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Mafia Capitale, dai tempo al Tempo e spunta pure via Flaminia 872

doppelganger2.jpgSulla storia di Mafia capitale, di cui è piena la cronaca delle testate nazionali e del web, VignaClaraBlog.it fino ad oggi si è limitato a raccontare le grandi linee lungo le quali si sviluppa giorno dopo giorno la vicenda. Finché un articolo de Il Tempo del 6 dicembre, uno dei tanti del quotidiano romano, ne rivela un’appendice nell’ex XX Municipio.

Tre amministratori pubblici, ex esponenti PdL, vengono chiamati in causa dal quotidiano di Piazza Colonna secondo il quale essi avrebbero avuto rapporti col gran capo di Mafia capitale: l’ex NAR Massimo Carminati. Non si dice su cosa si basa quanto affermato nell’articolo, di questi incontri non abbiamo infatti trovato traccia nelle 1228 pagine dell’ordinanza firmata dal giudice Flavia Costantini, ordinanza che ha scoperchiato il “mondo di mezzo” romano, quello degli intrecci fra mafia, politica e pubblica amministrazione locale.

Lo scrive Il Tempo

Stando dunque a Il Tempo, “Nei palazzi istituzionali Carminati poteva entrare e uscire quando voleva” e per dimostrarlo il 95enne quotidiano romano sostiene che “gli uomini del Ros hanno anche sorpreso Massimo Carminati mentre parlava con il presidente del XX Municipio, il pomeriggio del 23 gennaio del 2013. L’indagato – racconta l’articolo – giunge a bordo della sua auto al civico 872 di via Flaminia, nella sede del XX Municipio. È lì che lavora il vice presidente e assessore alla Cultura, Sport e Scuola, Perina Marco. Dopo aver parcheggiato, l’indagato entra all’interno del palazzo, dove resta diverse ore. Successivamente Carminati si sofferma a parlare con Simone Ariola, presidente del Consiglio XX del Municipio.”

Questa la sintesi dell’articolo de Il Tempo nel quale però, lo ricordiamo, non si cita la fonte delle notizie.

Veniamo a noi

Fin dalla sua fondazione VignaClaraBlog.it si è battuto perché l’etica e la correttezza siano i principi fondamentali del lavoro dei nostri amministratori pubblici, ma nel contempo non amiamo lo scandalismo, nel nostro lavoro non siamo mai andati a caccia di gossip, le notizie le abbiamo sempre sviscerate prima di pubblicarle ed è per questo che diciamo anche no alla caccia alle streghe. A noi piacciono i fatti, meglio se documentati.

Ecco perchè abbiamo raggiunto telefonicamente i diretti interessati riuscendo però a parlare solo con due dei tre.

Dicono gli interessati

“Mai conosciuto questo signore, su che base si possa dire che io mi sono incontrato con lui è assolutamente inspiegabile – afferma Gianni Giacomini, presidente del Municipio a gennaio 2013 – e non capisco che cosa potesse cercare da noi. Il Municipio è un ente di prossimità senza autonomia finanziaria, quale interesse può avere per chi va a caccia di appalti da decine, centinaia di milioni di euro?”

“Non posso escludere – continua Giacomini – che il signor Carminati il pomeriggio del 23 gennaio 2013 sia entrato in via Flaminia 872, il Municipio è un porto di mare sempre aperto a tutti i cittadini, ma escludo categoricamente quanto affermato da Il Tempo che risponderà delle sue parole: io non mi sono incontrato né ho parlato neanche per un secondo con quella persona. Ho settantadue anni, faccio politica da cinquanta, tutto si può dire di me tranne che io abbia mai avuto a che fare col malaffare”.

Simone Ariola, all’epoca presidente del consiglio del Municipio in quota al PdL e oggi assessore al bilancio nella giunta di centro sinistra del XV Municipio in quota alla lista Marchini, lo raggiungiamo mentre è in partenza con la famiglia per una vacanza all’estero “programmata da mesi” tiene a sottolineare.

E’ quasi sulla scaletta dell’aereo quando risponde alla telefonata e alla nostra domanda dichiara: “di Carminati posso dire che è semplicemente una conoscenza fra le tante e di non aver mai ricevuto da lui alcuna richiesta anche perché penso che il municipio a queste persone non abbia nulla da offrire”.
Ma è vero che vi siete soffermati a parlare? Gli chiediamo. E lui: “In municipio entrano ed escono tante persone. Decine, a volta centinaia al giorno. Non ricordo l’episodio riferito da Il Tempo, potrei magari semplicemente averlo salutato come saluto tutti incontrandoli, per educazione”.

La parola degli interessati a confronto con quella de Il Tempo. E’ così, senza voler insegnare nulla tanto meno al 95enne quotidiano romano, che secondo noi si fa cronaca consentendo al lettore di farsi la sua opinione.

Claudio Cafasso

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52 COMMENTI

  1. LucaV, mi sono ritagliato cinque mi uti stasera per rispondere proprio a lei e solo a lei.
    Per ora…
    Lei è la persona più imbevuta di ideologia che trovo qua dentro.
    Io non ho parlato di business della sinistra.
    Parlavo di business della politica.
    E in questo ho detto che averla istituzionalizzata da parte di chi aveva creato quel modello sociale e creandoci consenso, parlo di quel modello di recupero dei più deboli, è un fatto gravissimo. Che condanna un’ideologia e una cultura, non solo le persone.
    Ma non ha voluto leggere tra le righe il mio pensiero che è in linea col pensiero di Giorgio Almirante prima e Giorgia Meoni oggi. (Lui lo ha dimostrato, lei deve ancora dimostrarlo)
    I nostri sono colpevoli, ma non come i “poveri compagni che sbagliano”.
    I nostri sono colpevoli due volte. Infami e traditori.
    Per aver tradito lo Stato e per aver tradito i Valori.
    Pira, anche lei non mi conosce a fondo, altrimenti saprebbe che io da tempo ho preso le distanze da certe persone.
    Abbiamo accolto Gianni Alemanno in Fratelli d’Italia (lo stesso Alemanno che chiese la mia espulsione e quella di Ariola, Calendino, Targa, Massimini, dopo la sfiducia a Giacomini il 4 marzo 2013) e siamo convinti al 1000% che non non ha mai rubato un centesimo.
    Però … le responsabilitá politiche sono un’altra cosa…
    Apprezzo le sue ultime parole che condivido e non avevo ragione di dubitarne a dire il vero. Io comunque non le avevo mai contestato nel merito i suoi soliloqui sui rom, sinti, camminanti, etc. , ma l’efficacia sostanziale.
    Parliamo di Destra Sociale ora.
    Aver tollerato un sistema costruito da altri fino al punto di sostuirsi orwellianamente a loro, aver governato coi mercanti nel tempio (e sopratutto nelle bancarelle fuori del tempio), aver privilegiato il metodo più “piccolo e fiorito”, trascurando le “grandi radici che non gelano”, aver abbassato la testa ai padroni del cemento e della carta …
    Questo da noi non si dimentica.
    Mai.
    G.Mori

  2. Sig. Mori ha perfettamente ragione quando parla di colpevoli “infami e traditori”; non ha ragione quando cerca giustificazioni per Alemanno anch’egli colpevole 2 volte: non aver fatto nulla come Sindaco (alla stregua degli altri) e non aver contrastato la corruzione. Ma c’è anche un’altra colpa: aver millantato “valori” che non possedeva: a tutti può essere perdonato un peccato ma non a chi si fa portatore di una “idea”.
    Spero che l’ex Sindaco finisca come Fini nel dimenticatoio.

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