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Prima Porta, raffica di multe e rischio sgombero per i banchi di piazza Saxa Rubra

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È una vita di sacrifici quella che alcuni operatori commerciali di Piazza Saxa Rubra, nel cuore di Prima Porta, difendono da alcuni giorni. Dopo trent’anni di attività infatti, il piccolo mercato permanente di Prima Porta rischia lo sgombero. Una decisione che lascia sbigottiti sia residenti che gli stessi operatori che tentano di veder riconosciuto il proprio lavoro.

Proprio per questo, fin dal loro arrivo nel 1981, hanno chiesto al Comune una concessione per poter esercitare su suolo pubblico. Un ok che non è mai arrivato.

In compenso, l’amministrazione capitolina si è palesata loro con multe salatissime, da migliaia di euro, per cui sono stati già avviati ricorsi al Tar. Ora subentra anche un ultimatum, e i commercianti esigono dal Comune risposte mai avute.

Raffica di multe

Il 22 febbraio scorso i banchisti di Piazza Saxa Rubra sono stati oggetto di un sopralluogo da parte del XV Gruppo della Polizia Locale. Ai controlli sono seguite pesanti multe, migliaia di euro che vanno a sommarsi alle tasse che i commercianti versano periodicamente per l’occupazione del suolo pubblico.

Cifre esorbitanti, che mettono quindi in difficoltà economiche queste famiglie ma, soprattutto, multe che, stando alle loro affermazioni, non presentano motivazioni comprensibili per essere emesse.
Ogni tre mesi paghiamo la tassa per l’occupazione del suolo pubblico. Abbiamo sempre rispettato le regole, mai fatto un ritardo nel pagamento, non capiamo per quale motivo il Comune voglia ora spostarci”, sostengono i proprietari dei banchetti, mostrandoci pile di carte a riprova di quanto detto. E nei verbali delle multe, per quanto si cerchi, resta difficile capire le infrazioni.

Mancanza della concessioni? Ma se è da anni che le chiediamo! Se almeno il Comune ci spiegasse le sue motivazioni, potremmo cercare una soluzione. Non ci ha mai risposto, non sappiamo a cos’è dovuto quest’accanimento”, sostiene Brunetta Cola, proprietaria di un banco di ortofrutta.

chiosco prima porta 3Vista la situazione, uno di loro si è rivolto pure ad un avvocato e poi a un notaio. Morale: “Mi presentai al Comune dopo aver pagato una reversale di 1600 euro, valida per un anno. Tutti soldi buttati: l’addetta del Comune mi rispose che la riversale era scaduta e che per essere valida dovevo pagare altri soldi. Non posso permettermi questi costi!”.

La Signora Assuntina Tocco, proprietaria di un banchetto di fiori, racconta: “abbiamo chiesto spiegazioni anche ai  vigili. La risposta è stata ‘così funziona la legalità’. Non dobbiamo stupircene. Io lavoro qui dal 1988 e ho sempre fatto il mio dovere, non accetto che trent’anni del mio lavoro e della mia vita siano riassunti così. Ho bisogno di una risposta per vivere”.

chiosco prima porta 1Un mercatino storico per il quartiere

Il piccolo mercato permanente di Prima Porta consta di tre banchetti fissi che si affacciano sulla piazza, nello slargo alle spalle dell’ufficio anagrafico del XV Municipio. Ai tre banchi di fiori e ortofrutta, se ne aggiungono due itineranti nel corso della settimana.

È un punto favorevole per gli acquisti per gli abitanti della zona. Piazza Saxa Rubra ospita infatti numerose altre attività commerciali e punti di aggregazione, dalla Chiesa di Santi Urbano e Lorenzo all’Istituto Comprensivo di via Baccano, a cui si aggiungono una banca, bar, tabaccherie, ed uno snodo di mezzi pubblici che collega la zona a tutto il Municipio.

