Home CRONACA Braccianese Bis, tutte le magagne e i pericoli della “strada killer”

Braccianese Bis, tutte le magagne e i pericoli della “strada killer”

braccianese bis

Non bastano le dita di due mani per contare le vittime degli incidenti stradali che negli ultimi anni si sono susseguiti su quel tratto di strada, per non parlare dei tamponamenti e delle macchine ribaltate.

Gli abitanti di zona la chiamano “la strada killer” e chi ci incappa per caso non può che dar loro ragione. Parliamo della Braccianese bis, la variante realizzata al fianco dell’ultimo tratto della Braccianese Claudia; la strada che, venendo da fuori Roma, costeggia la ferrovia e congiunge la stazione ferroviaria dell’Olgiata a Via Cassia, all’altezza de La Castelluccia.

Una bretella realizzata più di dieci anni fa per alleggerire il traffico in entrata su Roma dalla vecchia Braccianese, che terminando in zona La Storta e immettendosi proprio su Via Cassia, impattava in maniera importante sulla viabilità locale.

Addirittura nel corso del tempo si era ipotizzato più volte un suo prolungamento, questa volta da La Castelluccia fino a Ipogeo degli Ottavi sulla Trionfale, un’alternativa a Via Cassia per prendere il Grande Raccordo Anulare o appunto Via Trionfale e alleggerire il traffico sulle arterie principali.

Peccato però che il prolungamento finora non sia mai andato in porto e che la strada in questione, che pure aiuta il traffico locale, sia diventata negli anni una vera e propria minaccia per chi la percorre.

Storia di una “strada tutta sbagliata”

Appena 3 km di terra di nessuno, per una zona di competenza dell’ex Provincia di Roma. Con la dismissione di questa, Roma Capitale avrebbe potuto farsene carico, come previsto anche per tutte le altre strade afferenti ai Municipi ma all’epoca non avvenne alcun passaggio effettivo.

Presa in carico nel 2015 dalla nuova Città Metropolitana di Roma Capitale, ex Provincia – deputata proprio alla gestione di questo tipo di infrastrutture che si trovano a cavallo tra comuni limitrofi e Municipi del Comune di Roma – la Braccianese Bis è rimasta comunque mal manutenuta e, quella che già da progetto iniziale si presentava come una strada molto pericolosa, negli anni si è trasformata in una vera e propria trappola non solo per gli automobilisti ma anche e soprattutto per motociclisti e ciclisti.

“La variante della Braccianese è stata progettata da un killer e manutenuta da degli incapaci” – scriveva piccato nel 2013 in una lettera inviata a più redazioni romane, Piero Moro, un residente di Casale San Nicola che quotidianamente percorre quel tratto di strada.

Come lui, ogni giorno e nel tempo, altri cittadini hanno alzato la voce nel tentativo di denunciare una realtà che spaventa e che negli anni ha visto morire decine di persone. Si trattava per lo più di residenti, costretti a percorrere ogni giorno quella strada, di persone che pur conoscendo il rischio sono purtroppo incappate in terribili incidenti, oppure di mal capitati che ignari di tutto si sono ritrovati sulla strada sbagliata.

Oltre dieci morti in nemmeno dieci anni per una provinciale ad alto scorrimento che per percorrerla a piedi bastano dieci minuti e se attraversata con un mezzo di trasporto e senza traffico ne richiede al massimo tre; un cimitero di fiori appassiti e croci improvvisate disposte sul ciglio della strada, fra erbacce e sterpaglie che coprono i marciapiedi e che invadono per più di un tratto la carreggiata, oscurandone la visibilità, quando questa non è già coperta dalla luce del sole, da curve improvvise e indicazioni stradali distorte.

3.000 metri di asfalto sconnesso, interi tratti di terreno sprofondati, avvallamenti che portano fuori strada, buche mal rattoppate o addirittura mai chiuse e che ad ogni pioggia ne generano altre ancora.

Braccianese Bis: un percorso ad ostacoli

Nei giorni scorsi, proprio in compagnia di Piero Moro, abbiamo ripercorso la Braccianese bis metro per metro per raccontare un progetto urbanistico mal pensato e peggiorato negli anni proprio a causa della scarsa manutenzione.

Il nostro breve viaggio, solo in termini di distanza, è iniziato da Via Cassia appena dopo il bivio per La Castelluccia, da dove in discesa si imbocca la prima galleria.

