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Stefano Simonelli, trenta mesi al governo del Municipio XV

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Nativo di Bolzano, residente da sempre nella Capitale e dal 1998 a Roma Nord, prima a Grottarossa e poi a Prima Porta, Stefano Simonelli, M5S, è alla guida del XV Municipio dal 19 giugno 2016 quando, col 58,6% pari a 31.826 voti (ben 17.217 in più di quelli ottenuti al primo turno raccogliendoli a man bassa anche nel bacino elettorale del centro-destra) vinse il ballottaggio alle ultime amministrative ritrovandosi catapultato a 49 anni a dirigere il più grande municipio di Roma.

Oggi inizia un viaggio tanto meraviglioso quanto difficile. E’ un viaggio che dobbiamo percorre tutti insieme, unendo le nostre energie, quel senso di rispetto e di amore per la nostra città, per il nostro territorio e per il bene comune che ogni giorno stanno prendendo sempre più forza nelle nostre coscienze“ ebbe a dire all’indomani mentre si accingeva a formare la squadra degli assessori che presentò al Consiglio l’11 luglio.

E a metà del suo viaggio “tanto meraviglioso quanto difficile” lo incontriamo per un bilancio di questi due anni e mezzo.

Un’intervista che non vuole sostituire la “relazione annuale” che a norma di regolamento il presidente dovrebbe illustrare al Consiglio ma che secondo una recente interpretazione del Segretario Generale del Comune non è obbligatoria; un’intervista che non ha la pretesa di scendere in dettaglio sui numerosissimi problemi del territorio ma che vuole essere solo una panoramica su alcuni temi caldi trattati in questi ultimi trenta mesi dalla nostra testata, quelli che più hanno catalizzato l’attenzione dei nostri lettori.

Rifiuti, isole ecologiche, compostaggio

Due anni fa lei ci disse che nel medio termine avrebbero visto la luce  altre due isole ecologiche, a Cesano e a Tor di Quinto. Ad oggi quella di Olgiata è chiusa da mesi e delle due citate non si sa nulla…

Premetto, e continuo a dire, che prima di tutto non si deve più parlare di rifiuti ma di beni post consumo e che questi devono essere gestiti nel territorio dove vengono originati. A mio avviso ogni municipio romano dovrebbe avere le proprie isole ecologiche ed è questo che stiamo chiedendo da tempo al Campidoglio. Il XV, con i suoi 187 kmq, ne ha fortemente bisogno.     

Cominciamo da quella di Tor di Quinto…

Dopo che è stato accertato che i lavori realizzati nella primavera del 2017 a Tor di Quinto, nella  grande area di circa 40mila mq posta sul lato destro del viale (andando in direzione fuori Roma), dal Cirque du Soleil per potervi installare il suo tendone non erano abusivi – procedimento che si è chiuso recentemente – ha ripreso vigore lo studio per la realizzazione in quell’area di un’isola ecologica.

Lo studio è complesso perchè un impianto di tal genere lo si fa affinchè duri e resti nel tempo. Ma la prima cosa è capire se l’area è idonea. Se non lo fosse, ne cercheremo un’altra nella stessa zona ma l’isola ecologica a Tor di Quinto si farà.

Trasferiamoci a Cesano-Osteria Nuova. Là la comunità locale osteggia fortemente l’ipotesi di un compostatore mentre non si è mai dichiarata contro un’isola ecologica…

Sgombriamo il campo da un equivoco: le due installazioni non sono alternative, l’area dell’isola ecologica è così grande che potrà accogliere anche un impianto di compostaggio. Ma sgombriamo il campo anche in un’altra direzione: io non ho sposato il compostaggio a Cesano-Osteria Nuova a prescindere, questo deve essere chiaro ai residenti con i quali l’approccio al piano partecipativo messo in atto da Ama non è riuscito nel suo intento.

Simonelli, ci spieghi meglio: sono parole forti queste appena dette

Io sono del parere che un investimento di tale portata sul territorio, proprio perchè importante e fatto per durare decenni, debba essere studiato in prospettiva e non solo contestualizzato sull’attuale momento.

