Home ARTE E CULTURA Vigna Clara: addio Renato Mambor, una vita spesa per l’arte

Vigna Clara: addio Renato Mambor, una vita spesa per l’arte

mambor240.pngRenato Mambor, artista neo-figurativo e concettuale, residente a Vigna Clara dal 1978, si è spento a settantotto anni appena compiuti nella notte dello scorso 6 dicembre. Amici, parenti ed estimatori gli hanno dato l’ultimo saluto nella mattina di lunedì 8 dicembre nella sala della Promoteca in Campidoglio.

“Esprimo profondo cordoglio per la morte di Renato Mambor, esponente di spicco della sua generazione che fu tra le più innovative per la ricerca artistica – ha detto per l’occasione l’assessore capitolino alla cultura Giovanna Marinelli – Mambor era un pittore con una forte impronta internazionale ma capace di non perdere mai le sue radici nella città in cui era nato”.

Proprio lo scorso anno, a ottobre, Mambor era stato premiato a Ponte Milvio, il XV Municipio gli aveva infatti assegnato il “Premio Baiocco” alla carriera artistica e per il grande lustro dato al territorio con la sua residenza a Vigna Clara da trent’anni.

Vigna Clara è sempre un bel posto in cui vivere – confidò a VignaClaraBlog.it in un’intervista di maggio 2013 – pieno di angoli verdi, che si compongono di erba, fiori colorati e alberi rigogliosi.  Mi piace la mia strada, così residenziale, che sale in silenzio fino a via Zandonai dove le ambasciate fanno da padrone. Allo stesso tempo ti permette di avere tutto a portata di mano, di passeggiare piacevolmente per le vie del quartiere e incontrare volti amici.”

Pioniere dell’arte concettuale in Italia, sempre fuori dalle convenzioni e in continua evoluzione, la sua produzione artistica è stata frutto di una costante sperimentazione linguistica, che pone al centro del suo interesse l’uomo nel suo relazionarsi col mondo circostante. Tradotta attraverso l’uso non solo di pittura e scultura, ma anche performance e installazioni. Un’altra sua grande passione fu il teatro.

Vogliamo ricordarlo riproponendo la bellissima intervista che ci concesse lo scorso anno, per leggerla è sufficiente cliccare qui. (red.)

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