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Via Panattoni off limits: è caccia ai cinghiali

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foto di repertorio

Via Italo Panattoni, ai piedi del Villaggio dei Cronisti, sulla Cassia, e confinante con la Riserva Naturale dell’Insugherata, sarà chiusa al traffico dalle 17 alle 24 di oggi, mercoledì 15 aprile. Il divieto non si applica ai mezzi diretti alle aree interne, da Via dell’Acqua Traversa a Piazza Manfredi Azzarita.

Il motivo lo si apprende da un avviso di poche righe pubblicato nella serata di ieri sul sito LuceVerde, gestito dalla Polizia Locale di Roma. A quanto si legge, in via Panattoni il Dipartimento capitolino all’Ambiente “deve eseguire alcuni interventi a salvaguardia della pubblica incolumità derivanti dalla penetrazione e dalla circolazione di cinghiali all’interno della Riserva Naturale dell’Insugherata, in area confinante con Via Italo Panattoni“.

È caccia ai cinghiali?

L’allarme lanciato dall’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) di Roma alcuni giorni fa in merito all’azione congiunta  Regione Lazio Comune di Roma e Città Metropolitana, pare trovare riscontro. Comincia la caccia ai cinghiali?

Che si preparassero tempi bui per gli ungolati dell’Insugherata, che abbandonano la Riserva in cerca di cibo attirati dai rifiuti abbandonati e dai cassonetti stracolmi, era chiaro da una ventina di giorni.

In una nota del Campidoglio del 27 marzo scorso si leggeva infatti che la Giunta aveva dato mandato agli uffici capitolini “di attivare il protocollo anti-cinghiali sottoscritto con altre istituzioni tra cui Regione Lazio, Città Metropolitana, Asl. E per lunedì (30 marzo, ndr) è stato fissato un sopralluogo in cui si decideranno le modalità di attuazione e il crono-programma degli interventi”.

“Tra le ipotesi c’è anche l’abbattimento” specificava la nota aggiungendo che il sopralluogo si sarebbe tenuto al Parco dei Caduti sul Fronte Russo, a Tomba di Nerone, alla presenza dei rappresentanti degli enti coinvolti.

Del crono-programma non s’è poi saputo nulla, tranne scoprire nelle ultime ore che questa sera via Panattoni sarà probabilmente terreno di caccia.

Il protocollo d’intesa

Viene così data attuazione al protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune di Roma con la Città Metropolitana e la Regione Lazio il cui testo era allegato alla delibera n.190 approvata dalla Giunta capitolina il 27 settembre del 2019 in materia di  “controllo numerico” sulle strade di Roma della cosiddetta Sus Scrofa Linnaeus, il cinghiale che ormai da qualche anno si è ampiamente diffuso in parecchie zone della capitale.

In particolare, tutta Roma nord è ormai colonizzata, ma le presenze ingombranti dei cinghiali non mancano anche a Roma sud e nel quadrante ovest; insomma in tutte le zone in corrispondenza di grandi parchi o riserve naturali.

La causa è nota. Stando alla delibera, “sia la periferia cittadina che, di recente, anche i quartieri meno periferici, costituiscono….una forte attrattiva per questi animali, per il facile reperimento di risorse trofiche: rifiuti depositati intorno ai cassonetti, micro discariche che si formano ai bordi delle strade, siti di foraggiamento per animali domestici, orti ed anche volontaria somministrazione di cibo da parte dei cittadini.”

Ne consegue che “La presenza diffusa del cinghiale all’interno del tessuto urbano costituisce un effettivo pericolo per i cittadini e per i loro animali domestici, sia per l’eventualità di aggressioni, sia per la possibile diffusione di malattie infettive/infestive anche a carattere zoonotico, nonché per il serio rischio di possibili collisioni stradali” si legge nella delibera che tra i passaggi cita anche il Municipio XV.

Proprio nel XV infatti, per circa il 50% ricadente nel Parco Regionale di Veio, dal 2013 sono stati attutati interventi di controllo faunistico del cinghiale, tramite cattura. Come recita il provvedimento però “la diffusa disponibilità di alimento di origine antropica avrebbe ridotto il potere attrattivo dell’esca e di conseguenza comportato una sensibile riduzione dell’efficacia di tale attività.”