La piazza di Prima Porta rappresenta quindi il centro della vita quotidiana del quartiere, una postazione difficile da barattare.

chiosco prima porta 2Una decina di anni fa, la piazza subì dei lavori di rifacimento stradale che costrinsero infatti i commercianti a rimettere in discussione la loro posizione.
Ci fu proposto di unirci al mercato di via di Villa di Livia, oppure di stazionare sotto il ponte di via Tiberina. Il nostro legale ci ha detto però che sono attività molto diverse e che non possono essere assimilate alle nostre.”

Secondo l’avvocato i cinque banchi del mercato permanente non possono unirsi al mercato rionale che si tiene a Prima Porta due giorni a settimana. Inoltre, la fruibilità di una postazione sotto un ponte è ben diversa rispetto a quella centrale della piazza, e vorrebbe dire smontare i banchi.
I nostri banchi sono di ferro e vetro, con delle pensiline. Spostarci significherebbe esporci alle condizioni climatiche tutto l’anno, tutti i giorni”, sostiene la Signora Assuntina.

Un’isola pedonale a Prima Porta?

Purtroppo quella dei commercianti di Prima Porta è una delle situazioni irrisolte del nostro Municipio – afferma Daniele Torquati, Presidente del XV Municipio. – Abbiamo sollecitato numerose volte il Comune e ci siamo resi disponibili ad un tavolo di confronto sulla questione. Tutto ciò che era possibile nelle nostre competenze è stato fatto, intendiamo proseguire su questa linea, pur comprendendo il momento delicato in cui si trova l’amministrazione per fornirci delle risposte”.

Stando ad alcune voci, sembrerebbe che una delle motivazioni alla base di questo spostamento forzato dipenda dalla creazione di un’isola pedonale nella Piazza di Saxa Rubra. È vero? “Questo era un progetto della precedente giunta municipale, mai preso in considerazione dall’attuale” conclude il Presidente Torquati.

Chi verrà vedrà…

Fra competenze municipali, comunali e la ferrea applicazione della legge, la Piazza di Saxa Rubra è ora inviluppata in una situazione apparentemente senza uscita. L’appello di quel grappolo di commercianti, dopo trent’anni di duro lavoro, attende ora di essere raccolto da chiunque guiderà dopo il 5 giugno il XV e il  Campidoglio.

Barbara Polidori

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Piazza Saxa Rubra, Roma, RM, Italia

3 COMMENTI

  1. Grazie per aver fatto emergere tutto ciò,sarebbe ora che si capisse chi ha sbagliato negli anni andati e che pagasse quello che sta avvenendo !

  2. Il Presidente Torquati o non è a conoscenza del passato recente o mente sapendo di mentire quando sostiene che la pedonalizzazione era un progetto “della precedente Giunta Municipale” ( guarda caso di Centro Destra). Visto che è Torquati, con una bugia facilmente dimostrabile, a voler innescare la solita diatriba politica sulle responsabilità del progetto di pedonalizzazione, è bene spiegare con precisione come andarono le cose. Il progetto in effetti venne elaborato sul finire degli anni ’90 dalla Giunta Rutelli ( se non sbaglio nell’ambito dei Piani di Recupero Urbano- PRU) e il municipio si oppose sempre a quella stravagante idea del Centro Sinistra e di qualche architetto pagato dal comune, in quanto del tutto assurda essendo la piazza uno snodo quasi obbligato per la viabilità del quartiere. Ad onor del vero il progetto prevedeva la pedonalizzazione di metà piazza, ma questo non attenuava l’assurdità della proposta Le precedenti Giunte Municipali di centro destra cui fa riferimento Torquati (di centro destra) semmai si opposero sempre a quel progetto, che in effetti non si è realizzato, ritenendo invece necessario intervenire con opere di riqualificazione ( in parte realizzate) che non incidessero sulla viabilità. Gentile Presidente Torquati, Lei forse ha la memoria corta ma i cittadini no. Provare a buttare in politica ( come lei a fatto) una vicenda così, non le fa onore e offende cittadini e gli operatori commerciali che vivono sulla loro pelle quanto denunciato nell’articolo. Semmai, visto il suo ruolo, si accerti del motivo del presunto accanimento da parte degli uffici e dei vigili verso questi banchi di vendita.

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