Home CRONACA L’uomo che sussurra ai motori: Claudio, meccanico non vedente

L’uomo che sussurra ai motori: Claudio, meccanico non vedente

claudio meccanico non vedente

Le belle storie piacciono a tutti e per poterne raccontare bisogna guardarsi intorno. Oggi siamo alla Balduina per parlare di Claudio, un ragazzo di Roma non vedente con una passione innata per i motori e una tenacia che lo hanno portato a diventare un mago della meccanica. Abbiamo incontrato Claudio insieme alla sua compagna, Sonia, per parlare un po’ della sua storia e di quello che fa.

Chi è Claudio

Un uomo che, come detto da Sonia, la sua compagna, “ha un dialogo con le macchine”: una semplice frase che riassume l’essenza di quella che si configura più di una passione. Una persona solare, che ha esercitato la professione di meccanico fino ad oggi, avvicinandosi al mondo dei motori fin da piccolissimo.

Attualmente Claudio non collabora con nessuna officina, vista la chiusura dell’ultima in cui esercitava, in zona Monte Mario. Ma non ha abbandonato la sua vocazione, trasformandola in hobby e continuando a dilettarsi con le automobili, in attesa di nuove proposte lavorative.

Per i più critici, che come San Tommaso devono toccare con mano per credere, online, sul suo canale Youtube e sul profilo Facebook, ci sono alcuni video in cui è possibile vederlo all’opera.

Come ti sei avvicinato al mondo dei motori?

“Mio padre faceva il meccanico e io fin da bambino ho coltivato questa passione. Sono nato prematuro di sei mesi, con una cecità parziale: vedevo da un solo occhio, con una gradazione di un decimo. All’età di sei anni, giravo già con motorini e moto, ovviamente in terreni privati. Mentre, all’età di otto anni, ero già in grado di guidare una macchina. 

Sempre verso gli otto, nove anni, con l’aiuto di mio padre, ho iniziato a fare piccoli lavori di meccanica sulle macchine, perché i motorini sapevo già smontarli da quando avevo sei anni (ride). Proprio in quel periodo ho perso completamente la vista, ma questo non mi ha fermato. Crescendo, sono riuscito a trasformare la mia passione in una professione. 

Avevamo l’officina nel terreno privato di famiglia e siamo stati lì per 12 anni.  Poi è nata la mia passione per le Smart, un po’ per gioco: moltissimi meccanici sostengono che siano macchine complicate, difficili, e io ho accolto la sfida. Ho iniziato da un motore e poi mi sono appassionato, ho studiato molto, passando intere notti ad approfondire le mie conoscenze su questa tipologia di auto. Ormai sono doversi anni che faccio prevalentemente Smart, ma ovviamente mi occupo anche di altre auto”.

I più scettici potrebbero chiedersi come fa una persona non vedente a lavorare sul motore di un’auto… 

Questa è la domanda che mi fa chiunque. In realtà è molto semplice: innanzitutto, ho gli attrezzi che sono disposti in modo tale che io sappia esattamente dove si trova quello che mi serve. Ho un mio ordine specifico, che a livello di attrezzatura, mi permette di essere autonomo al cento per cento. Mentre, per quel che riguarda le macchine mi affido molto al tatto.

Io toccando con mano, so perfettamente che pezzo o che bullone stia tastando. Mi rendo conto che sia particolare, ma io senza vedere, in maniera serena e tranquilla, riesco a smontare e montare un motore, anche in tempi brevi. L’uso delle mani è quello. 

Poi ognuno ha la propria concezione mentale, io so perfettamente che non troverò mai il corpo farfallato accanto al catalizzatore, sarebbe come aspettarsi, nel corpo umano, che l’alluce sia vicino alla spalla (ride). I motori sono fatti in un certo modo e si parte dal presupposto che un professionista lo sappia, poi io mi costruisco la mia immagine mentale che mi permette di lavorare serenamente. 

Quindi la risposta banale alla domanda “come fai a lavorare senza la vista” si risolve nell’uso del tatto e della conoscenza della materia”. 