Ed è proprio nel XV Municipio che “la questione cinghiale” è all’ordine del giorno: interi quartieri sulla Cassia sono assediati dalla Sus Scrofa Linnaeus, da Tomba di Nerone all’Olgiata, ma nemmeno quelli sulla Flaminia,come Labaro e Prima Porta, ne sono esenti. Per incontrarli, non serve inoltrarsi nelle aree verdi in quanto ormai pascolano nei parchi pubblici e nei giardini.

La loro presenza sulle strade,  nel marzo del 2017 fu causa di un tragico evento: in via dell’ Inviolatella Borghese, accanto all’omonimo parco e poche centinaia di metri dopo la fine di Corso Francia, lo scontro con un cinghiale è  fatale per un centauro, deceduto sul colpo dopo essere stato scaraventato a terra dal suo scooter a causa dell’impatto con l’animale.

Pare quindi che – senza peraltro gioirne da parte nostra – sia scoccata l’ora, almeno oggi in via Panattoni, di applicare il protocollo d’intesa sulla base del quale i cinghiali che invadono le strade di Roma nord possono essere abbattuti oppure, ove possibile, catturati e inviati “a scopo alimentare” a due allevamenti convenzionati, il che significa comunque essere prima o poi comunque abbattuti.

Cattura o abbattimento

Secondo un documento elaborato dall’Ispra allegato al Protocollo d’Intesa, le azioni possono essere di due tipi: “metodi ecologici” o di “controllo indiretto”, e gli “interventi di controllo diretto”.

Il “controllo diretto”, che prevede la rimozione dei cinghiali tramite la cattura e l’abbattimento, è in capo al servizio veterinario delle Asl competenti attraverso le modalità indicate nel documento dell’Ispra che prevede l’utilizzo di “gabbie-trappola” o della “tele-anestesia” con abbattimento degli animali sul posto o trasporto di quelli vivi a macelli autorizzati o allevamenti a scopo alimentare.

Ma la cattura può avvenire anche con “tiro all’aspetto da postazione fissa” oppure “con tiro alla cerca, con automezzo o a piedi” utilizzando una “carabina dotata di ottica di precisione e munizioni atossiche“. E’ infine previsto “l’intervento in girata” con un numero limitato di poste e l’utilizzo di un cane per stanare i cinghiali.

Addio alle famigliole di Tomba di Nerone

Tempi bui per gli ungolati sulla Cassia. Spariranno i tanti esemplari che provenendo dall’Insugherata affollano da oltre un anno i giardini di Tomba di Nerone? Sono i soli, a dir la verità e a differenza di altri siti e situazioni, che non si sono resi protagonisti di pericolose escursioni sulla consolare, ma non sarà questo a salvarli.

cinghiali tomba di neronePer loro, e per tutti gli altri insorge l’OIPA, l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali, che grida alla “condanna a morte dei poveri cinghiali che starebbe per essere eseguita … nel XV Municipio … con sentenza passata in giudicato senza possibilità di appello né diritto di difesa per i poveri ungulati divenuti invisi a molti (ma non a tutti) non certo per colpa loro. Perché se l’antropizzazione e la distruzione degli habitat a causa della cementificazione selvaggia imperversano, se i rifiuti urbani non vengono raccolti, se la cura del verde urbano è oramai inesistente, certo non dipende degli animali la cui unica colpa è obbedire all’istinto di sopravvivenza, la naturale necessità di procacciarsi il cibo e la riproduzione per la continuità della specie“.

Secondo l’OIPA, alla luce della chiusura di via Panattoni e dell’annuncio che questa sera il Dipartimento capitolino all’Ambiente “deve eseguire interventi a salvaguardia della pubblica incolumità derivanti dalla penetrazione e dalla circolazione di cinghiali”, a Roma “si sarebbe scelta la via più semplice, la cattura e l’uccisione. Certo ammazzarli è più comodo e veloce e diciamolo magari riscuote anche un certo consenso dell’opinione pubblica alla quale si da la sensazione che il problema si stia risolvendo , anche se in realtà non si risolverà affatto“.

Ma tutto questo è proprio necessario, specialmente in questo periodo di emergenza sanitaria?” si chiede l’OIPA sottolineando che l’emergenza rifiuti pare essere cessata, che non ci sono più cumuli d’immondizia a ridosso dei cassonetti e che i cinghiali “nella zona dove inizierà la strage è un pezzo che non si fanno più vedere.”

