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Congedato il battaglione di Marino

15presidenti.jpg15 presidenti, 90 assessori, 360 consiglieri. Sono 465, quasi un battaglione, l’esercito dei politici dei quindici municipi romani che di fatto, dal momento in cui le dimissioni di Ignazio Marino saranno efficaci, interromperanno il loro mandato nell’amministrazione del territorio romano. Perchè la decadenza del sindaco automaticamente fa decadere anche i parlamentini locali.

Si interrompe quindi un’esperienza unica nella storia della Capitale, quella che aveva visto Campidoglio e Municipi governare la città sotto un’unica bandiera, non era mai accaduto e chissà se si ripeterà. Municipi “giovani”, perchè le ultime amministrative avevano portato ala ribalta della politica locale uno stuolo di giovani alla loro prima esperienza, forti del bagaglio di entusiasmo che un giovane può avere.

A prescindere dal credo politico, questo è stato un fatto nuovo positivo. Si potrebbe anche dire che il mix fra l’inesperienza e l’ardore non sempre producono effetti rilevanti, che gli errori possono essere maggiori dei risultati conseguiti, ma nella gioventù occorre credere.

E ci aveva creduto Marino, istituendo la figura del rappresentante dei municipi, scelto a rotazione fra i quindici presidenti, che sedeva in giunta capitolina a portare le istanze dei territori.

Da domani tutti a casa e, se vogliamo anche fare i conti della serva, con un risparmio per le casse del Campidoglio non da poco. Fra emolumenti per presidente e assessori e gettoni di presenza per i consiglieri, ogni mese un municipio costa ai contribuenti, un per l’altro, 35mila euro. Moltiplicate questo importo per 15, i municipi, e per 6, il numero di mesi fino alle prossime elezioni: fa oltre 3 milioni di euro.

Sono i costi della politica, o meglio ancora della democrazia, quella che consente ad ampi territori di Roma di essere governati localmente, a volte bene a volte male, ma comunque di avere un punto di riferimento e di aggregazione dei bisogni là dove essi sorgono.

Da domani il battaglione dei politici locali verrà congedato e nei Municipi arriverà un commissario per gestire l’ordinaria amministrazione e la continuità del funzionamento della macchina amministrativa. Non c’è una regola precisa, nel passato è capitato che tale compito è stato assegnato al presidente uscente proprio per evitare impatti nel proseguimento delle iniziative avviate.

Ma tutto è in dubbio, dipende da cosa deciderà il Prefetto di Roma fra venti giorni. Venti giorni nei quali i presidenti continueranno a svolgere il loro mandato. Venti giorni, come dice Daniele Torquati, presidente del XV, in un post su facebook che suona di commiato, “nei quali lavoreremo come il primo per rispetto di quei cittadini e di quelle cittadine che ci hanno sostenuto, incoraggiato, che hanno gioito, ma anche per quelli che ci hanno contestato, criticato, sgambettato, minacciato o mancato di rispetto. Soprattutto per loro perchè, per vari motivi, ne hanno più bisogno, perchè nonostante tutto si sono dimostrati i più deboli e noi ai più deboli dobbiamo donare il nostro lavoro.”

Fabrizio Azzali

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8 COMMENTI

  1. Come cittadino del XV° non posso non congratularmi con il Presdente di Municipio, come cittadino romano sono sicuro che se in comune tutte le carte fossero state scoperte fin da subito, senza aspettare sassate postume, sarebbe andato tutto molto meglio; ..anche quello strano ghigno del Papa nel non aver riconosciuto un qualsiasi invito filadelfiano a Marino dovrebbe far pensare.

  2. Chi ha disprezzato e disprezza ancora a oggi il nostro Sindaco il Presidente Torquati e e tutti i consiglieri e assessori che si sono impegnati , si deve vergognare.

  3. Alla decadenza del Sindaco fa seguito lo scioglimento della sola Assemblea Capitolina e non anche dei Consigli municipali. Il 4° comma dell’art. 27 del nuovo Statuto del Comune di Roma, approvato con deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 8 del 7 marzo 2013, stabilisce infatti che “i Consigli dei Municipi sono eletti contemporaneamente all’Assemblea Capitolina, anche nel caso di scioglimento anticipato della medesima; restano in carica per la durata del mandato dell’Assemblea Capitolina; esercitano le loro funzioni sino alla elezione dei nuovi, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti e improrogabili.”

  4. Non è affatto come dico io, ma come dispone la norma che è stata da me richiamata testualmente fra virgolette e che non mi sembra che si possa prestare ad interpretazioni di comodo. Il precedente richiamato dal Presidente Catarci, che risale al commissariamento dovuto alle dimissioni anticipate dell’allora Sindaco Veltroni, darebbe comunque la garanzia che a fungere da sub-commissari sarebbero pur sempre gli attuali Presidenti dei Municipi ancora in carica quanto meno fino al prossimo 2 novembre.

  5. Comprendo l’amarezza del Presidente Torquati, ma con la sua dichiarazione spezzante ( e dal suo punto di vista ironica) dimostra di avere uno strano concetto della democrazia e del rispetto per chi la pensa diversamente da lui esercitando il diritto di critica ( altra cosa sono le minacce e la mancanza di rispetto ovviamente). Mettere sullo stesso piano il concetto con quello delle minacce e della mancanza di rispetto è obiettivamente operazione di basso profilo culturale e istituzionale. Secondo lei Presidente chi critica è un debole? possibile che anche uno come lei che ha fatto attività sul territorio e oggi ricopre una carica istituzionale, sia sprovvisto del’ABC della politica e delle regole del confronto tra opinioni diverse? In ogni caso le ricordo che i deboli nel nostro municipio sono ben altri: cittadini con reddito sotto la soglia di povertà, senza casa, diversamente abili etc. A loro avrebbe dovuto donare il suo lavoro come Presidente e non distogliere le sue forze per donarlo a chi ha “osato” criticarla.

  6. mamma mia si ricomincia con quello stuolo di rappresentanti di lista ex pdl (mò che saranno diventati, ncd, fi, fli? boh, quelli comunque) fuori dalla borghi che dopo la messa accompagnano le vecchiette al seggio

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