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Apertura stazione Vigna Clara, urgono parcheggi e collegamenti

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After Covid total restore

La notizia data dall’assessore alla mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patané, lo scorso 3 dicembre è stata come un fulmine a ciel sereno.

Quando la vicenda pareva ancora impastoiata nelle beghe della burocrazia fra lettere e pareri che andavano e venivano dalla Regione Lazio ai Ministeri passando per RFI, sapere che il nodo più importante era stato sciolto e che (salvo non si sa ancora quali altri imprevisti possano accadere), entro marzo 2022 dalla stazione Vigna Clara cominceranno a partire i treni in direzione Ostiense, è stato motivo di grande soddisfazione per chi da sempre ha creduto nella cura del ferro come soluzione ai problemi della mobilità romana.

Perché, ricordiamolo, l’attivazione della linea Vigna Clara – Ostiense è l’ultimo atto propedeutico alla chiusura dell’anello ferroviario. A fine dello scorso novembre, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e RFI, Rete Ferroviaria Italiana, hanno infatti sottoscritto l’aggiornamento 2020-2021 del Contratto di Programma 2017–2021, aggiornamento che prevede l’assegnazione di ulteriori risorse economiche nell’ambito del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, parte delle quali destinate alla chiusura dell’anello ferroviario della capitale.

Ciò comporterà il raddoppio della tratta Valle Aurelia-Vigna Clara unitamente al nuovo tracciato tra la fermata Vigna Clara e la stazione Val d’Ala, aldilà del Tevere, compresa la nuova stazione Tor di Quinto e la nuova tratta a doppio binario Vigna Clara-Tor di Quinto che renderà possibile l’interscambio con la linea Roma – Viterbo.

Perché non sia un flop

Se si vuole che questa nuova tratta di prossima attivazione diventi un vero mezzo di trasporto per i tanti che vorranno utilizzarlo lasciando l’auto occorre però che si metta subito mano alla viabilità e ai parcheggi a servizio della stazione Vigna Clara.

Occorre che RFI, proprietaria dell’area, una volta per tutte sciolga il nodo rimasto appeso sulla destinazione finale di piazza Diodati, alle spalle della stazione. Parcheggio di scambio per l’intera larghezza o parte della stessa ancora sede del mercato rionale, come voleva la precedente amministrazione 5S del Municipio?

Occorre che per tutti i 600 metri di via Monterosi, confinante con la ferrovia, vengano creati posti auto a spina; occorre che l’area comunale alla fine della via venga adibita a parcheggio e collegata con navetta. Occorre fare altrettanto con le aree incolte alla fine di via Tuscia, altra confinante della ferrovia, oltre a ripristinare nella stessa quella dozzina a di posti auto scomparsi lo scorso maggio.

Occorrono collegamenti. Si abbandoni il progetto fantasioso e costoso della precedente amministrazione capitolina di un tram da piazza Mancini a Corso Francia passando per Ponte Milvio e via Flaminia a favore di una navetta elettrica che faccia lo stesso percorso senza sconquassare interi quartieri.
Si potenzi la linea Atac 200 che ferma davanti la stazione; si creino nuove linee (o si modifichino i percorsi delle attuali) per consentire ai residenti dei quartieri attigui alla stazione di raggiungerla senza prendere l’auto.

Soluzioni da quattro soldi? Perché no, ma non sta a noi sostituirci all’amministrazione pubblica. Sta invece a noi, in nome dell’opinione pubblica, tampinare gli amministratori pubblici affinché agiscano con grande senso di urgenza. Troppi anni sono trascorsi in silenzio, l’ultima volta che nel Consiglio del Municipio XV si è parlato di adeguare le aree circostanti la stazione Vigna Clara risale al luglio del 2017, con l’allora maggioranza 5S che respinse al mittente la proposta. Poi più nulla.