Un dosso e una curva chiusa accolgono chi percorre quel tratto di strada che tempo fa ha ucciso due motociclisti che hanno preso la curva troppo stretta e si sono andati a schiantare contro una macchina che proveniva nel senso opposto.

Una volta percorso il tunnel, all’interno del quale piovono infiltrazioni d’acqua su un tappeto di vetri in frantumi e rifiuti di ogni genere, la strada prosegue con una curva a destra, passando dal buio della galleria a sole pieno.

Anche in questo punto anni fa ci fu un frontale tra un motociclista appena ventenne e una macchina che proveniva nell’altra direzione. Avvenne di notte con una visibilità ancor più ridotta e la velocità dei mezzi che la percorrono aumentata.

Il tratto successivo, soprattutto per chi viene da fuori Roma e va verso la città – ancora di più con l’asfalto bagnato – diventa una vera e propria roulette russa per chi lo percorre: una serie di curve in discesa che portano completamente fuori strada; ne sono testimoni decine di automobilisti che nel corso degli anni ad ogni temporale sono finiti letteralmente per campi. Anche in questo caso non sono mancati i feriti e le vittime.

“Questo è un tratto maledetto, tra una galleria e l’altra, in discesa e con curve secche” – prosegue Piero che con il dito ci indica il punto preciso in cui le macchine si ribaltano andando fuori strada. Si continua così per oltre un chilometro, tra curve, discese e buche da evitare.

braccianese bis
Non ci fidiamo a percorrere questo tratto di strada a piedi per l’assenza dei marciapiedi o perché invasi da sterpaglie e decidiamo di continuare il racconto percorrendo la strada in macchina.

 “Non esiste manutenzione purtroppo, nessuno è mai intervenuto se non per rattoppare qualche buca in malo modo. Non sappiamo a chi spetti la cura del verde e nei mesi estivi c’è anche il pericolo degli incendi per le sigarette lanciate dai finestrini dagli incivili” – continua Piero, mentre tra una buca e l’altra procediamo.

Arrivati a metà del percorso, dopo soli venti metri dall’uscita della seconda galleria – dove anni fa un altro uomo alla guida della sua Smart è morto perdendo il controllo dell’auto – ci si imbatte nel primo bivio che porta a La Storta, sempre molto trafficato a causa della stazione ferroviaria che insiste proprio a ridosso della provinciale.

Dopo poche centinaia di metri, e sempre dopo l’ennesima pendenza, arriviamo al secondo bivio, quello che collega la variante con la vecchia Braccianese e permette l’accesso agli abitati di La Storta e de La Cerquetta, incrocio che obbliga gli automobilisti che devono immettersi nella corsia interna a tagliare la Braccianese mentre a chi la percorre verso il centro a imboccare una delle prime curve sempre in pendenza.

L’incubo non è ancora finito però perché poco più avanti incontriamo la rotatoria di Casale San Nicola. Piero racconta di automobilisti che in direzione Roma si sono ritrovati al centro della rotonda con la macchina incidentata senza sapere neanche come fosse stato possibile. Complici infatti le indicazioni stradali poco chiare, l’asfalto mal messo e, inutile negarlo la velocità, anche questo punto è causa di numerosi incidenti. 

braccianese bis Increduli e ormai rassegnati arriviamo finalmente nell’ultimo tratto, all’altezza della stazione dell’Olgiata.

È in questo punto che le due strade – Braccianese Bis e Braccianese Claudia si ricongiungono e lo fanno nel peggiore dei modi: la scelta è tra un’immissione da destra con pochissima visibilità per chi va verso Bracciano oppure un attraversamento della carreggiata verso sinistra in direzione Roma con i mezzi che sfrecciano oltre il limite di velocità. In entrambi i casi la visibilità è comunque ridotta a causa delle sterpaglie, che anche in questo punto non vengono tagliate.

Per assurdo è meglio fare l’immissione al buio basandosi sui fari delle macchine in arrivo che attraversare la strada di giorno – aggiunge Piero che ci spiega come in tutti questi anni i residenti abbiamo chiesto chiarimenti in merito – Questo tratto, come anche gli altri, è davvero molto pericoloso, basti pensare che tutte le persone che scendono dal treno alla fermata dell’Olgiata e vivono a Casale San Nicola devono percorrere questi ultimi 200 metri di strada ogni giorno, e non è detto che lo facciano in macchina. Ci sono molti studenti e lavoratori che sono costretti ad andare a piedi rischiando la vita. Oltretutto non abbiamo ancora capito a chi spetti la manutenzione delle sterpaglie e delle erbacce che impediscono la visibilità, ma pare non interessare a nessuno.”