Non è tardi per ripensarci, per bloccare questa inutile crudeltà, facciamo un appello alla civiltà, a fare scelte rispettose dell’ambiente, del rispetto della vita, anche le cause dell’emergenza che stiamo vivendo dovrebbe averci insegnato qualcosa, diversamente sarebbe un mondo senza speranza” è l’appello finale dell’Associazione.

Claudio Cafasso

29 COMMENTI

  1. rispettare la natura e la vita significa anche aiutare la natura a ripristinare gli equilibri che noi abbiamo alterato. Il Parco dell’Insugherata, inserito in ambiente urbano, non è l’ambiente naturale dei cinghiali dove in assenza di caccia e predatori si riproducono a dismisura distruggento il resto dell’ambiente, tante specie vegetali e animali che rischiano di scomparire, come è già accaduto per alcune specie di orchidee, piccoli mammiferi e rettili. Chi ama la natura non si può far intenerire dall’animale più fotogenico e disinteressarsi di tutti gli altri.

    • Il problema è antico: qualche decennio fa’ alcuni falsi ambientalisti hanno fatto sì, con politici locali compiacenti, che tutto intorno alla capitale sorgessero dei parchi, anche in barba alle leggi che vietano la costituzione degli stessi, oltre una determinata percentuale di territorio. In origine la creazione dei parchi doveva fermare una sfrenata corsa alla cementificazione selvaggia e all’inquinamento del territorio.
      Ma tutto ciò non si è verificato!!
      L’unica cosa che si è ottenuta è stata lo stop dell’attività venatoria ,che a dispetto di quanto affermano sedicenti ambientalisti, non serve a contenere la proliferazione degli ungulati.
      La risposta è sotto gli occhi di tutti.
      Meditate ambientalisti, meditate

    • Gentile S. Pedruccini, Lei scrive “… rispettare la natura e la vita significa anche aiutare la natura a ripristinare gli equilibri che noi abbiamo alterato…”. A me sembra esserci, mi scusi se mi permetto di prospettarne l’ipotesi, un “controsenso” in tale frase, mi dica se sbaglio: se è un errore come lei scrive “alterare” gli equilibri, non è altrettanto “alterare” gli equilibri anche l'”aiutare” la natura a ripristinarli? Rispondiamo ad un errore, se così fosse, intervenendo con un altro errore, un altro nostro intervento negli equilibri squilibrati da, eventualmente, un precedente nostro intervento?

  2. È una vergogna che improvvisamente sii decida di ucciderli. Ci sono mamme con i cuccioli . Che pena e tristezza. L’uomo è un assassino e nn pregate perché Dio nn ascolta chi uccide

  3. È ridicolo che in una situazione del genere si gridi all’assassinio di poveri cinghiali che si trovano senza habitat. La verità è esattamente l’opposto, la verità è che questi animali crescono a dismisura a causa dell’abbandono dell’agricoltura rurale e quindi delle campagne. Credo che lo stato italiano in un momento come questo dovrebbe smettere di finanziare organizzazioni di nullafacenti che vivono sulle spalle dei cittadini urlando sempre e facendo pressione sull’emotività delle persone. Anzi li dovrebbe mandare a coltivare quelle campagne abbandonate al fine di restituire quanto hanno percepito negli anni. La verità è che questa specie invasiva sta causando la scomparsa di molte altre specie. In Calabria per esempio, sta distruggendo le lumache in territorii in prossimità del mare dove fino a pochi anni fa tutto si poteva pensare tranne che incontrare un cinghiale

  4. Non ho parole difronte a tanta ignoranza di animalisti da strapazzo. Ormai l’Italia è in balia di queste persone che di natura e biodiversità non capiscono nulla. O x colpa della cementificazione selvaggia, o x colpa del degrado ambientale o x colpa dell’uomo o x colpa della natura, i cinghiali e gli animali in sovranumero e quindi divenuti nocivi o pericolosi x l’incolumità dell’essere umano, vanno ridimensionati. E se i rimedi chiamati non cruenti, non possono essere operati o non sono efficaci, vanno abbattuti. La verità è che il problema sono le troppe aree protette e x niente gestite. E questi sono i risultati.

