase: sul set non interpretava nessun personaggio, era esattamente come era nella vita“.

Una quarta figlia?

Carlo aveva tre figli, Giuseppe, nato nel 1961, Cristiana nel 1962 e Diamante nel 1970.  Ma è di queste ore la notizia che Carlotta Rossi, una producer di 46 anni che vive a Londra, ha avviato le pratiche per ottenere il riconoscimento di paternità di Carlo Pedersoli. Chiede l’esame del Dna e un risarcimento, attraverso gli eredi, del “danno subito per la sostanziale mancanza della figura paterna nell’intero arco della vita”.

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera sostiene che il padre ha provveduto al suo mantenimento fino alla laurea, le ha pagato la scuola in America e le vacanze. Sua madre ha ricevuto mille euro al mese di mantenimento fino alla morte dell’attore. Dice che i suoi legali sono in grado di riprodurre tutti i movimenti dal 2005 al 2015.
L’intera storia la racconta in un libro disponibile proprio da oggi su “Apple Books” dal titolo “A metà” e firmato Carlotta Rossi Spencer.

Caterina Somma

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