Home ATTUALITÀ “Pessime Idee” al Fleming, una libreria a colmare un vuoto

“Pessime Idee” al Fleming, una libreria a colmare un vuoto

Pessime-Idee

La libreria delle “Pessime idee” ha aperto nel cuore di Collina Fleming: un’idea coraggiosa, una ventata di cultura, uno spiraglio di luce in un momento difficile. Il quartiere l’ha già accolta con interesse e calore, nonostante negli ultimi anni molte librerie di Roma Nord abbiano chiuso; che sia questo un segnale di ripartenza per la carta stampata?

“Le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia”. La citazione di Erasmo da Rotterdam si staglia sul muro di fondo della libreria “Pessime idee” di via Antonio Serra 81A, sede anche della casa editrice indipendente che porta lo stesso nome e nata solo un anno fa.

Gli editori e librai si chiamano Loris Dall’Acqua e Sara Del Sordo, amici e colleghi che hanno messo insieme le loro forze per concretizzare un sogno e una sfida; lui abita in via Cassia, lei ha origini molisane ma vive a Monte Verde.

“Sentivamo la necessità di raccontare l’editoria in un altro modo, – inizia a spiegarci Loris – così abbiamo iniziato a cercare i nostri primi autori, sia in Italia in all’estero, per proporre una narrativa che secondo noi valesse la pena di essere raccontata”.

Aprire oggi una libreria è una pessima idea?

Ridono alla nostra domanda. “Ci piace giocarci sopra, il nome è un modo per esorcizzare quest’immaginario collettivo”, risponde Sara. E Loris aggiunge: “L’idea di poter avere un luogo che fosse sede di una casa editrice e libreria in contemporanea è un sogno romantico che ci piaceva mettere in piedi. Al di là dell’aspetto economico che speriamo possa andar bene, ci siamo creati un posto lavorativo fatto su misura per chi ama questo lavoro”.

Le pessime idee sono anche il fil rouge delle loro scelte narrative. “La maggior parte dei libri che abbiamo pubblicato hanno alla base un’idea che mette paura ma ti intriga allo stesso tempo, che non sai esattamente dove ti porta, ma soprattutto prendono spunto da storie vere”.

Come quella del protagonista de “L’ultimo detenuto” dell’australiano Anthony Hill, deportato dall’Inghilterra all’Australia per aver dato fuoco a un granaio pensando di rimediare un pasto caldo per qualche giorno; come i libri dell’autore bisessuale giamaicano Claude McKay, bannato dal suo editore perché raccontava storie non apprezzate in un’America degli anni ’20.

‘Che Dio vi benedica’…

Gli scaffali sono ricolmi di libri, dai romanzi ai gialli, dai libri d’arte alle favole per bambini, e presto arriveranno anche i volumi per la scuola. Tutti sono ordinati per casa editrice: “È l’imprinting che vogliamo dare alla libreria, per far conoscere al grande pubblico il gran lavoro che c’è dietro la produzione di un libro, cercando di dare particolare spazio agli editori indipendenti”.

Mentre chiacchieriamo con Sara e Loris, in molti si affacciano, bussano, salutano con entusiasmo, chiedono informazioni. L’apertura di una libreria al Fleming appare un evento, uno segnale propizio. “Il quartiere ci sta accogliendo molto bene, abbiamo ricevuto persino un ‘Che Dio vi benedica’. Questa zona ci è sembrata da subito il luogo ideale, perché è molto attiva e ci sono tante scuole, ma anche per la grande assenza di librerie, di cui molti si lamentano”.

Un rimedio a un grande vuoto

Un’assenza iniziata vent’anni fa, quando chiuse la piccola libreria di via Nitti, ma che non ha giovato alle librerie dei quartieri limitrofi. “Rinascita”, nel mercato di Ponte Milvio, è rimasto aperto dal 2008 al 2011; “Fanucci”, in via di Vigna Stelluti, ha resistito appena 6 anni e il proprietario scrisse una lettera amara alla nostra redazione: “Anni di fatica, di ricerca di formule che risvegliassero un’area di Roma sprovvista di librerie, a combattere tra negozi di abbigliamento, scarpe e intimo come a dire che l’estetica supera di gran lunga l’interiorità, della serie meglio un corpo ben vestito che una mente ben fornita”; “Pallotta”, dopo 12 anni di servizio intelligente e vivace al territorio, è stata stroncata dai mesi della pandemia.  A resistere a denti stretti, con professionalità, è rimasta solo Velitti, a piazza Jacini.

La nuova libreria della “Pessime idee” rappresenta, quindi, un nuovo punto di riferimento importante per tutti i lettori dell’area Ponte Milvio, Fleming e Vigna Clara, un luogo dove poter ricevere un consiglio per la prossima lettura, ma ospiterà anche presentazioni di libri, eventi culturali, workshop e quel che verrà in base alle esigenze.

“Vogliamo che sia un luogo di incontro e scambio culturale, perché crediamo nel rapporto ambivalente tra libreria e lettori” ci dicono Sara Loris dando appuntamento al civico 81A di via Antonio Serra.

Giulia Vincenzi

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7 COMMENTI

  1. Un plauso al coraggio e alla “ visionaria follia”, a Sara e Loris..
    con l’Augurio di cuore e la speranza che la cultura illumini il quartiere!

  2. Bravi e coraggiosi. Aprire un libreria in Italia è un atto eroico che va senz’altro incoraggiato e premiato. Buon lavoro e tanti auguri.

  3. Incuriosito, mi sono recato in questa libreria. Dappertutto aria di nuovo, scaffali ben forniti anche di libri pubblicati dalla loro Casa editrice, i titolari sono persone affabili e gentili. Hanno avuto fegato a gettarsi in quest’avvventura, fa piacere che in zona ci sia un nuovo spazio dedicato alla cultura e meritano una visita.

  4. Altro che “Pessime idee”. Per me ottima idea essendo io un bibliomane che” macina” decine di libri, per lo più di saggistica, ogni anno. Alcuni volumi sono irreperibili anche tramite l’edicola. Se, poi, potessi ricevere i libri a casa, non meno di 4/5 a volta, sarei ancor più soddisfatto. Abito a meno di un Km da via Serra.

  5. Molto contenta dell’iniziativa e ammiro il coraggio , di questi tempi. Il luogo è familiare: figli e nipoti hanno frequentato la scuola di via Serra e tornerò con piacere a percorrere quella strada per venirvi a trovare. Auguri

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