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Vigna Clara, chiude la libreria Fanucci

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Brutto colpo per la cultura quando una libreria chiude i battenti. Se poi è una delle poche ancora vivaci e al passo coi tempi e con le tendenze letterarie il segnale è veramente preoccupante.

E’ quel che accade a Vigna Clara, dove, dopo quasi 13 anni di attività, la libreria Fanucci di via di Vigna Stelluti sta per chiudere.

Ad annunciarlo è  l’editore Sergio Fanucci con una lettera pubblicata sul suo sito.

“Il triste giorno alla fine è arrivato. Dopo la cessione della mia libreria a piazza Madama lo scorso Febbraio, ho deciso di chiudere dopo sei anni la mia seconda e ultima libreria a Roma, quella in via di Vigna Stelluti, 162. Tramonta così dopo quasi tredici anni, la mia avventura imprenditoriale sul retail del libro che mi ha regalato momenti di soddisfazioni come anche di grande desolazione.”

Le cause? “L’arrivo delle librerie on line, lo strapotere di Amazon, gli allegati ai giornali delle edicole, i libri digitali, le promozioni fantasiose dei 2×1, le librerie di catena in economia di scala e via dicendo, hanno contribuito di giorno in giorno – scrive Fanucci – a snaturare la figura del libraio indipendente facendogli perdere sempre di più quel ruolo determinante e imprescindibile nella filiera culturale. Oggi sono sempre meno e a Roma in un calo senza precedenti”.

Amare le considerazioni di Sergio Fanucci nel sottolineare che fin dall’apertura della libreria i residenti di Vigna Clara “non hanno risposto in modo particolarmente entusiasta. Anni di fatica, di ricerca di formule che risvegliassero un’area di Roma sprovvista di librerie, dove è impossibile parcheggiare (i negozianti della via si sono opposti a cinque anni di lavori per creare parcheggi sotto Largo di Vigna Stelluti, dimostrando una miopia ostinata e portando motivazioni da vecchia Repubblica) a combattere tra negozi di abbigliamento, scarpe e intimo come a dire che l’estetica supera di gran lunga l’interiorità, della serie meglio un corpo ben vestito che una mente ben fornita.”

E dopo aver ricordato le fatiche e gli sforzi nel trasformare “un locale che era fatiscente…in una delle più belle librerie di Roma” Fanucci spiega che “nulla è bastato a convincere i proprietari delle mura che il libro non ha i margini di un vestito, che il quartiere aveva bisogno di una libreria del genere e che la cultura passa per una presa di coscienza che deve essere collettiva e non solo di poche persone illuminate”.

“Ma i lettori del quartiere non sono stati sufficienti, i costi troppo cari e una zona in depressione hanno fatto il resto” conclude Fanucci dicendo “non ce l’ho fatta” e ringraziando chi con lui ha lavorato.

“Anche ai lettori dico grazie, non perdetevi d’animo, la nostra passione comune per il libro troverà sicuramente un altro luogo e un altro momento per essere vissuta; per ora lasciamoci così, come due compagni di viaggio che si stringono la mano e guardandosi negli occhi, si sorridono” è il saluto di Fanucci.

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21 COMMENTI

  1. mi spiace molto.
    ho spesso acquistato volumi alla libreria fanucci; grande cortesia e talvolta anche ottimi consigli..
    davvero un peccato….

  2. Quando una libreria chiude è sempre un dispiacere. Segnalo comunque che non è vero che questa area di Roma è sprovvista di librerie. Da tantissimi anni esiste un’altra libreria a Vigna Clara e probabilmente i lettori del quartiere, come me, gli sono rimasti fedeli.

  3. La chiusura di una libreria è sempre un segno di decadenza nonostante oggi ci siano strumenti alternativi per l’acquisto. Siamo un paese che legge pochissimo ed una libreria andrebbe aiutata con incentivi economici come strumento di diffusione della cultura.

  4. Sig. Fanucci ha tutta la mia stima e solidarietà ma non per fare polemica per carità, lei era andato in “bocca” ad un quartiere di finti e ben vestiti e magari con una carrettata di “buffi”.. come d’altronde ha rilevato prontamente in questo suo scritto. Si c’è una altra libreria storica li vicino è vero ma è sempre un lutto a mio parere vedere scendere la serranda di una libreria e non di un fast food ad esempio ma sono i tempi….che brutti tempi. Oramai anche io da anni in quel quartiere ci passo sempre e solo di passaggio senza più fermarmi a vedere i negozi di quel quartiere. Saluti e sempre viva i libri CARTACEI !!

  5. Era una libreria scomoda per chi aveva bisogno di parcheggiare. Ma affascinante perché, come una vecchia cantina ben fornita, si faceva apprezzare solo entrando e scendendo sotto il livello strada. Lì ho comprato uno dei più bei libri: i libri della mia vita di H. Miller. Azzeccati alcuni dei commenti precedenti, ma permettetemi la battuta: ci vestiamo meglio se leggiamo!

  6. Sono un fedelissimo di questa libreria. Ero entrato sin dall’inizio con molta curiositá.
    Ultimamente avevo trovato una scelta espositiva a dir poco mirabile e molto accurata. Solo un libraio indipendente con una preparazione culturale di livello poteva riuscire a premiare gli occhi dei lettori in questo modo.
    Quindi, grazie per quanto avete fatto.
    E spero di rivedervi presto.

