Home VIGNA CLARA Alternanza scuola-lavoro, come funziona al Liceo Farnesina

Alternanza scuola-lavoro, come funziona al Liceo Farnesina

liceo farnesina

Prosegue l’inchiesta sull’alternanza scuola-lavoro intrapresa da VignaClaraBlog.it negli istituti superiori del XV Municipio.

Dopo la prima puntata che ha riguardato l’Istituto Pascal nelle due sedi di Labaro e Ponte Milvio, a raccontarci le loro esperienze sono questa volta gli studenti del Liceo Farnesina in via dei Giochi Istmici a Vigna Clara, rispettivamente per le sezioni dello scientifico e del musicale.

Come spiegato precedentemente, l’alternanza scuola-lavoro è un progetto entrato in vigore nel 2015 grazie alla legge Buona Scuola che riconosce, a partire dal 3° anno d’istruzione superiore, un numero cumulativo di ore da totalizzare entro la fine del liceo, terminando con una tesina da illustrare al proprio Esame di Stato.

Le ore complessive sono 200 per i licei e 400 per gli istituti tecnico-professionali, variando sensibilmente la tipologia di offerte a seconda dell’indirizzo dell’istituto.

Essendo un progetto in via di definizione, le scuole stanno cercando quanto più di dare una struttura organica alle offerte e favorire una comunicazione efficiente fra il corpo docente, gli alunni e gli enti che ospiteranno la loro formazione.

Questo è il modello intrapreso dal liceo Farnesina: “Il consiglio di classe ha nominato per ogni classe un docente portavoce sull’alternanza scuola-lavoro, ciascuno si confronta con la referente dell’istituto – spiega la Prof.ssa Lorella Docimo, incaricata principale, nonché responsabile di quasi 600 alunni coinvolti nell’esperienza dell’alternanza scuola-lavoro – “Possiamo dire che gli sforzi intrapresi durante questo trimestre permetteranno di abbinare alla quasi totalità degli alunni un percorso di alternanza”.

A piccoli passi nel mondo del lavoro

Dopo essere stati accolti dalla Dirigente Scolastica, Prof.ssa Marina Frettoni, mentre ci viene fatta strada verso l’aula Magna, dove gli alunni racconteranno la loro esperienza, alcuni studenti sulle scale intonano dei cori da stadio alla Prof.ssa Docimo: “Solo leeeei, solo leeeei! Per l’alternanza scuola c’è solo lei!”.

In realtà non è così, tanti altri docenti affiancano il corposo lavoro a cui è sottoposta, ma la spontanea dimostrazione dei ragazzi suggerisce la percezione che gli studenti hanno dell’impegno da lei intrapreso.

Ed è singolare, considerando che milioni di studenti in tutta Italia hanno inscenato proprio venerdì dei Referendum studenteschi, volti alla creazione di una carta dei diritti sull’alternanza scuola-lavoro.

Al Liceo Farnesina, invece, si respira un clima disteso. Insieme alla collega Carla Ditrani, la Prof.ssa Docimo riceve valanghe di progetti da convenzionare con il Miur, per poi proporli ai suoi alunni e favorire il loro percorso di alternanza.

Abbiamo la responsabilità di elaborare un percorso coerente con le aspirazioni degli studenti e conciliare lo studio con i loro impegni”, afferma la Prof.ssa Docimo.

A sentire gli studenti infatti, le offerte sono tutte molto valide, come racconta per esempio una studentessa del 3° scientifico. “La mia esperienza si è svolta presso la Luiss Enlabs, grazie alla simulazione di una start up – racconta – l’ho trovata molto utile e perfettamente in linea con i miei interessi. L’unica difficoltà è stata con un gruppo di studenti al corso, ci hanno impedito di seguirlo attentamente, probabilmente non si sono sentiti integrati nel progetto e i tutor, infastiditi, li hanno penalizzati limitando il loro coinvolgimento”.

