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Ferrovia Roma Nord, la seconda peggiore in Italia

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stazione Flaminio - foto di repertorio

L’entrata in vigore dell’orario ferroviario invernale racconta, ogni anno, il cambiamento in termini di quantità e qualità dei treni in circolazione e di conseguenza degli effetti sulla vita quotidiana dei pendolari di tutta Italia.

Legambiente con la sua campagna Pendolaria ogni anno a questo appuntamento presenta un dossier con quelle che sono le 10 linee peggiori, ossia le situazioni, in diverso modo, emblematiche per capire da dove si dovrebbe partire per rilanciare l’offerta di trasporto pubblico su ferro, con beneficio in termini di meno inquinamento e meno congestione nelle nostre città, ma anche di qualità della vita e ridotta spesa per le persone.

Per Legambiente è fondamentale occuparsi di quei pendolari che ogni giorno prendono questi treni e che sono circa 3 milioni. Lo è per una ragione molto concreta e di idea del Paese: su alcune di queste linee malgrado l’affollamento dei convogli la situazione non vede miglioramenti, in altre continua a peggiorare e sempre più persone abbandonano i treni proprio perché li trovano sempre più affollati, vecchi e con continue cancellazioni

E veniamo al report Pendolaria 2019. Al secondo posto della classifica delle peggiori linee a livello nazionale spicca la Roma-Civita Castellana-Viterbo, nota anche come Ferrovia Roma Nord che si è “guadagnata” neanche tanto faticosamente la medaglia d’argento scalzando dal podio n.2 la “gemella” Roma-Lido.

La Roma Nord vista da Pendolaria

Dal report stralciamo quanto riguarda la Roma Nord, là dove si spiega che fare il pendolare tra Roma e Viterbo rappresenta ormai un’avventura quotidiana su questa linea che si snoda per 101,9 km, suddivisi in 12,5 km di servizio urbano ed i restanti 89,4 km di servizio extraurbano, con 35 fermate ed un tempo di percorrenza previsto di 22 minuti per la tratta urbana e di 155 minuti per quella extraurbana.

I passeggeri ogni giorno sulla linea ATAC sono 75.000 e si ritrovano con treni sovraffollati e vecchi, che viaggiano in media a 39 kmh, e che di conseguenza necessitano di una manutenzione sempre maggiore e non garantiscono la puntualità delle corse.

Il parco rotabili è composto da 21 convogli per una sconcertante età media di 20,9 anni. L’offerta ha visto un calo del 3,3% tra il 2017 ed il 2018. Solo tra l’inizio di Luglio e la fine di Agosto sono stati clamorosi i disagi a causa della soppressione di 22 treni. I pendolari testimoniano il declino della linea e del servizio, ricordando come fino al 2009 i convogli utilizzati erano nuovi ed erano entrati in funzione quelli con aria condizionata.

Dal 2010, con la gestione ATAC ed i tagli al settore, i problemi si sono gradualmente amplificati. Ad esempio da Viterbo a Catalano esistono solo bus sostitutivi mentre tra Catalano e Montebello i pendolari vedono alternati convogli ferroviari ad autobus. Poi i parcheggi delle stazioni non sono custoditi e si sono registrati numerosi casi di vandalismo e danneggiamento delle auto presenti, in alcuni casi furti.

Stessa situazione di altre linee per molte delle stazioni attraversate: degrado, sporcizia e biglietterie inutilizzabili. La linea inoltre non è accessibile ai disabili perchè ancora sono pochissime le stazioni con ascensori ed al capolinea di Piazzale Flaminio a Roma esistono ancora barriere architettoniche per cui la banchina non risulta a norma.

Tanto che ogni volta che c’è un disabile, che prova ad utilizzare la linea, deve essere aiutato a mano a salire sui treni da altri passeggeri, mentre nessun addetto è presente alle stazioni o sul treno. Infine, sempre per motivi legati alla vetusta infrastruttura, non è possibile portare biciclette a bordo.

La linea è riuscita nell’impresa di scavalcare la “gemella” Roma-Lido tra quelle peggiori, perché rischia seriamente la chiusura. Dal Luglio scorso si sono abbattute nuove nubi sulla Roma Nord-Viterbo a seguito di ulteriori osservazioni dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria riguardo all’insufficienza delle misure presenti per la sicurezza sulla ferrovia.

E’ intollerabile come si siano prese sottogamba le scadenze per gli adeguamenti tecnologici per migliorare la sicurezza della linea, e che questo 9 pessimo atteggiamento stia massacrando la linea. Legambiente chiede un rapido cambio di rotta che ponga al centro gli interventi che mettano in sicurezza la tratta e che si apra un tavolo di lavoro per il rilancio dell’intera linea con l’adeguamento agli standard metropolitani per evitare di farla morire lentamente.

E’ intollerabile che la Roma-Viterbo non sia trasformata in una linea metropolitana per dare un serio servizio di trasporto pubblico su ferro che consenta di aggredire con i fatti l’emergenza climatica che attraversiamo, ma anche per abbattere gli incidenti stradali e per togliere dalle strade migliaia di auto che le intasano e che portano solo inquinamento e malattie.

Unica novità in positivo è l’acquisto, annunciato al momento, di 18 nuovi treni, 6 per il servizio urbano e 12 per quello extraurbano. Per quanto riguarda l’infrastruttura dovrebbe essere ripristinato lo scambio di Vignanello e, se verranno mantenuti gli impegni economici per il potenziamento della linea, dovrebbero essere realizzati interventi di adeguamento tecnico su tutta la tratta per i binari, la linea elettrica e la segnaletica dei passaggi a livello, con soggetto attuatore RFI.

Sarà poi effettuato il raddoppio della linea da Montebello a Riano e da Riano a Morlupo con la fine dei lavori che dovrebbe avvenire entro il 2022.

Edoardo Cafasso

1 commento

  1. Io prendo questo treno da anni, come orario penso sia il migliore (di Roma sicuramente) nelle ore di punta tra una corsa e l’altra passano da 4 ai 7 minuti….non credo ce ne sia un’altro così.
    la cosa in cui pecca è la pulizia….veramente sporco, puzzolente….fa schifo.
    Vanno disinfettat e puliti con i centogradi e camiati i sedili di stoffa che sono sporchissimi.

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