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Labaro, palazzetto dello sport a Colli d’Oro: che fare?

casalazio240.jpgLa vicenda della famosa Casa Lazio Bob Lovati, il palazzetto dello sport malamente inserito nel parco Colli d’Oro di Labaro e oggi solo un ecomostro lasciato a metà in un’area verde giunta al massimo del degrado, torna ciclicamente agli onori della cronaca mentre, per chi vi abita nei pressi, il problema è di tutti i giorni.

Un parco e un ecomostro che gridano vendetta, è questa la sensazione che se ne trae visitando il luogo come abbiamo fatto noi recentemente (leggi qui). E ora la domanda è: che fare di quel cantiere lasciato a metà, di quell’opera incompiuta ?

Alla domanda tenta di dare un risposta Vincenzo Pira, coordinatore PD del XV Municipio, dal quale riceviamo e pubblichiamo queste sue riflessioni.

“Ho sempre tentato di ragionare vedendo i punti di forza e di debolezza di ogni proposta e valutare con ponderazione le conseguenti decisioni. Mi preoccupa il fondamentalismo di certe posizioni che in modo manicheo chiedono sempre di schierarsi come si trattasse di tifoserie da contrapporre. A suo tempo ho preso posizione ho cercato di informarmi e di ricostruire i fatti che hanno portato alla decisione di costruire il palazzetto dello sport a Labaro.

1. Le amministrazioni comunali e municipali non avevano coinvolto adeguatamente i cittadini del quartiere e le associazioni interessate e non sono state neanche date informazioni adeguate per arrivare alla condivisione del progetto.

2. La proposta di questo progetto fatto dalla giunta Veltroni si inseriva in un quadro di opere decise (il mercato coperto tra Via Gemona del Friuli e Via G. Frascheri, il centro civico e casa delle associazioni in Via Monti della Valchetta all’altezza della fontana e gli interventi di recupero urbano previsti nel cosiddetto articolo 11 – quali il completamento del parco Marta Russo e la realizzazione di un cinema e della nuova piazza Arcisate) che avrebbero dovuto far uscire il nostro quartiere da una condizione decennale di marginalità trasformandolo in un pezzo di città dotato di servizi pubblici e privati indispensabili.

3. Il PD del territorio era inizialmente contrario alla scelta del sito ma non riuscì a modificare il bando in quanto l’area scelta era l’unica nella zona dove si poteva costruire. La mediazione portò alla selezione dell’unico progetto che proponeva l’utilizzo di una parte marginale e comunque di bordo dell’area. Il progetto presentato dalla Lazio Volley impegna una superficie tra i 5000 e i 6000 metri rispetto alle dimensioni del parco (65.000 m) e colloca i volumi e gli standard urbanistici (i parcheggi) nella zona più sconnessa e meno pregiata del parco. La metà della superficie necessaria è recuperata in prossimità della condotta fognaria che giunge in Via Dalmine, in buona parte infestata da vegetazione spontanea.”

Alla approvazione del progetto avevamo proposto alcune modifiche e chiesto importanti garanzie :

• Ridurre il perimetro della trasformazione (che non coincide con quello dell’area di cantiere) in direzione Via Dalmine al fine di contenere il consumo di suolo; realizzare la foresteria nell’attuale sede del servizio giardini che deve essere ricollocata in prossimità dei parcheggi. Tale modifica al progetto ridurrà notevolmente le volumetrie previste nell’area verde e doterà Roma Capitale di una nuova sede finalmente a norma.

• Ridurre le altezze dell’impianto sportivo di almeno 3 m, comunque nel limite delle norme internazionali, per un inserimento armonico dei volumi nel contesto esistente.

• Attraverso l’accordo di gestione, rafforzare l’impianto degli interessi pubblici rispettando il canone sociale concordato con l’amministrazione per tutti i cittadini, la possibilità di utilizzo delle strutture per associazioni, scuole, comitati e cooperative sociali impegnate nel sostegno ai diversamente abili. Garantire infine, attraverso la realizzazione di eventi teatrali, culturali e musicali la crescita culturale del quartiere.”

A tali condizioni tale opera poteva essere utile al quartiere e offrire un punto pubblico di aggregazione e di miglioramento dei parchi sia di Colli d’Oro sia Marta Russo.

Purtroppo la società che ha vinto il bando (Pallavolo Lazio) non ha rispettato i tempi di realizzazione, vi è poca chiarezza sulla gestione dei lavori, non ha fatto nessuna manutenzione e pulizia del parco circostante e non si ha nessuna certezza sui punti sopra menzionati.