    • A me sembra che i tre animali divenuti più “nocivi e pericolosi per l’incolumità dell’essere umano” siano, in ordine,
      (uno) l’essere umano stesso quando va a catturare i,
      (due) pipistrelli e,
      (tre) pangolini per venderli, nei mercati umidi, dopo tortura e uccisione con dolore, a persone a scopo alimentare, pur essendo probabilmente specie in via di estinzione, nonché, sembrerebbe, portatrici di coronavirus; e, pur essendo vietato, sembrerebbe – da filmati, foto e reportage ultimamente, e non solo, uscite sui media – che si vendevano, in tali mercati umidi, di nascosto, cani e gatti tenuti in condizioni terribili…
      Ma io sono un ignorante che di natura e biodiversità non capisce niente… e, per di più, appartenente alla specie più pericolosa e in sovra numero esistente, quella che distrugge la natura, la biodiversità, inquina il mare e avvelena l’aria, costruisce centrali nucleari che, quando “saltano” ci fanno assorbire radiazioni mortali e cancerogene, cosparge la terra di pesticidi, sotterra rifiuti tossici e radioattivi avvelenando le coltivazioni e le falde acquifere e, inoltre, scatena guerre di ogni tipo uccidendo i suoi simili (unica specie a farlo); ma queste, che a me, ignorante animalista da strapazzo, sembrerebbero I VERI RISULTATI CHE SI VEDONO, sono tutte fake news che, anche scienziati di fama internazionale, mettono in circolazione, compresa quella che i campi magnetici siano cancerogeni, mentre i controlli effettuati da chi vende i prodotti che li emettono siano effettuati dagli stessi, sembrerebbe, che li vendono…: ma, anche questa, probabilmente, è una fake new…; tutte fake news alle quali, io animalista e vegetariano da strapazzo abbocco…
      Grazie a Lei per avermi illuminato e fatto capire che il “vero” problema della distruzione dell’unico pianeta, che condividiamo con gli altri animali, sono le “troppe aree protette e per niente gestite”…

  5. Il problema è antico: qualche decennio fa’ alcuni falsi ambientalisti hanno fatto sì, con politici locali compiacenti, che tutto intorno alla capitale sorgessero dei parchi, anche in barba alle leggi che vietano la costituzione degli stessi, oltre una determinata percentuale di territorio. In origine la creazione dei parchi doveva fermare una sfrenata corsa alla cementificazione selvaggia e all’inquinamento del territorio.
    Ma tutto ciò non si è verificato!!
    L’unica cosa che si è ottenuta è stata lo stop dell’attività venatoria ,che a dispetto di quanto affermano sedicenti ambientalisti, non serve a contenere la proliferazione degli ungulati.
    La risposta è sotto gli occhi di tutti.
    Meditate ambientalisti, meditate

  6. “Sterilizzare” significa effettuare la castrazione chimica con l’utilizzo di ormoni. Gli ormoni vanno somministrati insieme al mangime. Anche se è stata brevettata una mangiatoia alla quale riescono ad avere accesso solo i cinghiali, gli ormoni verrebbero dispersi con le feci sul territorio. Quell’animale così “sterilizzato” è vero che non si riprodurrà, ma alla sua morte, naturale o a seguito di predazione, le sue carni saranno cibo per altri animali. Una eterna catena che inquinerà per sempre l’ambiente. Ma di che parlate? Mettetevi il cuore in pace. In natura, ogni specie vive a danno di altre. Anche quei cinghiali che vi fanno tanta pena si nutrono di ratti, lucertole, rane, rettili, specie rare di orchidee e persino cani e gatti. E anche quei cinghiali sono al centro della catena alimentare. E’ bene che ci siano, come ogni specie, come la vipera, il lupo. Come ogni altra specie che ci fa paura. Ma il loro numero va controllato perché, crescendo a dismisura, non facciano danno alle altre specie e all’ambiente.

