Home AMBIENTE Insugherata, dopo due anni l’amianto è ancora là

Insugherata, dopo due anni l’amianto è ancora là

amianto-insugherata
Galvanica Bruni

A marzo 2019, una gran quantità di amianto nascosta dalla vegetazione fu scoperta dalla nostra redazione all’interno della Riserva Naturale dell’Insugherata, a pochi passi da dove finisce via dell’Acqua Traversa e inizia via Panattoni, (ai piedi del quartiere denominato Villaggio dei Cronisti, sulla Cassia).

Decine di lastre di amianto abbandonate in un ambiente naturale; pezzi di eternit frantumati dagli zoccoli degli ungolati a pochi metri dal Fosso dell’Acqua Traversa col rischio di inquinamento delle acque. Uno scenario inquietante che venne documentato un mese dopo anche dal TGR Lazio in un servizio andato in onda il 30 aprile del 2019.

Continua a leggere sotto l‘annuncio

Due denunce in meno di sessanta giorni avrebbero dovuto smuovere le acque. Al contrario, non è successo nulla.

L’amianto è un  minerale fibroso che è stato molto usato nell’industria per le sue caratteristiche ma è anche uno dei materiali più pericolosi al mondo: è cancerogeno e ai soggetti esposti all’inalazione delle sue fibre provoca gravissime patologie tant’è che il suo impiego è stato bandito definitivamente nel 1992. Sono passati 29 anni eppure continua ad appestare il nostro territorio, come nel caso di cui siamo tornati ad occuparci.

A distanza infatti di due anni dalla prima scoperta, nella Riserva Naturale dell’Insugherata – la cui competenza è dell’Ente RomaNatura – l’amianto è ancora nello stesso posto assieme a una enorme quantità di rifiuti e detriti che rendono la zona, che ospita un bellissimo canneto di bambù, una vera discarica.

Le lastre di eternit facevano parte della copertura di alcune baracche costruite poco distante dalle sponde del fosso; con il tempo, abbandonate, sono venute giù e i frammenti delle lastre si sono sparsi per tutto il terreno.

La zona è molto frequentata dai cinghiali che la usano come luogo di sosta; le bestie, che arrivano per lo più dalle zone interne dell’Insugherata per raggiungere via Panattoni dove razziano i rifiuti dai cassonetti, nei loro spostamenti calpestano e frantumano le lastre di eternit che giacciono sul terreno del canneto.

Sono trascorsi due anni. Due anni nel corso dei quali non è stato fatto nulla e neppure la pandemia può essere chiamata a giustificare l’inerzia visto che le due denunce sono di molto antecedenti al covid. E che una gran quantità di eternit sia ancora oggi presente in un’area protetta, vicino ad un fosso (e quindi nella fascia di rispetto), a poche decine di metri da una strada assai usata dai residenti e su cui affacciano numerosi condomini è un fatto non più accettabile.

Francesco Gargaglia

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome