Home ATTUALITÀ Nuova maturità, studenti e docenti in attesa di chiarezza

Nuova maturità, studenti e docenti in attesa di chiarezza

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Come, non ci sarà più la tesina? E da cosa inizieremo all’orale?”. Sembra strano, ma all’uscita del Liceo Blaise Pascal di via dei Robilant, a Ponte Milvio, gli studenti sono confusi e disorientati rispetto alle informazioni sui cambiamenti della maturità che ultimamente rimbalzano tra quotidiani e telegiornali.

Due prove scritte invece di tre, e la seconda non sarà più specifica per ogni indirizzo, ma potrà riguardare “una o più discipline”, com’è scritto in un comunicato stampa del Ministero dell’Istruzione, risalente all’inizio di ottobre. E niente più tesina all’esame orale. Anzi, al centro del colloquio ora ci saranno le esperienze dei ragazzi durante il percorso dell’alternanza scuola-lavoro. “Ma io ho già finito l’anno scorso le ore di alternanza obbligatorie, di cosa dovrei parlare?”, si chiede uno degli studenti.

Sono questi i principali cambiamenti nella maturità 2019 per i quali siamo andati a sentire il parere dei liceali di Roma Nord partendo appunto dal Pascal di Ponte Milvio.

All’uscita di scuola gli alunni si radunano in tanti piccoli gruppi, e i maturandi sono sempre gli ultimi ad andare via. Ultimamente il pensiero comune è sempre lo stesso: come prepararsi a questa maturità completamente rinnovata? Per il momento, sembra che una risposta precisa non ci sia. E a metà dicembre i ragazzi che tra circa sei mesi dovranno affrontare l’esame di Stato non sanno dove mettere le mani.

A confermare a VignaClaraBlog.it l’attuale poca chiarezza che sta destando preoccupazione fra i ragazzi è il dirigente scolastico del liceo Pascal, Antonio Volpe.
Ci sono diversi punti dell’esame che non sono stati snocciolati in maniera esaustiva, e che fanno porre delle domande a noi presidi e agli insegnanti”, ci dice il professor Volpe. Il dubbio principale riguarda sicuramente lo svolgimento del colloquio orale.

Come ci spiega il preside, nelle slide che gli ispettori ministeriali hanno recentemente mostrato ai dirigenti scolastici si parla chiaramente di un momento dell’esame dedicato all’esposizione dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro. Ma questo va in contrasto con quanto dichiarato pochi giorni fa in Parlamento dal Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti che ha annunciato la riduzione delle ore di alternanza obbligatorie.

In altre parole, gli studenti potranno svolgere la totalità delle ore minime obbligatorie durante il terzo e il quarto anno del ciclo liceale, tenendosi più liberi per l’ultimo, che è indubbiamente il più impegnativo a livello scolastico.

Ma che senso ha parlare di un’esperienza vissuta uno o due anni prima all’esame di Stato?”, si chiede il prof. Volpe. “A questo punto – continua – era più utile la tesina, che aiutava gli studenti ad avere un quadro generale degli argomenti studiati ma, soprattutto, dava loro la possibilità di rompere il ghiaccio e sciogliere un po’ la tensione iniziale”.

Ma questo non è l’unico problema. Sono incerte anche le modalità in cui dovrà essere svolta la seconda prova scritta. Per il momento, si sa solamente che “riguarderà una o più discipline caratterizzanti i percorsi di studio”, sempre secondo il comunicato stampa diffuso dal Miur, e non sarà più specifica per ogni indirizzo liceale.

Prima ogni scuola aveva la seconda prova fatta su misura: latino o greco per il classico, matematica o fisica per lo scientifico. Cosa succederà ora? Ma, soprattutto, quando vengono fatti questi provvedimenti, si pensa alle reali capacità dei ragazzi che dovrebbero affrontare questi esami?”, sottolinea, ancora, il professor Volpe.

Le domande sono tante, e le risposte ancora troppo poche. Specialmente per i ragazzi che, nei prossimi sei mesi, dovranno prepararsi per questa nuova maturità senza ancora sapere bene come farlo.

E mentre dubbi e incertezze attanagliano dirigenti scolastici e docenti, la preoccupazione comincia a logorare gli studenti maturandi, che restano in attesa di maggiori informazioni da parte del ministero.

Nei prossimi due mesi, infatti, il Miur dovrebbe diffondere il decreto ministeriale sulla scelta delle materie e sulla modalità organizzative del colloquio; a gennaio dovrebbero essere comunicate agli studenti le materie della seconda prova e, entro febbraio, sarà pubblicata l’ordinanza relativa agli esami di Stato.

Camilla Palladino

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