Home CRONACA Cassia, lastre di amianto nel Fosso dell’Acqua Traversa

Cassia, lastre di amianto nel Fosso dell’Acqua Traversa

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Era il lontanissimo 2008 quando il Comitato “Robin Hood” segnalava che all’interno del Fosso dell’Acqua Traversa la presenza di una abbondante schiuma  dall’origine sospetta e ne dava comunicazione al Presidente dell’allora XX Municipio, Gianni Giacomini.

Il mini-sindaco di li a poco rispondeva che “Dalle prove chimico-batteriologiche eseguite sulle acque del fosso, risulta che le stesse sono contaminate da liquami di origine civile. Pertanto ho provveduto a chiedere al Sindaco di Roma la rimozione immediata di tutti i rifiuti e i calcinacci. Nel frattempo verranno effettuate le prove con i coloranti per vedere quali abitazioni scaricano liquami in maniera abusiva nelle acque del fosso”.

Sono passati 13 anni

Sono passati 13 anni e non solo i rifiuti e calcinacci continuano ad essere presenti nel fosso ma, come documentato nell’articolo dello scorso 11 marzo, anche le schiume provocate da inquinanti e detersivi  sono ancora lì.

L’avvicendarsi di sindaci al Campidoglio, di presidenti al Municipio e di commissari all’Ente RomaNatura poco o nulla ha influito sui destini del Fosso dell’Acqua Traversa.

Non ha influito neppure una severissima direttiva europea che imponeva, pena pesanti sanzioni, la pulizia di tutti i corsi d’acqua sul territorio dei paesi membri al fine di arrivare ad un livello di pulizia “buono” entro il 2015.

Ancora oggi percorrendo le sponde di questo fosso, che nasce all’interno della Riserva Naturale dell’Insugherata, dobbiamo constatare il grave livello di inquinamento causato da rifiuti, plastiche, detersivi, inquinanti, pneumatici di auto e, come se non bastasse, anche da lastre del pericolosissimo eternit, fotografate nel tratto che costeggia il parco attrezzato dell’Inviolatella Borghese.

Avvilente prendere atto che in tanti anni non solo non si è provveduto ad una seria pulizia e bonifica ma neppure ad eliminare le cause di tale inquinamento. Eppure il fosso dell’Acqua Traversa, con le sue acque la cui portata sembra ridursi di anno in anno, attraversa solo campagne e  nel tratto finale aree neppure troppo densamente abitate.

Questo significa che sia il fosso che le sue sponde continuano ad essere usate come una gigantesca pattumiera in cui sversare rifiuti allo stesso modo di una discarica.

Inquinamento su inquinamento

Ma non è tutto, perchè queste acque, che si congiungono con quelle della Crescenza, vanno poi a sfociare nel Tevere giusto per rendere ancora più drammatico il livello di inquinamento del fiume di Roma che si vorrebbe ora, grazie alla vagonata di miliardi del “recovery-found”, rendere navigabile.

Perfino i bambini delle scuole elementari sanno che i corsi d’acqua sono i luoghi dove maggiore è la biodiversità e che l’acqua (ovviamente quella pulita) è fonte di vita. Concetti che sembrano sfuggire a chi amministra il territorio e che magari coinvolto (emotivamente) in planetari progetti di “transizione ecologica” dimentica i drammatici problemi di casa.

Il fosso dell’Acqua Traversa, come la Rimessola, l’Insugherata, il Crescenza, il Valchetta, il Cremera, il Monte Oliviero, il Torraccia  sono i fossi che attraversano il territorio di Roma Nord e che meritano urgentemente cure e attenzioni non più rinviabili. Pena il ritrovarci con una rete fognaria a cielo aperto.

Francesco Gargaglia

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9 COMMENTI

  1. Si dice “acqua di sorgente” non a caso, pretendere acque fluviali e/o acque di fosso che intercorrono i centri abitati pulite come acque di sorgente può creare confusione anche per chi è chiamato a compiere bonifiche sul territorio e di conseguenza sulle acque.
    Non ci appassiona questa moda sulle segnalazioni ambientali fatte prima ai media e poi ai vari predisposti uffici competenti, non ci appassiona questa nuova coscienza ambientalista che sa di tifoseria calcistica, non ci appassiona e non ci appartiene “la caccia all’uomo”.
    Sa tutto di molto troppo superficiale e crea illusioni e sogni come quelli di un pianeta tipo “Paradiso Terreste” che ricordiamo è abitato soltanto da due.

