Home AMBIENTE Roma, un milione di pini domestici  vicini all’estinzione

Roma, un milione di pini domestici  vicini all’estinzione

Parco Volpi

I pini di Roma immortalati dall’antichità nei dipinti e cantati dalle famosissime note di Ottorino Respighi  hanno i giorni contati. Il paesaggio romano sarà sottoposto ad una trasformazione epocale con la negazione di un fondamentale aspetto identitario e del suo più splendido iconema.

Oltre un milione di alberi nella città di Roma e dintorni (come stimato dal Servizio Giardini capitolino) e così anche i giardini ed i parchi definiti “Musei Viventi” dalla Carta Internazionale del Restauro dei Giardini di Firenze, alberi vincolati e monumentali, si apprestano a diventare solo un mesto ricordo.

Villa Borghese, Villa Pamphili, Villa Ada, Villa Glori, il Gianicolo, Villla Torlonia …l’Aree archeologica  Centrale, Appia, Ostia Antica…. le Riserve, le pinete litoranee come quelle di Fregene, Maccarese, Castelfusano e Ostia….. I pini della Caffarella, dell’Axa, di Casal Palocco, Mostacciano, l’Eur, la Garbatella, Corso Trieste, Saxa Rubra …   sono già stati infestati o a rischio imminente.

Il parassita, la Toumeyella Parvicornis  o Cocciniglia Tartaruga, descritto dai Servizi Fitosanitari come molto aggressivo e con riproduzione esponenziale, dopo essere approdato nel 2014 dall’America in Campania, lasciando dietro di sé la devastazione, dal 2018 è arrivato nel Lazio.

Da 6 anni le Istituzioni continuano ad essere cieche e sorde agli appelli dei cittadini e non prendono le dovute misure necessarie e urgenti, ed inoltre, data la gravità e la complessità delle cure, non si ha certezza dei consistenti fondi da destinare al contrasto dell’epidemia.

Trenta Associazioni e Comitati romani, regionali e nazionali hanno inviato  un ultimo appello  al Ministero dell’Agricoltura , al Mibact, alla Regione Lazio e a Roma Capitale per  chiedere interventi immediati ed efficaci   per salvare dall’attacco della Toumayella Parvicornus un patrimonio  di milioni  pini domestici vicini  dall’estinzione lungo l’ intero versante tirrenico e nella Capitale d’Italia, per la colpevole mancanza di cure da parte degli organi preposti.

Nell’appello inviato, ai sensi della Legge 241 del 1990, si chiede  di  uscire da un immobilismo di anni che sta portando alla perdita di un patrimonio irrinunciabile. Le Associazioni, i Comitati e cittadini in particolare chiedono:

1) interventi tempestivi decretando la lotta obbligatoria per la cura dei pini, considerando l’abbattimento solo se inevitabile, con divieto di conferire il legname alle inquinanti centrali biomasse, che comprometterebbe la credibilità delle decisioni di necessario abbattimento.

2) utilizzo in tempi rapidi dell’unico metodo ampiamente sperimentato con risultati eccellenti: l’endoterapia con abamectina, oltre ai lavaggi della chioma a getti d’acqua con sapone, alcol per sanificare, sali di potassio per togliere la melata e consentire all’albero la sintesi clorofilliana. Da sperimentazioni eseguite dal Vaticano, dall’Università Federico II di Napoli, nonché da numerose ditte private in luoghi vasti, risulta l’unica ad assicurare oltre il 90% di efficacia.

3)  Vista la gravità della patologia e considerato che si estende velocemente a ogni parte d’Italia, si chiede anche che i Ministeri competenti, Regione e Comune stanzino le necessarie risorse economiche e si adottino i regolamenti per assicurare tempestivamente la cura dei pini, anche con variazioni di bilancio, per interventi più rapidi ed estesi possibili.

E’ impensabile inoltre che proprio in questa difficile fase per la salute umana si lascino morire e si abbattano milioni di grandi  alberi.  Secondo gli studi scientifici a partire da Healty Air sul ruolo degli alberi urbani condotto in 245 città e metropoli pubblicato nel 2016, si indicano come prioritarie le azioni di mantenimento dell’attuale numero di alberi, oltre all’incremento degli stessi.

Non fosse per i valori paesaggistici rappresentati dai pini non avrebbe senso la campagna di Minambiente per piantare 50 milioni di alberi giovani rinunciando ai benefici di milioni di alberi maturi. Alberi che come i pini i pini adulti che stiamo perdendo, già oggi regolano il microclima locale, riflettono e assorbono le radiazioni solari, attraverso l’evapotraspirazione abbassano la temperatura delle città, abbattono le PM 2,5  responsabili di gravi malattie e di migliaia di decessi in Italia, come di milioni di decessi nel resto del mondo.

L’appello è sulla piattaforma “Buonacausa.org” (clicca qui): in pochi giorni ha già superato le mille firme di cittadini.

Firmato da
Italia Nostra Roma; Cittadinanza Attiva Lazio; Amici dei Pini di Roma; Carteinregola; Comitato Nazionale Paesaggio; Coordinamento Residenti Città Storica; ISDE Italia | Associazione Medici per l’Ambiente; Vas Ambiente e Società; Respiro Verde Legalberi; Vittorio Emiliani per il Comitato della Bellezza; Associazione SIMEF; Associazione Aurelio Volontari DecoroTredicesimo-Pineta Sacchetti; Salviamo i Pini di Corso Trieste; Comitato Salute ed Ambiente Eur; Salviamo la Riserva di Procoio; Salviamo le Riserve; Comitato Abitare Ponte Milvio; Comitato Mura Latine; Comitato Rinascita Tiburtina; Associazione Gentes quartiere Giuliano Dalmata; Cittadinanza Attiva Nomentano Trieste; Associazione Progetto Celio; Comitato Abitanti Rione Monti; SOS ambiente10; Le Sentinelle degli Alberi di OSTIA; Paolo Salonia e cittadini riuniti per salvare i pini di Saxa Rubra; Forum Salviamo il Paesaggio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

3 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome