Home CRONACA Scempio rifiuti in via della Farnesina. Margherita Granbassi: “Fate qualcosa!”

Scempio rifiuti in via della Farnesina. Margherita Granbassi: “Fate qualcosa!”

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Per giorni sotto il cavalcavia di via della Farnesina, a poche centinaia di metri da Ponte Milvio,cumuli di rifiuti hanno invaso il marciapiede strabordando dai cassonetti ma anche, i più, volutamente abbandonati.

Sacchi pieni di rifiuti organici, di bottiglie di plastica, d’indifferenziata. Una vecchia stampante, un contenitore sfondato, decine di cartoni nemmeno piegati e dalla chiara provenienza. Alcuni dai vicini negozi, altri da residenti che non si sono nemmeno peritati di rimuovere le etichette con nome cognome e indirizzo.

I passanti fanno il giro largo e tirano dritti guardando sconsolati quelle montagne di rifiuti. Sconsolati e assuefatti perchè lì, proprio in quel punto, questa storia va avanti da anni.

A ribellarsi però questa volta è Margherita Granbassi, ex campionessa del mondo di fioretto, oggi conduttrice televisiva, che sul suo profilo twitter ha postato un video in cui mostra lo scempio di via della Farnesina.
“Vi prego di fare qualcosa”, questa situazione “non è accettabile!” scrive sotto il video coinvolgendo la sindaca Virginia Raggi.

A fare da contraltare a questa mini discarica maleodorante c’è però la spalletta del Parco Volpi, un’area che pare essere uno spicchio di paradiso del verde: rose, oleandri, lavande, gigli, melograno, visco, alloro. Un’area curata non certo dal servizio Giardini capitolino ma da Bruno, un anziano del luogo che a fine 2020 è stato anche premiato dal Presidente del Municipio XV per il suo forte attaccamento al territorio.

E Margherita Granbassi, con un secondo video, ci tiene a sottolinearlo: “Fortuna che ci sono persone speciali, come il signore che cura con amore il giardinetto pubblico di fronte a quello scempio” scrive in un altro tweet.

Ecco i due video

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6 COMMENTI

  1. Ma è così dappertutto ormai, dalla Cassia alla Portuense, dall’Aurelia all Prenestina…gente incivile, infrastrutture che non ci sono, un’azienda per i rifiuti da rifondare, un’amministrazione comunale di incapaci: questa è Roma, e probabilmente dai tempi di Cola di Rienzo!

  2. Alcune considerazioni:
    – gli unici rifiuti che vengono raccolti periodicamente sono quelli indifferenziati;
    – in quel punto sotto il cavalcavia c’erano 2 bidoni per la carta e 2 per plastica/metalli. Uno della plastica andò a fuoco anni fa e non fu mai sostituito (recentemente hanno sostituito quello superstite che si era rotto con un bidone mezzo rotto);
    – la plastica viene raccolta quando va bene una volta a settimana: nel giro di 24 ore il bidone è di nuovo strapieno;
    – dal cavalcavia andando verso nord i primi bidoni disponibili su via della Farnesina sono dopo via Mambretti, sempre strapieni visto il bacino di utenza enorme che devono servire (come mostrato più e più volte);
    – su via degli Orti della Farnesina c’è uno scenario simile: direzione sud dopo via dei Duchi di Castro i primi bidoni sono sempre strapieni con sacchetti per terra. Quelli dopo la fermata del bus sempre vuoti. Vero che i cittadini sono degli zozzoni pigri, ma dimensionare il numero di bidoni dovrebbe essere abbastanza facile (metto i bidoni dove possono essere riempiti oppure li metto a casaccio e i cittadini si arrangino andando a cercare quello vuoto se quello vicino è pieno?);
    – dato il numero di persone per area, la quantità di spazzatura prodotta è una cosa che dovrebbe essere statisticamente prevedibile quasi al grammo. E la raccolta adeguata di conseguenza.

  3. Una domanda che mi sono sempre posto ad esempio per la raccolta carta: perchè i cassonetti della raccolta carta vengono svuotati una sola volta a settimana? Eppure sono sempre stracolmi. Raramente mi è capitato di vederli vuoti. Eppure la carta e il cartone usati sono un bene, e non rifiuti. Dovrebbe essere interesse di chi ricicla procurarsi quanta più possibile di questa “materia prima”.

    • Questa è una domanda che mi pongo anche io. Sarebbe INTERESSE di chi gestisce il servizio svuotare con regolarità i cassonetti della carta. Invece no, i cassonetti rimangono pieni.
      Incredibile come non vi sia un minimo di mentalità industriale nella gestione dei rifiuti. Io non sono un fan delle privatizzazioni “tout court” dei servizi pubblici, ma qua al momento non vedo vie di uscite alternative. Bisogna togliere all’AMA certi servizi e darli a qualcun altro. E non venitemi a dire che non sarebbe giusto “regalare” la parte redditizia di un servizio ad un privato lasciando al pubblico solo la parte in perdita. Sarei d’accordo se non fosse che l’AMA non è in grado di gestire servizi anche laddove potrebbe realizzare degli utili, per cui a questo punto tanto vale ridurla ai minimi termini. Questo è quello che vorrebbero gli speculatori? Forse, ma sicuramente è quello che si meritano e da anni vanno cercando AMA, chi la dirige e chi ne possiede le azioni (ovvero l’ex Comune di Roma, ormai Roma Capitale, disastrosamente governata dal 2016 da Virginia Raggi e dal M5s).

  4. Sotto il cavalcavia di via della Farnesina è sempre così. Ho postato molte foto, non serve a nulla. Inoltre i bel parco vicino è solo un urinatoio per cani. Quella è una zona discarica: feci e urina maleodoranti in tutto quel tratto, oltre alla spazzatura, che consiste anche di lavatrici, divani, frigoriferi, ecc. Non si può camminare a piedi.

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