Home ATTUALITÀ Chirizzi (PD): “Il camping River non è stato chiuso, un pasticcio capitale”

Chirizzi (PD): “Il camping River non è stato chiuso, un pasticcio capitale”

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“Il 30 giugno doveva essere la data della chiusura definitiva del campo nomadi River e il gruppo PD del Municipio XV si è impegnato molto per raggiungere questo obiettivo in quanto non era più possibile dare continuità ai rapporti contrattuali con la gestione privata del River. Abbiamo inoltre evidenziato l’inopportunità di mantenere centinaia di persone in un’area priva di servizi e caratterizzata da un forte rischio idraulico”.

Così dichiara in una nota Luigina Chirizzi, consigliera PD in XV Municipio, sostenendo che “grazie alla nostra battaglia l’ Amministrazione Raggi è stata costretta a rivedere l’ordine gerarchico delle priorità e quindi la chiusura del River è diventata la sfida per l’ Amministrazione. E in questi due anni si sarebbero dovuto individuare percorsi credibili affinchè i residenti del villaggio cominciassero un percorso di vera integrazione, grazie anche alle risorse disponibili per il superamento dei campi a Roma”.

“Purtroppo la mancanza di autorevolezza da parte dell’Amministrazione e l’approccio grossolano hanno suscitato diffidenze e non hanno accompagnato la popolazione residente nei percorsi di uscita dal campo. E’ così l’amministrazione comunale giunta alla scadenza dei rapporti contrattuali si ritira, rimuovendo tutti i simboli della sua presenza e lasciando buona parte delle famiglie sul posto. Un pasticcio capitale: rimane il campo e rimangono le persone costrette a dormire all’aperto o in tenda.”

“Risultato? Le condizione della Tiberina – sostiene Chirizzi – sono peggiorate: dai tanti insediamenti abusivi e alle baracche ora si somma anche l’emergenza della popolazione del River accampata nell’ex villaggio della solidarietà. Inutile dire ‘ve lo avevamo detto’“. Ora occorre urgentemente attivare un tavolo di lavoro per trovare soluzioni credibili alle tante persone vittime delle scelte di questa amministrazione, che prevedano l’unità dei nuclei familiari, assistenza psicologica e un sostegno reale all’individuazione delle soluzioni abitative. E questo va fatto con estrema urgenza, così come è fondamentale spiegare a tutti, cittadini del quartiere e residenti del River, che le ipotesi di realizzazione di un nuovo villaggio attrezzato, che si chiami Aqua o in altro modo, sono improbabili per via della fragilità del territorio, delle condizioni ambientali e comunque impossibile dal punto di vista dell’inquadramento urbanistico”.

“Continuare a proporre soluzioni di questo tipo significa far perdere di vista a tutti l’unico percorso possibile che è quello dell’assistenza alloggiativa.  La situazione che si è venuta a creare è per noi fonte di grande preoccupazione, venga la sindaca Raggi a rendersi conto del problema che ha creato e si impegni in prima persona – conclude Chirizzi – per dare risposte certe alla popolazione Rom dell’ex River e ai cittadini di Prima Porta”.

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