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Via i romani e niente arabi, da oggi solo lettere

tangenziale240.jpgAddio numeri romani dalle targhe di piazze e strade e quindi anche dai documenti e dai certificati. Ma non saranno sostituiti da quelli arabi ma dalle lettere. Viale XXI Aprile, ad esempio, sarà viale Ventuno Aprile. E’ quanto è stato deciso dal Campidoglio per rispondere, fa sapere la giunta, a una richiesta dell’Istat a tutti i comuni italiani di adeguare le denominazioni delle aree di circolazione già esistenti.

Una rivoluzione che viene così spiegata all’Adnkronos dall’assessore capitolino alla Cultura, Giovanna Marinelli.

”Nessuna sostituzione delle targhe esistenti e nessun costo aggiuntivo per il Comune di Roma. Rispondiamo a un’indicazione dell’Istat a cui non potevamo non rispondere. L’Istituto di statistica ha individuato dei processi di standardizzazione, ossia delle regole tecniche, a cui i comuni si devono necessariamente uniformare nelle denominazioni di toponomastica”.

”Queste regole – precisa l’assessore – prevedono che venga adeguato l’archivio on line, ovvero il database dentro il portale dei comuni e, devo dire, che Roma è stata tra i primissimi comuni ad aver già fatto questo lavoro. Ma queste regole non comportano nessuna sostituzione delle targhe esistenti, se non per quelle che mano a mano vengono sostituite per anzianità, perché sono rovinate, rotte o macchiate. Ovviamente le regole valgono per le nuove targhe. Tradotto in parole povere non c’è nessun costo aggiuntivo”.

Tra gli esempi che si possono citare quello di via XXIV Maggio che non sarà più scritta con i numeri romani ma con le lettere: ovvero via Ventiquattro Maggio. Altro caso, quello di piazza di ‘S. Anastasia’ che diventerà piazza di ‘Sant’Anastasia’. ”Alla fine le regole di standardizzazione – conclude Marinelli – rendono tutto più semplice”.

E allora viene pure spontaneo chiedersi: anche il passante nord-ovest si chiamerà Galleria Giovanni Ventitreesimo?

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8 COMMENTI

  1. …finalmente !!!!
    Non capisco come i Romani abbiano potuto vivere per 2.768 anni con quei numeri….
    Ci voleva Marino…!!!

  2. Ma chissenefrega dei problemi dei numeri romani. C’é una città che sta andando in rovina tra sporcizia e finti profughi.

  3. @ Marco Perina: stavolta che c’entra prendersela con Marino se è un adeguamento richiesto dall’ISTAT?
    Perché fare sempre polemica “a prescindere”?

  4. Richiesto ma non credo obbligatorio.

    Direi a Marino di concentrarsi su temi più “core” (come la mondezza, i trasporti, il decoro) lasciando perdere i numeri romani, le unioni civili e la nomenclatura da utilizzare per rom e sinti.

  5. @ Nando Bruzio: è una richiesta dell’ISTAT del 2014, non una legge e, comunque, il mio era un plauso al Sindaco che riesce sempre a capire le priorità di Roma e dei romani….

  6. @Marco Perina: l’ISTAT non è un circolo bocciofilo ma un’istituzione pubblica che svolge una funzione fondamentale ed ha enti corrispondenti in tutti i paesi del mondo civile. Non mi è chiaro il motivo per cui il Comune di Roma non dovrebbe adeguarsi a delle direttive di unificazione.

    La mia osservazione riguardava il fatto che a Marino si può naturalmente addebitare una grosse dose di antipatia e numerosi errori nella gestione del mandato di Sindaco ma non ha senso sfruttare QUALSIASI pretesto (come in questo caso) per accusarlo di tutti i mali del mondo.

    Penso che uno dei motivi della disaffezione verso la politica derivi anche da questo modo di intenderla come lotta dei buoni (che hanno sempre ragione) contro i cattivi (che sbagliano qualsiasi cosa facciano) un po’ come fanno le opposte tifoserie ultrà allo stadio e come molto spesso si vede anche su questo blog.

    Considero Marco Perina una persona molto in gamba ed intelligente e mi dispiace vederlo perdersi in polemiche sterili.

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