Tre le domande che ho posto al Campidoglio: lo studio è stato fatto traguardando come minimo al prossimo decennio in termini di sviluppo urbano della zona? Quali valori aggiunti la presenza di un impianto di compostaggio porterà al territorio in termini di viabilità, sicurezza, qualità della vita?  Mi date garanzie che l’impianto sarà a servizio solo del III, del XIV e del XV Municipio per un totale di circa 500mila abitanti come si è sempre detto, e non oltre?

E quali risposte ha avuto?

Le stiamo ancora aspettando. Ma una cosa è certa: se non arrivano o se saranno negative il Municipio XV esprimerà formalmente il suo parere negativo sull’impianto.

Chiusura del campo nomadi River

Spostiamoci sulla Tiberina. Simonelli, come definisce la chiusura del campo nomadi di via Tenuta Piccirilli?

Lo considero un successo. E’ stata posta fine ad una situazione incancrenita, era diventato un ghetto senza alternative al quale bisognava dire basta.

Già, ma adesso i nomadi sono sotto il cavalcavia della Flaminia…

No, è falso quello che dicono alcuni. Lo sgombero del River, al netto di quella manciata di giorni in cui bivaccarono a Prima Porta, non ha originato nessun nuovo insediamento abusivo sul territorio del XV. Gli uffici capitolini ne hanno prove certe. Gli insediamenti che taluni hanno dichiarato di aver recentemente scoperto nei pressi della stazione La Celsa o lungo la via Flaminia sono lì da anni.

E cosa ne sarà dell’area ex campo nomadi?

Sarà bonificata appena chiuso il contenzioso in atto con la proprietà. Nell’area di fronte, dove giacevano enormi cumuli di rifiuti sgomberati dall’AMA – area che è stata acquisita a patrimonio dal Comune – ipotizziamo invece di dedicarla a sede di una delle associazioni di volontari di Protezione Civile. Sono persone che svolgono un lavoro egregio, impagabile, ed averne un nucleo nei pressi di zone a rischio come Prima Porta sarà un valore aggiunto per il territorio.

Nella terza area – quella accanto all’ex campo nomadi – dove insistono una villetta, numerosi alloggi, un salone, una piccola piscina stiamo capendo locale per locale la regolarità edilizia di ciascuno. Solo dopo questo censimento si potrà deciderne il futuro.

Arriviamo a Ponte Milvio

Archiviato il Piano di Massima Occupabilità sulla piazza – ma non realizzato nelle adiacenze com’era nelle premesse – rifatta l’aiuola e allontanati gli ambulanti. Tutto qui? Ponte Milvio meriterebbe di più, serve un progetto di rinascita che guardi al suo futuro. Esposizioni di artisti, concerti all’aperto, presentazione di libri, itinerari culturali. Una programmazione stile Estate Romana che duri però dodici mesi. Presidente, ne conviene? E se sì, perchè ad oggi non si vede nulla?

Nessuno pensi che questa Giunta vuole che Ponte Milvio muoia, tutt’altro. Abbiamo preso delle iniziative e altre ne verranno. Il processo però è lungo. Stiamo lavorando ad una rivitalizzazione del mercato di via Riano perchè diventi luogo di ritrovo giovanile, un po’ come il più famoso Mercato Testaccio, e alla riapertura della Torretta Valadier come sito espositivo per artisti.

Sono solo due esempi che riassumono la mia visione: verticalizzare Ponte Milvio, cioè decentrare e creare nuovi punti  di aggregazione seguendo la linea del Tevere. Una piazza allargata, al servizio della quale, per esempio, l’ex deposito giudiziario delle auto rimosse ubicato in viale Antonio di S.Giuliano e ora abbandonato, potrebbe fungere da parcheggio liberando il piazzale.

Riaprirà la Torretta Valadier, l’ennesimo annuncio?!?

Il vero grosso ostacolo alla riapertura è l’ottenimento della certificazione antincendio da parte dei Vigili del Fuoco. Ci stiamo lavorando, conto di riuscirci e di aprire nuovamente la Torretta ai cittadini entro l’anno restituendole la dignità che merita.

