Home CRONACA Via Due Ponti: piccole discariche che crescono

Via Due Ponti: piccole discariche che crescono

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A Roma succede che il provvisorio diventi spesso definitivo, che tutto ciò che è piccolo diventi con il tempo grande. Una buca  si trasforma in voragine, una pozzanghera in laghetto, un accumulo di rifiuti in discarica. È proprio quello che si rischia in via dei Due Ponti all’incrocio con via della Crescenza.

Lì, all’interno di un’area un tempo recintata e usata come cantiere, si trovano infatti materiali abbandonati, rifiuti di vario genere e perfino uno scooter abbandonato e probabilmente rubato.

Quell’area fu utilizzata quando vennero effettuati i lavori per “l’adduttrice della Crescenza” – il vecchio cartello del cantiere giace ancora sotto alcune assi di legno -, lavori  terminati da molti anni. Da allora l’area è rimasta in stato di abbandono e la rete metallica in parte abbattuta.

discarica-via-due-ponti1E così – com’è destino nella capitale per tutte le aree poco frequentate – quello spazio è stato usato per abbandonare rifiuti di ogni tipo compreso un vecchio divano, un baule sgangherato, scarpe e un motociclo, sicuramente rubato, e tutto vandalizzato.

Ma non basta perchè l’area è anche meta di senza tetto o di sbandati, a giudicare dai resti di fuochi accesi per cucinare e dalle bottiglie vuote di vino e birra.

discarica-via-due-ponti3E dire che ci troviamo in una zona di straordinaria bellezza, ai margini dei terreni del CRA, un piccolo paradiso terrestre sopravvissuto miracolosamente alla cementificazione e che deve essere salvaguardato ad ogni costo.

Se poi è vero che i lavori per la realizzazione del collettore hanno migliorato di molto la qualità delle acque dei fossi della zona, è anche vero che quell’area abbandonata colma di rifiuti – residuato di un cantiere che fu – è un pugno in un occhio.

discarica-via-due-ponti2Come lo sono quei cartelli che invitano a rallentare a causa dell’uscita di mezzi pesanti: i camion non ci sono più da anni, i cartelli invece sono sempre lì.

Il problema è che questo terreno, facilmente accessibile e non controllato, dai oggi e dai domani rischia di diventare con il tempo una discarica a tutti gli effetti col rischio poi che nessuno più la bonificherà (via del Baiardo, a Tor di Quinto, docet).

Francesco Gargaglia

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