  7. Oltre all’abbandono delle attività agricole l’economia principale del nostro paese dimenticata dai nostri fenomeni politici non aggiungo termini offensivi per far vedere la buona educazione che hanno i mostri cacciatori si aggiungono improvvisata gente come animalisti,ambientalisti,ecc annientanto gente come zoologi, agronomi che hanno studiato per diventarlo, provocando tale situazioni che si stanno creando in molte città la cosa che più irada è la faccia con vorrebbero scaricare tutto ciò ad altri dico vorrebbero perché la lotta alla caccia ha istituzioni legali riconosciuti dallo stato infatti esiste il ministro dell’agricoltura a cui ci auspichiamo di lavorare in modo ecuo e di punire legalmente gente improvvisata come ambientalisti,animalisti,ecc come vengono puniti i cacciatori mostri quando commettono i propri errori buona giornata a tutti compreso, ambientalisti, animalisti,ecc

    • Grazie per il complimento, anche se, da animalista e vegetariano commetto i miei errori, ma non mi convincerò mai che uccidere e sparare ad altri esseri viventi si possa ritenere uno sport o un divertimento.

  8. muoiono persone perche’ lasciate sole e la gente urla per 4 cinghiali ? percarita la vita e’ tutta importante ma secondo me tanti di questi fanatici sono fuori di testa , buttano lo yogurt scaduto in giorno prima e poi danno i baci in bocca ai barboncini che si puliscono con la lingua dopo aver fatto i bisogni.l’umano sta degenerando e sopratutto ha perso di vista i veri valori.

    • Mi scusi, ma Lei non pensa che chi rispetti gli altri animali sia persona sensibile e gentile che, sicuramente, rispetterà anche i suoi simili in difficoltà e, viceversa, chi non rispetta gli animali, probabilmente, si disinteresserà anche del rispetto per i suoi simili?
      Io penso che sia così!

  9. L’abbattimento della fauna selvatica, quale che sia il motivo, è un qualcosa che alla gente non piace ed è questa la ragione per cui gli italiani sono per la maggior parte contrari ad ogni forma di caccia. Il problema è che in questo paese non si è in grado di fare bene alcunché; in passato alle associazioni venatorie si è permessa la massiccia introduzione (dove stava lo Stato?) di cinghiali provenienti dall’Est Europa, più grossi, più prolifici e anche più combattivi (vuoi mettere sparare ad un bestione che pesa 100 kg!) e ora nessuno sa più come risolvere il problema. Le poche risorse disponibili vengono utilizzate per improbabili censimenti o studi che risultano poi del tutto inutili. Per non parlare poi delle strade trasformate, grazie alla presenza dei rifiuti, in vere e proprie mangiatoie. Fino a quando la gestione di parchi e riserve e la caccia resteranno di competenza regionale, dove a prevalere sono gli interessi politici ed elettorali, sarà impossibile trovare una soluzione decente a questa e ad altre problematiche.

    • Ecco, questo commento riassume saggiamente quanto successo negli ultimi decenni tutto intorno a Roma, nelle riserve naturali (la via francigena non è opera di pseudo-ambientalisti)diventate purtroppo infrequentabili tane di cinghiali, che hanno decimato anche la flora endemica circostante di notevole importanza(gladioli e orchidee), in quanto si nutrono di tuberi, radici usando zanne e zoccoli per farli emergere. Il passaggio di cinghiali è paragonabile al passaggio di una scavatrice gigante guidata da un operaio ubriaco. Comunque come detto da Francesco G., prima della mattanza c’è la spregiudicatezza di chi ha introdotto specie non autoctone, anzi aliene. Il prossimo virus che ci dovrà preoccupare sarà un virus che attacca i suini, e che arriva dai cinghiali oltre a quelli già noti. Ed è molto più contagioso e letale del Coronavirus che attacca i maiali. Il pestevirus o flavivirus.

      • Guardi che un virus che proviene dai suini, come per esempio la diarrea dei suinetti e altri virus sviluppatisi in allevamenti intensivi, con relativa epidemia, salvo errori, ci sono già stati, se non sbaglio tempo fa; uno passato all’uomo in Messico; però il rischio non è per i selvatici, per tanti che siano ma per gli allevamenti intensivi, anzi, direi, super intensivi che, in molte parti del globo vanno aumentando per la sempre crescente richiesta di proteine animali. Dato l’innaturale sovraffollamento in condizioni di relativo igiene, si creano le premesse per lo sviluppo di sempre nuovi virus. Quindi mi preoccuperei più di questo che dei cinghiali in libertà, per quanto numerosi possano essere.
        E, per difenderci da eventuali future epidemie derivanti dagli allevamenti intensivi, che siano questi di suini, bovini, polli o altro (in passato hanno già creato problemi sanitari con virus passati all’uomo) non vedo altra soluzione che eliminare l’offerta di proteine animali sempre crescente eliminandone la domanda e decidendo di non acquistare e non mangiare carne: come per incanto spariranno gli allevamenti intensivi e relativi virus; dipende solo da noi: nessuna legge potrà mai obbligarci ad acquistare e mangiare carne!

