Home TEMPO LIBERO Lina Sastri, applausi al Parioli per «Eduardo mio»

Lina Sastri, applausi al Parioli per «Eduardo mio»

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foto © Valdina Calzona
Ottica Artigiana Carli

C’è una scena molto significativa in «È stata la mano di Dio», l’ultimo film di Paolo Sorrentino, nella quale il regista Capuano esorta il giovane Fabietto Schisa a non lasciare Napoli, perché lì ci sono tutti i personaggi e le situazioni che servono per raccontare la vicenda umana attraverso il cinema.

Non c’è bisogno di andare altrove, dice Capuano, la città è il crocevia del dramma e della commedia, è il punto di incontro della risata più sguaiata e delle lacrime più amare, di una speranza inaspettata e della disperazione più cupa; è il luogo in cui le passioni scorrono in maniera sotterranea o sono esageratamente ostentate, dove la verità è nascosta in una menzogna e uno scopo nobile alligna nel sotterfugio. E niente è mai falso.

«Benvenuti a teatro, dove tutto è finto, ma niente è falso», diceva Gigi Proietti. Benvenuta, Lina Sastri, sublime signora del palcoscenico, con un’anima partenopea immensa e gli occhi aperti sulla durezza del mondo, che la lezione del regista Capuano, l’ha fatta propria da tempo, avendola appresa da Eduardo.

Benvenuta, Lina Sastri, donna e artista che si dona totalmente al pubblico, con le corde più profonde del suo cuore che vibrano senza requie e senza filtri irrompono nella voce e nei gesti, con lo sguardo che si illumina e un silenzio che è come un abbraccio e un pudore, perché la verità necessita anche di uno spazio libero dalla concretezza o dagli inganni delle parole.

Nella serata di ieri, mercoledì 16 marzo, Lina Sastri ha debuttato al Teatro Parioli (via Giosuè Borsi, 20) con «Eduardo mio», lo spettacolo con il quale, in un’ora e cinquanta minuti (più l’intervallo), racconta il suo rapporto con Eduardo De Filippo, suo maestro sulla scena e nella vita.

Impreziosita da un raffinato accompagnamento musicale, la rappresentazione, attraverso le parole, le canzoni e le poesie, non solo traccia un profilo nitido della personalità del drammaturgo, ma è anche (e soprattutto) uno sconfinato atto d’amore e di rispetto verso l’uomo e l’artista, «un uomo solo, con molte responsabilità e infiniti pesi, nonché ricco di insegnamenti artistici che si traducevano in esempi e fatti più che in parole».

L’attrice ricorda le sue prime esperienze di teatro, le letture dei testi e anche i rimbrotti di Eduardo, una persona dal carattere rigoroso, complicato e schivo, che in pochi sapevano comprendere. La cantante, selezionando i brani musicali amati da De Filippo (sì, ci sono tutti e anche qualcuno in più!), trasmette agli spettatori la vasta gamma di emozioni che scaturiva dagli spettacoli di Eduardo, sensazioni insieme dolci e amare, autentiche e intense, infinitamente liberatorie o irrimediabilmente disperate, sempre accorate.

«Porto in scena un pezzo di cuore», dice Lina Sastri, «su Eduardo è stato scritto e detto tutto: io racconto di lui quello che so, quello che ho vissuto quando ho avuto la fortuna e il grande privilegio di conoscerlo, da giovanissima». E, dire che lo fa benissimo, sarebbe come usare un eufemismo: lo fa donandosi completamente, ancora una volta. Grazie, signora Sastri.

Save the date

Eduardo mio è in scena fino a domenica 27 marzo. I biglietti possono essere acquistati online o al botteghino del teatro (martedì, mercoledì e venerdì 10-13.30 e 14.30-19, giovedì 10-19, sabato e domenica 12-19). Per informazioni si può contattare il numero 065434851 e scrivere una mail a biglietteria@ilparioli.it.

Scritto, diretto e interpretato da Lina Sastri. Con Ciro Cascino (pianoforte e tastiere), Filippo D’Allio (chitarra e mandolino), Gennaro Desiderio (violino), Gianluca Mirra (percussioni e batteria) e Gaetano Diodato (contrabbasso). Arrangiamenti di Maurizio Pica. Elementi scenici di Alessandro Kokocinski.

Giovanni Berti

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