Home ATTUALITÀ In centinaia gli chiedono “ritira le dimissioni”. Marino: “non vi deluderò”

In centinaia gli chiedono “ritira le dimissioni”. Marino: “non vi deluderò”

ripensaci240.jpg“Questa piazza mi dà il coraggio e la determinazione per andare avanti” ha affermato il sindaco Ignazio Marino parlando alle centinaia di manifestanti accorsi in suo sostegno in piazza Campidoglio. “Voi mi chiedete di ripensarci. Io ci penso e non vi deluderò” ha dichiarato, ripetendo tre volte “non vi deluderò” che ricorda tanto il tre volte “resistere” di Francesco Borrelli del 2002.

Altro che lasciare, Marino riparte dal bagno di folla più galvanizzato che mai. Davanti a un migliaio di persone stipate sulla piazza del Campidoglio già dalle 11 del mattino di domenica 25 ottobre e che lo acclama affinchè lui ritiri le dimissioni, Marino non svela le sue carte ma promette di pensarci.

E i suoi supporter esultano. In piazza hanno portato tanti palloncini colorati, rossi verdi e bianchi, con le scritte “IostoconMarino”, “Marino ripensaci”, “Marino ripensaci daje”. C’è chi mostra i cartelli “Oggi sono in Campidoglio e il mio sindaco rivoglio”, oppure “Marino Roma è stata defraudata ma non da te”.

E lui, Marino, ribadisce: “Voi mi chiedete di ripensarci. Io ci penso e non vi deluderò”, e il non vi deluderò è quasi una minaccia velata verso il PD, una sfida del sindaco resistente che insiste per ottenere un riconoscimento pubblico dal suo partito e per questo ha già chiesto un incontro al Nazareno, altrimenti il 2 novembre potrebbe revocare le dimissioni e andare al confronto in aula consiliare costringendo così il PD a rinnegarlo pubblicamente votando una mozione di sfiducia.

E questa soluzione fa rabbrividire i vertici del partito perchè sarebbe scontato che a votare la sfiducia sarebbero anche tutte le opposizioni. E al PD mischiare i suoi voti con gli altri proprio non garba. Inoltre, una mozione di sfiducia ha tempi lunghi. Lo prevede il Testo Unico sugli Enti Locali all’articolo 52: “…la mozione viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione…“. Troppi per il PD che appare aver fretta di voltare pagina rapidamente.

Esiste un’alternativa: le dimissioni in blocco di almeno 25 consiglieri da formalizzare alla prima seduta utile di Consiglio. Un atto tale farebbe automaticamente decadere la consiliatura. Ma il PD conta 19 consiglieri, sicuri che riuscirà a trovarne altri sei nelle fila di SEL e della Lista Civica pronti ad immolarsi?

Ecco il senso del “non vi deluderò”, Marino lo sparigliatore sembra avere ancora tutte le carte in mano, pare che anzichè quella del giocatore perdente stia recitando invece la parte del croupier. Ma al rien ne va plus manca solo una manciata di giorni, poi i giochi saranno fatti.  (red.)

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6 COMMENTI

  1. Centrodestra e centrosinistra sono da tempo impegnati in una gara a chi fa peggio, sulle spalle di tutti i cittadini romani. Anche la scelta di una persona come Marino, con un curriculum a dir poco discutibile, è emblematica della pochezza della cosiddetta classe dirigente. La ciliegina sulla torta è il fatto che Marino si è poi rivelato meno peggio di quanto ci si potesse aspettare: ha effettuato delle scelte interessanti (tutto è sempre “discutibile”) e – a voler essere prudenti – ha avuto la “fortuna” di trovarsi in Campidoglio proprio quando il Dr. Pignatone, anche lui “novellino”, portava la Procura di Roma fuori da quello che per troppi anni è stato il “Porto delle Nebbia” con un’operazione come quella che ha scosso la città un anno fa, e che a breve avrà il suo approdo in un aula di tribunale.

  2. “Non vi deluderò”. Questo è stato il senso ultimo del discorso di Marino a qualche migliaio di persone che lo hanno applaudito sotto il campidoglio. Quello che però il sindaco non ha compreso è che nel frattempo ha già deluso la gran parte dei romani, di molte categorie sociali ed imprenditoriali, di molti dipendenti del comune e delle aziende collegate .

  3. Chiedo scusa …. dimenticavo che ha deluso persino il suo partito che lo ha candidato e gran parte della sua giunta, che lo hanno scaricato in modo inequivocabile e alla luce del sole. Volendo potremmo ricordare che ha deluso anche il Papa ( giusto o sbagliato che sia l’intervento della chiesa in questi casi). Ciò detto il Sindaco ha ragione a volersi fare sfiduciare in aula consiliare anziché dalle stanze della segreteria romana del PD.

  4. è proprio il fatto che ha deluso il suo partito fa capire che ha toccato interessi trasversali…… è proprio così, il PD preferisce perdere Roma a maggio quando ci saranno le elezioni, piuttosto che appoggiare Marino. Questo vuol dire che a Roma c’è un partito trasversale dedito a mangiare sulle spalle dei romani.

  5. @Ghino: sapere come effettivamente stiano le cose è impresa a dir poco ardua… ma proprio un sindaco che ha contro il PD, le categorie sociali ed imprenditoriali e (soprattutto) i dipendenti del comune e delle aziende collegate… mi sembra una premessa per una buona sindacatura. Ma non a “lunga conservazione”.

  6. Comprendo il senso delle tue argomentazioni che non sono del tutto infondate. Ma quando decidi di andare in guerra devi essere certo di avere un tuo esercito alle spalle . In altre parole se Marino pensava di cambiare tutto, di rompere corporativismi e rendite di posizione ingiustificate etc., doveva prima accertarsi di avere l’esercito a disposizione, ovvero la sua maggioranza in consiglio e soprattutto il suo partito. A mio avviso il suo errore è stato di non dimettersi prima, quando ha capito di non avere il partito dalla sua parte ( ma lo aveva capito?), quando alcuni dei suoi assessori e consiglieri sono risultati indagati per collusione con alcuni dei poteri che lui voleva (giustamente) abbattere, quando il Governo a lui amico lo ha di fatto commissariato affiancandogli una prima “badante” (il Prefetto di Roma) e poi altre due “badanti” ( gli assessori parlamentari). In quel caso ne sarebbe uscito a testa alta come vorrebbe fare ora. Ma adesso è tutto più difficile

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