Home AMBIENTE CNR, ISS e Liceo Pascal “alleati” per progetto di recupero ambientale

CNR, ISS e Liceo Pascal “alleati” per progetto di recupero ambientale

Pteris-Vittata

Un gruppo di studenti dell’Istituto tecnico-Liceo scientifico“Biagio Pascal” di Labaro, diretto dal prof. Antonio Volpe, sotto la guida della docente di chimica prof.ssa Emila Angelini, sabato 9 marzo ha concluso un’esperienza di Alternanza Scuola Lavoro che si è svolta presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e Istituto Superiore di Sanità (ISS).

Si sono occupati del fitorisanamento di terreni inquinati da arsenico: il metodo consiste nell’utilizzare piante iperaccumulatrici (nel loro caso Pteris Vittata, una felce di origine asiatica) in grado di assorbire il contaminante presente nel terreno.

Come raccontano i ragazzi: “Nei laboratori del CNR abbiamo trasferito le felci nel terreno contaminato e abbiamo effettuato prelievi a distanza di giorni per verificare il progressivo accumulo di arsenico“. E le analisi hanno dato dei risultati coerenti con le aspettative.

Abbiamo usufruito, sotto la supervisione dei ricercatori dell’ISS, di strumenti e laboratori per effettuare le analisi sui nostri campioni di felce; abbiamo visto che la presenza di arsenico aumenta con l’aumentare dei giorni e dalle analisi molecolari è risultato che, è presente nella felce il gene probabilmente responsabile dell’accumulo”.

 Il Progetto

Nel Comune di Vetralla, nel viterbese, i livelli di arsenico naturalmente presenti nel suolo destano preoccupazione, perché potrebbero mettere a rischio la salute pubblica attraverso gli alimenti e le acque potenzialmente contaminate. Il progetto proponeva quindi l’utilizzo di piante capaci di assorbire questo elemento.

Come dice Paolo: “Abbiamo affiancato i ricercatori nei loro laboratori. Inizialmente abbiamo trasferito le felci su un terreno contaminato da arsenico. Abbiamo poi prelevato le foglie a regolari intervalli di tempo in modo da verificare l’assorbimento dell’elemento”.

Dalle analisi si è riscontrato l’accumulo progressivo dell’arsenico nelle foglie e quindi nelle piante. Ciò significa che si è verificata una parziale bonifica del terreno in cui sono cresciute. Inoltre si è verificata anche la presenza del gene che potrebbe essere responsabile dell’accumulo di arsenico.

Questo metalloide risulta più tossico in forma inorganica e i cittadini che vengono esposti a questo contaminante sono ogni giorno a rischio di malattie.

Come ci dice un altro studente del Pascal: “In collaborazione con il CNR e l’ISS abbiamo realizzato questo percorso di Alternanza Scuola Lavoro in cui è stata utilizzata una tecnica naturale di bonifica dei suoli, che fa uso di piante iperaccumulatrici.  Abbiamo costatato, lavorando tra gennaio e febbraio 2019, attraverso vari prelievi a 15, 23 e 28 giorni che la felce ‘Pteris Vittata’ riesce ad accumulare arsenico e che grazie alla presenza nel suo DNA del gene Phytochelatine-sintase riesce a sopravvivere anche ad alte concentrazioni di questo contaminante. Così con un metodo ecologico si possono risanare delle zone contaminate”.

Dai ragazzi arriva infine un ringraziamento particolare alle tutor aziendali, la dr.ssa Maura Cardarelli dell’IBPM-CNR Dipartiento di Biologia e Biotecnologie, Università Sapienza di Roma e la dr.ssa Cristina Agresti dell’ISS.

VignaClaraBlog.it

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome