Home ATTUALITÀ Quartieri a luci rosse anche a Roma Nord?

Quartieri a luci rosse anche a Roma Nord?

imagered.jpgSi parla e si discute forse troppo nel merito “der quartiere der porno de ‘noantri“: dai tempi della Roma imperiale a oggi, passando per l’alt della Legge Merlin. C’è la voglia di emulare l’esempio olandese, ma anche la sensazione che la Città eterna non sia preparata a una rivoluzione culturale del genere.

Se è vero che fondatore e primo re di Roma fu Romolo, non possiamo nascondere che, ad allevarlo insieme al gemello Romolo, fu una “Lupa”. Quella Acca Larenzia che allattò e crebbe i due gemelli nati dalla vestale Rea Silvia, colpevole di aver subito le attenzioni sessuali di Marte.

Leggenda o verità, c’è da dire che i natali della Caput Mundi scaturiscono dal desiderio passionale del dio Marte, e dalla benevolenza materna di una meretrice.

Leggenda docet

“Lupa”, libera traduzione prostituta e probabile eponimo di “Lupanarium”, bordelli dell’antica Roma circoscritti alla suburbia, quartiere plebeo e misero della città.

Questi luoghi erano vietati ai patrizi, che avevano comunque dei lussuosi postriboli privati, dove donne disponibili e bellissime si offrivano ai maschili piaceri della carne. Se la famiglia restava il punto di forza dei romani, dove la matrona, la regina della casa doveva rimanere casta anche nel desiderio impulsivo del compagno di vita, senza ipocrisia la prostituzione era vissuta come la via per appagare gli istinti sessuali del maschio.

L’attenzione era quella di controllare il fenomeno, ma mai si manifestò la volontà di proibirlo, principalmente perché non era considerata pratica negativa. Inutile, perciò, nascondersi dietro un dito: vendere il proprio corpo per compiacere la smania carnale di un uomo rappresenta il mestiere più antico del mondo, considerandolo un lavoro di “utile servizio”.

Circoscriverlo entro quattro mura era il modo di regolamentare la prostituzione, e le case di tolleranza rappresentavano il modo migliore per disciplinare questa attività della quale difficilmente si parlava, ma che tutti conoscevano e a cui in molti ricorrevano.

Per dirla alla Indro Montanelli, fede cattolica, patria e famiglia trovavano nelle case di tolleranza la più sicura garanzia.

1958: tutte in strada

La scure su quanto fino ad allora tollerato si abbatté in modo drastico e definitivo nel 1958 quando quella che tutti conoscono come legge Merlin sentenziò la chiusura delle case di tolleranza, ma soprattutto introdusse una serie di reati mirati a contrastare sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

E quella norma, divenuta legge il 20 febbraio 1958, non accompagnò le varie “bocca di rosa” al treno per una stazione successiva, ma aprì loro lo scenario del marciapiede.

La serrata di quegli alloggi dove si vendeva sesso non decretò la fine della prostituzione, differì solamente il luogo dove la pratica poteva essere svolta. Ma non ovunque è così.

Red Light District: quartieri a luci rosse

Amsterdam segue l’impronta della Roma antica, delimitando quartieri dove sesso, e non solo, è venduto in vetrina.

Locali per spogliarelli e lap dance, ma anche gay bar e cinema a luci rosse. Sex-shop e musei dedicati all’erotismo: nella capitale fiamminga tutto quanto può essere legato alla passione sessuale.

Si offre piacere carnale, con un occhio alla profilassi. I “condom shop”, negozi dove sono in vendita una infinità di modelli di profilattico, alcuni addirittura dipinti a mano, con annesso un piccolo museo dedicato al miglior “amico di gomma”.  Ma qui, la prostituzione è legale dal 1815, ed è tassata dal 1996.

Roma come Amsterdam?

“Zonizzazione della prostituzione”: è questa l’idea che il sindaco di Roma ha palesato qualche giorno fa, ribadendo che lo straripare di questo fenomeno arreca danno alla città, creando situazioni di estremo disagio per i quartieri interessati. Zone a luci rosse, dove comprare sesso, magari a prezzi calmierati.

C’è chi strizza l’occhio a questo concetto, chi punta il dito sulla necessità di combattere lo sfruttamento dilagante della prostituzione, a volte anche minorile, che vede i marciapiedi riempirsi sempre di più di giovani donne; c’è invece una fetta di opposizione che trova tutto ciò assolutamente controproducente, quasi un connubio con gli sfruttatori ai quali offrire maggiori garanzie per i loro traffici.

Occhio non vede… anzi vede troppo

Nell’attesa di una nuova regolamentazione, giovani donne dall’abbigliamento decisamente inequivocabile mettono in mostra il loro corpo, senza pudore né veli. E, ultimamente, camminano al loro fianco rivali saliti alla ribalta da un paio di anni a questa parte.