E del flop a Largo Maresciallo Diaz cosa ci dice? Gli ambulanti si rifiutano di andarci mentre i residenti sono stati penalizzati con l’azzeramento dei posti auto

Delocalizzare gli ambulanti di piazza Ponte Milvio era prioritario e rientrava nel piano di restituzione di dignità e decoro del sito. L’unico posto poco distante dove ricollocarli era Largo Maresciallo Diaz, non ve ne erano altri. Non lo considero un flop, se si rifiutano di andarci senza aver provato neanche una volta ad occupare tutti gli stalli a loro riservati sbagliano. Che ci provino per un po’ di giorni, solo dopo potranno dire con certezza che lì “non si fa una lira”.

Quell’incrocio pericoloso 

Sono anni che si dibatte sulla pericolosità dell’incrocio fra via Cortina d’Ampezzo e via Cassia “Antica”. Messa in soffitta l’inversione dello stop, cosa c’è in cantiere?

In cantiere c’è l’apertura di un cantiere. A parte il giro di parole, è indubbio che l’apertura di un cantiere per la costruzione di un comprensorio di palazzine la cui uscita sarà proprio sull’incrocio a lavori finiti e appartamenti venduti andrà ad aggravare la situazione e la pericolosità dell’incrocio. Un incrocio che già oggi è al limite in virtù anche, ma non per colpa, dell’uscita del supermercato. 

E’ quindi ora di affrontare il problema coinvolgendo tutti gli attori interessati e cioè il Consorzio via Cortina d’Ampezzo, la società costruttrice, la proprietà del supermercato e soprattutto i dipartimenti capitolini visto che via Cassia è viabilità principale e quindi non di competenza municipale. 

Proprio questa sera (ndr: ieri per chi legge) mi incontrerò con Carlo di Paola, presidente del Consorzio, per prendere visione del progetto di rotatoria a suo tempo presentato.  Non so se una rotatoria è la soluzione giusta, ma una soluzione va assolutamente trovata e di comune accordo. La macchina si è messa in moto, indietro non si torna.

Politica locale

A livello nazionale Di Maio va a braccetto con Salvini. A livello locale il presidente 5S Simonelli è spesso attaccato dagli esponenti della Lega…

Il problema non mi sfiora. Anzi, mettiamola così, forse è più chiaro: sono aperto a tutte le critiche purchè costruttive. Non mi interessano affatto invece quelle che non lo sono, a prescindere  da chi me le muove.

Solidarietà, inclusione, integrazione

Lei è molto impegnato nella solidarietà, parte della sua vita è spesa in tal senso. Venendo alle nostre vicende nazionali, per lei integrazione e inclusione sono parole che hanno un significato?

Non sono affatto parole vuote, io ci credo. Ma il tema è difficile, complicato analizzarlo così in due battute. Bisogna stare con i piedi per terra. L’inclusione e l’integrazione sono concetti realizzabili, che possono diventare concreti ma occorre che dall’altra parte ci siano persone meritevoli, che accettino le regole di vita della società in cui vogliono integrarsi. Con questi presupposti la strada dell’inclusione è percorribile.

Se Stefano Simonelli fosse stato sindaco di Castelnuovo di Porto come avrebbe vissuto la chiusura-blitz del CARA?

Posto che il Cara, così si legge sulla stampa, si è distinto per i diversi progetti di integrazione realizzati, mettendomi nei panni del sindaco sarei molto dispiaciuto per non esser stato considerato un attore del processo decisionale, per quanto repentino, che ha portato alla chiusura del centro.

Difficile che un Sindaco possa impedire una decisione che arriva da molto in alto ma se fosse stato coinvolto l’impatto forse sarebbe stato meno dirompente. Chi meglio del primo cittadino di una piccola comunità conosce bene il territorio? Chi, se non il sindaco, avrebbe potuto mediare?  Questo il ruolo di un sindaco, così come quello di un presidente di municipio a prescindere dal partito per il quale è stato eletto: rappresentare le esigenze e le sensibilità del suo territorio.

