Home LA STORTA Casale San Nicola: dicono no, “il centro accoglienza profughi non va chiuso”

Casale San Nicola: dicono no, “il centro accoglienza profughi non va chiuso”

Casale San Nicola

Motivando lo sfratto col fatto che è dispendioso dispiegare quotidianamente un elevato numero di agenti delle forze dell’ordine a tutela della struttura, pochi giorni fa il Prefetto Gabrielli aveva invitato la cooperativa IsolaVerde a cercarsi un’altra sede, la ex scuola Socrate sarà chiusa. Ma ecco che semplici cittadini e forze politiche lo invitano a ripensarci.

Dieci firme da San Nicola

Dieci capifamiglia hanno scritto, firmato e inviato questa lettera pochi giorni fa.

Egregio Prefetto, leggere l’ordinanza che lei in qualità di Prefetto di Roma è stato costretto ad emettere, dove dichiara che l’esperienza dei profughi a casale di San Nicola deve terminare per l’impossibilità di garantire il principio dell’accoglienza senza l’intervento continuo delle Forze di Polizia, lascia amareggiati e sconcertati.
Mentre a Berlino Gianfranco Rosi conquista l’Orso d’oro raccontando l’incontro dei lampedusani con i migranti che tragicamente approdano – vivi e morti – a centinaia di migliaia sulle sue coste, presentando il dramma dell’immigrazione, a Roma il prefetto è costretto a dichiarare che lo Stato non può niente contro facinorosi, fascisti, razzisti, mediocri per cui gli immigrati ospitati a Roma nel centro profughi di Casale di san Nicola devono andare via.

In 7 mesi di permanenza non ci sono stati problemi con gli immigrati, che tra l’altro, su richiesta, si sono dichiarati disponibili ed hanno partecipato alla pulizia di strade limitrofe. Emblematico e da riferire il caso di un ragazzo disabile diventato grande amico di un immigrato, che si reca da lui in visita ogni giorno per tenergli compagnia e farlo giocare.

A Casale di San Nicola ci sono molte famiglie che si sono dichiarate, e che si continuano a dichiarare, per l’accoglienza garantita da questo centro profughi. Questo non è un “paradiso” diverso da qualunque altro quartiere di Roma da preservare da profughi inscenando guerriglie urbane che meritano solo il disprezzo. Come purtroppo è accaduto nel luglio scorso.

Queste famiglie, le nostre famiglie, si augurano che Lei signor Prefetto trovi altre soluzioni o compromessi, in un ravvedimento sul contenuto della lettera, da un canto per non vanificare il lavoro svolto e le speranze dei giovani profughi, da un altro per non capitolare di fronte a chi usa la violenza e la sopraffazione per far valere i suoi voleri, pronto a nuove occupazioni, mostrando uno Stato ricattabile e debole, che soggiace all’azione di alcuni egoisti ispirati solo dalla difesa dei propri interessi quando non addirittura da razzismo e xenofobia.

Non vorremmo che questa esperienza di positiva accoglienza in un centro profughi, che potrebbe diventare un esempio, debba invece essere ridotta invece a una banale storia di razzismo e intolleranza, di campanilismo e piccoli interessi privati.”

E dal XV si levano due voci

Sono quelle di Michela Ottavi, Assessore alle Politiche Sociali, e Alessandro Pica, capogruppo SEL, che così dichiarano in una nota.

Ci uniamo alle forze democratiche che in questi giorni si stanno mobilitando nel chiedere al Prefetto Gabrielli il ritiro del provvedimento di chiusura del Centro per rifugiati politici di Casale di San Nicola.

Dopo lo spettacolo indecoroso dato nel luglio scorso dai militanti dell’estrema destra e da alcuni cittadini con un blocco stradale durato per mesi, sedie lanciate, cassonetti incendiati, lancio di pietre contro le forze dell’ordine e i ragazzi, 14 feriti tra gli agenti, 2 arresti e 15 persone identificate, sono trascorsi mesi in cui l’accoglienza degna di un paese civile ha avuto la meglio sulle paure e i pregiudizi grazie alla rete che si è creata tra la Cooperativa Isola Verde e i suoi operatori, le Istituzioni di prossimità, i cittadini, le associazioni, i comitati.

Delle splendide amicizie sono nate con ragazzi italiani con cui sono stati promossi momenti di incontro con musica, ballo, partite di calcio. Iniziative simili si sono tenute con il coinvolgimento dei centri anziani, mentre la collaborazione con i comitati di quartiere ha permesso la realizzazione di corsi d’italiano e ha coinvolto i ragazzi in iniziative di decoro urbano mirate al miglioramento del territorio in cui tutti viviamo.

Un percorso di promozione e inclusione sociale affiancato a un importante progetto di supporto psicologico per chi è sopravvissuto a guerre, torture e a viaggi inumani e estenuanti.

