Home CRONACA Fleming, il quartiere si organizza contro il killer dei pini

Fleming, il quartiere si organizza contro il killer dei pini

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Galvanica Bruni

La temperatura mite avanza e la “cocciniglia tartaruga” si diffonde indomita sui pini di Roma, succhiandone la vita. Nei giorni scorsi si è diffusa l’allerta tra i residenti di Collina Fleming, nel vedere la cocciniglia tartaruga propagarsi velocemente sugli alti pini vicino alle loro case.

La descrivono come una “pioggerellina simile alla resina”, che ricopre gli alberi e tutto ciò che ci sta sotto. I residenti reclamano l’urgenza di un intervento per tutelare la salute degli alberi e prevenire gli eventuali danni. La prossima settimana ci sarà un sopralluogo con gli esperti.

I residenti: bisogna intervenire subito

Sul gruppo Facebook del quartiere sono comparsi alcuni post di denuncia e di richiesta di informazioni su quale fosse la via migliore per poter intervenire.

In molti hanno risposto, condividendo la preoccupazione per la vita degli alberi e per i danni che potrebbe causare l’eventuale morte, ma soprattutto è emersa la voglia di unirsi per intervenire anche in forma privata.

Il precedente di Saxa Rubra

Il problema, in realtà, coinvolge tutta la città e per quanto riguarda Roma Nord era stato portato all’attenzione la scorsa estate dall’architetto Paolo Salonia che, in una “lettera al direttore”, rivelò a VignaClaraBlog.it di aver individuato il parassita sui 500 pini della zona di Saxa Rubra.

Spinti da lui, i residenti hanno raccolto i fondi necessari per finanziare il trattamento endoterapico a opera della ditta specializzata La Farmacia del Verde, leader in Italia per questo tipo di interventi e partner dell’Università di Napoli Federico II nella sperimentazione dei metodi migliori per la lotta contro la Toumeyella Parvicornis. L’intervento sui pini di Saxa Rubra si è svolto a metà gennaio di quest’anno.

Il Fleming si organizza

A Paolo Salonia hanno fatto riferimento anche i residenti del Fleming. “Ci siamo fatti dare tutte le indicazioni su come procedere. Così, abbiamo contattato La Farmacia del Verde e concordato un incontro con il loro agronomo, Marco Belli, per mercoledì 21 aprile. Studierà lo stato dei pini interessanti dal parassita”, ci spiega Cristina Tabarrini, presidente del Comitato i quartieri della stazione di Vigna Clara e dintorni.

Il sopralluogo si svolgerà principalmente su via Flaminia Nuova, via Valdagno e via Raffaele Cappelli dove ci sono all’incirca 65 pini bisognosi di cure.

“Sulla base del preventivo, potremo capire se la cifra può essere raggiunta attraverso un’autotassazione dei residenti. Tra le varie idee che sono emerse, c’è quella di coinvolgere gli studenti degli Istituti scolastici del quartiere, loro potrebbero dare un aiuto nella campagna di sensibilizzazione sulla salvaguardia dell’ambiente”.

La cocciniglia tartaruga

Cos’è questo parassita così aggressivo? La cocciniglia tartaruga, o più correttamente la Toumeyella Parvicornis, è un piccolo insetto fitofago originario delle foreste del Nord America e deve il suo nome al particolare dorso della femmina, molto simile al carapace della testuggine. Ha iniziato a diffondersi in Italia nel 2014, nel Lazio dal 2018, ed è molto nocivo per i nostri pini secolari.

L’insetto compare con l’arrivo delle belle giornate primaverili e si espande sulla pianta, nutrendosi della sua linfa e producendo in modo abbondante la “melata”, ossia una sostanza densa, zuccherina e appiccicosa che, poi, diventa fumaggine e riduce l’attività fotosintetica delle piante, fino a causarne la morte.

Le istituzioni? Festina lente

Il nostro caratteristico pino domestico di Roma è sotto attacco da ben due anni e già l’80% è stato aggredito, ma le istituzioni si muovono al motto di festina lente.

Da un lato c’è la Regione Lazio che ha funzioni legislative, di pianificazione e programmazione mentre quelle di gestione sono di competenza del Campidoglio e che, stando a quanto sostiene l’assessore capitolino all’Ambiente, Laura Fiorini, “avrebbe dovuto fornire linee guida più volte sollecitate nel corso degli anni e mai emesse”.