Non è sempre facile interpretare infatti gli interessi dei propri studenti, soprattutto se così numerosi e mai approcciati prima al mondo del lavoro: “A volte i ragazzi sottovalutano l’importanza di questo genere di offerte, si iscrivono istintivamente per poi pentirsene – spiega la docente – in questo caso l’offerta che gli è stata proposta non combaciava con i loro interessi, può capitare”.

Un ponte verso il futuro a misura di studente

Un esempio più che apprezzato, invece, è quello raccontato da uno studente di quarto scientifico, il “Progetto Chagall”, inserito nell’ambito artistico.
Ho aderito a un progetto sostenuto grazie a dei Fondi Europei, sono stato ospitato 20 giorni in famiglia a Salamanca e lì ho imparato come gestire la parte organizzativa-manageriale di una mostra”.

Insieme a una decina di suoi compagni, i tutor hanno illustrato, ovviamente in lingua spagnola, aspetti fondamentali come, per esempio, contattare gli artisti e assicurare le opere d’arte. “Sono tutte competenze che utilizzerò anche dopo, sto giusto organizzando una mostra con il Farnesina presso il Castello Caetani”.

Esperienze come queste, soprattutto se all’estero, richiedono un’organizzazione scrupolosa e, considerato il progetto ancora in via di sviluppo, la criticità di certe iniziative riguarda proprio la comunicazione con gli enti.

Inizialmente l’alternanza doveva svolgersi in lingua inglese e nel Regno Unito. A sole due settimane dalla partenza, il liceo Majorana, che organizzava il tutto, ci ha comunicato un cambio di programma che ci ha messo in crisi. Senza contare che ho lavorato tutti i giorni e che la scuola si aspettava trovassi il tempo anche per studiare, non è stato così e mi ha dato il bentornato in Italia un due e mezzo al compito di chimica”.

Certo, la scuola può non aver ancora compreso l’impegno che l’alternanza scuola-lavoro richiede ai propri studenti, ma è venuta incontro a chi ha avuto gravi problemi nel proseguire il percorso.

Ho saltato tutta la formazione di un anno a causa di una brutta polmonite – racconta uno studente di quinto – sto recuperando ora, svolgendo parallelamente un percorso presso una società sportiva, dove pratico il calcio A5 a livello agonistico, e un altro percorso denominato “Codice Ratio”, dove svolgo la catalogazione digitale dei manoscritti dell’archivio Vaticano presso la Facoltà di Ingegneria informatica di Roma Tre”.

Altre esperienze hanno poi coinvolto la collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dove gli studenti di 4° scientifico si sono occupati, insieme alla piattaforma di eventi EventTribe, d’instradare gli ospiti alla scoperta della collezione Farnesina, il tutto in un ambiente diplomatico e internazionale.

L’alternanza a suon di musica

Il Liceo Farnesina ospita inoltre un indirizzo musicale, proponendo delle offerte formative agli iscritti completamente diverse. Lo racconta uno studente di quinto, suona la fisarmonica e il suo progetto di alternanza scuola-lavoro è un vestito che gli calza perfettamente addosso: esperienza di orchestra.

C’è molta differenza tra il provare da soli uno strumento, nella propria stanzetta, e calarsi in una realtà collettiva”, racconta il giovane musicista.

Non sono mancate difficoltà nel conciliare lo studio all’esecuzione. “Mi sono dovuto approcciare con uno strumento a me quasi sconosciuto, il fagotto, inoltre è stato difficile rinunciare alle tante ore di studio che questo indirizzo richiede. In questo modo ho dovuto studiare non più per uno, ma per due strumenti, districandomi fra prove, concerti e scambi culturali con gli studenti del Conservatorio di Ginevra”.

Un percorso che, però, lo ha trovato entusiasta. “Per me è stata una sfida, lanciarmi in quella che mi piace definire la Fossa dei leoni, il mondo fuori dal liceo”.

Saranno pronti davvero questi studenti del Liceo Farnesina temprati dall’alternanza per ciò che li aspetta oltre il cancello della scuola?

Barbara Polidori

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