Il dubbio che resta infatti è che nei pressi delle stazioni ferroviarie e lungo tutta la ferrovia che scorre parallelamente alla variante, la manutenzione del verde spetti a Ferrovie dello Sato invece che a Città Metropolitana, ma come sottolinea sarcastico Pieronel dubbio di chi sia la competenza, nessuno lo fa”.

I comitati di quartieri chiedono interventi urgenti

Esattamente un anno fa i due comitati di quartiere “La Giustiniana e dintorni” e “Via Tierierano tornati a chiedere interventi urgenti e improrogabili; in particolare, oltre a segnalare i pericolosi avvallamenti del manto stradale, si reclamava un’adeguata segnaletica catarifrangente verticale e orizzontale nelle due gallerie, per le quali si chiedeva anche un’adeguata pulizia.

A distanza di un anno però nulla è stato fatto e i due comitati sono tornati a chiedere di essere ascoltati, per la sicurezza di tutti: “Leggendo il bilancio di Città Metropolitana non abbiamo scorto nessun intervento mirato alla Braccianese Bis ma tra le righe abbiamo visto solo impegni generici sul tratto Nord di Roma”scrivevano pochi giorni fa in una nota i Presidenti dei Comitati Francesco Petrucci e Alfonso Ciniglia.

braccianese bis“Non ci fermeremo, ne vale la nostra vita e quella dei tanti cittadini che percorrono ogni giorno questa strada. Indipendentemente dalle responsabilità, che qualcuno dovrà pur assumersi, è giusto che si intervenga a tutela di tutti, negli anni abbiamo visto troppi morti. È ora di agire” – ha concluso Piero che prima di salutarci ci ha ricordato ancora una volta di “fare attenzione”.

Ludovica Panzerotto

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4 COMMENTI

  1. Interessantissimo articolo, a cui io aggiungerei, dato che Piero MORO abita a Casale Santo Nicola, anche lo stato della strada “privata” nel tratto che passa davanti a Le Molette, senza contare il ” giro di Peppe” che bisogna fare per accedervi

  2. Grazie per ilnquadro molto esaustivo e che wvidenza inequivocabilmente la responsabilità e l’assenza degli uffici e strutture preposte alla manutenzione e sunque alla piena responsabilità della sicurezza stradale pubblica. Questo tratto dibstrada realizzata circa 18 anni fa di fatto non è mai stata manutenuta e nle xontempo ha visto come ben descritto la morte di molti cittadini e feriti gravi. È una strada di fatto provinciale con gravi omissioni di segnaletica stradale e assenza di controlli sulla velocità. È un asse importante di cominicazione tra la zona lago di Bracciano e Roma Nord percorsa da migliaia di cittadini tutto l’anno. Il “Comitato di Via Vincenzo Tieri” insieme al “Comitato La Giustiniana e dintorni” hannondenunciato lo stato di incuria e pericolosità di questra strada ad alto scorrimento. Ad oggi nessuna risposta. UN DOMANI NON VORREMMO A FRONTE DI QUALCHE ALTRO GRAVE INCIDENTE, DOVER IDENTIFUCARE LE RESPONSABILITÀ DI CHI AVREBBE DOVUTO METTERE IN OPERA LE AZIONI PER XUI È “PROPOSTO” A FARE!!! AGITE!!!

  3. Tutta la zona comunque è in uno stato di totale abbandono e molto pericolosa. Nonostante sia ormai da tempo abitata, nel tratto di cassia tra la castelluccia e la stazione Giustiniana non esistono marciapiedi e chi volesse percorrerla a piedi rischierebbe la vita.

  4. Articolo chiaro e circostanziato, come pure i commenti degli intervenuti. Una strada dopo dieci anni non può ridurci in questo stato, ma si sa, come vengono fatti i lavori stradali a Roma ed i controlli.
    Oltretutto la Braccianese bis non ha fornito una soluzione al problema della viabilità viste le file chilometriche ad ogni ora del giorno del tratto Castelluccia-Giustiniana-Trionfale.
    Invece di creare il mega tunnel prima della Castelluccia non si poteva pensare di prolungarne il tragitto fino alla Trionfale?
    Oltretutto una strada sterrata già esiste e in passato, proprio su vignaclarablog, era apparso un progetto di un lettore che proponeva tale prolungamento.

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