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Ecco i consiglieri eletti nel XV Municipio

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La schiacciante vittoria di Stefano Simonelli in XV Municipio fa si che al Movimento 5 Stelle, in base alla legge elettorale, venga assegnato il premio di maggioranza, cioè sedici consiglieri sui venticinque che compongono il Consiglio municipale.

Oltre a Simonelli, entreranno dunque i primi quindici eletti della lista M5S. Gli altri nove posti, stando alla nostra valutazione, saranno ripartiti quattro al PD, tre alla Liste Marchini-Forza Italia e due alla lista Fratelli d’Italia.

Qui di seguito i nomi dei consiglieri che, se non andiamo errati, per i prossimi cinque anni siederanno nel parlamentino di via Flaminia 872.

La maggioranza

Ovviamente sono tutte new entry per il Movimento 5 Stelle. Oltre a Stefano Simonelli, che in qualità di presidente del Municipio è anche componente del Consiglio con diritto di voto, siederanno nei banchi della maggioranza – in ordine di preferenze ottenute – Cristina Cruciani,  Luisa Petruzzi, Tiziana Mancini, Emanuele Anzoino, Ignazio Squillante, Aurora Quintili,  Francesco Ardu, Domenico Corrao, Angela Di Cola, Rosella Marcella Silvana, Marco Mileti, Stefano Labardi, Leonardo Chiari, Giuseppe Fina, Gaetano Morgillo.

L’opposizione

Sui banchi dell’opposizione troveranno posto, come detto, il PD, La lista Marchini, FI e FDI.

Il PD sarà rappresentato da Daniele Torquati, che entra di diritto, da Agnese Rollo, Gina Chirizzi e Marcello Ribera, prima, seconda e terzo per numero di preferenze, tutti e tre al loro secondo mandato elettorale.

A tenere la bandiera della Lista Marchini saranno Giuseppe Mocci, alla sua quarta consiliatura, e la new entry Andrea Imbimbo che è il primo degli eletti della lista. Così come primo è Antonello Derenti che sotto la bandiera di Forza Italia torna in Consiglio dopo aver saltato un turno.

Fratelli d’Italia, infine, sarà rappresentato da Isabella Foglietta, al suo secondo mandato, e da Giuseppe Calendino, primo degli eletti e alla sua quarta consiliatura.

A tutti un caloroso buon lavoro da parte della nostra testata.

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13 COMMENTI

  1. Mi piacerebbe non vedere più gli stessi nomi che ormai da anni siedono, con ruoli diversi, sulle poltrone del nostro Municipio!! Signori la storia sta cambiando…fare il Presidente o il consigliere del Municipio o del Comune a vita non va bene, finito il mandato si esce di scena e si fanno i conti con la realtà lavorativa come tutti noi!

  2. QUALCOSA NON FUNZIONA !!!
    Leggendo il numero delle preferenze dei consiglieri che entreranno a far parte del prossimo consiglio noto che Cristina Cruciani la prima degli eletti della lista 5 stelle ha ottenuto 267 preferenze mentre l’ultimo Stefano Morgillo ne ha ricevute 23.

    Rappresentanti di altre liste che non saranno presenti nel consiglio hanno ricevuto un numero superiore di preferenze della sig.ra Cruciani ed un numero anche 20 volte superiore di superiore del sig. Morgillo.

    Alcuni esempi:
    Elisa Paris del PD ha ricevuto 546 preferenze.
    Sonia Costantini della lista Marchini ha ricevuto 487 preferenze
    Stefano Peschiaroli della lista Forza Italia ha ricevuto 461 preferenze
    Giorgio Mori della lista Fratelli d’Italia ha ricevuto 358 preferenze

    Senza nulla levare alla sig.ra Cruciani ed al sig Morgillo mi viene da pensare che questo premio di maggioranza non sia assolutamente rappresentativo delle preferenze espresse dai cittadini.

  3. Dispiace non vedere in consiglio Fabio Castelli della lista Roma Popolare, che con 147 preferenze , è stato uno dei più votati nel nostro Municipio, e non eletto come tanti, per la forza del partito.
    Sarà per la prossima volta.

  4. la legge elettorale l’hanno fatta gli altri… in passato… Probabilmente la legge elettorale non è stata fatta con criterio… Ora è inutile esprimere opinioni, lasciano il tempo che trovano

  5. Considerazione giustissima Prof . Vigna che condivido ma … Pensandoci , come mai non le è venuto niente di simile in mente quando Michela Ottavi è uscita dalle elezioni del 2013 con 10 voti ??? 10 voti ed in compenso è stata pure nominata assessore

    • @ Clarissa
      PENSANDOCI ed andando indietro nel tempo ricordo che lo stesso pensiero le espressi a giugno 2013 in un mio commento all’articolo http://goo.gl/iCtW6K dove scrivevo:
      “Rappresentanza strana questa del consiglio. Dove entrano candidati eletti con pochi voti ed altri che ne ottengono di più rimangono fuori.”

      Non era dedicata alla Ottavi ma il concetto era sempre quello della scarsa rappresentanza.

      Il saggio dice: honni soit qui mal y pense

  6. con 147 voti uno dei più votati ? forse della sua lista ma non certo di tutti i candidati. Ci sono stati candidati che non sono entrati in consiglio avendo preso 450, 490 e anche 500 e passa preferenze. Meglio che non si lamenti troppo….

    • @stefania
      Il numero totale dei consiglieri è fisso.
      I consiglieri del movimento 5 stelle sono così tanti perchè hanno il premio di maggioranza.

  7. Tutta questa filippica sulle preferenze ma secondo voi il presidente che vince con la sua lista che essendo da sola senza altre liste collegate al consiglio dovrebbero entrare chi prende più voti?

  8. Caro Vigna, anche se mi costa molto dirlo personalmente, in fondo questo effetto nella legge elettorale avrá anche qualche beneficio.
    Tra questi vorrei citare la rilevanza ridotta delle preferenza che comunque qui come altrove ha sempre generato un impatto clientelare.
    Si rende conto che comunque, sia come sia, questo è il primo consiglio in cui i signori delle preferenze del municipio, quelli che hanno dettato legge per decenni, sono fuori anche dal consiglio…. ?
    Ho visto nominare assessori senza voti, solo per indicazioni dal potere, ho visto riunioni di gruppo condizionate dagli interessi dei costruttori, ho visto partiti non chiedere la rimozione di potenti che non venivano in consiglio da anni, ho visto cose, direbbe un film… 🙂
    Questo è un altro passaggio della riforma della politica e dobbiamo saper cogliere anche gli aspetti positivi. Anche quando li paghiamo personalmente.
    Ora resta da capire se queste persone avranno le motivazioni, l’etica e la forza di fare l’ultimo passaggio, quello di cambiare il rapporto con la p.a.
    Questo lo potremo dire dire solo col tempo.
    Ad ora però non posiamo fargli carico solo di avere un consenso pesonale ridotto.
    La colpa è solo dei partiti tradizionali che hanno fatto pagare alla loro classe dirigente gli errori strategici decennali.
    G.Mori

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