Home ATTUALITÀ Una Rosa per le donne, la vittoria targata Oliva compie 60 anni

Una Rosa per le donne, la vittoria targata Oliva compie 60 anni

Una battaglia combattuta da una giovane 24enne allora come oggi residente a Vigna Clara che non ha mai più smesso di battersi a favore dei diritti femminili

rosanna oliva

Compie sessant’anni oggi il ricorso alla Corte Costituzionale vinto da Rosanna Oliva il 13 maggio del 1960.

Un ricorso storico che portò alla cancellazione della norma che impediva l’accesso alle donne alle principali carriere pubbliche; una battaglia fortemente voluta da una giovane ventiquattrenne che nel 1985 dopo essersi laureata in Scienze Politiche vide respingere la sua domanda per la partecipazione al concorso alla carriera prefettizia perché donna.

Una domanda presentata con la consapevolezza che tra i requisiti c’era proprio l’appartenenza al sesso maschile ma con la volontà di rivoluzionare qualcosa.

“Sapevo che come donna mi mancava il requisito scritto nel bando dell’appartenenza al sesso maschile. Fui convocata qualche tempo dopo in Commissariato dove un maresciallo, piuttosto mortificato, mi disse: ‘Dottoressa, le devo comunicare che la sua domanda è stata respinta’. Gli chiesi di metterlo per iscritto e con quel foglietto andai dal professor Mortati, con il quale mi ero laureata.” – aveva raccontato la signora Rosanna a Vignaclarablog.it in una delle sue interviste rilasciate alla nostra redazione.

Con quel ricorso, rifacendosi ai princìpi contenuti negli articoli 3 e 51 della Costituzione, Rosanna Oliva de Conciliis, all’anagrafe Rosa Oliva, residente da sempre a Vigna Clara, garantì alle donne le carriere che comportano l’esercizio di diritti e potestà politiche, come appunto la carriera prefettizia e la diplomatica. Subito dopo nel 1963 furono abolite tutte le altre discriminazioni, salvo l’accesso alle carriere militari, aperte solo trentasei anni dopo, nel 1999.

Una battaglia unica, combattuta da una giovane ventiquattrenne che da allora non ha mai più smesso di battersi a favore dei diritti femminili e contro l’oligarchia maschile radicata nella società.

Funzionaria dello Stato per quindici anni, consulente giuridica prima alla Camera e poi al Senato, Segretaria particolare all’Interno e poi alla Sanità e per tre volte Consigliera per la XX Circoscrizione (oggi XV Municipio) tra gli anni ‘80 e ‘90, Rosanna Oliva oltre ad impegnarsi a favore delle donne e dei soggetti più deboli, ha sempre sostenuto la parità dei diritti, il famoso “cinquanta e cinquanta” come lei stessa ripete spesso.

È un giorno importante, una bellissima giornata, un anniversario che va ancora festeggiato come se fosse il primo. Sono passati 60 anni, ma ogni 13 maggio rivivo la stessa emozione” – commenta commossa la Oliva raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione.

Oggi dopo sessant’anni Rosanna Oliva, per gli amici più stretti Ros, mamma di due figli e nonna di Irene, unica nipote a cui ha dedicato anche uno dei suoi tanti libri scritti negli anni, può davvero dire di non essersi mai fermata nella sua battaglia, trasformata spesso nella sua stessa professione.

Proprio a tutela della parità di genere nel 2006 Oliva fonda l’Associazione “Aspettare stanca”, rivolta all’affermazione e alla promozione della presenza delle donne in politica e nei luoghi decisionali.

Nel 2010, anno in cui riceve l’onorificenza da parte del Presidente della Repubblica di Grande Ufficiale e il premio Minerva per la parità di genere, fonda e ne è tutt’ora Presidente, la Rete per la Parità APS, associazione nata per valorizzare i principi fondamentali della Costituzione e arrivare alla parità sostanziale tra uomini e donne. Dal 2016 inoltre Rosanna Oliva coordina il Gruppo di lavoro per l’obiettivo 5- Parità di genere dell’Agenda Onu 2030 nell’ASviS – Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, realtà che riunisce oltre 200 tra le più importanti istituzioni e reti della società civile.

Certo oggi sono cambiate tante cose, ma ce ne sono ancora molte da fare. È come se per ogni passo che facciamo in avanti ce ne fosse sempre uno che qualcun altro fa indietro. È triste che ancora troppo spesso per ottenere dei risultati in difesa delle donne o per l’affermazione del genere femminile soprattutto nell’ambito lavorativo si debba lottare e non sia un processo naturale. La cosa bella però è che mentre in passato mi sono spesso sentita sola in queste battaglie, ora non lo sono più.” – continua Rosanna.

Rosa Oliva resta convinta che la strada sia ancora lunga e che il passato incida ancora molto sulla condizione presente: “Stiamo cercando di indirizzarci verso un’umanità al 50 e 50 in cui siano riconosciuti i meriti a prescindere dal sesso ma usciamo da millenni di dominio maschile e siamo tutt’ora in una condizione di monopolio politico e sociale maschile. – raccontava nell’intervista di fine dicembre con Vignaclarablog.it – Sogno da tempo un grande convegno, che spero di realizzare nel 2020, in cui sia coinvolta anche la Commissione Europea, che ora è una Commissione al cinquanta e cinquanta e presieduta da una donna, che miri a creare delle autorità per il genere e contro ogni discriminazione e punti all’eliminazione del monopolio maschile nella società.”

Il sogno del Convegno è naturalmente ancora vivo perché per Rosanna Oliva, che non si è mai definita una femminista ma ha sempre sostenuto il movimento riconoscendogli il merito di aver introdotto il principio della parità sostituendolo di fatto a quello di uguaglianza, è davvero intollerabile che in oltre cinquant’anni i passi fatti in avanti per l’affermazione femminile in ambiti decisionali e di potere siano ancora insufficienti, seppur importanti.

“Visto la situazione attuale e l’emergenza Coronavirus in corso i tempi slitteranno; i progetti che con la Rete per la Parità avevamo in mente per quest’anno sono posticipati, puntiamo al 13 maggio 2021. Abbiamo ancora tanti progetti, non dobbiamo mai dimenticarci che la parità tiene conto della differenza, è una forma di tutela sia per gli uomini che per le donne.”

 Una data storica quella di oggi, un “compleanno” che Rosa Oliva dopo sessant’anni vuole celebrare parlando anche di Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale dell’Istat e da pochi giorni entrata a far parte con altre quattro donne nella task force scelta da Vittorio Colao per la gestione della fase 2 dell’emergenza Coronavirus.

Linda è una donna eccezionale oltre che una grande professionista, sono molto contenta di questo suo nuovo incarico; è giusto che le squadre chiamate ad affiancare il governo nella gestione dell’epidemia e per la fase successiva siano state integrate da altre professioniste, per farlo però è stata necessaria addirittura un’interrogazione parlamentare e numerosi appelli da parte di deputate e senatrici. E nonostante tutto la presenza femminile resta comunque una minoranza.”

A distanza di sessant’anni quella parità sancita dalla Costituzione non è ancora rispettata a pieno; è vero che non ci sono più i limiti di una volta ma alla fine le donne che hanno un ruolo di rilievo nelle carriere pubbliche sono ancora troppo poche.”

Ludovica Panzerotto

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