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Ponte Milvio, il “pacco” dono di Natale

pacco dono natale

“Cosa sta accadendo in via Flaminia 451, a dieci passi da Ponte Milvio? Cos’è quel nuovo edificio che sta sorgendo nel cortile dell’ex Gone, proprio a ridosso del Casino Villa dei Cardinali? Si tratta di un “pacco” dono infiocchettato “a norma di legge”, che andrà a sommarsi alla devastazione di tutta l’area di Ponte Milvio?”

Queste le domande che si pone il Comitato Abitare Ponte Milvio ritenendo che la questione sia da sottoporre all’opinione pubblica. In tal senso Paolo Salonia, portavoce del Comitato, ci ha inviato queste foto e questa questa nota che qui di seguito pubblichiamo.

Scrive dunque il Comitato Abitare Ponte Milvio…

“Ennesimo pacco dono, questa volta quasi come regalo sotto l’albero di Natale, per Piazzale Ponte Milvio, i suoi abitanti, la città tutta, infine il paesaggio urbano della Città Storica, si proprio quell’Historic Urban Landscape (HUL) che i nostri Amministratori ben sanno essere difeso dall’UNESCO.

Chi i generosi donatori? Tanti in verità.
A cominciare dal proprietario del piccolo manufatto del cosiddetto ex-Gone in via Flaminia 451 che sta velocemente tirando su una audace edificio che presto farà mostra di sé, in un cortile per altro assai angusto, letteralmente addossato al Casino Villa dei Cardinali opera edificata nei primi anni del 1800 semplicemente su progetto di Giuseppe Valadier.

Ma, del resto, questo proprietario può cosi sconsideratamente agire nel pieno rispetto delle norme derivanti dal devastante Piano Casa Polverini-Zingaretti, in questo senso “inconsapevoli” donatori anche loro di questo pacco dono. Tali norme, nello specifico, consentono un modesto ampliamento di “appena” 60 mq e di “soli” 134 mc.

Tra i donatori, sempre “inconsapevoli”, poi non va dimenticato Berlusconi, poiché tutto si poggia su quel provvedimento 1 aprile 2009 pubblicato in Gazzetta Ufficiale 29 aprile 2009, n. 98 e tradotto in Legge Regionale in via definitiva con Delibera della Regione Lazio 277/2013, che ha consentito l’applicazione del Piano Casa anche in zone ad alto rischio idrogeologico, come quella dove sorge l’edificio in questione, con un apposito permesso della Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo (aumenta la lista dei donatori).

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A proposito di questo ultimo permesso, da quasi 3 mesi il Comitato Abitare Ponte Milvio sta attendendo di poterne prendere visione presso gli Uffici del XV Municipio, avendo presentato l’istanza di accesso agli atti in data 17 settembre 2015 e più volte sollecitata.

Il Comitato Abitare Ponte Milvio, inoltre, al fine di avere certezze sulla regolarità delle procedure e sulla natura dei lavori, già in data 8 maggio 2015 aveva presentato istanza d’accesso agli atti.

Dunque, proviamo ad elencare gli indubbi vantaggi che derivano da questo splendido dono:

– scempio paesaggistico, con l’inserimento di un edificio “moderno” in un contesto ottocentesco di alto valore storico-culturale, inoltre con notevole addensamento dei volumi

– incremento dell’impatto ambientale, dovuto all’immancabile ed ennesima canna fumaria che svetterà nei cieli a servizio della ennesima cucina dell’ennesimo ristorante, come indicato nelle tavole di progetto dalle quali risulta la futura apertura dell’ennesima attività di somministrazione cibi e bevande, della quale i cittadini sono particolarmente grati considerata la penuria di tali esercizi nella zona.

A questo proposito, il Comitato Abitare Ponte Milvio segnala di avere già formalmente presentato Atto di Diffida agli Uffici Tecnici Municipali competenti poichè una canna fumaria in questo stabile non rispetterebbe una serie di normative che sono invece INDEROGABILI.