    • caro francesco g.
      se hai i documenti che dimostrano, come tu asserisci, che è stata effettuata una massiccia introduzione di cinghiali, ti prego di produrli.
      altrimenti con i ” si dice” o “ho sentito tizio e caio” si genera solo confusione
      la storiella con cui tutti si riempiono la bocca di cinghiali più prolifici e più grossi non è esatta:
      prima i contadini andavano per i boschi a raccogliere la ghianda per i propri maiali domestici togliendo ai cinghiali uno degli ingredienti principali della loro alimentazione, per cui si trovavano soggetti adulti che in rari casi raggiungevano gli 80-90 kg;
      per ciò che riguarda la proliferazione dei cinghiali, due sono le motivazioni che favoriscono le cucciolate numerose: l’ibridazione con maiali lasciati allo stato brado e il reperimento del predetto alimento( ghiande), contenenti una proteina, la LISINA, che favorisce il processo riproduttivo.
      grazie

    • Personalmente, della caccia, non mi piace il fatto che si possa credere di voler, impunemente, far passare una idea assurda come quella dell’idea che sparare ad altri esseri viventi sia un gioco, un divertimento o uno sport! Non mi piace vedere una bugia così grande spiattellata come normalità e verità.
      Non ci stupiamo poi se capita di leggere in cronaca fatti di sangue che ci sembra incredibile concepire: che quella di sparare sugli animali sia una “palestra” che sia da esempio, volenti o nolenti, poi, a far sembrare plausibile lo sparare su altri esseri umani?

  10. Quando si accende il dibattito sulle problematiche che investono l’uomo e le altre specie, spesso si cade vittime dell’emotività. La Regione Lazio ha fato quello che è suo compito fare: controllare una specie in eccesso che vive in aree protette cittadine. Non farlo, avrebbe aumentato i rischi per la salute e l’incolumità pubblica, danneggiato le altre specie animali meno plastiche, devastato il sottobosco. Che fare dei cinghiali catturati? La Regione Lazio non ha fatto in prima persona quello che da tempo la Regione Emilia-Romagna e poi altre Regioni fanno: trasformare un problema in una risorsa. I cinghiali abbattuti da sele-controllori o catturati nelle aree protette, dopo i necessari controlli sanitari, vengono affidati a ditte specializzate che li immettono in una filiera alimentare e distribuiti a centri di assistenza per persone anziane o immessi nel mercato per un’alimentazione sana e nutriente. Le carni di animali selvatici, al contrario di quelle che provengono dagli allevamenti, sono prive di ormoni, antibiotici, colesterolo.

  11. fermo restando che queste bestie sono destinate alla macellazione per alimentazione e non vi dico ciò di cui si sono nutriti, per decenza – da quando le vedo sotto casa non mangio piu neanche il sugo di cinghiale, sostengo che questa sia la soluzione estrema e peggiore, molto costosa ma rapida, perché A si è lasciato incrociare il nostro cinghiale nostrano con bestioni ben più prolifici provenienti dall’est B nonostante i ripetuti allarmi e richiami nulla si è fatto in questi anni C si è lasciato che le persone sciocche del quartiere portassero nutrimenti abbandonati nel parco senza mai sanzionarle. La cosa assai triste è che uccidendo ora le madri si abbandonano al loro destino anche i cuccioli. stamattina alcuni sono stati azzannati dai cani liberi e inoltre possono attraversare la strada creando comunque danni a persone e a se stessi. purtroppo a me dispiace vedere trattare così delle creature inermi, anche se ho cani da anni (che non ho mai lasciato liberi per i cinghiali) ed esca guardinga, fa dolore vedere trattare così gli animali incolpevoli

