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    Il green pass e la voce degli anziani

    Lavanderia Oblò, tradizione e innovazione nel cuore di Roma Nord

    Ieri sono stato a parlare con alcune persone di una certa età, che solitamente si radunano in una sorta di centro anziani per giocare a carte, per ballare, per passare il tempo. Anche per chiacchierare.

    Li ho ascoltati mentre parlavano del green pass. E ho raccolto la loro testimonianza. Spicciola, semplice. Ma schietta. Una sorta di silenzioso grido d’allarme. E ho pensato di riportare le loro chiacchiere fra amici. Così, solo per dar voce a chi, generalmente, voce (in capitolo) non ha.

    «E’ come allo stadio, se un nugolo di buzzurri crea intemperanze, o anche un solo scalmanato lancia un petardo in campo, insomma, se si crea caos, a rimetterci sono tutti gli altri tifosi, perché arriverà la sanzione della giustizia sportiva che presumibilmente porterà a giocare la successiva gara a porte chiuse, o qualcosa del genere.

    Quante volte è accaduto? Anche l’Olimpico ha vissuto situazioni simili, neanche è il caso di rammentare i giorni neri di chi va allo stadio pensando di andare a far la guerra. Ecco, l’abolizione del green pass pare la stessa storia, è un qualcosa che testimonia l’aver fatto un certo percorso (due o tre vaccinazioni) e, volente o nolente, è una salvaguardia per noi e per chi ruota intorno a noi, esattamente come le mascherine o la sanificazione delle mani.

    Eppure, dopo due anni di morti e paure, chiacchiere e illazioni, contestazioni e salotti televisivi, si sta pensando bene di abolirlo, quel green pass. Che infastidisce due italiani su dieci. Ma quei due italiani su dieci alzano la voce. E allora per attenuare la loro rabbia, via il green pass, aboliamolo.

    Così, chi è stato ligio alle regole e ha ottenuto il lasciapassare, vede perdere il valore di quelle file fatte negli hub per la vaccinazione, ma soprattutto quella correttezza nel rispettare le norme imposte dal Governo. E allora aveva ragione chi diceva “si stava meglio quando si stava peggio”».

    Massimiliano Morelli

     

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    1 commento

    1. Sicuro….quello che più offende è che i “buzzurri” in questo paese siano più ascoltati degli onesti e di quelli che rispettano le regole. Gente che non ruba e truffa, che paga le tasse e che non è abituata “a chiedere la mancia” e che questi governi trattano come peones…

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