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Pedoni fai-da-te in via della Farnesina

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Era suppergiù aprile 2019 quando all’altezza del civico 81 il marciapiede di via della Farnesina veniva bloccato ai pedoni da una lunga recinzione che impediva altresì l’uso delle strisce pedonali. Motivo? Si disse per cautela, pare che il cornicione della palazzina coinvolta non fosse proprio sicuro.

Com’è o come non è, di lavori non si vede poi ombra e quella recinzione rimane lì per mesi senza che nessuno se ne occupi, costringendo anziani, bambini, pedoni in difficoltà a camminare sulla strada e ad attraversarla senza poter usare le strisce.

Il blitz avviene intorno ad ottobre quando qualcuno decide che quella recinzione, sicurezza o non sicurezza, ha rotto abbastanza le scatole. E così improvvisamente viene rimossa, o meglio viene ripristinato il passaggio sul marciapiede e lasciata la rete penzolare tristemente da un tondino di ferro all’altro.

Ma quei tondini puntuti che spuntano nudi da terra, alti più o meno un metro e qualcosa, mettono paura solo a vederli. Sono pericolosissimi, soprattutto quelli senza rete perché meno visibili. Scivolarci, caderci sopra non è da augurare nemmeno al peggior nemico. E così, poco tempo fa, un animo gentile si è premurato di isolarne la punta.

E non di uno ma di tutti. Un po’ di cartone  ondulato, un bel giro di nastro adesivo e voilà, col fai-da-te il gioco è fatto e la sicurezza, quella dei tondini, ripristinata. Ma quella che doveva essere garantita dalla recinzione?

2 COMMENTI

  1. Per la rimozione definitiva della recinzione, in realtà a giusta ragione ben apposta a tutela del transito pedonale, e averla rimossa è stata un’imprudenza,ci si deve avvalere per quanto rappresentato dal codice civile in termini di responsabilità ex art. 1130 e 1135, rivolgendo all’Amministratore del Condominio, di cui i cornicioni pericolanti, istanza urgente di riparazione e messa in sicurezza degli stessi. Solo allora potrà essere rimossa la recinzione sottostante all’immobile. Marco Sesto Rufo

  2. Gentile Marco Sesto Rufo,
    usiamo nuovamente VCB perché crediamo obbligo risponderle sul tema ed in generale sulla situazione che vede e vedrà molti condomini in situazioni simili a quella del civico 81 di Via della Farnesina.
    Nonostante ci sia una sciagurata volontà di qualcuno nel riproporre una visione del luogo sempre fedele a se stesso, sono negli anni subentrati cambiamenti importanti e irreversibili nella società e nell’economia locale, ribadiamo quanto più volte detto anche in assemblea condominiale del nostro condominio:
    Le popolazioni condominiali locali sono incapienti rispetto ai costi di gestione condominiale così come previsti dai Regolamenti Condominiali.
    Lo stato di incapienza riguarda la popolazione ma può non riguardare i singoli per le proprie quote condominiali ed anche per spese condominiali.
    Lo stato di crisi economica del Paese e di conseguenza locale ascrive gli attuali lavoratori per il basso reddito all’incapienza ed i disoccupati all’impossibilità di essere chiamati in causa.
    Si spera di non essere troppo brutali nel far conoscere che in queste condizioni si trova la stragrande maggioranza della popolazione che ancora si sostiene grazie al contributo dei sempre meno pensionati.
    In considerazione che lo stato di crisi non è responsabilità della cittadinanza nel 2012 il governo “RENZI” ha emanato molteplici leggi e decreti riguardanti i cosiddetti strumenti anti crisi che nell’insieme destinano alle famiglie un ammontare composito pari a una retribuzione di un cassaintegrato medio.
    La funzione di mettere in contatto strumenti anticrisi e cittadinanza è stata delegata ai C.A.F. e comporta la preliminare iscrizione ai Centri per l’Impiego (Via Decio Azzolino, 7) la compilazione del modello I.S.E.E. e conseguentemente il beneficio dello strumento anticrisi individuato adatto al singolo soggetto.
    Non essendo lo strumento anticrisi sufficiente sempre nel 2012 è stata emanata la legge 220 cosiddetta riforma condominiale che ha la finalità proprio di sollevare la popolazione di cui sopra da responsabilità per le quali non è più attrezzata senza per questo sacrificare la proprietà o peggio la fedina penale.
    Ma se non si studiano o non si voglio studiare queste leggi e decreti C.A.F., Commercialisti ed Avvocati del luogo parte in causa si consegna il luogo al destino dell’inesorabile legge del più forte.

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