Ora c’è da correre, e a pancia a terra. Perché ogni giorno che passa è un giorno perso; perché ogni giorno che qualcuno, ad avvenuta apertura della stazione, rinuncerà a usare il treno non trovando posto per la sua auto o non avendo un bus che lì lo porti agilmente sarà un passo verso il flop. Che nessuno (a parte chi aveva fatto l’abbonamento al Tar) però vuole.

Claudio Cafasso

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Radiomedical Roma

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28 COMMENTI

    • Si ma il “peso” di RFI non è da meno. Non credo che RFI sia disposta a rinunciare in eterno ad una tratta ferroviaria quasi pronta che ha una potenzialità di traffico non proprio secondaria. Forse non ci avete pensato, ma questa linea una volta completata con tutti gli allacciamenti un domani potrebbe essere usata anche da treni diretti a Fiumicino Aeroporto, con un paio di modifiche ai bivi di Maccarese e Ponte Galeria. Traffico abbastanza redditizio, quindi, con buona pace del “peso dei ricorrenti”.

  1. Ottima idea quella della navetta elettrica; sarebbe utile portarla anche fino alla fermata della Roma Nord di Piazza Euclide. Quando verrà ultimata la nuova stazione per i treni metropolitani di Piazzale Flaminio (quelli per Viterbo rimarrebbero attestati a quella esistente), la Roma Nord potrebbe essere una valida alternativa al tram 2 per raggiungere il centro.

    • Ricordo che la pur scassatissima Roma Nord al momento consente di raggiungere Piazzale Flaminio da Tor di Quinto in meno di 15 minuti. Quindi l’accessibilità alla Roma Nord dovrebbe essere garantita a Tor di Quinto, che al momento è una stazione più o meno isolata nel nulla, ma che un domani dovrebbe diventare un nodo di scambio con lo stesso anello ferroviario. Questo prima di pensare ad un collegamento con Piazza Euclide con navette elettriche o meno.

      • Tra Piazza Euclide e Piazzale Flaminio il percorso è inferiore ai 5 minuti. La stazione di Tor di Quinto sarebbe comoda solo per chi abita dalle parti della caserma dei Lancieri di Montebello. Personalmente, abitando nei pressi di Corso Francia, ho provato entrambe le soluzioni, ma Tor di Quinto l’ho trovata particolarmente scomoda.

  2. Speriamo che l’articolo del Direttore editoriale di VignaClaraBlog venga adottato come programma dalle varie Autorità interessate, sperare non costa notoriamente nulla anche se l’esperienza induce al pessimismo.
    La linea bus 200, citata nell’articolo, collega piazza Mancini, dotata di ampi parcheggi, con la stazione di Vigna Clara e con due fermate nelle immediate vicinanze di piazzale Ponte Milvio. Intensificando in maniera adeguata le corse anche fino a tarda sera, la linea 200 potrebbe diventare una comoda navetta per chi gravita nella zona di Ponte Milvio, con benefici per il traffico di zona.

  3. Mi/vi domando: ma di quanti posti auto potrà mai disporre Piazza Diodati? I paragoni che vengono in mente sono quelli della Storta e di Ottavia che sono quelli che conosco meglio.

  4. Sottoscrivo, parola per parola, l’articolo di Cafasso; ed aggiungo che fra qualche settimana apre la clinica Paideia a via Flaminia Nuova. A quel punto, trovare un parcheggio sarà proprio impossibile. Lavorare, SUBITO, ai parcheggi su via Monterosi e sull’area FS di via Tuscia.

    • Piccolo commento sui parcheggi: su un tema come questo ci sono pro e contro. Io non sarei tanto sicuro sull’uso di Vigna Clara come una stazione di scambio con il mezzo privato, e la vedrei più come una stazione al servizio dell’area circostante e semmai di scambio con le linee ATAC che le passano vicino. Questo perché anche se Vigna Clara è lungo un itinerario di accesso alla città, per una situazione oggettiva non credo che si possano fare parcheggi in quantità tale da servire la domanda potenziale. Quindi, per assurdo, meglio non farli, sia perché sarebbero sempre saturi, sia per non complicare la vita ai residenti. Vedrei meglio per questo scopo il futuro nodo di scambio di Tor di Quinto, che servirebbe sia l’anello ferroviario (una volta completato), sia l’attuale Roma Nord.

