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Casale San Nicola, chiude il centro accoglienza profughi

casaleLa cooperativa “Isolaverde”, alla quale era stato affidata la gestione del Centro di accoglienza profughi realizzato nell’ex scuola Socrate a Casale San Nicola, zona La Storta, dovrà lasciare la struttura e trasferire il centro in un altro stabile. L’ingiunzione è in una lettera a firma del Prefetto di Roma, Franco Gabrielli consegnata nelle ultime ore alla cooperativa.

Ne ha dato notizia il quotidiano La Repubblica che, nell’edizione romana di sabato 20 febbraio, spiega che lo “sfratto” è motivato dal problema di dover dispiegare quotidianamente un elevato numero di agenti delle forze dell’ordine nel servizio di presidio della struttura.

“Emergono” scrive Gabrielli “criticità relative all’ubicazione della struttura. In particolare si è preso atto, nel corso del 2015, delle proteste dei cittadini residenti nella zona che hanno dato luogo all’adozione di misure di vigilanza da parte della questura”.

E poi, riporta ancora La Repubblica, nella lettera il Prefetto afferma che “non si ritiene più sostenibile la prosecuzione di tali misure, né può considerarsi ammissibile un dispiegamento continuativo di forze dell’ordine al fine di garantire il pacifico espletamento del servizio di accoglienza. Ne consegue la valutazione di inidonietà della struttura per motivi logistici e ambientali. Si chiede a codesto ente gestore – si chiude così la lettera – di voler proporre entro 30 giorno l’utilizzo di ulteriori stabili”.

La decisione era nell’aria da qualche mese. Già lo scorso novembre il prefetto Grabrielli aveva dichiarato pubblicamente di non voler rinnovare la convenzione con la Cooperativa Isolaverde per il 2016. centro di accoglienza per richiedenti protezione internazionale”.
Decisione presa dopo un lungo periodo di silenzio seguito alla violenta reazione con la quale i residenti di Casale San Nicola avevano accolto l’arrivo dei profughi avvenuto venerdì 17 luglio, una giornata che fu funestata da scontri fra le forze dell’ordine e i manifestanti con un bilancio finale di quattordici feriti e due arresti.

Tutte le tappe della vicenda nei nostri precedenti articoli: clicca qui

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1 commento

  1. Con un sopralluogo preliminare e un tavolo con i residenti si sarebbe arrivati a questa conclusione prima di presidi, proteste, scontri e arresti… con il solo buon senso.

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