Home ATTUALITÀ La Stazione Vigna Clara aprirà entro marzo 2022

La Stazione Vigna Clara aprirà entro marzo 2022

RFI stazione vigna clara
Galvanica Bruni

Dopo 31 anni di inattività e dopo gli ultimi 5 trascorsi fra carte bollate e ricorsi, la riapertura della stazione Vigna Clara con la contestuale messa in esercizio della linea Vigna Clara-Ostiense, una linea pronta da luglio del 2016 che RFI non ha mai potuto attivare per i continui ricorsi al TAR di una sparuta minoranza, avverrà entro marzo 2022.

A dare l’attesa notizia nel pomeriggio di venerdì 3 dicembre è Eugenio Patanè, neo assessore capitolino alla Mobilità.

Grazie al lavoro congiunto di Roma Capitale, Regione Lazio e RFI, entro il primo trimestre del 2022 potrà partire l’esercizio della tratta ferroviaria Vigna Clara-Ostiense” dichiara Patané, spiegando che mancava l’ultimo tassello, “ossia la pronuncia della Regione Lazio che ha determinato l’esclusione dell’opera in oggetto dal procedimento di VIA – Valutazione Impatto Ambientale – dando così il via libera all’esercizio della Linea, a valle delle verifiche tecniche previste“.

“La realizzazione di questa tratta che collega Vigna Clara, Valle Aurelia, San Pietro, Quattro Venti e Ostiense, connettendo così il quadrante nord con la linea FL3 Cesano-Viterbo e soprattutto con le linee A e B della metropolitana, è un intervento importante e strategico per la cosiddetta cura del ferro nel cuore di Roma, che va nella direzione dell’ampliamento del trasporto su ferro nella nostra città, con la conseguente diminuzione del traffico su gomma” afferma Patané.

In effetti, questa tratta, lunga circa sette chilometri dei quali poco più di quattro interrati nella galleria Pineto, consentirà agli utenti di Roma Nord, e in particolare ai pendolari dell’hinterland, di lasciare l’auto e andare in otto minuti a Valle Aurelia dove passano sia la Metro A che la linea ferroviaria regionale FL3 Cesano-Viterbo utile per raggiungere le stazioni di Roma San Pietro e Roma Ostiense in meno di trenta minuti.

Questa nuova linea – conclude infine Patané – rappresenta un primo passo importante verso la chiusura dell’anello ferroviario, fondamentale per la mobilità del quadrante Nord-Ovest della capitale“.

Ancora più vicina la chiusura dell’anello

Occorre infatti ricordare che, a fine dello scorso novembre, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili e RFI, Rete Ferroviaria Italiana, hanno sottoscritto l’aggiornamento 2020-2021 del Contratto di Programma 2017–2021 che prevede l’assegnazione di ulteriori risorse economiche nell’ambito del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, e che parte di questi fondi sono destinati alla realizzazione della chiusura dell’anello ferroviario della capitale, un progetto che farà fare un grande salto di qualità e capillarità ai collegamenti ferroviari di Roma.

Inoltre, la chiusura dell’anello consentirà il raddoppio della tratta Valle Aurelia-Vigna Clara unitamente al nuovo tracciato tra la fermata Vigna Clara e la stazione Val d’Ala, aldilà del Tevere, compresa la nuova stazione Tor di Quinto e la nuova tratta a doppio binario Vigna Clara-Tor di Quinto che renderebbe possibile l’interscambio con la linea Roma – Viterbo e la diramazione per Roma Smistamento (Bivio Tor di Quinto).

Torquati, “Finalmente, ma ci aspetta un grande lavoro”

Dopo anni di lavoro, sia nella vecchia consiliatura tra il 2013 al 2016, che in opposizione negli ultimi cinque anni, finalmente è arrivata questa notizia tanto attesa” dichiara il Presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, ricordando che si tratta di un obiettivo “per cui a partire dal 2015 ci siamo spesi, prima con la folle idea di recuperare una stazione fantasma e poi con l’impegno di procedere alla chiusura dell’anello ferroviario. Dopo il nostro lavoro della scorsa consiliatura, il finanziamento e i lavori svolti, la stazione era pronta, ma bloccata per i ricorsi di alcuni privati“.

Ci aspetta però ancora un grande lavoro, decisivo per il nostro territorio – conclude Torquati -: oltre alla riapertura della stazione, dovremo lavorare per la definitiva chiusura dell’anello ferroviario, progetto già presente nel programma comunale e municipale.”

