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Un sottopasso da inferno dantesco sulla Flaminia

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© vignaclarablog.it

Lasciate ogne speranza, voi ch’entrate. Queste parole di colore oscuro vid’io scritte al sommo d’una porta”.

Peccato che questa volta non si tratti di un immaginario ingresso dei gironi infernali della Divina Commedia. La porta in questione è la piccola entrata di un tunnel che conduce da via Carlo Emery, a Saxa Rubra, alla strada statale Flaminia, in corrispondenza delle fermate per i mezzi di trasporto pubblici.

Nelle strette vicinanze abbiamo la stazione della Ferrovia Roma Nord, il centro RAI e l’Istituto Tecnico Commerciale Piero Calamandrei. Sebbene via Carlo Emery sia una strada secondaria, è  quindi molto frequentata.

La parte esterna dell’edificio, la vecchia stazione versa in uno stato di palese abbandono e degrado: vegetazione incolta, cemento staccato dalle pareti e scritte ovunque; intorno sacchetti di spazzatura e rifiuti di ogni genere.

Servirebbe una mascherina…

Nulla però in confronto a ciò che si trova addentrandosi nel piccolo tunnel che conduce dall’altra parte, su via Flaminia: la sensazione è quella di uno stargate su una favelas da quarto mondo.

Il sole è alto ed illumina bene, prendiamo coraggio ed entriamo in quel cunicolo maleodorante fin dall’ingresso.

Il fetore acre di urina e feci è così forte ed immediato che ci assale una sensazione di nausea per cui è necessario un secondo tentativo:  una boccata d’aria e adesso sappiamo cosa ci aspetta.

Bisogna stare attenti a dove mettere i piedi, a terra c’è di tutto: escrementi umani, immondizia di ogni tipo, lattine, mutande sporche, bottiglie e cocci di vetro, sacchetti di plastica, indumenti strappati, cibo avariato.

Chi utilizza maggiormente questo sottopasso sono gli studenti del Calamandrei, ne intercettiamo alcuni nell’orario di uscita della scuola. Sono tre e arrivano correndo e una volta in prossimità dell’entrata sollevano il braccio all’altezza della bocca e del naso per proteggersi dal fetore. Poi spariscono nel tunnel.

Si avvicina una giovanissima ragazza, le chiediamo se è sempre costretta a passare di qua.
Per fortuna non spesso” ci risponde dimostrando però di conoscere bene le condizioni del sottopasso: prima di imboccare il corridoio si porta infatti la mano sulla bocca e sul naso.

Di lì a poco arriva un folto gruppo di studenti, ci dicono tutti la stessa cosa: “è impossibile respirare là sotto, l’odore è insopportabile, c’è troppa sporcizia fa schifo!“.

Eppure sono costretti ad usarlo quel sottopasso perchè è l’unico modo che hanno per andare e venire dalla scuola alla fermata dei mezzi pubblici, nonostante rappresenti un vero attentato alla salute di chi lo utilizza.

Abbiamo chiesto loro cosa ne pensassero di questa situazione non certo nuova ma non ci hanno risposto: sono loro ad attendere una risposta definitiva.

Definitiva perché non è la prima volta che la nostra redazione si è occupata di questo sottopasso da girone infernale dantesco.

Cicli e ricicli storici

Già a dicembre 2015, a seguito dell’accorato appello su facebook di uno studente, portammo alla luce la scandalosa situazione dai contorni più o meno identici a quella attuale. E un mese dopo, il 9 gennaio del 2016, intervenne l’AMA bonificando il tunnel.

Ma a quanto pare la mamma degli incivili non va mai in ferie e a distanza di meno di due anni il sottopasso è nuovamente in stato di assoluto abbandono.

Nell’era in cui si ritiene che la videosorveglianza sia la panacea contro il degrado urbano e strumento di tutela della sicurezza dei cittadini, ecco quindi dove mettere subito una telecamera per scoraggiare chi lì va a defecare e ad abbandonare rifiuti ma soprattutto per renderne più sicuro l’utilizzo.
In quel sottopasso, e i fatti lo dimostrano, potrebbe accadere di tutto.

Romeo Difra

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3 COMMENTI

  1. Fatemi capire….dall’articolo mi sembra evidente leggere che L’AMA ha bonificato l’area suddetta dopo una vostra pubblicazione nel passato e poi? E’ una vergogna che questa città sia ridotta in queste condizioni di degrado e abbandono. Roma non sta morendo….è morta!

  2. Un vero INFERNO. E se penso che mio nipote frequenta il Calamandrei mi viene da piangere. Grazie per aver reso noto un fatto del genere. Ama intervieni!

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