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Nella Capitale fare lo scontrino piace poco, due su tre sono irregolari

guardia di finanza

A Roma fare lo scontrino piace poco, ma così poco che, stando alla conclusione di una vasta indagine effettuata dalla Guardia di Finanza con oltre 10.600 controlli eseguiti a Roma e provincia nei primi cinque mesi dell’anno, è emerso che due scontrini su tre non sono regolari.

Nella sola città di Roma è stata infatti registrata una percentuale di irregolarità del 64,8% sia per le ricevute che per gli scontrini fiscali. Numerosi inoltre – segnala la nota delle Fiamme Gialle – “i casi di esercizi privi di qualsivoglia autorizzazione amministrativa e di ristoranti che, contrariamente a quanto disposto dalla normativa vigente, addebitavano ai clienti costi aggiuntivi a titolo di coperto“.

In un noto bar del centro storico della capitale, i finanzieri hanno scoperto l’esistenza di un doppio misuratore fiscale: oltre a quello autorizzato con cui venivano emessi scontrini per una parte irrisoria delle consumazioni, ce n’era un altro, nascosto sotto il bancone, che permetteva all’esercente di consegnare ai clienti scontrini formalmente ineccepibili ma, in realtà, privi di rilevanza fiscale consentendo di evitare la contabilizzazione degli incassi effettivi: in questo modo, spiegano i finanzieri, “in poco più di due mesi, sono stati occultati corrispettivi per oltre 650mila euro, oltre all’evasione dell’Iva per 65mila euro“.
Per questo esercente è già scattata la segnalazione all’Agenzia delle Entrate che comporterà la sospensione della licenza da uno a sei mesi e una pesante multa.

I controlli disposto dal Comando Provinciale di Roma della Guardia di Finanza sono aumentati in concomitanza con il Giubileo, specie nei confronti di esercizi commerciali collocati nel centro storico e nelle zone più frequentate dai pellegrini e dai turisti: casualmente il numero delle violazioni rilevate in cinque mesi di attività coincide con quello relativo ai primi sette mesi del 2015, su un totale di 9.800 attività ispettive.

Solo nella Capitale, l’anno scorso e nei primi cinque mesi del 2016 sono stati segnalati alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate 40 casi ai quali hanno fatto seguito l’emanazione di 37 provvedimenti di chiusura delle attività in applicazione della normativa che prevede la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività nel caso di accertamento di 4 violazioni nell’arco di cinque anni.

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