Home CRONACA Peste suina, droni sulla zona rossa, ancora cinghiali avvistati in città

Peste suina, droni sulla zona rossa, ancora cinghiali avvistati in città

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Esposizione al sole

Peste suina: la cabina di regia è al lavoro per la definizione del piano di eradicazione del virus e le forze dell’ordine stanno perlustrando passo dopo passo l’ampia area infetta. Nel mentre continua però a salire il numero di avvistamenti di cinghiali tra le case, soprattutto a Roma Nord.

La nuova ordinanza per il contenimento della PSA è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di sabato 21 maggio, all’indomani dell’insediamento in Prefettura del gruppo di lavoro preposto alla gestione dell’emergenza in corso e alla definizione delle linee guida per la cattura e l’abbattimento dei suini selvatici ormai in sovrappopolamento.

“Si sta ragionando su come, dove e quando avviarli, tenendo conto che c’è la necessità di far presto, come segnalato anche dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa”, ha dichiarato Angelo Ferrari, direttore dell’Istituto zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, nominato dal governo commissario straordinario per l’emergenza peste suina.

A tal fine, un gruppo di operatori specializzati, composto dai carabinieri per la tutela forestale e dalla polizia, sta percorrendo tutti i 123 chilometri quadrati della zona rossa, anche avvalendosi dell’uso di droni.

Ogni carcassa ritrovata viene immediatamente spedite all’istituto Zooprofilattico del Lazio per gli accertamenti. Questo modus operandi dovrebbe permette di individuare i confini in cui sta circolando la peste suina, “Soltanto quando avremo capito bene da dove si sta diffondendo il virus potremo partire con gli abbattimenti mirati”, ha sottolineato Ferrari.

Ricordiamo che i cittadini possono segnalare il ritrovamento di carcasse o l’avvistamento di cinghiali moribondi al numero verde gratuito della Protezione civile, disponibile h 24: 803555.

L’ordinanza

Nell’ordinanza pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di sabato 21 maggio, sono elencate le varie misure previste per il controllo delle zone infette e di quelle confinanti. Per combattere l’emergenza di diffusione della PSA, al momento è prevista la chiusura di tutti i varchi di collegamento tra la zona rossa e le zone urbanizzate – in collaborazione con ANAS – per impedire l’uscita di cinghiali e ai confini sarà affissa un’opportuna segnaletica, l’inibizione dell’accesso ai cassonetti dei rifiuti – in collaborazione con Ama – e il proseguimento delle attività di ricerca, analisi e smaltimento in impianti preposti delle carcasse infette.

Rimane vietata l’attività venatoria all’interno del GRA e delle aree naturali protette e il foraggiamento dei suini selvatici, a eccezione delle esche per le attività di depopolamento.

Entro 30 giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza (17 maggio 2022) saranno predisposte le procedure per la cattura e l’abbattimento dei suini selvatici a cura della cabina di regia sulla base delle indicazioni fornite dal gruppo operativo degli esperti.

L’Oipa vuole impugnare l’ordinanza

Nell’ordinanza si specifica che per quanto riguarda le aree limitrofe alla zona rossa “Tutte le carcasse degli animali eventualmente catturati e abbattuti possono essere destinate all’autoconsumo esclusivamente all’interno della stessa zona di attenzione e solo se risultate negative ai test di laboratorio per ricerca del virus PSA”.

Su questo punto si è alzata la protesta dell’Oipa, l’Organizzazione internazionale protezione animali, minacciando di impugnare l’ordinanza.

“Non solo si apre la caccia al cinghiale fuori stagione alle porte di Roma, ma si consente anche di farne carne da macello per trasformarla in salsicce e bistecche. Per sei esemplari trovati positivi al virus della peste suina, non pericolosa per l’uomo, si farà strage. Prima ripopolano a uso e consumo dei cacciatori, poi decidono il “depopolamento” sulla pelle di esseri senzienti senza considerare misure alternative”, ha spiegato con sconcerto la delegata dell’Oipa di Roma, Rita Corboli.

Un possibile lockdown suino

Parere di gran lunga diverso è quello della virologa Ilaria Capua. “L’emergenza legata alla peste suina è la cronaca di una epidemia annunciata. Se entrasse nella filiera del suino in Italia, sarebbe un colpo durissimo”, ha annunciato durante un’intervista del Corriere della Sera.

Non esiste un vaccino per la peste suina e la sua diffusione nel settore suino potrebbe comportare un vero e proprio lockdown.
“In un Paese come l’Italia con una forte vocazione in questa industria rischiamo che, anche in maniera un po’ strumentale, si possa arrivare a un blocco dell’export dei prodotti. È una malattia che non vuole nessun Paese. Forse anche per questo non si avverte l’allarme che si nasconde dietro la notizia più di colore, i cinghiali tra i cassonetti. Abbiamo già l’infezione in tre regioni: Piemonte, Liguria, Lazio. La prima cosa da fare è capire se c’è un legame”.

Giulia Vincenzi

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5 COMMENTI

  1. Forse questa non ha capito
    Lei pensa – sgomenta – che tutto questo sia per 6 cinghiali trovati morti a causa delle peste
    Non ha capito che il problema della peste poi si ripercuote rapidamente sugli allevamenti in zona e non , con pericolo di danni economici devastanti
    Non ha capito che i cinghiali NON possono passeggiare tranquillamente in città
    Non ha capito che sono un pericolo per la circolazione e per l’incolumità delle persone
    Il fatto che forse si è fatto un errore nel passato non significa che dobbiamo continuare a commetterne altri
    Vero che era stato fatto un programma di ripopolamento , vero pure che poi sono stati limitati periodi di caccia e zone con conseguente incremento
    Perché la sgomenta Corboli non si preoccupa anche della devastazione del sottobosco “vegetale” , della falcidia di rettili , anfibi e uova di volatili ?
    Ed inoltre – come già chiesto da più persone – , quale sarebbe secondo Oipa la soluzione ?
    A parte il non far nulla o la vasectomie di branco piuttosto che pillole del giorno dopo , adotta un cinghiale ( me lo metto a casa ? ) ed amenità del genere

    Non scordiamoci ( ed hanno già iniziato ) che Paesi come la Germania e quelli dell’Est non attendono altro che bloccare i nostri prodotti per fare spazio ai loro

    • Analisi lucida e puntuale. Avrei voluto aggiungere che nel frattempo mentre si fanno tavoli e cabine di regia per coordinare il ‘niente’ assoluto, il vuoto cosmico, i cinghiali stanno numericamente esplodendo perché i piccoli sono subadulti. Fanno impressione. Dopo “Birds” di Hitchcock, potremmo fare “Boars”, o “cinghials”…

  2. Arrivati a questo punto forse più che adottare misure di contenimento nei confronti dei cinghiali bisognerebbe adottarle nei confronti della politica…..ridurre drasticamente il numero dei politici e cacciare (NON nel senso di sparargli!) gli incapaci…..certo sarebbe una impresa titanica ma necessaria. Tanto non credo che gli animalisti si opporrebbero……..

  3. Sig. Venza…potrebbe avere ragione. Anche se non si tratta di razza in estinzione ( anzi) quella dei politici e’ sicuramente protetta! Altrimenti non si spiega come a dispetto di tutti i disastri continui a proliferare….meraviglie della natura!

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