  5. Io personalmente posso parlare solo come tecnico ferroviario.
    Circa 6 mesi fa usci’ un infelice articolo del Messaggero sull’anello ferroviario nel quale si citava la stazione di Val d’Ala.
    Da quel momento quella parola e’ entrata nei testi e nelle dicussioni come un virus in un computer.
    La fermata di Val d’Ala e’ posta su una linea diversa dell’anello, essa dista dall’anello circa 300 metri ed insiste sulla linea lenta merci che collega Tiburtina a Smistamento e Settebagni, e nulla a che vedere con l’Anello stesso.
    Basta percorrere la linea dell’Anello da Nomentana a Fidene per vedere con i propri occhi tutti i bivi ed i collegamenti fatti 30 anni fa tra la linea lenta Tiburtina Settebagni percorsa dalla FL1 e l’Anello Nord ad un km da Nomentana ed in corrispondenza di Smistamento.
    Val d’Ala sara’ riattivata quando RFI compleltera’ gli impianti di Roma Tiburtina, che non e’ finita.
    Comunque basta vedere una mappa del nodo di Roma per verificare che Val d’Ala e’ irraggiungibile da Vigna Clara.
    Spero di essere stato chiaro ed esaustivo ed aver estirpato questo virus dal sistema delle comunicazioni a Roma.
    Stefano Testi
    Vicepresidente comitato Un Anello per Roma
    Vicepresidente comitto per la mobilita’ sostenibile quadrante Nord Ovest
    Dirigente Movimento presso il cantiere del Brennero
    Impiegato persso il Consorzio Ferrofir dal 1986 al 1994 per la costruzione dell’Anello e la Cintura Ferroviaria di Roma.

    • Se è per questo, caro Stefano, basta guardare sulle immagini satellitari di Google dove è posizionato il manufatto di bivio che va verso l’anello ferroviario. E’ qua:
      https://www.google.com/maps/@41.9412906,12.5136412,467m/data=!3m1!1e3
      Ovvero, a ridosso di Prato della Signora e sul lato opposto dell’Aniene rispetto a Val d’Ala.
      Ma “il Messaggero”, pur essendo un giornale con validi giornalisti, ogni tanto ha qualche amnesia… E non è il solo, quando si parla di argomenti a carattere ferroviario.

    • Non mi è chiaro quale sarà/sarebbe il ruolo della stazione di Tor di Quinto. Si parla di “stazione di scambio”, ma quale scambio? Auto-treno o cosa? Scambio fra le due linee Roma Nord e RFI?
      Ci sarà forse un interconnessione fra le 2 reti? Scartamento (1435 mm) ed alimentazione (3000 V CC) sono uguali. Potrebbero cambiare le sagome dei veicoli, gli organi di accoppiamento e l’altezza da terra della catenaria. Un raccordo del genere esisteva a Fabrica di Roma. In ogni caso le due linee dovranno “scavallarsi” a livelli diversi, altrimenti si creerebbero reciproci ritardi ed interferenze di tracce orarie.