“La cosa incredibile è la sua capacità di riconoscere qualsiasi bullone o pezzo di un’auto” ci racconta Sonia, la compagna di Claudio, aggiungendo “se gli viene dato un secchio, con tutti i bulloni che compongono il motore di una Smart, è in grado di posizionarli nuovamente al loro posto. 

Probabilmente anche più velocemente di un vedente! Sa riconoscere i pezzi di ricambio, collegandoli al modello di automobile. Non esagero nel dire queste cose, anche perché ogni volta, nonostante io lo conosca benissimo, resto sbalordita come chiunque altro”.  

Questa passione per i motori l’hai anche condivisa su Youtube. Com’è nata l’idea? 

A questa domanda ci ha risposto Sonia, la compagna di Claudio.

“L’idea è stata mia. Ho cercato di spronarlo a condividere tramite video ciò che fa. Più di una volta è successo che dei clienti si fermassero in officina per guardarlo lavorare, rimanendo letteralmente “affascinati” e leggermente increduli. Inoltre, c’è da dire che non solo è un ottimo meccanico, ma è anche un buon guidatore! So che sembra difficile immaginarlo, ma è così”.

Non solo meccanico, ma anche pilota 

“Spesso portavo la macchina in pista a Vallelunga, sedendomi a lato guida, con un copilota a lato passeggero. Lui girava il volante, mentre io mi occupavo dei pedali e delle marce. Ho fatto anche dei mini tutorial: spesso riprendevamo le performance, spiegando le differenti tecniche di guida. 

Ma non abbiamo mai pubblicato un video di questo genere. Anche perché ho sempre pensato che non fosse il caso, un non vedente alla guida (ride)! Tuttavia, mi sono sempre dilettato in luoghi isolati, in cui non vi fossero altre macchine e in situazioni controllate”.

Una passione per i motori a 360 gradi che si manifesta anche nell’attività di rally 

“Non posso portare le auto in strada, ma ho compensato questo limite iniziando a fare il navigatore di rally e collaborando con una scuderia attraverso il Progetto MITE (Miteinander Insieme Together Ensemble). Un’iniziativa attraverso cui persone ipovedenti e non vedenti possono partecipare a gare di regolarità e rally. Attraverso il braille, l’alfabeto per non vedenti, leggo il percorso da fare e fornisco le indicazioni al pilota. 

Negli anni, ho avuto perfino l’opportunità di fare da navigatore a Bruno Bentivogli, un pilota molto noto nell’ambiente, inoltre ho partecipato per sei anni consecutivi al Rally Legend di San Marino. 

Mi tengo attivo, faccio quello che mi piace, senza sentirmi realmente limitato, solo per il fatto di non riuscire a vedere. Ho il tatto, l’udito e la forza di volontà. Inoltre ho una passione che mi porto avanti nella vita e so che questa, purtroppo, non è una fortuna che possiede chiunque”. 

Francesca Romana Papi

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4 COMMENTI

  1. Tutto vero, confermo, ho avuto la fortuna di conoscere Claudio da vicino, un profondo esempio di volontà, è un vero bluesman della meccanica.

  2. È una persona ironica, simpatica, e chiacchierona, ma assolutamente un ottimo meccanico, mi ha rifatto smontando e rimonta do il motore ala mia Smart., Eccellente, ciao Claudio

  3. BELLO E COMMOVENTE, MA COME SI FA AD ENTRARE IN CONTATTO CON LUI? LA MIA AUTO E’ UNA BMW CHE HA 21 ANNI ED E’ PERFETTA. OLTRE AL FATTO CHE TECNICAMENTE GUIDO BENE ED E’ QUINDI POCO PROBABILE CHE CREI QUALCHE DANNO “TECNICO”, VADO IN GIRO SOPRATTUTTO CON LA MIA VESPA. IN PRATICA CON L’AUTO DI CHILOMETRI NE FACCIO POCHI OGNI ANNO E QUESTO RENDE ANCORA MENO PROBABILE CHE ABBIA BISOGNO DI UN MECCANICO, MA DOPO AVER SAPUTO DI CLAUDIO, NELL’EVENTUALITA’ MI CAPITASSE LA NECESITA’ VORREI POTERMI RIVOLGERE A LUI. COME SI PUO’ RINTRACIARLO? GRAZIE E BUONA GIORNATA.

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