Pertanto l’amministrazione pubblica (Roma Capitale e Municipio XV) deve intervenire e deve impugnare l’assegnazione assumendo direttamente o affidando a entità seria e responsabile la conclusione dei lavori e mettendo a disposizione dei cittadini un’opera che deve essere di pubblica utilità e non di speculazione privata.”

NdR: tutta la storia della Casa Lazio Bob Lovati nei nostri articoli, clicca qui.

 

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5 COMMENTI

  1. Al di là dei bei discorsi,
    rimane l’immagine – l’ennesima – di una indecente lottizzazione. Abito in zona ed ogni mattina quando esco devo ingoiare lo “spettacolo” di questo cantiere che assomiglia sempre più ad uno scheletro inanimato di ferro e cemento.
    oltre al danno subito in termini di superficie verde, temo che se ne aggiungeranno altri , legati ai rischi di una situazione del genere.

    e c’era gente – politici e amministratori e imprenditori – che avevano il coraggio di chiamarla riqualificazione.
    riqualificazione sì…forse delle loro personali entrate…

  2. @ Fabio per fare accuse precise occorre avere prove e chi ne ha deve farle valere con apposite denunce senza sparare nel mucchio. Quel che è chiaro è che i tempi e le modalità dell’affidamento previste nel bando non sono state rispettate. E’ compito di Roma Capitale intervenire e chiarire , anche con l’opinione pubblica, la situazione e le prospettive. Io credo sia doveroso valutare quanto proposto da tanti : togliere a Lazio Volley l’affidamento del progetto perché inadempiente e trovare soluzioni che permettano dia vere un servizio pubblico e non un eco mostro che deturpa.

  3. non mi stavo riferendo a Lei (se ho dato questa impressione me ne scuso)
    certo converrà con me che questo progetto, se già aveva sollevato fortissimi dubbi di opportunità, a tutt’oggi sta solo provocando danni (al verde prima di tutto) e grossi rischi di sicurezza.
    non so se Lei ci fosse, ma io ricordo il cosiddetto imprenditore che sdegnato non voleva farsi intervistare e che lanciava neanche troppo velate minacce nei confronti dei cittadini che si sono trovati a subire questo scempio

    mi domando se invece non sia il caso di far partire denunce, di sollevare inchieste e magari di costituirsi parte civile.

    se non si inizia ad agire con risolutezza contro queste periodiche (e croniche) speculazioni che vedono comunque coinvolte anche parti dell’amministrazione pubblica ( perchè questo possiamo affermarlo o no? o sono qualunquista anche su questo??) di casi come la Lazio Volley continueremo ad averne

    oltre a non aver adempiuto a quanto richiesto nel bando
    io mi chiedo: ma questo bando era proprio necessario?

    mi sembra che nello stesso quartiere di labaro-colli d’oro ci siano ben altre priorità in termini di riqualificazione piuttosto che un palazzetto di cui nessuno sentiva l’esigenza..tranne i diretti interessati

  4. Nell’ambito della pallavolo tutti conoscevano D’Arpino.
    Veltroni doveva solo entrare in una palestra qualsiasi e chiedere a una persona a caso.

  5. Ricordo solo che D’Arpino, che ha avuto in concessione da Veltroni il parco Colli D’oro era candidato nelle liste con Veltroni nelle elezioni comunali.
    Alemanno e Cochi anno continuato la commedia e Marino la continua oggi ignorando le interrogazioni di alcuni consiglieri comunali alle quali non si è mai degnato di rispondere, non ha mai risposto nemmeno alle raccomandate del Comitato che ha chiesto un incontro con l’assessore competente. MAI NESSUNA RISPOSTA!
    Morale della favola tutte chiacchiere, i fatti sono che un parco pubblico per giochi di cemento è stato deturpato e privato ai suoi naturali proprietari I CITTADINI.
    Uno scandalo vergognoso, mi meraviglio che non ci sia stato nessun indagine della magistratura per accertare se in tutta questa faccenda vi sia stato qualcuno che avuto dei ritorni personali.
    Ecco in che condizioni si trova il parco da oltre 2 anni
    http://www.parcocollidoro.it/wp-content/uploads/2014/06/7-6-2014-p2-1024×587.jpg

    Tutta la documentazione liberamente scaricabile è sul sito
    http://www.parcocollidoro.it/

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