– incremento dell’impatto ambientale e del degrado, dovuto anche al prevedibile aumento dell’indecente e incontrastato accumulo attuale di rifiuti che deturpano l’intera zona e quel tratto di via Flaminia in particolare

– incremento dell’impatto ambientale, dovuto al prevedibile inquinamento acustico proveniente dalle attività di ristorazione, sia all’interno che all’esterno dell’edificio, sempre accompagnate da diffusioni sonore ad alto valore di db, per altro estremamente difficili da accertare e perseguire, data la lacunosità e la inadeguatezza delle vigenti normative poste a difesa della cittadinanza dall’inquinamento acustico

– incremento dell’impatto ambientale e del degrado, dovuto all’ulteriore prevedibile e incontrastato “accumulo” di auto nello già stracolmo tratto iniziale della via Flaminia, dove inoltre si registra una riduzione di disponibilità di posti grazie alla presenza dei due noti dehors nei confronti dei quali l’attuale Amministrazione pare nutrire timori reverenziali tanto è lasca nelle iniziative

– last but not least, l’eliminazione di fatto del cono visivo e dell’affaccio del primo, del secondo e del terzo piano dell’edificio retrostante di via Bolsena 66, che risulterà coperto fino a quel livello.

oggi

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Riflessioni finali.
Il Comitato Abitare Ponte Milvio non mette in dubbio l’appropriatezza delle procedure adottate dall’Ufficio Tecnico del XV Municipio nel rilascio dei necessari nulla osta, nel rispetto delle Norme e delle Leggi, ma…….

– perchè uguale fermezza e diligenza non viene adottata nelle azioni di controllo e contrasto alle palesi e numerosissime mancanze di rispetto delle Norme e delle Leggi (ad esempio, la sosta selvaggia, l’indecente accumulo di rifiuti per strada in tutte le ore del giorno, il commercio ambulante, i petulanti parcheggiatori abusivi, i marciapiedi fai da te, ecc.)?

– perchè tanto inspiegabile ritardo nella dovuta concessione di quegli atti per i quali è stata presentata regolare istanza di accesso?

– perchè tanta solerzia non viene utilizzata per la ricerca di decoro in una delle piazze più belle di Roma (una volta)?

– perchè non viene tenuto conto mai della qualità della vita dei cittadini, residenti e lavoratori, praticando una applicazione di Norme e Leggi con maggiore oculatezza?

– perchè, facendo un salto di scala, nel momento in cui si devono recepire Leggi Nazionali in contesti regionali, le Amministrazioni regionali, per definizione più vicine al territorio e potenzialmente più sensibili alle problematiche da queste realtà espresse, legiferano in senso peggiorativo e mai migliorativo?

Ma soprattutto, il Comitato Abitare Ponte Milvio, nel momento in cui ringrazia calorosamente per lo sgraditissimo dono con il quale si violenta nuovamente la città e i cittadini, chiede agli attuali Amministratori cosa ancora aspettano per inserire, come ormai da anni viene chiesto, il comparto territoriale di Ponte Milvio nell’articolo 10 della delibera 35/2010, garantendo così una regolamentazione delle attività di ristorazione la cui particolare concentrazione in quest’area, con i conseguenti elevati livelli di pressione antropica, rende la situazione insostenibile? Buon Natale.
Paolo Salonia”

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8 COMMENTI

  1. Dopo mesi di lavoro, a partire dallo scorso mese di maggio, studiando con altri concittadini aderenti al Comitato Abitare Ponte Milvio gli atti relativi ai lavori in corso in via Flaminia 451, è stato davvero frustante constatare che le stesse Aministrazioni, tra i cui compiti istituzionali rientra, in base all’articolo 9 del dettato costituzionale, anche la “Tutela del paesaggio” e “del patrimonio storico e artistico della Nazione”, abbiano invece promulgato un regolamento “in deroga alle disposizioni legislative, agli strumenti urbanistici vigenti o adottati e ai regolamenti edilizi”. Eravamo increduli!
    Con una efficace metafora Salvatore Settis scrive che emanare prima norme nazionali di tutela del paesaggio (il Codice dei beni culturali e del paesaggio) per poi subito disattenderle con provvedimenti in deroga, come il “piano casa” ,è come se dopo aver affermato il valore della vita si ammettesse l’omicidio, ma a patto che venga commesso entro un delimitato intervallo di tempo!!

