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I sassi di Marino

ignmar240.jpgAltro che sassolini, sono veri e propri sassi quelli che Ignazio Marino ha cominciato a togliersi dalle scarpe con la prima intervista da quasi ex sindaco rilasciata a Massimo Gramellini de La Stampa. E si capisce chiaramente che, moderno Cesare accoltellato dai suoi, l’essere stato mollato dal suo partito gli brucia molto.

Già ieri sera, come riferisce Ernesto Menicucci su Corriere della Sera, aveva cominciato a togliersi i primi sassi minacciando di rendere pubblici le migliaia di appunti presi sulle sue agende. “Farò tutti i nomi: chi del Pd mi ha proposto Mirko Coratti e Luca Odevaine (due degli arrestati di Mafia Capitale) come vicesindaco e come comandante dei vigili. Vi tiro giù tutti” pare abbia detto ricordando che non solo gli appunti, ma anche gli SMS sul suo cellulare inviatigli da dirigenti nazionali del PD potrebbero diventare di dominio pubblico.

Ma è con Gramellini che si lascia andare al termine di una lunghissima giornata che lo vede stanco e deluso. Umanamente è del tutto comprensibile.

“Ci avevano provato con la Panda rossa, i funerali di Casamonica, la polemica sul viaggio del Papa. Se non fossero arrivati questi scontrini, prima o poi avrebbero detto che avevo i calzini bucati o mi avrebbero messo della cocaina in tasca” è il suo sfogo ad apertura d’intervista nella quale, parlando delle spese contestate, si difende chiamando in causa gli uffici capitolini.

“Io non so cosa ci hanno scritto sopra. Ho consegnato gli scontrini agli uffici, come si fa in questi casi. Non escludo che possa esserci stata qualche imprecisione da parte di chi compila i giustificativi”, e ribadisce di essere “disposto a pagare di persona le mie spese di rappresentanza di questi due anni: 19.704,36 euro. Li regalo al Campidoglio”.

Marino rivendica di aver “rotto le uova nel paniere del consociativismo politico”, ricorda che “Roma sarà parte civile nel processo di Mafia Capitale. Noi abbiamo tagliato le unghie a chi voleva mettere le mani sugli affari” e ora si augura che “chi verrà dopo di me non riporti Roma indietro”.

Afferma poi che in questa vicenda di tutto il PD solo in due gli hanno espresso vicinanza. “Il ministro Graziano Delrio e Giovanni Legnini, entrambi molto avviliti per quanto accaduto”. E in Comune “dieci consiglieri del Pd su diciannove” piangevano.
E su Renzi dice: “Non avendo avuto l’opportunità di parlare col presidente del consiglio, non ho potuto conoscere qual è il suo giudizio”.

E venendo alle dimissioni non irrevocabili, quelle che potrebbe ritirare entro i prossimi venti giorni, dichiara: “Nessuna minaccia, prendo atto che Pd e Sel, due partiti della maggioranza, hanno chiesto le mie dimissioni. E un chirurgo non può restare in sala operatoria senza il suo team”. Ora “la decisione non è più nelle mie mani. E io sono l’ultima persona al mondo che vuole occupare una poltrona”.

Fabrizio Azzali

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1 commento

  1. Quello che dice Marino è vergognoso e rende ancora più piccola , futile ed a questo punto spregevole la sua figura.
    Se rimaneva quindi attaccato alla sua poltrona avrebbe taciuto sui nomi dei personaggi del PD che sponsorizzavano Buzzi , Odvaine e compagnia “bella” .
    Sms ed appunti sarebbero rimasti celati , una sorta di assicurazione sulla nomina.
    Fantastico , una morale che volta secondo convenienza !
    Questo signore non ha capito che più parla più dice minchiate che inguaiano i suoi “compagni”

    Dimentica inoltre che la parziale ( molto parziale ) pulizia è stata fatta ahimè dalla magistratura e non da lui che tra una bicicletta ed un matrimonio gay era completamente assente ed imbelle.

    Mi domando con quale faccia il PD ( tutto ) si presenti al voto dopo tanto berciare contro la giunta precedente ( che di colpe ne ha a bizzeffe )

    Un prefetto che dovrebbe tutelare la giunta , un magistrato come assessore alla legalità ( ma altrove esiste ? )

    Ma da chi cavolo siamo governati ?

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