Transessuali, che oltre a stuzzicare il piacere perverso del “diverso”, portano sulla strada quella competizione con le tradizionali lucciole. Si traccia così una zona nella zona. Si dividono il marciapiede, e i clienti sanno quale è la parte di banchina dove trovare ciò che cercano.

Si può pertanto già parlare di strade a luci rosse, aree che si trovano comunque inserite in contesti abitativi che risentono a tutte le ore di presenze comunque poco gradite.

Alcune strade della capitale, incluse in quadranti ad alta densità di popolazione, sono già teatro di questa mercificazione del corpo femminile.
Salaria, Palmiro Togliatti, piazzale dei Navigatori, Tor di Quinto sono solo alcune zone dove la prostituzione, vissuta nell’arco delle ventiquattrore, è una realtà con la quale i cittadini devono loro malgrado fare i conti, costantemente sotto gli occhi dei passanti.

E, senza troppo spirito di osservazione o perspicacia, si parla di zone papabili che non sono altro che quelle da tempo investite dal problema.

Voci di alcuni mini sindaci

Quinto, ottavo, nono, quattordicesimo: i mini sindaci di questi municipi hanno gradito e abbracciato il ragionamento del sindaco Marino.

La loro speranza è che non sia stata solo una semplice e personale riflessione sul problema ma la volontà di risolverlo. In fondo, i loro territori sono già ampiamente colpiti da questo fenomeno.

Decoro delle strade, dignità del corpo femminile, tentativo di arginare un giro di prostituzione che va a rimpinguare le casse della malavita organizzata, quale di questi aspetti può indurre a cercare una soluzione? Apparentemente, l’idea del sindaco richiama alla onorabilità della città. E tutti pronti a salire sul carro del redentore, convinti che perimetrare il problema possa risollevare le sorti metropolitane.

Come se una spolverata bastasse a spazzare via la polvere che da anni soffoca i marciapiedi di Roma.

Agonizzante, la capitale si trascina rogne ormai da troppo tempo, in un gioco di scaricabarile che non fa che peggiorare le cose.

E a Roma Nord?

Anche se può sembrare una voce stonata nel coro di chi plaude alle argomentazioni del primo cittadino di Roma, il Presidente del XV Municipio, Daniele Torquati, ha glissato sull’argomento, ritenuto di sterile discussione per tutti.

Intervistato da VignaClaraBlog.it, ha così risposto: “Politica e stampa dovrebbero evitare certi commenti, puntando il dito contro quelle che sono le reali urgenze per i municipi di Roma Capitale. Criticità ormai incancrenite le cui soluzioni non possono essere differite ad altri momenti. Non si può guardare a una pagliuzza in un occhio, se in questo c’è conficcata una trave. La capitale frana sotto il peso delle piogge pregresse, e la situazione viaria dopo l’ultima alluvione è ancora nel pieno della sua criticità”.

Come dire, inutile illuminare di rosso i quartieri, se i marciapiedi sono già di colore rosso sangue cittadino.

Sonia Lombardi

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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1 commento

  1. Sesso? …Non lo si dice, ma oltre ad essere il più antico mestiere del mondo è in classifica la terza risorsa mondiale nell’economia… …ma qui ancora nessun commento.
    E’ più facile discriminare sull’ingresso in Chiesa dei cani, su “mafia-capitale” o sull’industria della morte creata dal modo di circolare sulle stradre con qualsiasi veicolo o più semplicemente a piedi rispetto ai tabù che la sessualità ha instaurato in ognuno dei “benpensanti” italiani; …tuttto ciò ha dello “straordinario”, mentre Papa Francesco sconvolge la Cristianità dicendo che a volte c’è da dare un pugno invece di porgere l’altra guancia finalmente viene steso un “leggero” velo su quella legge Merlin che per anni ha “oscurato”, la sessualità italiana, che ha permesso a trans di ogni nazionalità di venire qui da noi ad arricchirsi esentasse, che ha permesso a criminali schiavisti “dell’Est” di venirsi ad arricchire sulle nostre strade… “Tu guardi You-Porn?” You-porn è il sito porno più visualizzato del mondo e sono in pochissimi a non visualizzarlo ma non è una di quelle cose che vengono reclamizzate, se non tra giovanissimi, eppure you porn porta (pressochè automaticamente) al collegarsi con “live -Jasmine” che risulta essere la porno-chat più visualizzata del pianeta Terra.
    Il sesso “tira”, …tira più di un esercito e l’economia lo sa.
    C’è da augurarsi che questo sia solo l’inizio di una rivoluzione, perfino grandi commercialisti residenti ai Parioli non sanno quanto abbiano potuto farsi infinocchiare da “zoccole naturali”, tra le quali alcune con più figli di più mariti a carico ma esse “ci sanno fare” legalmente…
    Sarà solo un’inizio che andrà ben regolamentato, ma era ora!

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