  2. Quello che mi stupisce è il favore con cui i frequentatori di ponte Milvio accolgono le nuove iniziative di ristorazione che sorgono in continuazione, assiepate in spazi ormai tanto angusti. I giovani che volentieri frequentavano il Gone, prima che venisse dato l’avvio alla nuova foggia del locale, amavano brindare e chiacchierare al riparo di una “trincea” di rifiuti solidi urbani, da cui si sentivano rassicurati: proprio a loro agio. Con questo tipo di inclinazione c’è poco da fare. Dunque, letto e appurato come stanno le cose dal punto di vista della normativa, e fatto un ringraziamento al comitato che ha il merito di informarci – e di eliminare ogni speranza di contrasto per vie legali – non si può sperare altro che un ravvedimento del gusto da parte degli avventori. Roma non manca di luoghi degni in cui incontrarsi e ristorarsi. Perchè questo amore dell’orrido? Diciamocelo e diciamolo in giro: smettiamo di frequentare ciò che è squallido, boicottiamo le iniziative che deprimono la qualità e la civiltà del luogo. Da parte nostra, cittadinanza attiva (?) cerchiamo di ottenere una seria regolamentazione del traffico e del parcheggio. Lo scatolone di legno che stanno costruendo auguriamoci che sia smontato con la stessa facilità con cui oggi viene assemblato.
    P.S. Perchè non abbiamo qui in piazza una statua di Pasquino?

  3. “chiede agli attuali Amministratori cosa ancora aspettano per inserire, come ormai da anni viene chiesto, il comparto territoriale di Ponte Milvio nell’articolo 10 della delibera 35/2010, garantendo così una regolamentazione delle attività di ristorazione.”

    Io credo he un cittadino non debba chiedere agli amministratori che una legge sia rispettata, ne tentare di ottenere nulla se non il rispetto di ciò che già esiste e che già è stato messo in luogo per garantire a noi ed ai nostri figli un futuro degno e quando questo non avviene è il momento di punire al voto chi ci ha ridotto cosi e di appoggiare gli onesti e coloro che hanno a cuore solo la loro città.

  4. Ponte Milvio senza pace. Non bastano il parcheggio selvaggio, l’occupazione a tappeto di marciapiedi e aree pubbliche, il rumore sordo e continuo fino a notte inoltrata, il tanfo di cucina di troppi ristoranti, lo smog soffocante. Mancava qualcosa, l’ennesima costruzione per oscurare l’unica perla della piazza, la palazzina del Valadier. Passi avanti nella distruzione dell’equilibrio di un quartiere che evidentemente dà fastidio ai nostri amministratori.

  5. credo che gli amministratori non conoscano il su citato articolo 10, come non conoscono tante normative…semplicemente ignorano la legge!

  6. Proverò a spiegare l’interessante tema del favore per l’orrido da parte degli avventori di ponte milvio, utilizzando all’uopo alcune sottilissime metafore.

    Perchè i giovani invadono ogni sera pontemilvio, nonostante sia un incrocio tra una discarica e l’inferno dantesco? Per la patata, e per la farina.
    I politicanti e i controllori, invece, perchè prediligono la zona? Perchè amano essere unti.

    Trovandosi qui olio, patata e farina della miglior qualità di roma, possiamo metterci l’anima in pace.

  7. Il Comitato Abitare Ponte Milvio consideri anche il condominio in costruzione tra Via della Farnesina (civico 138) e Via Orti della Farnesina che rispetto al progetto iniziale è cresciuto di circa un terzo, finendo a ridosso del palazzo accanto.

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