Resta però il fatto che la Regione ha stanziato in queste ore 500mila euro per salvare il milione di pini romani censiti. “Investiamo da subito 500mila euro per combattere il parassita che sta distruggendo gli alberi. Raccogliamo il grido d’allarme lanciato da molti romani e da tante associazioni a partire da Italia Nostra. Anche noi vogliamo difendere questo grande patrimonio naturale, culturale e di biodiversità” annuncia su facebook il presidente Nicola Zingaretti precisando che “La Regione Lazio farà la propria parte” nel salvare i pini romani “che rappresentano una riserva fondamentale di bellezza e benessere”.

Dall’altro lato c’è il Campidoglio che, come ci tiene a precisare l’assessore Laura Fiorini, sul contrasto alla toumeyella parvicornis che infesta i pini cittadini dal 2018, il Dipartimento capitolino all’Ambiente ha avviato fin da subito trattamenti antiparassitari sperimentali trattando fino ad oggi circa 4mila pini con buoni risultati. Ha agito quindi in netto anticipo rispetto agli altri soggetti coinvolti, tra cui la Regione Lazio”.

“Ora che abbiamo il via libera del Ministero della Salute all’uso di un prodotto specifico, per 120 giorni dal primo maggio, partiamo immediatamente su ampia scala con un piano con cui contiamo di trattare circa il 50% dei pini comunali aggrediti. Abbiamo attivato tutte le risorse in campo, non sono certo i 500 mila euro annunciati dalla Regione Lazio che salveranno i pini di Roma. Se è per questo, Roma capitale ha già stanziato 700 mila euro oltre a quelli già investiti per i trattamenti sperimentali. Questa non è una gara a chi punta di più” sostiene con forza l’assessore concludendo: “sarebbe stato più opportuno che la Regione, come le compete, avesse fornito subito linee d’azione”.

La cocciniglia, però, non aspetta

Mentre le istituzioni battibeccano, i pini domestici che riempiono il verde della Capitale e dintorni – oltre un milione secondo il Servizio Giardini – rischiano di scomparire e quelli che a Roma Nord al momento sono stati salvati è grazie solo all’intervento dei privati, come insegna la vicenda di Saxa Rubra, o al silente ma efficace lavoro di altri enti, come accaduto in via Cortina d’Ampezzo grazie all’omonimo Consorzio Stradale.

Giulia Vincenzi

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3 COMMENTI

  1. Sono residente in via Valdagno, per favore tenetemi presente per qualsiasi iniziativa. È da più di un anno che vorrei fare qualcosa per salvare i nostri pini. Ho contattato più volte il comune di Roma ma inutilmente. Mi dispiace ma non sono su Facebook. Contattatemi via email. Grazie!

  2. In questi anni al Fleming ho visto solamente abbattere alberi, come i pini a via Fleming e via Flaminia Nuova e diversi alberi di Giuda tra via Serra e via Nitti; l’area dell’ex circolo Fleming a Via Rocca Porena è abbandonata da anni e si è tentato poi di cementificare l’area verde attigua, l’ultima rimasta nel quartiere, anche se ora il cantiere è fermo da anni rendendola comunque inaccessibile ai residenti; non parliamo poi di Piazza Monteleone di Spoleto che ha visto sparire il giardino per fare posto ad un mercato ad oggi in stato penoso e causa di degrado della piazza. Mi piacerebbe che ogni tanto Comune e Municipio si ricordassero di questo quartiere che col passare del tempo appare sempre più un angolo sfigato di Roma Nord.

  3. Passeggiando a via Fleming si vedono sotto i pochi pini rimasti i segni della resina che gli alberi tirano fuori quando sono attaccati dalla cocciniglia; la strada ha già perso più dei due terzi dei suoi pini e temo che tra non molto spariranno del tutto; nel primo tratto più in basso tempo fa furono piantati alcuni alberi al posto dei pini del tutto spariti, ma nel tratto finale più in alto, dopo la curva, resta solo una fila di tronchi mozzi in aggiunta a uno sparuto gruppetto di pini ormai malato. Possibile che non si faccia nulla per curare o ripristinare il verde di questa via che in passato ha dato nome e lustro ad un quartiere e che ormai sembra ridotta ad un parcheggio disordinato di macchine in mezzo alla carreggiata?

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