  12. La storia dell’immissione sconsiderata di cinghiali alloctoni sul territorio da parte dei cacciatori è una storia vecchia, ed abusata. Poteva avere un senso qualche anno fa, prima che una robusta legislazione lo impedisse sostenuta da pesanti sanzioni e procedimenti penali. Il mondo venatorio al contrario, negli ultimi anni si è battuto a fianco della scienza, e delle amministrazioni virtuose, per il recupero della specie originaria, il sus scrofa majori. Spesso chi parla di difesa della fauna lo fa senza alcuna preparazione tecnico faunistica, guidata da un’emotività dannosa per la comunità civile e per l’ambiente. Lo stesso ambiente che in questi anni abbiamo modificato, sacrificandolo alla religione consumistica del tutto e sempre. La frutta,e la verdura, fuori stagione l’economia che schiaccia il piccolo coltivatore che presidia l’ambiente a favore della coltivazione intensiva, ed estensiva con il conseguente abbandono delle campagne e mutazione delle popolazioni animali che le abitano. Per questo è fondamentale il ruolo dell’uomo per regolare le popolazioni che adattandosi ai cambiamenti, come nel caso dei cinghiali, finiscono fuori controllo. E’ un ruolo che ci compete, se vogliamo continuare a vivere secondo gli schemi economici che ci siamo scelti. Altrimenti rinunciamo al vino, al mais, al grano e lasciamolo mangiare i cinghiali; rinunciamo alle ceppaie e all’ecotono in favore dei caprioli, all’erba medica per i daini e i cervi. Ma al tempo stesso stesso rinunciamo alla nostra vita e smettiamo di derattizzare le strade, poveri ratti ci porteranno la leptospirosi e perfino la rabbia, ma tanto che fa? Basta con le disinfestazioni contro la zanzara tigre, specie alloctona, e le povere anofele, anche a rischio della malaria. Infine lasciamo che le colonie di pappataci si riproducano e pazienza se i nostri cani moriranno di lemasniosi. Non esistono animali di serie A o di serie B, ma solo animali con i quali dobbiamo convivere, e per farlo dobbiamo controllarli, o meglio, gestirli affinché ognuno abbia il suo spazio vitale, anche se qualche volta saremo noi uomini a difendere il nostro.

  13. Gentile Sig. Corradi dal momento che è difficile “produrre documenti” attraverso un commento mi limito a citare quanto riportato nella pubblicazione dell’Ente Parco di Veio “Il cinghiale: la gestione dei danni e le strategie di prevenzione”; nel capitolo “La popolazione dei cinghiali come e quando è esplosa” si parla in modo molto chiaro di massiccia introduzione di cinghiali da parte delle associazioni venatorie con capi importati dall’estero e successivamente provenienti dagli allevamenti che si sono costituiti in diverse regioni italiane. Altro che storia vecchia ed abusata…Peraltro io non sono entrato nel merito di quelli che sono i provvedimenti che si è deciso di adottare ma mi sono limitato a fare presente come dopo aver generato il problema chi ne aveva la responsabilità non è stato in grado di risolverlo (o quantomeno contenerlo). Quanto al fatto che “noi” dobbiamo “regolare le popolazioni” penso che (eccettuati i casi in cui si deve intervenire per salvare una specie dall’estinzione) ogni volta che abbiamo messo le mani nella natura abbiamo fatto solo danni. La letteratura scientifica è piena di questi casi. Cordiali saluti.

    • Gentile amico,
      forse non mi sono spiegato. Nessuno vuole negare che in passato ci sono state immissioni sconsiderate di animali alloctoni, tant’è che l’ho inserito come premessa al mio intervento. Il punto è un altro. Da molti anni questi ripopolamenti dissennati non avvengono più, Ma ciò nonostante la specie è fuori controllo perché quelli che spesso danno la colpa al mondo della caccia, sono gli stessi che gestendo le aree protette come santuari creano quello che i tecnici faunistici definiscono effetto spugna. Quando la caccia è aperta gli animali si rifugiano nei parchi riproducendosi per uscirne a caccia chiusa devastando le colture, o cibandosi di tutto quello che gli capita. Le ricordo che il cinghiale è mono gastrico e la sua alimentazione é all’80% vegetale e al 20% organico, ma come i maiali mangia di tutto. Se le aree protette continuano a rifiutare, per fortuna non tutte, il prelievo selettivo, o controllato, della specie ci troveremo i cinghiali dentro casa, come è accaduto nelle zone abitate che confinano con il parco dell’Insugherata. Ci vuole buon senso, equilibrio e lasciare lavorare chi ha la scienza, e la coscienza, per farlo. Buona serata