Chiudiamo con un bilancio di questi due anni e mezzo

Nessuno di noi M5S, all’atto dell’elezione in XV, era un politico o aveva esperienze di Pubblica Amministrazione. Abbiamo quindi scontato un periodo di tuning, di conoscenza del contesto. Poi, come primo obiettivo ci siamo dati quello di partire da ciò che di buono avevamo ereditato e subito dopo di far diventare ordinario lo straordinario. Un territorio si governa dando buoni servizi tutti i giorni e non a spot.

E ci siete riusciti? La percezione sui social non è così netta…

Sono  contento di quanto fatto in questi due anni e mezzo, lo dico con orgoglio. Al netto delle schermaglie politiche di rito ho instaurato un buon rapporto con le opposizioni. Le faccio un esempio: lavorando all’unisono, siamo riusciti a non chiedere un solo euro in più al Campidoglio per i servizi sociali riuscendo a coprire tutte le esigenze dei cittadini con i fondi stanziati.   

E per i prossimi due anni e mezzo?

Nel 2019 faremo partire 40 cantieri. Nel 2020 daremo il via alla progettazione antisismica di tutte le scuole. Entro fine mandato vogliamo che tutti gli edifici scolastici del territorio abbiano una progettazione convalidata in termini di antincendio e per molte che i lavori siano stati avviati. Ci siamo dati un obiettivo: lasciare nel 2021 una solida eredità a chi assumerà il governo del XV dopo di noi.

A bruciapelo gli chiediamo…

Presidente, nel 2021 si ricandiderà?

È e sarà stato un viaggio tanto meraviglioso quanto difficile’ ma no, non mi ricandiderò. Non ne ho alcuna intenzione.

Claudio Cafasso

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11 COMMENTI

  1. Vorrei dire al Presidente che forse ha impiegato molto tempo,per comprendere che i cittadini hanno bisogno di risposte in tempi non “””troppo lunghi “”” strade chiuse per mesi “Colli della Farnesina “ voragini aperture…con tempi biblici per definire di chi è la responsabilità e per finire gli abitanti della palazzina crollata a Ponte Milvio aspettano ancora risposte

  2. Vorrei chiedere al Presidente Simonelli se ritiene compatibile la declinazione di concetti quali
    solidarietà, integrazione e inclusione con l’abusivismo abitativo a scopo speculativo,
    perpetrato in danno dei più disagiati, che infesta larghe porzioni del territorio ?
    E se e quando l’Amministrazione voglia porre in essere atti concreti volti, almeno, al
    contenimento dell’odioso fenomeno ?

  3. Sarebbe interessante conoscere l’opinione del Presidente Simonelli in merito all’ entrata in servizio della Stazione di Vigna Clara, fatto che consentirebbe agli abitanti di zona un veloce accesso alla Metropolitana e al sistema ferroviario della città. Il rifacimento della Stazione è stato completato da più di due anni e mezzo poi, tra ricorsi al TAR, interpretazioni della sentenza emessa da quel Tribunale, etc. in sostanza non se ne è più saputo nulla. Il Movimento 5 Stelle è interessato alle vicende di quella Stazione e alla sua possibile apertura, o è fatto per loro di scarso interesse?

  4. Sì, cosa ci dice il Pres. Simonelli su Vigna Clara, e sui posteggi ad essa limitrofi la cui realizzazione i residenti aspettano perlomeno dal mese di luglio 2017 ? Dobbiamo ancora assistere inermi allo sperpero del denaro pubblico, con vergognoso imbrattamento delle pareti della Stazione, senza alcuna reazione da parte del Municipio su cui insistono le aree in questione ?

