Home CRONACA Insugherata, Sidoli (APE): “Abbattimento cinghiali, uno spreco di soldi pubblici”

Insugherata, Sidoli (APE): “Abbattimento cinghiali, uno spreco di soldi pubblici”

cinghialetto
Galvanica Bruni

In relazione all’operazione svoltasi nella serata di mercoledì 15 aprile in via Panattoni, al confine con la Riserva Naturale dell’Insugherata, mirata al contenimento su strada dei cinghiali che escono dalla Riserva alla ricerca di cibo, riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Rinaldo Sidoli, portavoce di Alleanza Popolare Ecologista (Ape).

“Il Dipartimento Tutela Ambiente ha avviato la cattura dei cinghiali presenti all’interno della Riserva Naturale dell’Insugherata. È un atto illegale e immorale portare al macello degli esseri innocenti in un’aerea protetta. In piena emergenza Coronavirus il sindaco Raggi si diverte ad andare a caccia di ungulati, mettendo a repentaglio la vita dei suoi stessi operatori che non possono rispettare il distanziamento sociale in un’attività di per sé già pericolosa”.

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“Ricordiamo che il protocollo firmato a maggio 2019 alla Regione Lazio ha stabilito uno stanziamento di 100.000 euro l’anno per la ‘prevenzione del rischio’ connesso alla presenza di questi animali dentro la Capitale. Uno spreco di soldi pubblici. Questo fondo dovrebbe essere destinato alla grave emergenza sanitaria derivante dal contagio da Covid-19”.

“Se gli animali selvatici sono attratti dalla città è a causa del facile reperimento di rifiuti depositati intorno ai cassonetti. Un’altra causa del loro avvicinamento nell’area urbana è legata alla pratica illegale del foraggiamento, che fa perdere l’istinto a quest’ultimi di cercare il cibo nei boschi”.

Conclude Sidoli: “chiediamo con urgenza al primo cittadino di fermare questo massacro inutile e indire un tavolo con tutte le principali associazioni animaliste di Roma per trovare una soluzione alternativa. Ci teniamo a sottolineare che nel 2018 abbiamo proposto che questi mammiferi selvatici, abituati al contatto con l’uomo, fossero trasferiti in fattorie didattiche. Per tutti gli altri abbiamo suggerito una soluzione non-violenta costituita dai vaccini immuni-contraccettivi”.

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