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Alternanza scuola-lavoro, la parola all’Istituto Pascal

alternanza scuola-lavoro
foto di repertorio

Rispetto a chi mi ha preceduto, vorrei imprimere una svolta nel progetto alternanza“. Antonio Volpe è subentrato da settembre come Preside dell’ istituto Blaise Pascal e ha le idee chiare su quale sentiero indirizzare i suoi alunni.

Circa 770 precisamente, divisi fra i plessi di via Brembio a Labaro e di via dei Robilant, a Ponte Milvio, nell’ex sede storica del Bernini.

Il Pascal è fra i 20 istituti che aderiscono alla rete del polo scientifico Antonio Giordano e sceglie delle aziende di eccellenza per l’alternanza“, spiega il dirigente scolastico, mentre scompagina pile di carte e convenzioni universitarie, “adesso sono alle prese con l’universita di Tor Vergata e con la Pfizer di Roma, per gli studenti più meritevoli ci sarà la possibilità di completare la formazione a Philadelphia. Anche se la scuola non ha possibilità di rimborsare il viaggio, cercheremo di attivare delle borse di studio, è importante offrire agli studenti delle esperienze valide per il futuro“.

L’istituto ha due indirizzi scientifico e tecnico industriale e varie sezioni di biotecnologie,  chimica, informatica ed elettronica.

Buona Scuola e buoni propositi: strutturare l’alternanza

Si respira un clima natalizio nei corridoi della scuola, è il 16 dicembre e l’istituto ha organizzato un “Open day” per le famiglie.

Un tentativo d’innalzarsi a buona scuola, citando la legge che istituisce il percorso di alternanza scuola-lavoro, voluto dalla ministra dell’istruzione Fedeli la quale, esattamente lo stesso giorno, è intenta a discutere al Miur con gli Stati generali dell’Alternanza.

Nel frattempo, al Pascal, gli studenti affiancano docenti e Preside nel tour dei due plessi, piccoli aiutanti per una scuola migliore.

Ci sono tante realtà qui, anche difficili, non posso distrarmi un attimo, convogliare le energie di questi ragazzi è importante per sottrarli da situazioni di abbandono e disagio, per questo ci tengo che le idee sull’alternanza siano concrete“, racconta il Prof. Volpe.

Il progetto alternanza scuola-lavoro richiede un dispendio di energie spropositato – afferma una professoressa di via Brembio – l’iniziativa ci è piovuta addosso senza una vera e propria struttura dal Ministero e noi, istituto di periferia, ci siamo trovati a barcamenarci con offerte non sempre adeguate per gli studenti“.

Come negli altri licei, il tutor del progetto alternanza ha un ruolo fondamentale: è incaricato di fare una scrematura delle offerte che arrivano alla scuola, coerenti con l’indirizzo di studio, e attivare delle convenzioni con le aziende secondo le direttive del Miur affinché il percorso venga riconosciuto e le ore attribuite agli studenti.

Spesso, però, le proposte lasciano molto a desiderare.
Vorremmo che fosse abbandonata la mentalità per cui gli istituti più prestigiosi fossero avvantaggiati nella ricerca dei progetti – prosegue la docente – proprio perché centrali o elitari. A volte scuole come la nostra vengono penalizzate nella ricerca di enti da convenzionare“.

Per questo motivo, l’istituto Blaise Pascal ha pensato a una strutturazione più ramificata, che presupponga una maggior comunicazione fra docenti.

Oltre al referente principale dei progetti dell’istituto, ogni classe ha infatti un tutor incaricato per i progetti di alternanza, che deve monitorare l’andamento del percorso per i suoi alunni.

Essendoci stato un passaggio di testimone nella dirigenza scolastica dal 1° settembre, molti percorsi già intrapresi dalle classi quarte e quinte continueranno tramite la piattaforma di impresa simulata Confao, mentre le terze avvieranno nuove proposte in convenzione con università e aziende del territorio.

Fra robotica, ecologia, imprese e alfabetizzazione digitale

Il ventaglio di offerte per gli studenti del Pascal è variegato e cerca d’incanalare tutti i curriculum dell’istituto, non pochi e molto specifici. Quelli che, a oggi, sembrano aver riscosso più adesioni per il polo di via Brembio, sono quattro, come raccontano gli stessi studenti.

Per me è il secondo anno di alternanza presso la società sportiva Stella Azzurra – racconta una studentessa di quinto scientifico – mi sono occupata della gestione degli impianti sportivi e dell’amministrazione dell’archivio degli atleti. Quest’anno, però, io e i miei compagni siamo stati abbandonati alle nostre mansioni, spesso non sappiamo come renderci utili perché non siamo seguiti dai tutor in sede“.

Altre tre studentesse svolgono, invece, del volontariato con la Comunità di Sant’Egidio.
È importante che la gente capisca che dedicarsi agli altri, ai poveri, sia un lavoro come altri“, sostiene una studentessa. “È pur vero – interviene un’altra – che a volte è fin troppo difficile per noi gestire 70 bambini senza una formazione adeguata!“.