  7. Ho comprato uno dei libri più belli per mio figlio di sei anni, che la prima volta che scese quelle scale rimase affascinato… C’è un’altra nel quartiere ma questa era molto migliore in cortesia e consigli. Vero, il parcheggio era impossibile per questo attraversavamo Corso di Francia e venivano a piedi, ora ci siamo trasferiti e sapere della chiusura ci dispiace molto. Ma in quel quartiere vanno solo parrucchieri, trucchi, vestiti ed scarpe….

  8. Veramente un peccato, il quartiere diventerà sempre più triste. Impossibile combattere contro colossi del web che non pagano le tasse visto.che i governi lo permettono.
    Saluti

  9. di per sè la chiusura di una libreria è sempre una perdita grave
    perchè viene meno ” un ‘ oasi di socievolezza “, un luogo di riflessione, scoperte e pensieri che a Roma, dopo la scomparsa di una libreria di culto come Bibli , Fanucci poteva offrire con una disponibilità impareggiabile di testi e di autori. Auguro a Romano
    Castellani ( e alla sua collaboratrice ) di trovare presto un lavoro adeguato alla loro professionalità. E insieme l ‘ auspicio che il degrado di Roma si arresti …..

  10. Le librerie mi hanno affascinato sempre tanto che il mio desiderio più grande, mezzi permettendolo, sarebbe stato aprirne una. Fanucci la conosco bene e ho anche la tessera ma mi sono sempre stupita di come potesse reggere , sola, in mezzo a negozi di tutt’altro genere.
    Mah, è un’altra delle tante cose che lasciano l’amaro in bocca, forse esagero, ma x me internet ha rovinato il mondo!

  11. Anche a me dispiace moltissimo. Era comodo!!! Anche io ci sono sempre andata volentieri. Spesso per regali. Ho sempre trovato bei titoli. E il personale in effetti molto cortese e preparato con consigli mirati. Peccato veramente…. ci metteranno al posto ci scommetto un ennesimo negozio di abbigliamento! Mah!!!

  12. Che dispiacere, abito a Vigna Clara (ma non sono residente) e una delle mie passeggiate preferite era proprio fino alla libreria Fanucci che, oltre ad essere un unicum in zona, vanta un angolo per bambini (ho portato la mia nipotina parigina in visita) di tutto rispetto ed un proprietario di grande affabilità e cultura, oltre ad una selezione di musiche di sottofondo che spesso mi sono annotata e ho in seguito acquistato. Peccato! In una via dove proliferano i saloni per unghie e i negozi di intimo….mah.
    Al sig. Fanucci un grazie di cuore per aver tenuto duro fino all’ultimo.

  13. Che tristezza! Era uno dei pochi luoghi di signorilità e cultura di questo quartiere sempre più convulso ed alienante. Un luogo dove poter parlare di libri con gente che i libri li leggeva e non solo li vendeva come formaggini.

    • mi dispiace molto. a prescindere dal fatto che la chiusra di una libreria è sempre una sconfitta per la cultura in particolare la libreria Fanucci si è distinta in questi sei anni per la disponibilità e la preparazione del
      suo direttore e delle ragazze. Ogni qualvolta ho avuto bisogno di libri che non erano disponibili sono stata
      aiutata nella ricerca. Che dire? Adesso a Vigna Stelluti andremo solo a comprare calze e mutande!

  14. Anna .per me è stato sempre un piacere passeggiare in vigna stelluti e fare capolino alla libreria fanucci e consultarmi col sig romano che con quel suo accento toscano mi ha dato sempre ottimi consigli ed è stato sempre estremamente gentile anche quando chiedevo i libri più strani.io risiedo in vigna stelluti da molti anni ed è vero che il volto di essa è cambiato totalmente .mi dispiace molto di non poter fare più le mie chiacchierati e col sig romano anche con mio marito e di aver perso la vostra bella professionalità.

  15. Mi dispiace moltissimo era un’ottima libreria con una buona scelta di libri. Il personale preparatissimo sapeva offrire sempre ottimi consigli.
    Non c’era confronto con l’altra libreria storica del quartiere, dove principalmente si trovano libri di ” cassetta” , da Fanucci era tutto un altro livello.

  16. Dispiace tanto anche a me.
    Un punto di incontro e un angolo culturale. Una libreria che si impegna a selezionare libri poco conosciuti per proporli ai suoi clienti, che organizza letture per i bambini e non festine di compleanno.
    In questi tempi non può’ sopravvivere.
    Grazie per quanto avete fatto.

    P

  17. 9/2/2017 Mi associo a quanto espresso da altri prima di me su Fanucci.Però io ci ho creduto veramente facendomi regalare dasi figli una tessera con accredito che ora ho perso.Perchè non mi hanno detto nulla l’ultima volta che ci sono stato.Almeno avrei utilizzato il mio credito!

  18. Mi dispiace molto, non ha pensato di fare una libreria bar aperitivi come a Milano? Lo le librerie non chiudono ma diventano posti di cultura.

  19. Ma continuerà a pubblicare? Perché stavo recuperando i romanzi di Philip Dick in edizione economica, e mi dispiacerebbe lasciare la collezione incompleta…

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