      • Credo che le due linee (RFI e Roma Nord) a Tor di Quinto si intersecheranno a quote diverse e quindi non sarei tanto certo che il progetto preveda un’interconnessione. Mi piacerebbe essere smentito, ma non ho altri elementi.
        Rimane il fatto che effettivamente le due linee hanno lo stesso scartamento di 1435 mm e la stessa tensione di alimentazione a 3000 Vcc, per cui un’interoperabilità almeno parziale potrebbe essere possibile, in teoria, e sarebbe una cosa buona giusta. Rimarrebbero tutta una serie di problemi: segnalamento, omologazione dei mezzi, ecc… Mi risulta poi che malgrado l’esistenza del raccordo di Fabrica questo sia non operativo, per cui la Roma Nord è considerata come una linea di fatto isolata dal resto della rete nazionale (attendo smentite anche in questo caso). Un’interconnessione operativa della Roma Nord con la rete RFI cambierebbe lo status giuridico dell’intera linea, che a questo punto dovrebbe essere attrezzata con sistemi più sofisticati sull’intero tracciato fino a Viterbo (ma sarebbe solo una cosa positiva).
        Ricordo infine come nel passato, e parlo di molti decenni fa, sulla Roma Nord vi fosse anche un limitato traffico merci con circolazione di carri FS, che venivano immessi sia dal raccordo di Fabrica che da quello di Viterbo, quest’ultimo ormai smantellato.

        • Anche a me parrebbe l’unica soluzione possibile quella del superamento a quote diverse ed una nuova stazione di RFI collegata a quella della Roma Nord. Sul tipo, per esempio, della Roma Lido e della linea B della metropolitana a San Paolo. Intanto accontentiamoci della messa in esercizio della stazione Vigna Clara, ,magari con un collegamento con frequenti navette, vista la breve distanza fra i due manufatti.

  6. stavolta dire che sono contento,entusiasta,estasiato per questa notizia non renderebbe assolutamente l’idea del mio stato d’animo,e percio’ preferisco concentrarmi sul commento di Marco P. e concordare con quanto ha scritto: proprio per il fatto che questa ferrovia DOVREBBE in un certo senso “disincentivare” l’abuso di mezzi di trasporto privato (automobili in questo caso)o meglio,fornirvi un’alternativa nuova e completamente rivoluzionaria come trasporto pubblico nella zona di corso francia/vigna clara che il discorso che fa Marco P. sulla non necessarietà di costruire parcheggi chissà quanto capienti mi trova assai d’accordo. anzi,PROPRIO nella prospettiva sia del verificare collettivamente quanto una volta aperta la stazione la quantità di persone attratte da questo nuovo tipo di servizio possa magari crescere di piu’ di quello che fino ad adesso si possa immaginare,sia nell’idea del completamento dell’Anello in toto (OCCHIO ,abbiamo detto NON linea di cintura!) che adesso si potrà pensare con maggiore credibilità ad un futuro prossimo in cui il trasporto su Ferro (integrato ovviamente alle varie piste ciclabili, viabilità sostenibili di vario tipo come il Tram etc..) possa magari anche sostituire DEL TUTTO la necessità di un mezzo privato almeno in certe circostanze. e comunque io non so voi ma io stavo aspettando questo momento da quando ero bambino! fate voi XD

  7. Sogni, desideri, aspettative sono del tutto normali in un uomo ma poi si scontrano con la realtà delle cose: non esiste al mondo una grande metropoli senza auto….purtroppo….Non si può cambiare un sistema complesso fatto di pendolarismo, inefficienza dei servizi, viabilità inadeguata, consumo smodato del territorio con bici e monopattini. Roma più di ogni altra metropoli paga per l’incapacità di chi l’ha amministrata nel tempo: nessuna visione strategia con obiettivi a lunghissimo termine. I sindaci hanno solo pensato ai risultati elettorali e a compiacere i costruttori dimentichi delle vere esigenze dei romani, in particolar modo di chi vive nelle periferie e borgate. Si dovrebbe affiancare ai Sindaci e Presidenti di Municipio un “consiglio del popolo” fatto da un certo numero di residenti estratti a sorte così da “spiegare a chi governa” quali sono le vere esigenze dei romani. Progetti assurdi come quello di una “funivia” o del collegamento tramviario tra Piazza Mancini e la stazione VC verrebbero cestinati ancora prima di vedere la luce.