Siamo preoccupati per le ripercussioni che la chiusura del Centro avrebbe sulla vita dei ragazzi: non possiamo interrompere questo percorso per evitare ulteriori disagi a chi ha già sofferto troppo; non dobbiamo interrompere questo percorso perché sarebbe una capitolazione delle Istituzioni di fronte a posizioni razziste e violente e un segnale allarmante per la città.

L’accoglienza di persone fuggite dalla guerra non può essere messa in discussione da questioni di ordine pubblico generate da gruppi minoritari, che non rappresentano la Roma vera, aperta e solidale con chi ha più bisogno, perché possa essere incluso e non respinto per ragioni di razza, sesso, lingua, religione e opinioni politiche.”

Non ultimo l’ANPI

Duccio Pedercini, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione Martiri de La Storta così dichiara.

“Non comprendiamo le ragioni dello sgombero dei ragazzi profughi del centro di San Nicola ordinato dal Prefetto di Roma. L’Anpi del XV Municipio esprime tutta la solidarietà possibile ai giovani che dopo essere scappati da guerre e terrorismo hanno iniziato un percorso di accoglienza e integrazione in sintonia con i cittadini del quartiere alle porte di Roma. Solidarietà anche alla Cooperativa Isolaverde per il lavoro che sta svolgendo. Quei ragazzi non hanno bisogno di uno sgombero, ma del rafforzamento dei processi di accoglienza e inclusione iniziati”.

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Via del Casale di San Nicola, Roma, RM, Italia

4 COMMENTI

  1. Un comunicato chiaro che mostra chi sta con chi.
    La sinistra di Ottavi, Pica e Pedercini sta con le cooperative.
    E lo dice chiaramente.
    “Solidarietà anche alla Cooperativa Isolaverde per il lavoro che sta svolgendo.”
    Anche noi esprimiamo solidarietà ai ragazzi che sono nel Casale.
    Per come vengono miserevolmente sfruttati solo per fare soldi.
    I 35 euro giornalieri che sono destinati all’accoglienza non vanno ai giovani migranti, ma vanno nella quota di 33 euro alla cooperativa Isolaverde.
    Le cooperative sociali come quella in questione sono però quelle che maggiormente gestiscono tutte le strutture sul territorio.
    Isolaverde non è neppure tra le peggiori lo ammetto, ma si avvale di posti di lavoro specifici che poi … indovinate a chi vengono attribuiti…
    Così si spiega la solidarietà di tutte queste persone.
    Mafia Capitale è proprio la concretizzazione di tutto questo. L’apoteosi finale.
    Spartizione di fondi sociali, richieste di quote di immigrati, da parte di Odevaine e sindaci romani, maggiori di quelle che erano le destinazioni originarie, consiglieri e assessori collusi in carcere, altri che invece oggi appoggiano dall’esterno.
    Vomitevole la citazione del “ragazzo disabile” “diventato grande amico di un immigrato, che si reca da lui in visita ogni giorno per tenergli compagnia e farlo giocare.” Questa strumentalizzazione di persone in difficoltà fa veramente schifo.
    Fa schifo proprio perchè si utilizza “espressamente” la sua condizione sanitaria, cioè citandolo in un comunicato politico a sostegno di un appalto di una cooperativa.
    D’altronde quando molti di noi affermano di essere delusi da questa amministrazione, intendono anche e sopratutto dal punto di vista umano.
    G.Mori (a titolo personale)

  2. Peccato che nessuno dica il vero motivo che spinge ilmprefetto alla chiusura e cioè che la struttura e’ tecnicamente ABUSIVA IRREGOLARE NON IDONEA VIOLA LA LEGGE
    quanto alla “pulizia delle strade limitrofe” non pervenuto se non un ipocrita cenno all’indomani della notizia di chiusura alla scadenza che era, ricordiamo: 31/12

  3. Il problema della irregolarità, che è il tema centrale della questione, non viene preso in considerazione, secondo me, proprio per i motivi sopra citati.
    Quello che viene normalmente richiesto ad un “normale cittadino”, a Casale San Nicola invece diventa incredibilmente irrilevante.
    In realtà, Stefano, il tema dei poteri prefettizi è decisivo sulla scelta dei siti identificabili per questi Centri.
    I poteri prefettizi consentono di scegliere strutture che altri non potrebbero, di andare oltre la normativa urbanistica con tutti i suoi limiti, ad esempio.
    E questo fa gola a molti.
    Ecco perchè all’alba del 2014 con Mare Nostrum molti si erano già mossi per far fruttare edifici abbandonati, in sostanza cercando di vincere al Superenalotto coi biglietti dell’ “accoglienza”.
    Questa è la vera faccia del “sistema integrazione” a Roma e in Italia.

  4. Ma dove eravate quest’estate?? Avete taciuto per troppo tempo, avete lasciato carta bianca a quella “gente” che ha gestito il suolo su cui abitate come ha voluto mettendo barriere deviazioni, e ora vi svegliate! Le battaglie cari Signori si combattono al momento giusto non a scoppio ritardato.

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