  5. Soddisfatto ?? due anni e mezzo di nulla. Non si vedono risultati, novità, investimenti. Vorrei sapere come si possa essere soddisfatti dello stato attuale della capitale in generale e del municipio XV in particolare. Bilancio catastrofico, non solo per colpa di Simonelli, sia chiaro, aveva in dote una situazione disperata, ma sinceramente tra Giacomini, Torquati e Simonelli vorrei sapere chi ha notato differenze concrete, intenti e parole escluse.
    Saluti da via del Podismo, dalla rotonda di via cortina, dalla stazione di vigna clara, dalle buche appena riparate e già riaperte….
    Ci facciano il piacere….
    Savi

  6. Sig. simonelli, vorrei chiederLe un suo parere in merito alla rotatoria a la Giustiniana.
    Dopo 10 anni per togliere un semaforo, alla fine è stata realizzata una rotatoria che a mia avviso si sarebbe potuta realizzare in maniera diversa, e quindi più rispondente alle necessità.
    Oltre a rendere la via Cassia troppo “curvosa” e quindi con troppe ed inspiegabili piazzole di cemento che si sarebbero potute realizzare in maniera più contenuta, non si sarebbe dovuto anche asfaltare il tratto stradale? Oppure dobbiamo aspettare altri 10 anni?
    A quando si comincerà a pensa ad un collegamento diretto su via Trionfale ed il GRA, unica soluzione che potrebbe risolvere il problema di traffico di una zona?
    La ringrazio anticipatamente per una Sua cortese risposta.
    Roberto Salata

  7. Confermo la grande delusione sull’attività globale del Municipio ….Specie per quanto riguarda l’ormai famigerata stazione di Vigna Clara su cui è calata una cortina di fumo !!!!!Forse la cura del ferro ( ?!) non passa di là……..

  8. Spiace dirlo, ma sembrerebbe proprio il bilancio del nulla totale
    Analizziamo.

    Rifiuti, isole ecologiche, compostaggio
    Evitiamo di commentare la scelta terminologica dei “beni post-consumo” limitandoci a ricordare al Presidente Simonelli che, nonostante la tragicità persino comica dei termini da lui utilizzati, la “puzza” resta e anche il degrado e la mancanza di decoro.
    E costituisce mancanza di decoro anche fare finta di camuffare i problemi nascondendoli dietro improbabili esercizi linguistici.
    Molto poco serio e molto offensivo nei confronti dei cittadini costretti a vivere in un Municipio devastato dai rifiuti.

    Cercando poi di capire i motivi di tanto auto-compiacimento, si scopre che per l’isola ecologica di Tor di Quinto, a trenta mesi dall’inizio del governo del cambiamento, siamo al punto che “ha ripreso vigore lo studio per la realizzazione in quell’area di un’isola ecologica” (sissignori!!!…avete letto bene…..LO STUDIO…..) che è “complesso”, ma bisogna “ capire se l’area è idonea” (dopo trenta mesi ancora non l’hanno capito)…… altrimenti…..”ne cercheremo un’altra”…..!!!!
    Questo sì che significa sapere pianificare ed amministrare!!!!

    Isola ecologica a Cesano/Osteria Nuova dove, come a tutti noto, i cittadini lottano strenuamente contro il centro di compostaggio che l’Amministrazione Comunale pentastellata vuole a tutti i costi imporre.
    Anche in questo caso, il Presidente Simonelli si dedica allo sgombero dal campo degli equivoci e allo studio della fattibilità per far convivere le due ipotesi, isola ecologica con dentro il centro di compostaggio, aspettando carte documenti e risposte dal Comune che sistematicamente non arrivano.
    E parliamo di due Amministrazioni, Comunale e Municipale, che brillano dello stesso sfavillio penta-stellato.
    Dunque, sul tema rifiuti, opsss “beni post-consumo”, dopo trenta mesi, il niente assoluto.

    Chiusura del campo nomadi River
    Anche qui, contenziosi censimenti e studi sulle aree liberate da una “situazione incancrenita”….in modo che “si potrà deciderne il futuro….”.
    Ma il nostro Simonelli, perennemente proiettato ad un futuro a quanto pare difficilmente declinabile ad un presente più vicino, dice ugualmente che “lo considero un successo”.
    Se va bene a lui…….

