Home AMBIENTE Saxa Rubra, cittadini salvano 500 pini col fai-da-te

Saxa Rubra, cittadini salvano 500 pini col fai-da-te

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Al via da oggi, mercoledì 13 gennaio, i trattamenti endoterapici per salvare i 500 pini di Saxa Rubra dagli attacchi devastanti della Toumeyella Parvicornis, volgarmente nota come “cocciniglia tartaruga”, il parassita che sta letteralmente succhiando loro la vita, così come sta facendo sulle altre centinaia di migliaia di pini domestici nella nostra città.

Parliamo dell’area compresa tra via di Quarto Peperino, via Adrianopoli, via Crisopoli, via Calcedonia, via Naisso, via Flaminia e ampie zone adiacenti, fortemente caratterizzate dalla presenza di pini domestici.

L’intervento odierno è interamente supportato da privati cittadini e rappresenta l’esito di una iniziativa civica promossa dall’architetto Paolo Salonia che ha aperto e sostenuto con testardaggine la raccolta dei fondi necessari tra i residenti della zona.

Tali trattamenti saranno dunque interamente gratuiti per il Comune di Roma e per il Servizio Giardini perchè sostenuti dai cittadini che preoccupati della salvaguardia dell’inestimabile patrimonio rappresentato da questi pini sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello paesaggistico­-culturale, si sono sostituiti alla Pubblica Amministrazione.

L’azione viene da lontano e prende le mosse a luglio 2020 quando Salonia inizia ad investire del problema diversi soggetti che, per responsabilità e ruolo, sembrava fossero obbligati ad affrontare la situazione con interventi risolutivi: dai Dipartimenti Tutela Ambientale del Comune e della Regione Lazio al Parco di Veio, dall’Arpa al Municipio XV fino ai Ministeri competenti senza però ottenere risposte.

Di fronte a tali silenzi la comunità locale, coinvolta da Salonia, ha deciso di agire privatamente per contrastare la diffusione della ‘cocciniglia tartaruga’ e salvare la pineta.

Il trattamento endoterapico viene eseguito dalla ditta specializzata La Farmacia del Verde, leader in Italia per la grande esperienza in questo tipo di trattamenti endoterapici e partner dell’Università di Napoli Federico II nelle sperimentazioni che da tempo vengono condotte (anche a Roma, all’Eur) finalizzate alla definizione scientifica dei metodi migliori per la lotta contro la Toumeyella Parvicornis.

I lavori, autorizzati dal dipartimento capitolino all’Ambiente, saranno supervisionati dall’agronoma Sara Sacerdote che garantirà lo svolgimento e il buon esito delle operazioni.

“Con questa autorizzazione il risultato ottenuto appare ancora maggiore” spiega Paolo Salonia ricordando che “ad oggi nonostante il parassita scorrazzi sul territorio nazionale dal 2015, devastando immense quantità di pini domestici e, conseguentemente, l’ambiente e i paesaggi storico-culturali che rappresentano la nostra identità, le autorità competenti non hanno ancora definito protocolli e normativa in modo di permettere al Servizio Fitosanitario Nazionale di predisporre le procedure operative sulla base delle quali i diversi Enti territoriali possano materialmente intervenire. La mancanza di una normativa nazionale, autorizzativa di metodo e di fito-farmaco ammesso, è in pratica diventata il gigantesco alibi dietro al quale nascondere questo inaccettabile e colpevole immobilismo”.

“Così – incalza Salonia – accade che a Roma la Pubblica Amministrazione sia costantemente latitante nella difesa del patrimonio verde, mentre viceversa taglia quindici pini a via Flaminia senza che i cittadini possano conoscere i motivi di tale scempio. Tanto meno è dato conoscere chi ha concesso il benestare per l’assurdo abbattimento della quinta storica di pini domestici di via di San Gregorio in un rimpallo tra le diverse Soprintendenze e Parco Archeologico del Colosseo. Solamente per limitarci a due esempi”.

“Contemporaneamente, quegli stessi cittadini ai quali non viene neanche garantito il minimo diritto all’informazione, hanno prontamente aderito alla sollecitazione di uno di loro facendosi carico della cura di 500 pini a Saxa Rubra. Forse è questo – conclude Salonia – il significato dell’articolo 118 della nostra Costituzione, in mancanza del rispetto del più citato (inutilmente) articolo 9?”

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