Dalla Regione “un alto livello di offerta”

Nell’esprimere grande soddisfazione, voglio ribadire l’impegno della Regione Lazio in questo progetto e confermare che la direzione regionale competente è già a lavoro con RFI e Roma Capitale per fare in modo che venga garantito, con l’inizio dell’avvio della linea ferroviaria, anche un alto livello di servizi offerti agli utenti.

E’ quanto dichiara l’assessore regionale alla Mobilità, Mauro Alessandri ricordando anche lui che la tratta “rappresenta uno snodo molto importante per Roma, poiché in grado di mettere in collegamento la parte più a Nord con quella a Sud, in tempi sicuramente accettabili e utilizzando una linea nuova e moderna“.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Radiomedical Roma

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

9 COMMENTI

  1. mi verrebbe di esultare ma le mie esulltanze come commenti sarebbero poco eleganti e poco civili. mi viene solo da dire: chi la fa la aspetti! la Giustizia alla fine Vince! c’è ancora qualche mese da aspettare e bisogna comunque incrociare le dita fino all’ultimo ma in ogni caso questa storia ,questa vicenda spero venga riportata sui libri di Diritto e di Legge di ogni università del mondo nei prossimi decenni come CASO STUDIO su cio’ che succede quando si tira troppo la corda dentro i tribunali per piu’ di trent’anni!

  2. Finalmente dovremmo esserci con l’entrata il servizio della stazione!
    Non si sa però come verrà risolto il problema dei parcheggi. Attualmente i posti auto disponibili su piazza Diodati sono in buona parte occupati dai residenti in zona; c’era l’idea di crearne altri utilizzando quella lunga striscia incolta che costeggia un buon tratto di via Monterosi, e sull’argomento ci sono stati precedenti articoli di VignaClara Blog e interventi dei lettori, ma sul punto non sembra che si abbiano notizie precise.
    La cosa personalmente non mi riguarda, posso raggiungere a piedi piazza Diodati in circa dieci minuti, ma i problemi potrebbero essere notevoli per chi intende arrivare in auto alla stazione e da lì prendere il treno. Speriamo che il famoso “chi di dovere” (RFI, Comune, XV Municipio?) esamini in fretta il problema. Il bus 200 ferma proprio davanti alla stazione, e le linee 201 e 223 a poca distanza, ma chi utilizza l’auto per muoversi potrebbe avere serie difficoltà, anche perchè, in presenza del Covid, i mezzi pubblici vengono notoriamente poco utilizzati.

  3. Finalmente una buona notizia per la mobilità del quartiere, dopo anni di attesa e ricorsi… Adesso avanti con la chiusura dell’anello ferroviario!

  4. Guarda guarda la Regione ha aspettato per la sua delibera che ci fosse un sindaco dello stesso partito ! Altro che interesse dei cittadini, solo meri e criticabilissimi interessi elettorali e di bottega ! Sempre che sia vero ovviamente : problema parcheggi, spostamento del mercato ….scommettiamo che si tratterà del solito annuncio fantasmatico ?

  5. Una bella notizia alla faccia dei ricorrenti, che comunque si ritroveranno i propri immobili rivalutati grazie a questa infrastruttura in un quadrante della città tagliato fuori dai programmi di sviluppo della metropolitana.

  6. finchè non la vedo attiva non ci credo…ormai… ma servono i parcheggi e sicuramente fare qualche lavoro per i pedoni..attraversare via flaminia e corso francia è davvero pericoloso. rotonde ? ponte pedonale da via Jacini dove sono i giardinetti fino la rotonda dentro i giardini di vigna clara unirebbe il quartiere e sarebbe utilissimo

  7. Vorrei a questo punto chiarire la situazione: non è che l’apertura all’esercizio della stazione Vigna Clara costituirà il completamento dell’anello ferroviario. Restano da fare altre opere:
    Il cavalcavia della Flaminia, ai Due ponti; c’era uno storico ponte in mattoni, demolito nel 1990.
    Il cavalcavia di Via Camposampiero e, subito dopo, il “nodo” del superamento/interscambio con la Roma Nord (qui sarebbero possibili diverse soluzioni, non è chiaro quale sarebbe/sarà adottata).
    Il ponte sull’Aniene.
    Il cavalcavia sulla Salaria, anche qui c’era un ponte in mattoni, demolito quando la “Via Olimpica” diventò tangenziale Est.
    Infine non sarà di facile soluzione l’interconnessione con le esistenti linee, qui un collegamento “a raso” comporterebbe serie interferenze con le traccie orarie.
    Se a tutto questo aggiungiamo tutti gli espropri necessari si comprenderà come non sarà semplice e veloce il completamento dell’anello.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome