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Ponte Milvio sarà isola pedonale?

Galvanica Bruni

dream240.jpgPer alcuni potrebbe essere un sogno, per altri una iattura. Però provate a chiudere gli occhi e immaginate tutta la piazza di Ponte Milvio senza auto furgoni bus e scooter restituita alla sua vocazione naturale di “salotto buono” di casa. Sempre a occhi chiusi ora rispondete: sarebbe proprio una iattura o un bel sogno da inseguire?

Una delle novità apprezzabili contenute nell’ormai famoso PGTU, il nuovo Piano Generale del Traffico Urbano rilasciato dalla Giunta Marino e che presto passerà, dopo quello dei municipi, al vaglio del Consiglio Comunale, è la realizzazione delle cosiddette “isole ambientali” che possono comprendere al loro interno (o in toto) aree pedonali. Di isole, ne sono previste almeno una a municipio, dunque anche nel quindicesimo.

Dove nel XV

“Piazzale Ponte Milvio può diventare benissimo un’isola pedonale”. E’ quel che ha pensato l’architetto Rodolfo Bosi, responsabile del Circolo Territoriale di Roma dell’associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS) che, messosi allo studio, ha realizzato un progetto minuzioso e particolareggiato e l’ha presentato nei giorni scorsi in XV Municipio.

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Ponte Milvio isola pedonale?

Il solo pensarlo scatenerà una ridda di opinioni, abbiamo sottolineato a Bosi chiedendogli quale accoglienza abbia ricevuto il suo progetto.

E così apprendiamo che è stato preso molto sul serio. C’è stato già un primo incontro interlocutorio con i presidenti della commissione mobilità e di quella commercio alla presenza di consiglieri anche d’opposizione. Pare proprio che sia piaciuto.

“Ho invitato tutti a discuterne in modo dettagliato e per fasi – ci dichiara Rodolfo Bosi – sentendo separatamente tutti i diretti interessati (cittadini, comitati, associazioni e commercianti), partendo da ciò che si può fare immediatamente a livello sperimentale senza alcuna spesa. Successivamente si passerà allo studio di fattibilità in termini soprattutto di costi delle opere che si rendono materialmente necessarie per evitare il passaggio dei mezzi pubblici e privati sul piazzale di Ponte Milvio.”

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Un progetto che può affascinare o no ma che comunque dimostra che se ci si mette veramente a studiare il territorio può essere migliorato. E tutta una questione di volontà.

Un progetto questo che, se da un lato presenta delle idee innovative, dall’altro non è scevro da criticità che possono suscitare qualche perplessità, come il doppio senso di marcia in via Prati della Farnesina o in via Riano.
Lo stesso autore, Rodolfo Bosi, lo riconosce ma è anche vero che “nessuno è perfetto”, come diceva Jack Lemmon, e che tutto è perfettibile se lo si fa con un approccio costruttivo e senza pregiudizi.

E allora vediamolo in dettaglio.

Nel ringraziare l’architetto Bosi per aver privilegiato la nostra testata nel presentare il suo studio all’opinione pubblica, ne riportiamo la versione integrale.

Il progetto: pedonalizzare piazzale Ponte Milvio

Il nuovo PGTU prevede la realizzazione di apposite “isole ambientali” (pagg. 85-92): “Quando siano vigenti tutte le discipline stradali anzidette (Zone 30, precedenza ai pedoni, schemi a maglie e eventuale tariffazione della sosta) le isole ambientali assumono la denominazione di Zone a Traffico Pedonale Privilegiato (ZTPP). Inoltre, possono essere organizzate (singolarmente o assemblate) come Zone a Traffico Limitato, o comprendere al loro interno (o in toto) aree pedonali o semipedonali.”

Il piazzale di Ponte Milvio può diventare un’isola pedonale all’interno di una rispettiva isola ambientale.
Per farla diventare tale occorre chiuderla al traffico sia pubblico che privato.

Per evitare l’attraversamento del piazzale lungo l’asse Lungotevere Maresciallo Diaz e Viale di Tor di Quinto è sufficiente convogliare i flussi di traffico in entrambi i sensi di marcia sul Ponte Duca D’Aosta, su Lungotevere Ammiraglio Thaon De Revel, su Lungotevere dell’Acqua Acetosa e di lì sul Ponte Flaminio.

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Il tratto terminale del Lungotevere Maresciallo Diaz può essere fatto diventare a senso unico ad allontanarsi dal piazzale di Ponte Milvio, facendo ritornare su di esso i flussi di traffico attraverso via dei Robilant, a sua volta a senso unico in direzione d via Maresciallo Caviglia.

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Per evitare l’attraversamento del piazzale da parte di chi viene dalla Cassia e sta percorrendo Via degli Orti della Farnesina è sufficiente da un lato prevedere il ritorno su via Cassia attraverso Via G. Imperiali di Francavilla.

Chi proviene da Via della Farnesina deve girare su via Orti della Farnesina e viceversa.

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Via Prati della Farnesina, che attualmente si percorre a senso unico ad entrarvi dal piazzale di Ponte Milvio, può esser fatta diventare a doppio senso ma solo ad entrare ed uscire da via della Farnesina.

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Sempre per chi viene da nord e sta percorrendo Via degli Orti della Farnesina è sufficiente creare una rampa di accesso a Via del Foro Italico da via Ranuccio Farnese, come peraltro già proposto nel documento di indirizzi redatto il 7 aprile del 2010 dal Circolo di Ponte Milvio del Partito Democratico.

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Per chi non dovesse proseguire su Via del Foro Italico e volesse recarsi sui Lungotevere è sufficiente ripiegare su Viale della Macchia della Farnesina all’uscita dalla galleria oppure su Viale Giuseppe Volpi, realizzando una strada parzialmente in trincea ad una corsia per senso di marcia che unisca Via della Farnesina con via Colli della Farnesina, come già proposto sempre nel documento di cui sopra.

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Per evitare invece di confluire sul piazzale di Ponte Milvio dalla via Flaminia Vecchia, così come dal tratto finale di Viale di Tor di Quinto, basterebbe adeguare la sezione stradale di via Riano portandola ad 8 metri e consentendo il traffico su entrambe le direzioni sia su via Riano che su Via Flaminia Vecchia, facendo defluire il flusso in direzione del piazzale di Ponte Milvio su via Bolsena e di lì su via Cassia.

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Viale di Tor di Quinto potrebbe essere fatto diventare a senso unico nel tratto finale fino al piazzale di Ponte Milvio, ma senza immettersi su si esso, facendo entrare la auto dentro l’attuale parcheggio, per uscirne sul tratto opposto di Viale di Tor di Quinto adiacente agli edifici, trasformato in senso unico a tornare verso via Riano e/o Viale di Tor di Quinto in direzione via del Foro Italico/via Flaminia.

Questo tratto finale può essere attrezzato sul lato verso il Tevere con ulteriori parcheggi a pagamento.

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“Quando il piazzale di Ponte Milvio sarà diventato un’isola pedonale – così si conclude il progetto – si dovrà provvedere a regolarizzare contestualmente la sua massima occupazione di suolo pubblico per salvaguardarne da attività improprie il suo valore storico rappresentato dal ponte con la Torretta del Valadier oltre che dalla piazza disegnata sempre dal Valadier e dalla casina omonima.”

Claudio Cafasso

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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70 COMMENTI

  1. mi riesce difficile pensare al giro assurdo che devo fare provenendo da tor di quinto ad arrivare a via duchi di castro dove abita la mia anziana suocera…sempre più complicato, in quella piazza ci ho vissuto una vita e
    se adesso che la piazza mi è più che antipatica dopo sarà un posto da evitare a tutti i costi!!!! Grazie!!!

  2. In effetti ci sono degli aspetti positivi nel progetto… ma richiederebbero qualche ulteriore passo: bisognerebbe convincere quelle migliaia di persona che abitano tra via della Farnesina, via Orti della Farnesina, via Cassia e poi via Bodio… a traslocare, questo sarebbe di grande aiuto. Certo il trasporto privato dovrà subire qualche piccola riduzione… nulla oltre i pattini a rotelle… complimenti una bella pensata davvero!

  3. Come no… Ponte milvio non è tipo lo snodo centrale della viabilità interna di via cassia, via cortina, vigna stelluti, via della farnesina. Oltre a eliminare un po’ di traffico da corso Francia che ne è fin troppo pieno.

    Buona l’idea, ma si tende a dimenticare che ponte milvio ha questa doppia funzione e se possibile, quella principale è quella di snodo. La movida è arrivata dopo, mi darebbe fastidio essere penalizzato in questo modo

  4. Ma a qualcuno interessa risolvere il pericolo di allagamento che si corre ad ogni temporale? E poi…. Leggo meglio..VIA PRATI A DOPPIO SENSO….??? Surreale…

  5. carina idea ma dovrebbero assolutamente fare dei sottopassaggi e dei parcheggi sotterranei altrimenti altro traffico per corso francia e zone adiacenti. Io farei corso francia pedonale e con una corsia a senso per residenti ed il resto con sottopassaggio come era previsto nel progetto che VCB ha pure citato e che vinse il primo premio per idee per Roma. Corso Francia non ha un albero.. i due ponti pedonali che dovevano fare poi? quello a via Nitti mai fatto e ne parlano da 30 anni e quello da VCB postano su via ronciglione svanito nel nulla… degli alberi nessuna traccia smog alle stelle e come si fa?

  6. Ptrebbero interrare i percorsi da e per cual di Tor di Quinto, da e per la Cassia e per vis Orti della Farnesina, da e per piazzale e lungotevere Maresciallo Diaz. Il resto solo sogni e la creazione di altra confusione. Che ne pendate se per il momento, in attesa del lieto evento non bonificate l’area è fate un bel restayling dell’arredo compresa la vegetazione. Ordine e pulizia, a letto puliti, si sognà meglio !!!

  7. Idea folle che metterebbe in crisi la viabilità del settore. Facessero lavorare i vigili per combattere il parcheggio selvaggio e i parcheggiatori e venditori abusivi. liberassero i marciapiedi invasi dalle macchine, magari anche allargandoli e proteggendoli con dei parapedonali, e soprattutto tenessero pulita la pista ciclabile, che potrebbe essere una splendida passeggiata se solo fosse tenuta decentemente.

  8. Possibile SOLO se si crea una alternativa interrata, altrimenti è l’ennesima idea volta solo a creare problemi e traffico nelle zone limitrofe … ma pare che l’intenzione del sindaco e della sua giunta sia quello di massacrare gli automobilisti con balzelli e aree pedonali…. si vede che questa è gente che non vive la città da comune mortale….

  9. Ma tutte le persone che parlano di “interrare” hanno una minima idea di cosa questo comporti? In termini di spazi necessari per le rampe di entrata ed uscita, di scavi, di statica dei fabbricati soprastanti… si paventa l’alluvionalità dell’area e poi andiamo a scavare?

  10. Razionalizziamo: siccome io sono incapace di gestire in modo legale sia il traffico, sia le esigenze del territorio, sia la pulizia, sia il rispetto dei regolamenti urbani allora cosa faccio ? Creo un area pedonale !!! (ed anche molto peggio, purtroppo).

    Ma come mai siamo solo noi i genii nel mondo che fanno questa cosa?
    A NY non lo fanno, a Londra nemmeno.
    Come dite ? Loro fanno rispettare la legge?! Telecamere, sistemi di traffico computerizzato, agenti ed ispettori che martellano, parcheggi come palazzi per tutti?
    Come ? Troppo difficile farlo da noi ? Troppi interessi ?!
    E perchè il mega piano qui esposto invece è più semplice ?!

    Se è questa la politica che si vuole, mi rimetto al volere della maggioranza che l’ha votata, ma credo che onestà e buon senso civico siano sufficienti per risolvere questo e molti altri problemi.
    Esprimo solo opinioni personali.

  11. @Cesare, io non ho scritto che l’idea di pedonalizzare Ponte Milvio sia del sindaco, ma solo che “è l’ennesima idea volta solo a creare problemi e traffico nelle zone limitrofe”.

    In ogni modo il nuovo PGTU prevede “la realizzazione delle cosiddette “isole ambientali” che possono comprendere al loro interno (o in toto) aree pedonali”
    Quindi il sindaco spinge per queste aree pedonali, in ogni municipio, senza ovviamente prendere alcun provvedimento circa l’alternativa alla macchina…..

    Quindi io leggo quel che è riportato e critico l’idea di pedonalizzare Ponte Milvio, critico Marino che invita a pedonalizzare aree di Roma, portando avanti dei progetti che andrebbero bene in città come Berlino o Londra, ma non a Roma dove i trasporti sono da terzo mondo.

    Le dico anche che, vista l’alternativa Alemanno, ho votato Marino, che, quando si è presentato alle elezioni si è ben guardato dal pubblicizzare queste meravigliose idee che tanti problemi stanno causando ai romani.

    Ovviamente, se il PD non scaricherà questo sindaco, perderà il mio voto e quello di tante altre persone!

  12. Ringrazio anzitutto la Direzione di questo blog per la pubblicazione, perché dà la doppia opportunità di far conoscere la mia proposta ad un pubblico ben maggiore, quale è quello che legge Vignaclarablog di cui viene ad effettuare una specie di sondaggio, e di aprire al tempo stesso un confronto diretto sulle opinioni che vengono man mano espresse nei commenti rilasciati e che sono state fin qui tutte a vario titolo negative.
    Mi sento in obbligo pertanto di replicare, affrontando per singoli temi le mie risposte.
    1 – PRESUNTO DANNO AI PEDONI RESIDENTI – In occasione dell’incontro interlocutorio che il Presidente della Commissione Mobilità Marcello Ribera ha voluto il 3 ottobre scorso, la Presidente del Consiglio del XV Municipio Luigia Chirizzi è partita dal principio che i cittadini residenti che gravitano sul piazzale non debbano subire il minimo disagio. Le ho fatto presente che il raggiungimento delle fermate degli autobus che gravitano sul piazzale di Ponte Milvio verrebbe spostato di pochi metri, su via della Farnesina all’altezza della Chiesa Gran Madre di Dio, su via Cassia Vecchia o su via Flaminia Vecchia all’altezza di via Bolsena, su Largo Maresciallo Diaz, su viale di Tor di Quinto all’altezza del ponte Flaminio e su piazza Cardinale Consalvi al di là del ponte.
    Non vedo dunque quale sia il danno che si verrebbe ad arrecare alle “persone che abitano tra via della Farnesina, via Orti della Farnesina, via Cassia e poi via Bodio” (@SorChisciotte), se parliamo di pedoni residenti, considerando per di più che non verrebbero toccate dalla proposta anche in termini di carrabilità né via Cassia Vecchia (ad eccezione del 1° tratto intorno alla Chiesa) e quindi a maggior ragione via Bodio che ne è una diramazione ben più a nord.
    2 – PRESUNTO DANNO AI COMMERCIANTI – Ho voluto subito portare a conoscenza della mia proposta anche Giovanna Marchese Bellaroto quale Presidente della associazione dei commercianti di Roma Nord, che mi ha telefonato per esprimermi le sue perplessità, ma anche per dichiararsi aperta al confronto con i commercianti che gravitano con le loro attività sul piazzale di Ponte Milvio.
    Stando a quanto riferito il 3 ottobre scorso dal Presidente della Commissione Mobilità i commercianti ne trarrebbero un vantaggio: ne sono convinto anch’io, soprattutto perché con i mezzi privati ipotizzo pur sempre di poter arrivare quasi a ridosso del piazzale e di poter parcheggiare anche in modo più comodo, considerato il discreto aumento di posti macchina che prevede la mia proposta (in particolare su Viale di Tor di Quinto a ridosso del Tevere ed alla fine di via della Farnesina a fianco della chiesa).
    3 – PRESUNTO DANNO AI MEZZI DI TRASPORTO PUBBLICI – Sempre in occasione dell’incontro interlocutorio che c’è stato il 3 ottobre scorso il cons. Gianni Giacomini, senza conoscere nei particolari la mia proposta in quanto non avuta ancora a quel momento in copia, ha espresso a priori parere nettamente negativo definendo “giretti dell’oca” la nuova viabilità alternativa proposta, che secondo lui andrebbe addirittura ad incidere anche sui Municipi vicini. Gli ho fatto presente che la proposta non va intesa come calata dall’alto in modo prepotente tutta assieme così come formulata, ma studiata e verificata per fasi, a maggior ragione perché ci sono opere da fare per realizzare nuovi tratti di strada come la rampa di accesso a Via del Foro Italico da via Ranuccio Farnese.
    La proposta non incide né sulla linea 188 (unificata in un tratto di percorso con la 48) né sulla futura nuova linea 628 (che coprirà il percorso del 271), mentre va ad interessare il percorso delle due future nuove linee 32 e 226 per il solo tratto di Lungotevere Tor di Quinto, nonché del 301 per l’attraversamento del piazzale di Ponte Milvio.
    Per la linea del 301, una volta realizzata la rampa di accesso a Via del Foro Italico da via Ranuccio Farnese e la strada parzialmente in trincea ad una corsia per senso di marcia che unisca Via della Farnesina con Viale di S. Giuliano Antonino, il percorso successivo arriverebbe a Lungotevere Marescialo Diaz, proseguendo verso il piazzale di Ponte Milvio fino alla fermata sopra detta di Piazza Maresciallo Diaz, per poi tornare indietro su via Robilant e riprendere il suo percorso attuale.
    Si tratta di una nuova viabilità da concordare (specie con l’ATAC) in termini soprattutto di costi, considerato che – stando a quanto detto dal cons. Ribera – sarebbe stata messa a disposizione del XV Municipio la ridicola cifra di 25.000 €.
    Per le linee 32 e 226 è sufficiente convogliare i flussi di traffico in entrambi i sensi di marcia sul Ponte Duca D’Aosta, su Lungotevere Ammiraglio Thaon De Revel, su Lungotevere dell’Acqua Acetosa e di lì sul Ponte Flaminio, prevedendo per la direzione verso il centro della città di lasciare viale di Tor di Quinto subito dopo Ponte Flaminio alla fermata sopra detta, imboccando lo svincolo che sale su Corso di Francia e ridiscendo sul lungotevere opposto dell’Acqua Acetosa per andare al capolinea di Piazza Mancini o attraversare il Ponte Duca d’Aosta ed imboccare il Lungotevere Cadorna e continuare fino al capolinea di Piazza Risorgimento.
    Il percorso inverso (ad uscire dal centro della città) per il 32 prevede di passare dal Ponte Duca D’Aosta al Lungotevere Thaon De Revel e proseguire oltre la fermata sopra detta di Piazza Cardinale Consalvi fino a sottopassare il Ponte Flaminio e salire dallo svincolo su Corso di Francia lasciandola subito dopo il ponte per immettersi tramite lo svincolo su Viale di Tor di Quinto e riprendere il percorso attuale fino a Saxa Rubra.
    Per la linea 224 il percorso inverso prevede invece di raggiungere Corso di Francia dal capolinea di Piazza Mancini percorrendo Lungotevere Thaon De Revel e proseguire oltre la fermata sopra detta di Piazza Cardinale Consalvi fino a sottopassare il Ponte Flaminio e salire dallo svincolo su Corso di Francia.
    La viabilità alternativa prevista per le linee 32 e 226 non ha alcun costo e si potrebbe realizzare fin da subito a livello sperimentale, per evitare il flusso di traffico che converge attualmente sul Piazzale di Ponte Milvio da lungotevere Maresciallo Diaz e da Viale di Tor di Quinto: la sua paventata incidenza sui Municipi vicini riguarderebbe soltanto il II Municipio che ne verrebbe solo sfiorato.
    4 – PRESUNTO INDOTTO NEGATIVO SU CORSO DI FRANCIA – Se come ho precedentemente messo in evidenza la mia proposta mantiene lo stesso traffico di oggi, spostandolo solo al di là del Tevere ai margini del II Municipio e sulle strade limitrofe al piazzale di Ponte Milvio, senza scaricare nessun flusso di traffico aggiunti su Corso di Francia, non capisco i timori paventati di che paventa la crisi della viabilità del settore (@Mauro, @Francesco).
    5 – PRESUNTO DANNO AI MEZZI DI TRASPORTO PRIVATI – A questo riguardo debbo anzitutto premettere che non si può pretendere che con la propria macchina si arrivi se possibile fin dentro casa, perché si tratta pur sempre di un interesse privato che deve essere sempre subordinato all’interesse pubblico (@Gloria), a maggior ragione se in termini individuali la intera collettività ne viene a trarre un beneficio, specie laddove non si venisse più a perdere del tempo in interminabili ingorghi di traffico che verrebbero evitati (@Francesco, @Mauro, ), pur facendo un percorso leggermente più lungo di quello che si fa abitualmente oggi.
    A chi propone sottopassaggi e vie comunque interrate (@Kris, @fabio massimo zito, @Luca V) rispondo allo stesso modo ci come ho risposto al cons. Gianni Giacomini che il 3 ottobre scorso ha proposto un sottopassaggio davanti al ponte Milvio che si tratta di “progetti” non ponderati sulle loro conseguenze (come ha fatto ben notare @SorChisciotte) che sono ad ogni modo dei puri “sogni” irrealizzabili, come quelli previsti su Corso di Francia (@Kris), viste le scarse risorse pubbliche a disposizione del Comune, o realizzabili comunque forse tra 20 anni.
    Non c’è quindi da far “traslocare” nessuno (@SorChisciotte), ma da far diventare il Piazzale di Ponte Milvio in termini positivi quello che il Presidente della Commissione Mobilità Ribera ha definito un “emblema” per Roma Nord, che ancora però tale di certo non è o meglio lo è ma in termini negativi del tutto opposti.

  13. @Rodolfo Bosi, apprezzo il suo progetto ed il lavoro svolto.

    Non vorrei sembrare un po’ semplice nell’analisi, ma se viene chiuso un tratto di strada al traffico privato, automaticamente questo si riverserà su un tratto limitrofo, ergo più traffico, qualunque sia la nuova viabilità.

    La dimostrazione è la chiusura al traffico di via dei fori imperiali, ma almeno lì c’è il Colosseo, che “giustifica” un po’ il tutto.

    So bene che un sottopasso è fantascienza, ma solo perchè siamo a Roma ed in Italia, in altri paesi si farebbe senza problemi.

  14. Mi unisco al coro: follia pura. In via prati della farnesina è un miracolo se riesce a passare una macchina a senso unico senza intoppi, farla a doppio senso significherebbe mettere il divieto di sosta e fermata (mai rispettato in zona anche per la cronica assenza di vigili) e questo già sarebbe un disagio per i residenti privati della possibilità di parcheggiare sotto casa (facile parlare di interesse pubblico quando vieto a QUALCUN ALTRO la possibilità di arrivare sotto casa con la propria auto, vero Sig. Bosi?). Quanto all’interesse privato che deve essere subordinato a quello pubblico rispondo che Noi abitanti abbiamo già pagato con la trasformazione della piazza volta a farla diventare un suk ed un concentrato di locali (1 anno di lavori per fare 2 marciapiedi). Toglieteci le vostre idee di dosso.

  15. @LucaV – Il sottopasso davanti a Ponte Milvio è fantascienza non solo per i suoi non definibili tempi di realizzazione (che lasciano intendere un modo garbato per rinviare il problema e dire quindi oggi di “no”), ma anche e soprattutto perché non darebbe la possibilità di pedonalizzare tutto il piazzale.
    Nei commenti precedenti c’è chi (@Francesco) ha definito Piazzale di Ponte Milvio “lo snodo centrale della viabilità interna di via cassia, via cortina, vigna stelluti, via della farnesina”.
    Debbo far presente al riguardo che piazzale Ponte Milvio non è uno “snodo”, ma è caso mai un pesante “nodo” di traffico, perché su di esso convergono flussi notevoli anche da sud, da est e da ovest, che provocano l’attuale congestionamento, di fronte al quale una eventuale proposta di chiudere il piazzale al traffico sia pubblico che privato rappresenta a mio giudizio un decongestionamento, proprio perché fa disperdere i flussi, convogliandoli in diverse singole direzioni.
    Della oggettiva critica di un probabile aumento di traffico che si riverserebbe sulla nuova viabilità va comunque verificata la portata proprio attraverso una fase sperimentale, che consentirebbe di accertare se c’è un accettabile assorbimento di questi nuovi flussi di traffico in aumento o se invece andranno a provocare ingorghi: personalmente non li intravedo.
    Non mi trova del tutto d’accordo infime il suo paragone con la chiusura di via dei Fori Imperiali che “giustifica” un po’ il tutto per la presenza del Colosseo, perché attesta una sua ignoranza o comunque indifferenza del valore storico, urbanistico ed architettonico del piazzale di Ponte Milvio, che costituisce un più che valido motivo alla base della mia proposta.

  16. Cito Bosi:
    PRESUNTO DANNO AI MEZZI DI TRASPORTO PRIVATI – A questo riguardo debbo anzitutto premettere che non si può pretendere che con la propria macchina si arrivi se possibile fin dentro casa, perché si tratta pur sempre di un interesse privato che deve essere sempre subordinato all’interesse pubblico ………..

    Già, caro Bosi, non posso mica pretendere di arrivare nel mio garage o a casa mia in auto o in moto! Infatti pensavo di lasciare i miei mezzi in un altro quartiere e poi procedere a piedi per un paio di chilometri, magari procurandomi un carrellino su cui collocare spesa, bambini e via dicendo. Che bello, sarà quasi come abitare in un centro storico e non in una periferia che non è certo progettata per il pedone, in quanto negozi e servizi sono difficilmente fruibili a piedi.

  17. Basta! Basta ! Basta studiare ancora modi per mettere in Croce i disgraziati residenti della zona! Ma perché non studiate come farci una metro invece di pensare a come aumentare ancora il traffico in strade già congestionate per fare un’isola pedonale che nessuno desidera?

  18. @Alessandro – Come rilevato dallo stesso Claudio Cafasso, la mia proposta presenta un punto di criticità proprio nel doppio senso di marcia in via Prati della Farnesina che io stesso avevo ammesso in partenza, in attesa di trovarne una possibile migliore soluzione che il sig. Alessandro non indica, preferendo addirittura bocciare da un lato l’intera proposta (per giunta con toni irrispettosi nei miei confronti) solo per il semplice fatto che non è realizzabile un doppio senso in via Prati della Farnesina, fregandosene di tutto il resto, e continuare dall’altro lato a tenersi questa strada nel modo che lui stesso ha descritto, con una macchina a senso unico che non è senza intoppi anche per causa del divieto di sosta e di fermata mai rispettato in zona (anche per la cronica assenza di vigili).
    Faccio ad ogni modo presente che “la trasformazione della piazza volta a farla diventare un suk ed un concentrato di locali (1 anno di lavori per fare 2 marciapiedi)” non fa di certo parte degli interessi pubblici almeno per me che punto “a regolarizzare contestualmente la sua massima occupazione di suolo pubblico per salvaguardarne da attività improprie il suo valore storico rappresentato dal ponte con la Torretta del Valadier oltre che dalla piazza disegnata sempre dal Valadier e dalla casina omonima”, passo che il sig. Alessandro ha volutamente ignorato preso com’era dall’affermare con un plurale maiestatis “Toglieteci le vostre idee di dosso”!
    Ben cosciente in anticipo di una critica che mi sarebbe arrivata a tal riguardo, ma che non m’aspettavo francamente di questo livello, ho voluto fare un sopralluogo proprio oggi pomeriggio sul posto, trovando due possibili soluzioni alla più che giusta critica del sig. Alessandro: la 1° sicuramente più concretamente realizzabile è di togliere lo sbarramento che c’è tra la fine del tratto di via della Farnesina che si imbocca da Largo Maresciallo Diaz ed il contiguo parcheggio privato a cui si accede proprio da via Prati della Farnesina ma attraverso un tratto di strada che per la sua ristrettezza non potrà che essere a senso unico.
    La soluzione in tal caso sarebbe quella di imboccare da via della Farnesina via Prati della Farnesina a senso unico ed uscire da essa su via della Farnesina immettendosi su via Robilant: resterebbe il problema del rimanente tratto fino al piazzale di Ponte Milvio, che si dovrebbe chiudere al traffico o lasciare a doppio senso (proprio per lasciare anche a persone come il sig. Alessandro la possibilità di parcheggiare sotto casa), per il quale si potrebbe però trovare come 2° soluzione quella di aprirne un accesso a fianco degli attuali box con ingresso da Largo Maresciallo Diaz su cui andrebbe a confluire il traffico a senso unico di via Prati della Farnesina.
    Colgo l’occasione per far presente a tutti che un confronto “costruttivo” deve essere a mio modesto giudizio improntato su critiche anche aspre, ma che siano sempre motivate (e non portate a mò di sentenze irrevocabili o peggio ancora a base di insulti), per consentire di poterne accettare la fondatezza anche da parte mia, cercando nei limiti del possibile di andare anche oltre una “critica da salotto” che rimane a sé stante e non costruttiva, pur se non prevenuta, proponendo se si vuole e se ne è capaci una possibile soluzione alternativa: qualunque conclusione scaturirà da un confronto del genere, compresa l’opzione zero alla fine di totale rigetto della proposta, sarà molto più ben accetta da tutti, a partire dal sottoscritto, che non sopporta il molto poco democratico “no” per il “no”, peggio che mai se dello stesso stampo politico già emerso nei commenti fin qui rilasciati.

  19. Invece di pens are a queste idea balorda, baste rebbe ripcordare
    il chaos che si forma sul lungotevere quando la piazza viene chiusa per la movida Che si pensi a pulire questo quartiere Che sembra una discarica , una vera vergogna . Oppure si pensi alla sorsta selvaggia , nessun controllo mai. Cominciamo a essere un Paese civile prima di sprecare denaro pubblico in progetti che fanno arricchire i soliti noti.

  20. @Renata – Le cito quanto ho già scritto, che evidentemente non ha avito modo di leggere: colgo l’occasione per far presente a tutti che un confronto “costruttivo” deve essere a mio modesto giudizio improntato su critiche anche aspre, ma che siano sempre motivate (e non portate a mò di sentenze irrevocabili o peggio ancora a base di insulti), per consentire di poterne accettare la fondatezza anche da parte mia, cercando nei limiti del possibile di andare anche oltre una “critica da salotto” che rimane a sé stante e non costruttiva, pur se non prevenuta, proponendo se si vuole e se ne è capaci una possibile soluzione alternativa.
    Lei ha voluto deliberatamente equivocare quanto ho scritto, dal momento che non intendevo minimamente dire che con la propria macchina qualcuno non potrebbe più nemmeno arrivare nel suo garage o a casa sua in auto o in moto proprio per causa dell’isola pedonale di piazzale di Ponte Milvio.
    Nello spirito del confronto “costruttivo” sopra riportato Lei dovrebbe cortesemente dimostrarmi con motivazioni e prove oggettive (senza una ironia sterile che non giova a nessuno) come ed in che modo le verrebbe impedito questo suo diritto alla mobilità, che va ad ogni modo contemperato con l’art. 42 della Costituzione che recita testualmente: “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti” con la precisazione che “La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale”.
    Dal momento che non mi risultano garage a cui si accede proprio dal piazzale di Ponte Milvio, né parcheggi di sosta davanti ai portoni delle case che vi si affacciano ed a cui quindi bisogna quindi accedere lasciando il proprio mezzo nei parcheggi più vicini che la mia proposta non toglie ma che anzi aumenta, escludo che si venga ad impedire a qualcuno quanto lamenta la sig.ra Renata, che invito – ripeto – a far presente il suo eventuale caso di presunto danno, per valutarne assieme se e come caso mai evitarlo.
    Grazie.

  21. @Paola – Senza avere idee “balorde” nei suoi confronti, mi permetto però di farle presente di essersi contraddetta da sola senza accorgersene, dal momento che “il chaos che si forma sul lungotevere quando la piazza viene chiusa per la movida” (!) c’è proprio perché si mantiene l’attuale sistema di viabilità che invece se cambiato non determinerebbe più il “caos” o contribuirebbe comunque ad alleggerirlo.
    Quanto alla sosta selvaggia di oggi la mia proposta punta ad evitare quanto meno quella che c’è sul piazzale e che raggiunge la sua vetta più alta proprio la notte con la movida.
    Riguardo a questo quartiere, che a suo giudizio va ripulito perché è una discarica ed una vera vergogna, l’On. Di Pietro direbbe che non c’azzecca niente con la mia proposta, che ad ogni modo potrebbe costituire il primo passo proprio per riqualificare anche il quartiere.

  22. @Rodolfo_Bosi: pensavo fosse di tutta evidenza che una “pedonalizzazione” non porta danni ai “pedoni”, residenti o meno che siano. Il danno è per chi deve accedere con un mezzo privato nelle strade in questione: con la pedonalizzazione del piazzale l’unico modo sarebbe risalire via Colli della Farnesina, passare piazza dei Giuochi Delfici e scendere per via della Farnesina o via Orti della Farnesina. Sola alternativa il percorso da Corso di Francia e la risalita da Vigna Stelluti. Entrambi i casi hanno come effetto l’aumento della circolazione (già critica) in queste due direttrici.
    Non sono contro le pedonalizzazioni per principio. È che la disponibilità di percorsi alternativi in quest’area è davvero insufficiente, e non vedo realistiche soluzioni alternative.

  23. Scusate se mi permetto di fare una domanda al Sig. Bosi.
    Cosa comporterebbe trasformare le due sponde del tevere in due direttrici primarie? Il lato di Ponte Milvio in direzione centro e quello opposto in direzione GRA. In questo modo si ridurrebbe drasticamente il traffico in entrambi i sensi di marcia, che crea così tanti problemi sia di viabilità che di inquinamento ambientale e sonoro e si creerebbero due strade a scorrimento agevolato (stile avenue americane) che, con ben 4 corsie per lato, consentirebbero un più agevole deflusso del traffico dalle zone congestionate. Inoltre, considerando che gli attraversamenti sul Tevere hanno già tutti (credo) rampe di accesso per entrambi i sensi di marcia, sarebbe un intervento “relativamente” a basso costo. In pratica si costruirebbe una mega rotonda che, incanalando il traffico (già esistente in entrambi i sensi di marcia con ovvie ripercussioni. Mi viene in mente il passaggio sotto Ponte Flaminio la sera quando i soliti furbi scendendo verso Viale di Tor di Quinto, girano a sinistra bloccando egoisticamente tutto il traffico) farebbe girare il traffico, in senso antiorario su ponte Duca d’Aosta, Lungotevere Flaminio, Corso Francia, Ponte Flaminio, viale di Tor di Quinto. Inoltre, si alleggerirebbe il flusso verso la tangenziale che potrebbe essere dirottato, per chi vuole andare verso il GRA verso la rampa di via dei Campi Sportivi. Poi si ridurrebbe il carico statico sulla strada aumentando il carico dinamico che ne previene il logorio. Come dire, camminiamo piano ma camminiamo piuttosto che stare fermi con freno e frizione camminando a singhiozzo.
    Tale mossa potrebbe anche, in un ottica di risistemazione ambientale della zona, consentire l’allargamento dei marciappiedi e la collocazione di nuove aree verdi o per i bambini.
    Probabilmente è un’idea bislacca ma ho notato che impostando dei sensi unici in zone ad alta viabilità in altre città in cui ho vissuto il traffico si è autonomamente ridotto anche perché i mezzi pubblici scorrono meglio.
    Vorrei chiudere con una considerazione: non le sembra il caso di adeguare la ciclabile di Roma Nord sostituendo alle scale presente, almeno parzialmente, una rampa liscia e togliendo le barriere alla loro sommità con l’eventuale collocazione di una telecamera per punire eventuali abusi da parte di mezzi motorizzati?
    Mi scuso per la prolissità, ma spero che le parole che ho scelto non siano state ne troppo polemiche nè pretenziose. La ringrazio comunque per aver dedicato del suo tempo ad un problema così grave per il Nostra municipio che sono certo non è una matassa facilmente sbrogliabile. Le auguro di non perdere con questi commenti il suo entusiasmo ma di trovare il modo di concertare il tutto al fine di rendere questo angolo di città più gradevole e vivibile. Io abito sulla Cassia quindi mi rendo conto che qualsiasi rivisitazione del traffico del piazzale porterebbe per me dei disagi, ma mi rendo anche conto che così non si può più andare avanti.
    Buona giornata a tutti e grazie alla redazione per questo spazio.

  24. Mi sembra di ricordare che il PD di Ponte Milvio presentò qualche anno fa una proposta di razionalizzazione e semi pedonalizzazione della piazza. Forse bisognerebbe cercare di unire unire i due progetti permettendo comunque un flusso di traffico senza possibilità di fermata su ponte Milvio.
    La pedonalizzazione completa della piazza la trovo poco fattibile se non di trovano vie di sfogo agli abitanti della zona Farnesina verso il centro che altrimenti si vedrebbero costretti a fare un giro tortuoso per uscire dal quartiere

  25. Concordo con tutte le mail di protesta sul tema dell’eventuale “ponte milvio pedonale”. Follia pura. La zona è servita malissimo e già a rischio altissimo di ingorghi. Basta una giornata di pioggia e tutto va in tilt! Prima di ridisegnare la città bisogna pensare alla quotidianità dei poveri cittadini. Creare più mezzi di trasporto e non appesantire una situazione viaria già precaria. Lo dico a malincuore perché vorrei una città piena di piste ciclabili e con meno auto. Ma non si può togliere se prima non si è creata un’alternativa (vedi anche fori imperiali, centro storico…).

  26. @Rodolfo Bosi:
    da quando abito qui (25 anni) ogni intervento definito “migliorativo” o “di interesse pubblico” dai suoi predecessori (qui c’è il suo primo buco nell’acqua avendo definito il mio intervento come “politico”) ha drammaticamente peggiorato le cose. I già citati lavori di ‘riqualificazione’ della piazza di ponte milvio (fatti nonostante i vigli urbani avessero bocciato la proposta) hanno aumentato il traffico e fatto proliferare banchi e banchetti sui marciapiedi. Prima le carreggiate erano più larghe e sui marciapiedi non c’era spazio per bancarelle. Il primo tratto di via della farnesina, è diventato a senso unico, con l’unico scopo di aver ‘incentivato’ la sosta selvaggia delle frequentatrici dei negozi di scarpe della strada e di obbligare chi come me ci abita, a farsi 10 minuti di coda per raggiungere ponte milvio da via o. della farnesina. Come se non bastasse è stata ridisegnata la segnaletica orizzontale all’inizio della strada, facendo si che si creasse una specie di parcheggio abusivo che in occasione delle partite di calcio e delle chiusure della piazza arriva ad occupare un’intera carreggiata di via orti della farnesina. Tutto questo in nome dell’interesse pubblico portato dai suoi predecessori. Credo che questo già possa bastare a giustificare la mia insofferenza (solo quella: il pregiudizio politico e gli insulti li ha ‘letti’ solo Lei) nei confronti di una proposta lacunosa sotto molti aspetti. Ho citato solo quello di via prati della farnesina è vero, credo anche che a via ranuccio farnese non ci sia spazio per una rampa di accesso su via del foro italico e mi sfugge il percorso che dovrei fare dall’inizio di via della farnesina per uscire da roma: fino al 2007 (non un secolo fa) mi bastava percorrere 1 minuto di strada per raggiungere via di tor di quinto e quindi la flaminia, ora invece, se ho capito bene il percorso che dovrei fare sarebbe questo: Via farnesina > via duchi di castro > via orti della farnesina > di nuovo via farnesina > via prati della Farnesina > Via Robilant > ponte duca d’aosta > lungotevere amm.glio Thaon di Revel > C.so francia per giungere finalmente a via di Tor di Quinto. Ribadisco, pura follia.

  27. @Rodolfo_Bosi: ti stimo ed apprezzo il tuo impegno.

    Io propongo che al piano si arrivi come scelta ragionata avendo vagliato poche cose meno costese ed invasive che possono farci avere un’idea migliore e capire se davvero poi ci sono dei benefici.

    Ne elenco solo qualcuna,

    1, Rispetto della legge e delle segnaletica vigenti, Introduzione di telecamere,
    2. Misurazione del traffico e dei parcheggi esistenti
    3. Misurazione dell’utilizzo della piazza durante le 24 ore e nella settimana.
    4. Misurazione dell’utilizzo dei mezzi pubblici
    5. Possibilità di uilizzo di mezzi alternativi come bici od altro

    Insomma, dopo averle provate tutte e per lungo tempo (almeno 6 mesi), arrivo a dire: ok, lo POTREI fare perchè ne ho un beneficio..
    Ammesso, che poi sia davvero una priorità per il quartiere !

    Esprimo solo opinioni personali.

  28. @Roberto – La voglio anzitutto ringraziare per avere raccolto il mio invito ad un confronto “costruttivo” che sia rispettoso di entrambe le persone e che consenta quindi un dialogo sereno, senza polemiche velenose ed offensive. Riguardo alla sua proposta “di trasformare le due sponde del tevere in due direttrici primarie” Le faccio presente che diverso tempo fa è stato proposto un interessantissimo progetto che prevedeva di realizzare su entrambi i muraglioni del Tevere ben due livelli di circolazione fra loro sovrapposti, uno per la linea ferroviaria ed uno per automezzi pubblici e privati, liberando del tutto dal traffico gli attuali lungotevere in asfalto da destinare a percorsi pedonali e ciclabili, oltre che a verde. Il progetto è stato accantonato presumibilmente per i suoi alti costi di realizzo, che rendono anche la sua idea, non certo “bislacca” in quanto concretamente possibile, realizzabile in tempi indefiniti, comunque lunghi.
    Concordo con la sua proposta di adeguare la ciclabile di Roma Nord-

  29. Il Tevere e’ una “autostrada” che attraversa Roma da nord a sud; renderlo navigabile ad imbarcazioni veloci permetterebbe di muoversi da Labaro ad Ostia senza problemi di traffico. Il costo secondo uno studio commissionato dal Comune di Roma si aggirerebbe sui 250-300 milioni, una inezia considerate le spese folli per progetti mai arrivati a termine (dalla “nuvola” al nuovo centro congressi).

  30. @SorChisciotte – Non ho francamente capito il suo ragionamento sul percorso da Lei indicato come unico modo, anche perché non fa sapere da che punto di partenza intende iniziare (piazzale Ponte Milvio o punti vicini), visto che via Colli della Farnesina parte a sud da viale S. Giuliano Antonino, che va a finire a nord su via della Camilluccia (dove sbuca), che si dovrebbe percorrere obbligatoriamente in discesa se si vuole poi “passare piazza dei Giuochi Delfici e scendere per via della Farnesina o via Orti della Farnesina” per arrivare al piazzale di Ponte Milvio. Secondo la mia proposta la viabilità di tutto il settore nord-orientale gravita su una “circonvallazione” che è richiudibile grosso modo all’interno di via della Farnesina a sud e ad est, via Nemea a nord e via Cassia Vecchia ad est ed a sud. Non capisco perché rispetto a questa circonvallazione completa, su cui non vedo affatto come “critico” un eventuale aumento degli attuali flussi di traffico, invece caotici nel quartiere di Vigna Clara, debba essere da Lei ipotizzato come “Sola alternativa il percorso da Corso di Francia e la risalita da Vigna Stelluti”. Le “realistiche soluzioni alternative” in termini di metodo non possono essere bocciate a priori solo perché ipotizzate o semplicemente temute, ma debbono essere comunque verificate mediante fasi sperimentali, per arrivare anche ad una completa bocciatura della mia proposta che sia almeno dimostrata dai fatti e non solo a parole. La sua critica va quindi ad ogni modo “vagliata”.

  31. in un periodo di scarse disponibilità mi chiedo anch’io se questa sia una priorità per il quartiere. Considerato l’afflusso massiccio di gente che gravita intorno alla piazza darei la priorità alla pulizia degli spazi comuni e alla sicurezza, soprattutto notturna. Andrebbe fatto un sondaggio tra i residenti per sapere come la pensano e se tale ipotesi non è gradita ai residenti – come la sottoscritta – e neanche a chi deve transitare per raggiungere altre zone del quartiere, mi chiedo a chi gioverebbe? Agli avventori dei locali che potrebbero schiamazzare senza rischiare di finire sotto una macchina che passa nel piazzale? in definitiva mi sembra che andrebbe a benificio dei commercianti della zona che metterebbero altri tavolini in mezzo alla strada. Inoltre mi sembra molto semplicistico il discorso relativo alla viabilità di Via dei Prati della Farnesina: una parte a doppio senso l’altra parte isola pedonale totale. E’ pensabile che si possa fare una stradina di quel genere a doppio senso? e gli altri disgraziati neanche potrebbero arrivare sotto casa a scaricare la spesa? Ovviamente senza contare che gli abitanti di Via dei Prati non avrebbero più neanche quei 20/30 parcheggi o il bene comune -dei commercianti ed avventori- vale più di chi ci deve vivere?

  32. @Prof. Vigna – Invito chi legge ad andarsi a leggere l’articolo pubblicato su questo stesso sito il 20 luglio 2009 (https://www.vignaclarablog.it/200907206764/ponte-milvio-per-tutti-presentato-progetto-gruppo-pd-xx-municipio/). Non capisco, Professore, perché gli “ abitanti della zona Farnesina verso il centro” non avrebbero “vie di sfogo” e “si vedrebbero costretti a fare un giro tortuoso per uscire dal quartiere”, se – oltre all’utilizzo della “circonvallazione” via della Farnesina-via Nemea-via Cassia Vecchia, messa in evidenza a@SorChisciotte, per muoversi verso nord – per andare invece verso il centro della città possono servirsi della rampa di accesso a via del Foro Italico da via Ranuccio Farnese oppure dello sbocco su Largo Maresciallo Diaz di via Prati della Farnesina, da me precedentemente indicato in risposta alla critica di @Alessandro.

  33. @manuela – Dunque la mia proposta è da Lei bollata come “follia pura” perché “Basta una giornata di pioggia e tutto va in tilt!”, perché “Prima …. bisogna pensare alla quotidianità dei poveri cittadini” e “Creare più mezzi di trasporto” e perché “non si può togliere se prima non si è creata un’alternativa”. Prendo atto del nesso stringente della sua critica (per me sterile, oltre che inutile) con la mia proposta e soprattutto della implicita volontà di rimanere di fatto in termini di “metodo” nella stessa situazione che Lei viene a criticare, visto che rifiuta comunque di partire da qualche parte e le “alternative” alla “pioggia”, alla “quotidinatà dei cittadini”, all’ “aumento dei mezzi di trasporto” ed alle “meno auto” le avrà sicuramente ad ottembre di non so quale anno.

  34. Indipendentemente dal progetto dell’architetto Bosi (che può anche essere valutato in positivo), il problema è di diversa natura e riguarda il fatto che come sempre si arriva a soluzioni drastiche, quando nel contempo l’amministrazione non ha saputo realizzare altro negli anni per valorizzare e rendere più vivibile un luogo (come nel caso di specie). Per Ponte Milvio si era parlato di un progetto di rispristino del ponte Bailey con un Museo del Tevere. Risultato? mai realizzato. Poi c’era stato un progetto che doveva correre di pari passo con lo spostamento del mercato e che prevedeva una significativa riqualificazione dell’ arginatura tra il Ponte Flaminio e lo stesso Ponte Milvio con un promenade che si affacciava sul Tevere. Risultato? mai realizzato. Lo stesso spostamento del mercato avrebbe dovuto portare ad una leggera traslazione di viale Tor di Quinto proprio su parte dell’area dell’ex plateatico con conseguente ampliamento dell’area pedonale a ridosso dell’argine. Risultato? mai realizzato (anzi hanno realizzato un parcheggio privato a pagamento). Forse se fossero state realizzate queste opere , oggi l’amministrazione comunale avrebbe avuto maggiori argomenti e maggior capacità di persuasione per procedere alla chiusura di Piazzale Ponte Milvio.

  35. Follia pura all’ennesimo stadio. Caos e blocchi del traffico a non finire. Quartieri invivibili perché inaccessibili. E per ottenere che cosa? Piazza di Ponte Milvio come isola pedonale con ancora più locali, ristoranti, fast food, bancharelle, migliorerebbe la qualità di vita dei residenti di zona? Vorrei vedere se chi si diletta a progettare una simile catastrofe vivesse in Via della Farnesina, Via Orti della Farnesina, in Via Cassia Antica, o le vie a cui si accede da dette vie; non penso che gradirebbe. Già il blocco estivo di venerdì e sabato sera reca sufficiente disagio, obbligando un giro di peppa per passare attraverso Vigna Stelluti (strada sempre intasatissima di giorno) per accedere a Via Orti o della Farnesina . Residenti, riunitevi sulla piazza come a Tien An Min, a porre ostacolo fisico ai lavori.

  36. @Alessandro – Le faccio presente anzitutto che ho chiuso la mia risposta al suo commento scrivendo che “non sopporto il molto poco democratico ‘no’ per il ‘no’, peggio che mai se dello stesso stampo politico già emerso nei COMMENTI FIN QUI RILASCIATI”, che non erano riferiti direttamente a Lei, ma ad altri, per cui non ho fatto alcun buco nell’acqua.
    Premesso poi che la mia proposta viene da una associazione che ha inteso portare un contributo utile che sta però all’amministrazione pubblica di eventualmente approvare, magari con tutte le dovute varianti ed aggiustamenti emersi proprio da un confronto “costruttivo” anche con Lei, debbo farle presente che in termini di “metodo” la constatazione che tutti gli interventi definiti “migliorativi” o “di interesse pubblico” di predecessori che non possono essere miei (visto che non sono una “istituzione” pubblica) hanno “drammaticamente peggiorato le cose” non può essere un motivo valido per bocciare a priori la mia proposta, facendo ricadere su di essa “colpe” che non può avere, e soprattutto rimanere nella attuale situazione caotica per paura di ulteriori interventi sbagliati calati dall’alto .
    Quanto al suo farraginoso percorso ipotizzato per poter andare da via della Farnesina alla Flaminia, che trovo del tutto strumentale e comunque da vera e propria “follia” se veramente si dovesse percorre solo questo, Le dò il percorso che dovrebbe invece fare e che è Via degli Orti della Farnesina fino a via G. Imperiali di Francavilla che imbocca per sbucare su via Cassia Vecchia e percorrerla per lasciarla ed immettersi via Luigi Bodio e da lì utilizzare Corso di Francia a suo piacimento per recarsi in viale di Tor di Quinto oppure in via Flaminia sia Vecchia che Nuova.

  37. @giuseppe – Ribadisco che la mia proposta va esaminata con confronti con tutti i soggetti sia pubblici che privati più o meno direttamente interessati e comunque verificata in via sperimentale in ognuna delle sue parti su cui si sia nel caso raggiunto un consenso della maggioranza, a partire da quelle che non comportano alcuna spesa: concordo con Lei con i 6 mesi di tempo che Lei propone per vagliare i possibili “benefici”, che per una questione di opportunità preferirei però contestualizzare dentro ognuna delle varie fasi sperimentali di pari periodo.

  38. @Robin Hood – L’eventuale navigabilità del Tevere, dalla sua entrata in vigore contribuirebbe sicuramente a drenare alcuni flussi di traffico veicolare, ipotizzando opportuni parcheggi di scambio all’altezza delle sue fermate.

  39. @Adina – Per la critica da Lei portata al doppio senso di via Prati della Farnesina, dovrebbe andarsi a leggere la mia risposta di ieri (ore 22,43) a @Alessandro, che evidentemente Le è sfuggita.
    Quanto alle sue critiche al presunto “beneficio dei commercianti della zona che metterebbero altri tavolini in mezzo alla strada” le riporto il testo finale della mia proposta che non è stato pubblicato su questo sito: “L’esercizio delle attività sopra menzionate può determinare la compromissione delle esigenze di tutela del patrimonio culturale, in quanto potenzialmente configgente, oltre che con la corretta conservazione e protezione, anche con la salvaguardia dell’aspetto e del decoro dei beni e del significato culturale da essi espresso e rappresentato.
    Per tali motivi l’allora Ministro per i Beni e le Attività Culturali (in sigla MIBAC) Lorenzo Ornaghi ha emanato la Direttiva del 10 ottobre 2012 sul decoro, diretta al Segretariato Generale, alle Soprintendenze competenti per territorio ed alle Direzioni Regionali che debbono provvedere:
    “alla redazione di una prima ricognizione dei complessi monumentali e degli altri immobili del demanio culturale interessati da flussi turistici particolarmente rilevanti, nelle cui adiacenze vengano esercitate attività commerciali e artigianali su aree pubbliche in forma ambulante o su posteggio, nonché qualsiasi altra attività potenzialmente lesiva delle esigenze di tutela e valorizzazione”;
    – alla ricognizione, con riferimento ai medesimi complessi e immobili, degli eventuali provvedimenti di divieto di commercio su aree pubbliche adottati dai Comuni, sentiti i Soprintendenti, ai sensi dell’articolo 52 del Codice dei beni culturali e del paesaggio;
    – alla rilevazione, sulla base di una prima sommaria valutazione, delle eventuali ulteriori esigenze di tutela e di valorizzazione dei beni in argomento, che non possono essere adeguatamente soddisfatte mediante la sola puntuale applicazione delle misure già in vigore.”
    A tal ultimo riguardo si fa presente che ai sensi dell’articolo 52 del D.Lgs. n. 42/2004 (con cui è stato emanato il “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”) compete al Comune di Roma e quindi a livello decentrato al XV Municipio, sentito il Soprintendente, l’individuazione delle aree in cui vietare o sottoporre a condizioni particolari l’esercizio del commercio: gli Uffici del MIBAC si adopereranno quindi al fine di sollecitare l’esercizio da parte delle Amministrazioni locali dei poteri di regolamentazione del commercio sulle aree in argomento, ma dovranno valutare al tempo stesso la necessità di adottare appositi provvedimenti di tutela, nell’esercizio dei poteri previsti dalla Parte seconda del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
    In tale prospettiva, gli strumenti utilizzabili appaiono essere sostanzialmente i seguenti due.
    DISPOSIZIONI DI DIVIETO DI USI NON COMPATIBILI – Dalla lettura ed applicazione della prescrizione dettata dalla lettera g) del 4° comma dell’art. 10 del Codice di Beni Culturali e del Paesaggio, sopra richiamata, discende che “in ogni caso anche tutte le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi urbani per i quali non sia stato emanato un puntuale provvedimento di vincolo, ma appartenenti a soggetti pubblici e realizzate da oltre settanta anni, sono comunque sottoposte interinalmente all’applicazione del regime di tutela della Parte Seconda del Codice (e, quindi, anche alle previsioni del citato art. 20, comma 1), fino a quando non sia effettuata la procedura di verifica dell’interesse culturale di cui all’articolo 12 del Codice. Ne discende altresì, secondo i noti principi, che l’applicazione del regime speciale di tutela potrà cessare unicamente a seguito di svolgimento della procedura di verifica dell’interesse culturale con esito negativo. Tali conclusioni, oltre a risultare dall’inequivoco disposto normativo, sono altresì supportate dagli orientamenti espressi dalla giurisprudenza, anche costituzionale.”
    La Direttiva afferma che “sulla scorta di quanto precede, appare necessario che i competenti Uffici del MIBAC adottino, con riferimento alle aree pubbliche contermini ai complessi monumentali e agli altri immobili del demanio culturale interessati da flussi turistici particolarmente rilevanti, apposite determinazioni volte a vietare gli usi da ritenere non compatibili con le specifiche esigenze di tutela e di valorizzazione” e che “in tale prospettiva è da ritenere che tra tali usi non ammessi possano rientrare a pieno titolo, sulla base delle valutazioni da rendere caso per caso, sia le forme di uso pubblico non soggette a concessione di uso individuale (come le attività ambulanti senza posteggio), sia, ove se ne riscontri la necessità, l’uso individuale delle aree pubbliche di pregio a seguito del rilascio di concessioni di posteggio o di occupazione di suolo pubblico.
    I competenti Organi periferici dovranno, peraltro, indicare motivatamente quali usi del bene siano da ritenere non compatibili con le esigenze di tutela e di valorizzazione, specificando, tra l’altro, secondo quanto fin qui si è detto, se siano vietate solo le attività ambulanti senza posteggio o tutte le attività commerciali con concessione di posteggio o anche tutte le occupazioni di suolo pubblico a qualunque titolo. Siffatti apprezzamenti tecnico-discrezionali, riservati alle competenze di gestione degli organi periferici a ciò preposti, dovranno naturalmente obbedire ai fondamentali principi di ragionevolezza e di proporzionalità.”
    ADOZIONE DI PRESCRIZIONI DI TUTELA INDIRETTA – La Direttiva dispone che “sotto diverso profilo, verrà presa in considerazione l’adozione, rispetto alle aree non assoggettate di per sé a tutela, ma costituenti la cornice ambientale di beni culturali direttamente tutelati, di prescrizioni di tutela indiretta, ai sensi dell’articolo 45 del medesimo Codice. Ciò allo specifico fine di impedire che – specie mediante l’installazione di posteggi, banchetti o strutture stabili o precarie di varia natura e tipologia – sia pregiudicata la visuale dei beni direttamente vincolati ovvero ne siano “alterate le condizioni di ambiente e di decoro“.
    La mia proposta potrà essere anche bocciata, ma al XV Municipio resterà comunque e come PRIORITÀ l’obbligo di individuare le aree in cui vietare o sottoporre a condizioni particolari l’esercizio del commercio.

  40. “Follia pura all’ennesimo stadio… caos e blocchi del traffico a non finire…quartieri invivibili …” terrorismo psicologico da 4 soldi ! Abito a Ponte Milvio da quando sono nata, ho 33 anni, sono disgustata da come è ridotto questo quartiere e questa piazza e per una volta che qualcuno prova a dire “cambiamolo” ecco che ci si strappa i capelli senza neanche leggere attentamente quello che viene proposto ! Tutti, anzi tutte attaccate alla loro macchina, guai a togliergliela !! Ma di quale blocco estivo parla la signora Elisabetta se questa estate non c’è stato nessun blocco ?? Almeno siate onesti ! Io penso che nel progetto del signor Bosi qualcosa di buono c’è, c’è ancora da lavorarci molto ma almeno ha un pregio, quello di aver buttato il sasso nello stagno.

  41. @ghino – Ho già risposto @Alessandro alle ore 15,22 che la constatazione che non è stato realizzato nessuno dei progetti redatti in passato non può essere un motivo valido per bocciare a priori la mia proposta, facendo su di essa l’uccello del malaugurio.
    Può stare ad ogni modo tranquillo che proprio in considerazione del passato, non verrà approvata nessuna proposta nemmeno per il futuro, anche se valutata in positivo.

  42. @E.Barsanti – La invito ad andarsi a leggere la sottostante mia risposta a @Adina delle ore 15,47, che chiudo scrivendo che “la mia proposta potrà essere anche bocciata, ma al XV Municipio resterà comunque e come PRIORITÀ l’obbligo di individuare le aree in cui vietare o sottoporre a condizioni particolari l’esercizio del commercio.”
    Ho abitato dal 1946 circa al 1958 in via della Farnesina nel Condominio davanti alla chiesa in cui viveva all’epoca anche Loredana Bertè, quando il mercato si teneva davanti alla Farmacia Spadazzi e sullo stesso posto di pomeriggio si sono tenuti tumultuosi comizi in periodo elettorale: il mio amore nato allora per questa piazza storica ed il rispetto delle norme che la debbono oggi tutelare non mi dissuaderà mai, anche nel caso di bocciatura della mia proposta, dal pretendere comunque la regolarizzazione delle attività commerciali improprie che vi si esercitano attualmente.

  43. @ Rodolfo_Bosi: la circolazione “interna” graviterebbe su quella che lei chiama”cirocnvallazione”… ma chi dovesse accedere all’area in questione, a nord di Pomte Milvio, da dove potrebbe passare se il piazzale è “chiuso”? Da via Colli della Farnesina per chi arriva dallo stadio e da Vigna Stelluti per chi arriva da Tor di Quinto, da Corso Francia o da Lungotevere de Revel. Può essere ci siano altre vie… ma a me non vengono in mente.

    Purtroppo sono alquanto limitato, ma le idee, e il principio di ciò che lei propone mi trova d’accordo, si devono poi misurare con la realtà delle cose: “Via Prati della Farnesina, che attualmente si percorre a senso unico ad entrarvi dal piazzale di Ponte Milvio, può esser fatta diventare a doppio senso ma solo ad entrare ed uscire da via della Farnesina.” … che vuol dire? Si entra da via della Farnesina, si arriva in fondo, si fa inversione e si torna indietro? le sembra una cosa.. “pratica”?

    Ed ancora…: “Per evitare l’attraversamento del piazzale da parte di chi viene dalla Cassia e sta percorrendo Via degli Orti della Farnesina è sufficiente da un lato prevedere il ritorno su via Cassia attraverso Via G. Imperiali di Francavilla. Ma secondo lei, se qualcuno viene dalla Cassia… lo fa per poter solo tornare sulla Cassia? Scendo via Orti per poter attraversare Ponte Milvio ed andare altrove, altrimenti intaserò Vigna Stelluti e andrò su Corso Francia…

  44. @SorChisciotte – In base alla risposta che ho dato ieri @Alessandro alle ore 22,43 Via Prati della Farnesina si può proporre in modo molto più realistico a senso unico ad entrare da via della Farnesina, per uscire sull’attuale parcheggio privato separato solo da un muretto (ovviamente da eliminare) dal tratto finale di via della Farnesina che si imbocca da Largo Maresciallo Diaz, dirigendosi su via dei Robilant e quindi verso il centro della città oppure si può aprire poco più avanti (quasi a ridosso ormai del piazzale di Ponte Milvio) un accesso da via Prati della Farnesina a fianco degli attuali box con ingresso da Largo Maresciallo Diaz su cui andrebbe a confluire sempre il traffico a senso unico di via Prati della Farnesina.
    Il ritorno sulla via Cassia Vecchia da via G. Imperiali di Francavilla è previsto ovviamente per tutti coloro che dal versante occidentale si dovessero recare a nord, anche e soprattutto per recarsi sul versante orientale (Viale e quartiere di Tor di Quinto, via Flaminia Nuova ecc.).
    Per tutti gli stessi che si dovessero invece recare a sud, verso il centro della città, oltre al percorso di via Prati della Farnesina sopra detto, c’è il percorso molto più praticabile che con la rampa di via Ranuccio Farnese consente di salire su via del Foro Italico e da lì a piazza Maresciallo Giardino ed oltre, in tutte le possibili direzioni.

  45. Per una mia svista la risposta che ho dato a @Adina alle 15,47 è incompleta, perché vi va aggiunta la seguente parte finale.
    Il cosiddetto “Decreto-Legge Cultura” n. 91 dell’8 agosto 2013 è stato convertito con modifiche ed integrazioni nella Legge n. 112 del 7 ottobre 2013 con modifiche ed integrazioni, che hanno introdotto l’art. 2-Bis con cui il titolo dell’art. 52 è diventato “Esercizio del commercio in aree di valore culturale e nei locali storici tradizionali” ed al suddetto comma 1 è stato aggiunto il seguente comma 1.bis :
    “1-Bis. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 7-bis, i comuni, sentito il soprintendente, individuano altresì i locali, a chiunque appartenenti, nei quali si svolgono attività di artigianato tradizionale e altre attività commerciali tradizionali, riconosciute quali espressione dell’identità culturale collettiva ai sensi delle convenzioni UNESCO di cui al medesimo articolo 7-bis, al fine di assicurarne apposite forme di promozione e salvaguardia, nel rispetto della libertà di iniziativa economica di cui all’articolo 41 della Costituzione”.
    Il successivo art. 4-Bis della legge n. 112/2013 ha aggiunto all’art. 52 un ulteriore comma, classificato sempre come 1_Bis:
    “1-Bis. Al fine di contrastare l’esercizio, nelle aree pubbliche aventi particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico, di attività commerciali e artigianali in forma ambulante o su posteggio, nonché di qualsiasi altra attività non compatibile con le esigenze di tutela del patrimonio culturale, con particolare riferimento alla necessità di assicurare il decoro dei complessi monumentali e degli altri immobili del demanio culturale interessati da flussi turistici particolarmente rilevanti, nonché delle aree a essi contermini, le Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici e le soprintendenze, sentiti gli enti locali, adottano apposite determinazioni volte a vietare gli usi da ritenere non compatibili con le specifiche esigenze di tutela e di valorizzazione, comprese le forme di uso pubblico non soggette a concessione di uso individuale, quali le attività ambulanti senza posteggio, nonché, ove se ne riscontri la necessità, l’uso individuale delle aree pubbliche di pregio a seguito del rilascio di concessioni di posteggio o di occupazione di suolo pubblico.”
    Attraverso un lavoro di concertazione con tutti i soggetti a vario titolo interessati si dovrà arrivare a coniugare la tutela e la salvaguardia del valore storico del piazzale con il suo ponte con le esigenze della vita moderna.”
    Quando nelle risposte precedenti ho parlato di rispetto della normativa vigente in materia mi riferivo specificatamente ai suddetti 2 nuovi commi dell’art. 52 del “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”.

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