    Arriviamo a Ponte Milvio
    Dopo avere accuratamente evitato di dare risposte sul PMO rimasto abortito perchè non più realizzato nelle strade limitrofe (forse anche qui stanno ancora studiando “chini sulle sudate carte”), il Presidente ci fa sapere che non “vuole che Ponte Milvio muoia, tutt’altro” (meno male!), ma – ahinoi! – il “processo è lungo”, loro (la Giunta) pensano e studiano.
    E pensano nientepòpòdimeno che alla “rivitalizzazione del mercato di via Riano perchè diventi luogo di ritrovo giovanile, un po’ come il più famoso Mercato Testaccio”.
    Praticamente per risolvere i problemi della movida a Ponte Milvio, cosa si inventano?
    L’ulteriore diffusione della movida stessa, creando maggiori attrazioni nella stessa area urbana.
    Simonelli presenta questa astuta trovata parlando di “verticalizzazione di Ponte Milvio” che, detto in termini semplici, vuole dire incasinare ufficialmente ancora di più Via Riano che già è entrata a pieno titolo nel quadrilatero della deregulation sfrenata del week-end pontemilviano.
    C’è di che rallegrarsi e complimentarsi per tanta capacità strategica.
    Dunque, cari cittadini che abitate l’area di Ponte Milvio, quando il venerdì e il sabato sera gli effetti della movida saranno ancora più eclatanti, estesi e ben compattati per la vostra mai soddisfatta goduria tra il Piazzale di Ponte Milvio, Via Flaminia Vecchia, Via Riano e Tor di Quinto, non vi disperate.
    Pensate piuttosto a “verticalizzarvi” anche voi verso Via Flaminia 872.

    Parlare della Torretta Valadier sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.
    Dopo sette anni di attesa ci vorrà ancora un altro anno per avere la certificazione dei VV.FF e, alla fine, forse questo tempo servirà unicamente per sostituire il parafulmine e fare sventolare la bandiera della povera Italia.

    Sul flop degli ambulanti a Largo Maresciallo Diaz abbiamo già commentato ed è inutile ripetersi.

    Ugualmente sulla rotatoria Via Cassia/Via Cortina d’Ampezzo, quando in Municipio continuavano a discutere su un vecchio progetto non accorgendosi che nel frattempo si era aperto quel po’ po’ di cantiere per un nuovo insediamento residenziale che andrà a pesare gravemente su un nodo già fortemente compromesso.

    Saltiamo il Simonelli-pensiero sui temi dell’immigrazione, è sufficiente quanto i suoi colleghi di partito gestiscono a livello nazionale.

    Arriviamo, dunque, al trionfalistico bilancio conclusivo, laddove Simonelli si dice “orgoglioso di quanto fatto in questi due anni e mezzo” con l’”obiettivo di far diventare ordinario lo straordinario” perchè “un territorio si governa tutti i giorni e non a spot”……
    Ma dove sono rintracciabili i segni dell’ordinario e dove dello straordinario nella invisibile azione di questa Amministrazione???
    Sorge spontanea una domanda: “…ma Simonelli parla dello stesso XV Municipio nel quale viviamo tutti noi cittadini affranti?……”.

    No caro Presidente Simonelli, a noi cittadini che subiamo quotidianamente le innumerevoli e diversificate difficoltà nelle diverse parti del territorio esteso del XV Municipio risulta un bilancio totalmente diverso, del quale siamo assolutamente stanchi, ma non per questo meno combattivi.

    In qualche modo ci consola l’ultima notizia che è comunque buona……”non ho alcuna intenzione di ricandidarmi….speriamo che anche i suoi Colleghi di Giunta vogliano assumere la stessa saggia decisione.
    Così ci risparmierebbero la fatica di doverli sonoramente rimandare a casa nel 2021.

    Paolo Salonia
    Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

  9. la stazione VIGNA CLARA?
    ritengo che il Municipio XV fino ad oggi non si sia impegnato quanto avrebbe potuto e dovuto per la riapertura della stazione. spero che lo voglia iniziare a fare da adesso nell’interesse dei cittadini del Municipio e della città data l’utilità della chiusura dell’anello ferroviario.

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