  2. L’intervento del sig Leosc, sconcertante per quanto confuso come al solito, dimostra come lo appassionino solo le piazze per i comizi (spero che la sua oratoria sia più chiara dei suoi scritti), per accattare voti tra chi si oppone ad esempio all’apertura della stazione Vigna Clara e magari anche tra chi si disfa illegalmente dei rifiuti e parcheggia in doppia fila (magari promettendo un aiutino per cancellare le multe grazie a qualche amico al Comune). Se questa è la politica cui la gente dovrebbe riavvicinarsi…

  3. Ma cosa intendi con il “non ci appassiona” ? a chi non appassiona , a te e poi chi altri ?
    Ma chi siete dietro 1 solo Leosc ?
    sul fatto poi che non vi “appassioni” , è abbastanza evidente , non avete fatto una mazza , segno non di poca passione ma di assoluto disinteresse.
    “caccia all’uomo” ? a trovarne uno da quelle parti , di quaquaraqua invece un sacco e una sporta !

  4. @Mauro,
    non scherziamo col fuoco della politica.
    Nell’articolo l’ex Giacomini aveva agito bene, parliamo di partite iva dei codici azteco (?) e di piccole imprese altamente professionalizzate sui metodi di bonifica dei territori e delle acque inesistenti o rare, potrebbe essere per i modesti guadagni a fronte dei gravosi oneri che una ditta altamente professionalizzata deve sobbarcarsi con le abilitazioni del caso, con personale altamente qualificato che costa, con gli ostacoli dei vari soggetti che puntano soltanto al modesto anch’esso budget del MXV o del Comune da spartire rigorosamente secondo la prassi.
    Le bonifiche appartengono alla categoria dei LSV (Lavori Socialmente Utili) che furono finanziati già dal 1998, trovandoci nel 2021 come Nanni Moretti ebbe a dire a piazza Navona ……… proprio da nessuna parte.
    Vediamo cosa faranno le nuove generazioni tra defezioni, rimpalli, accuse, prese di distanza, arretramenti e pentimenti se cambierà qualcosa rispetto ai facili per quelli del “mestiere” ovvio soldi della politica.
    Politica No Grazie! Preferiamo vivere!
    Un’adesione ed un contributo al dibattito non si nega a nessuno.

  5. Leosc , basterebbe una delle tue dissertazioni per eliminare in un solo colpo tutti i concorrenti di “LOL – Chi ride è fuori” !
    ( a scanso di equivoci , programma mai visto ma sentito parlare )

  6. @Mauro e Aragorn,
    sì! E’ così! istintivamente si reagisce proprio così, tergiversando perché tutti sanno cosa comporta una bonifica di un territorio o di un corso d’acqua, nel caso dell’articolo a quanto pare contaminato da amianto.
    Ritorno sui codici ATECO e grazie a Mauro non azteco, di cui tra l’altro possiedo la lista completa, proprio per invitare agli appassionati del popolo delle partite iva ad una verifica sul gradimento di alcune tipologie di codici ATECO piuttosto che altre, tra le quali ma non voglio verificare, servizi offerti di bonifica dei territori, delle acque e dell’amianto e/o similari.
    Attività richiestissime ma dal punto di vista imprenditoriale abbastanza oneroso.
    Per cui ridiventa tutto nuovamente un tema politico per eccellenza, dalle bonifiche al dissesto idrogeologico chi e come? In quale forma? Stato, Privato, Stato e Privato, Privato o Consorzio, ecc., ecc., da operatore o da imprenditore.
    Il popolo delle partite iva non ci ha convinto, preferiamo molto di più le Federazioni di Categoria tipo Confindustria, Confesercenti, Confartigianato, Confedilizia, ecc., ecc. locali e nazionali, meno visibilità per i singoli imprenditori ma maggiori possibilità di successo per imprese dal punto di vista imprenditoriale abbastanza oneroso.

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