  8. Ringrazio anzitutto VCB e condivido tutte le opinioni espresse un merito alla necessità e urgenza di completare l’Anello Ferroviario . Faccio solo 2 brevi osservazioni
    Stazione di Tor di Quinto: particolarmente importante sarà l’apertura di questa stazione, che sarà il primo passo della mitica chiusura dell’Anello ferroviario. Oggi questa Stazione è praticamente inaccessibile, ci si può andare solo da una stradina sfossicata, adiacente a via Camposampiero, dove campeggia il cartello “divieto di accesso”. In previsione del passaggio dell’Anello Ferroviario, tutta quell’area andrà riqualificata, ricostruendo una nuova stazione, e sarebbe molto utile un parcheggio di scambio. Inoltre esiste una proposta della Consulta dei Comitati, per la istituzione di una navetta sul percorso Stazione Tor di Quinto – via Due Ponti – Ospedale S. Pietro – L.go Sperlonga, e mi propongo di portare avanti questa proposta, appena si riavvieranno i lavori della Consulta.
    Stazione Val D’ala: vale quanto affermato da Stefano Testi, è un esperto della materia, ha affermato che “La stazione di Val d’Ala e’ posta su una linea diversa dell’Anello Ferroviario”, fornendo anche dettagli tecnici, e ritengo che il suo giudizio sia affidabile, a meno di smentite da parte degli Enti preposti al progetto della linea.
    C’è tanto da fare, la nuova Amministrazione mi sembra molto bene orientata, la dobbiamo affiancare e supportare, anche con le giuste critiche. Ci sono finanziamenti importanti e sufficienti a realizzare molte Opere, è un’occasione da non perdere in inutili ricorsi e pastoie burocratiche, la Città aspetta da decenni la Cura del Ferro, non può aspettare ancora.

  9. Si Signor Perrone proprio la “cura del ferro” come quei binari realizzati a Via Flaminia e mai utilizzati…..con quei soldi del contribuente gettati al vento sa quante “cure” avremmo fatto? Chemioterapie, monoclonali, TAC, PET… tutte cose per cui bisogna aspettare mesi….
    Se questi sono i prodromi di “una nuova amministrazione molto ben orientata” che Dio ci aiuti!

  10. Non ho capito l’intervento di Kurtz, quali binari di via Flaminia? E che c’entra la nuova Amministrazione? Io mi riferivo al fatto che in poco tempo la nuova Amministrazione comunale sta operando attivamente per avviare la linea di Vigna clara, ha affidato la gara per la progettazione di 7 linee tramviarie, predisposta lodevolmente dalla passata Amministrazione e sta disponendo la revisione dei treni delle Metro A e B, per scongiurare il blocco di queste linee. Mi sembrano dei buoni risultati.

  11. Intanto mi preme ribadire un aspetto: quando si fanno opere pubbliche i soldi non arrivano da Marte ma dalle tasche dei contribuenti perciò ogni euro deve essere speso in maniera intelligente e senza sprechi (l’Italia, specie il Sud, è famosa per le migliaia di “incompiute” costate decine di miliardi e che sono servite a far arricchire solo i costruttori…..qualcuno in odore di mafia). E poi chiarisco:
    1. i binari sono quelli che dalla parte sud di Ponte Milvio arrivano fino a Piazza dei Carracci (la nuova amministrazione capitolina ovviamente non c’entra nulla): binari, salvagenti per i pedoni, ringhiere metalliche….mai utilizzati e usati dai residenti come parcheggio (soldi, compresi i miei, gettati al vento!)
    2. la realizzazione delle linee tramviarie (che hanno un senso nei viali molto ampi ad un solo senso di marcia come Viale Tiziano) comporta spese elevatissime (sventramento del suolo, messa in opera dei binari, realizzazione di salvagenti e protezioni, allestimento dei cavi aerei, manutenzione stradale e delle linee elettriche…), spese che possono essere abbattute con il ricorso a mezzi ruotati con motore elettrico…..
    Il fatto che la nuova amministrazione abbia affidato la gara per la progettazione di 7 linee tramviarie “predisposta lodevolmente dalla passata amministrazione” mi sembra una PESSIMA NOTIZIA. C’è da sperare che come accaduto al Villaggio Olimpico i residenti si ribellino a scelte sciagurate.

