Cimitero Flaminio, AMA: “Nessun resto osseo fra le tombe”

Cimitero Flaminio, AMA: “Nessun resto osseo fra le tombe”

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Una cittadina membro del nostro comitato si è recata al cimitero di Prima Porta a far visita al padre scomparso e pulendo i lati della tomba dalle erbacce si è trovata la mandibola di un defunto tra le mani. Scioccata dal macabro ritrovamento ha potuto solo spostare i resti ossei“.

Questa la denuncia shock di lunedì 31 luglio del Comitato per la tutela dei cimiteri Capitolini, nato nel novembre 2016 con lo scopo “di rappresentare le migliaia di persone che si recano nei cimiteri della Capitale e sono costretti a subire uno stato di abbandono che non ha mai avuto precedenti.”

“Non vogliamo sporgerci ulteriormente nell’ipotizzare come possa essere accaduto questo raccapricciante episodio, o nell’esternare profondo dissenso maturato per l’immobilismo capitolino, siamo però a denunciare nuovamente – dichiarava il Comitato a chiusura del comunicato-denuncia – l’assurda situazione dei cimiteri capitolini nella speranza che questa Amministrazione e Ama inizino una seria riqualificazione dei cimiteri implementando una gestione adeguata al contesto“.

AMA: “Nessun resto osseo fra le tombe”

Non si è fatta attendere la risposta dell’AMA che ha diffuso una nota  nella quale spiega che “il direttore di Ama Cimiteri Capitolini accompagnato dal personale ispettivo ha immediatamente effettuato un’ispezione urgente presso il ‘Clivio Tiberino del campo 104 nel Cimitero Flaminio. Nell’area, nonostante l’attento rilievo effettuato, non è stata rinvenuta alcuna mandibola umana”.

“All’atto dell’ispezione sul luogo erano presenti unicamente due marmisti, impegnati nelle operazioni di montaggio di un manufatto, che hanno dichiarato di aver notato una persona intenta a scattare foto a presunti resti ossei. L’azienda ha quindi immediatamente allertato i Carabinieri del Comando Compagnia Roma Cassia e presenterà un esposto a propria tutela”.

“Chiunque rinvenga resti mortali od ossa umane – spiega l’AMA nella nota – è infatti obbligato, secondo quanto prescritto dall’art. 5 del DPR 285/90, ad informare immediatamente l’amministrazione comunale che deve a sua volta dare comunicazione all’Autorità Giudiziaria, a quella di Pubblica Sicurezza e all’unità sanitaria competente sul territorio. All’interno della struttura cimiteriale è inoltre presente un ispettorato a cui i visitatori possono rivolgersi, che non è mai stato informato di tali ritrovamenti”.

“Si evidenzia infine – conclude l’AMA – che nell’area del Clivio Tiberino oggetto del presunto ritrovamento, nel corso degli ultimi 9 mesi sono state inumate 1179 salme, con relative operazioni cimiteriali e conseguenti visite di familiari e dolenti, da parte dei quali non è stata effettuata alcuna segnalazione di simili ritrovamenti”.

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