  14. Gentile Francesco G.
    concordo con Lei con l’ultimo punto : quando interveniamo per ristabilire le regole naturali, non facciamo altro che casini, ogni volta sempre più grandi.
    Per tornare al punto delle immissioni selvagge ed incontrollate, e mi creda non è mia intenzione continuare ed alimentare una polemica sterile ed inutile, ci sono state immissioni, ne sono a conoscenza anch’io: risalgono ai primi anni ’50 e per la precisione furono effettuate nella tenuta di S.Rossore in Maremma per consentire l’attività venatoria a nobili e principi; e comunque furono delle immissioni riconducibili a poche decine di capi e non massicce
    Certo, sarei uno stolto se negassi che il problema e serio e preoccupante, ma è altrettanto vero che è impensabile addossare tutte le colpe al mondo venatorio.
    La saluto Sig. Francesco G. e spero di continuare a confrontarmi con Lei, anche in privato se vorrà, sempre con l’ambizione di aiutare, per quanto ci è possibile a trovare una soluzione a questo problema
    buona giornata

  15. Sig. Cretti e Corradi, quando un confronto è costruttivo e pacato allora è sempre utile. Concordo con voi sul fatto che non si può fare un parco o una riserva imponendo solo obblighi e divieti, anche se poi la problematica è molto complessa. Grazie per l’invito ad un confronto anche in privato…se ce ne sarà l’occasione, ben volentieri. Cordiali saluti e buona giornata.

  16. Mamma mia, tremo dalla paura di incontrare un cinghiale… Come si possono risolvere i problemi (questo è un problema?) uccidendo?
    Come sempre crediamo che l’uomo sia il padrone del mondo e tutti gli altri animali siano d’ingombro e… ops, con un click, anzi, forse, con un “bang” si risolve il problema. Una ideologia che non mi piace proprio per niente: prima si distrugge l’ambiente, si toglie agli animali lo spazio vitale, si affamano togliendo loro le risorse per procurarsi il cibo da soli e, poi, quando si spingono nelle zone limitrofe al loro ex territorio, gli si spara?
    Da tener presente che, attualmente, dato che la città è – per il vero solo in alcune zone – deserta, non solo i cinghiali ma tanti altri animali si stanno spingendo nelle strade: anatre con prole, cervi, puma, e altri… Io direi: “benvenuti”, godetevela fintantoché non torni il caos pre emergenza: auto, smog, rumore… Sperando che trovino da bere e da mangiare.
    Teniamo presente che sembrerebbe che le cause di queste ultime pandemie siano proprio la deforestazione destinata ad allevamenti e il contatto tra animali selvatici (non certo scoiattoli, cinghiali, lupi o altri, ma pipistrelli, pangolini e specie che non hanno mai vissuto al di fuori di zone non abitate da umani) e quelli allevati, che fungono da intermediari nel passaggio di specie, gli allevamenti intensivi nei quali si sviluppano virus sempre nuovi per il sovraffollamento.
    Più che prendermela con gli animali io farei (anzi già lo faccio da oltre quaranta anni) una cosa: rispettare la vita degli altri esseri viventi e non mangiare carne: se nessuno la compra, se non c’è domanda, sparirà l’offerta e le cause delle previste prossime pandemie di altri coronavirus; io direi che ne vale la pena; anche perché nessuno potrà mai fare una legge che ci obblighi ad acquistare e mangiare carne!

  17. I bello, anzi il tragico, è che i “pericolosissimi” cinghiali, se ho ben capito, vengono fiduciosi a prendere il cibo loro offerto dagli umani e noi rispondiamo alla loro fiducia progettando, se ho ben capito, di sparargli…
    Dato che i suini sono animali intelligentissimi, sembra più dei cani, mi chiedo addolorato: “cosa penseranno di noi uomini? Capiranno che non siamo tutti uguali?”.
    Anche se, sinceramente, mi vergogno molto spesso, vedendo, in generale, come trattiamo gli animali, di appartenere alla specie cosiddetta umana.

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