Altre esperienze per gli studenti del liceo scientifico di via Brembio riguardano un progetto con l’istituto superiore della Sanità, farmacie e cliniche veterinarie di zona, “Il numero è fin troppo ristretto però – raccontano gli studenti – non tutti riescono a partecipare e gli studenti sono costretti e ripiegare su altre proposte“.

Trattandosi di un istituto informatico, non mancano percorsi di sperimentazione per la realizzazioni di droni o di app.

Ho realizzato da sola l’hardware del mio prototipo, a cui sto lavorando da un anno – sostiene una ragazza del 5B – e mi hanno computato le ore che ho dedicato al drone come alternanza, così come quelle impegnate a presentarlo nelle conferenze tematiche, presso la Cisco Academy e negli istituti“.

Si aggiungono progetti in lingua inglese, simulazioni di sedute parlamentari come con la United Network o con l’ONU grazie all’associazione “I diplomatici”, con una sessione a New York presso il Palazzo di vetro; grazie al progetto Tele Web Service invece i ragazzi sperimentano le dinamiche del commercio elettronico, per esempio come aprire una partita iva e commercializzare i componenti.

Ci sono poi corsi di recupero e ripetizioni che coinvolgono tramite la metodologia peer to peer gli studenti più piccoli di via Baccano, un’ipotesi progettuale di geolocalizzazione delle imprese locali con il XV Municipio, infine il progetto “Mondo digitale” per l’alfabetizzazione informatica dei migranti del centro accoglienza di via Flaminia .

Per il plesso di Ponte Milvio si aprono invece percorsi diversi, come quelli con la Uci cinemas Porte di Roma, che ha permesso agli studenti di comprendere le fasi della filiera cinematografica e studiare le strumentazioni, oppure percorsi con l’Acea per il trattamento delle acque, seminari per apprendere strumenti di laboratorio, oppure il percorso attivato con il Disef per la realizzazione di prodotti chimici di sostenibilità ambientale.

L’impegno

Si chiede un impegno costante a questi ragazzi, pomeridiano o di sabato mattina, penalizzando il tempo riservato a tutte le loro attività curriculari.

Vorremmo una maggior comprensione da alcuni docenti – sostengono degli alunni del chimico di via dei Robilant – finiamo le lezioni alle 15 e da gennaio partirà un progetto che prevede di dirigerci a Tor Vergata subito all’uscita da scuola, dove seguiremo dei corsi di chimica e biologia. Spesso non riusciamo a studiare e questo programma rischia di metterci ulteriormente in crisi, ma questo aspetto sembra sfuggire ai professori, forse non hanno ancora capito quanto l’alternanza scuola-lavoro sia impegnativa per noi”.

Barbara Polidori

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4 COMMENTI

  1. Dopo gli Stati Generali il MIUR ha rinnovato il sito.
    Su http://www.alternanza.miur.gov.it/index.html?pk_vid=247019a9c542ec4915136190353358d0
    la possibilità di segnalare le carenze.
    Per quanto riguarda il Pascal, confido che il nuovo Preside possa evitare che la sede di Ponte Milvio sia lasciata in secondo piano e che soprattutto studentesse e studenti meritevoli non abbiano ifficoltà nell’adempiere all’obbligo. Vorrei che anche le classi quarte e quinte fossero considerate sotto questo aspetto. Tra l’altro sono quelle impegnate nell’esame finale.

  2. Sono uno studente dell’istituto pascal del corso di chimica di via dei robilat, non mi rispecchio per niente nell’ ultima parte dell’articolo. Lo scorso anno ho fatto alternanza scuola-lavoro a Tor vergata ed i professori ci facevano uscire due ore prima per permetterci di mangiare ed arrivare tranquillamente in orario, e il giorno seguente eravamo giustificati da eventuali verifiche,essendo loro consapevoli do quanto fosse impegnativa sia per noi che per loro l’alternanza scuola-lavoro. Non è mai accaduto quello che è stato riportato nell’articolo. Cortesemente vi chiedo di aggiornare quello è stato scritto.

    • Gentile Giorgio, abbiamo scritto quel che ci è stato riferito da alcuni suoi compagni di scuola, tutto qui. Che lei non ci si riconosca è un fatto positivo per lei e l’Istituto ma ciò non può togliere ad altri la libertà di pensarla diversamente.
      Cordiali saluti ed auguri per le prossime festività
      La Redazione

      • Sono la mamma di un ragazzo di quarto chimica, concordo pienamente con Giorgio, credo che abbiate travisato quello che volevano esprimere i ragazzi, quest‘anno deve ancora iniziare l‘attività a Tor Vergata e conoscendo il corpo insegnante, sono sicura che saranno comprensivi e tolleranti con gli studenti coinvolti nell‘iniziativa.
        Buone feste, Patrizia

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