  12. Gentile Signor Kurz, quanto da Lei detto lascia una speranza: qualora si andasse avanti nella realizzazione di nuovi tram a Corso di Francia: i residenti potrebbero, ribellandosi, bloccarla! Mi permetto di fare una piccola osservazione a quanto da Lei affermato circa la localizzazione dei nuovi impianti tranviari: a Torino, ma soprattutto a Milano, le rotaie dei tram convivono tranquillamente con il normale traffico auto e pedonale. Se poi andiamo a Tirano, addirittura un treno passa tranquillamente a livello strada, insieme a pedoni ed altri veicoli. Circa i costi, Le posso assicurare che il trasporto su ferro, ammortizzato l’investimento iniziale, è decisamente più basso di quello su gomma.
    Giancarlo Venza

  13. Gentile Sig. Venza veramente vuole paragonare Tirano (8.000 anime) con Roma e i grandi e lunghi viali di Torino con Via Flaminia Vecchia? Secondo me era in vena di battute….per restare sul faceto si legga il simpatico articolo di Giovanni Berti sul tram….
    Quanto al fatto che i residenti possano ribellarsi a progetti assurdi non lo so…..magari ci spero (al VO lo hanno fatto); certo è che nel paese dove a un poveraccio che guadagna in un anno 15.000 euro gli fanno risparmiare 0,27 centesimi al giorno di tasse CI SI PUO ASPETTARE DI TUTTO…

    • Il punto è che a Tirano e nel centro di Milano i mezzi su ferro convivono tranquillamente con pedoni e veicoli su gomma, ne le strade del centro di Milano ne quelle di Tirano sono certo “grandi viali”. Quello che volevo dire è che il tram qui a Roma è stato demonizzato e quindi “isolato” con barriere e marciapiedi imponenti e costosi.

  14. Non sono un ingegnere ma basta fare qualche ricerca per scoprire che i Tram a Roma ci sono dalla fine dll’800 e che hanno avuto la loro massima diffusione prima e dopo la guerra; dal ’70 i tantissimi progetti (immagino preceduti da costosi studi di fattibilità) non sono mai andati in porto per una serie di motivi tra cui i costi elevatissimi e le difficoltà tecniche. Le linee tramviarie oggi a Roma sarebbero come le “pale-eoliche”: costosissime, di impegnativa manutenzione, scarsamente efficaci e con un impatto sull’ambiente devastante.
    Con questo penso di aver detto tutto.

    • Evidentemente nella maggior parte dell’Europa non la pensano come Lei. Voglio solo precisare che non sono affatto favorevole al tram su Via Flaminia Vecchia e Corso di Francia.

  15. Io mi ricordo che la linea 2 (ex 225) era stata concepita come “metro leggera”, con corsie protette e semafori “intelligenti” (che purtroppo non hanno mai funzionato), per garantire un trasporto rapido e ad alta frequenza con Piazzale Flaminio. Se si ammodernasse il sistema semaforico dell’attuale linea 2 per far scendere i tempi di percorrenza al di sotto degli attuali 15 minuti e si migliorasse la frequenza di 201 e 200 per Piazza Mancini (magari con qualche corsia preferenziale) secondo me si otterrebbe un buon servizio di collegamento con il centro senza spendere tutti i soldi che servirebbero per il progetto in questione.

  16. Comunque gli Organi competenti le risposte le danno . E sono pure articolate . Talvolta anche i giornalisti dovrebbero saper fare le indagini nella giusta direzione.

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