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AlbaRace, una festa senza eguali al Foro Italico

albarace1.jpgQuesta mattina, mentre molti romani erano ancora nel pieno del sonno ed altri appena appena cominciavano ad aprire gli occhi, 1500 podisti si sono presentati ai nastri di partenza della corsa più mattiniera. Giro nell’area del Foro Italico e sbarco sul traguardo d’uno stadio Olimpico dove a quell’ora, lontano dalla passione calcistica, regna un religioso silenzio.

Ore 5, lunedì 19 maggio. E’ ancora buio ma il sole comincia ad affacciarsi, lentamente, con migliaia di persone in attesa di qualcosa. Della partenza di una gara di corsa? Strano ma è proprio così. Un fiume di persone tra atleti, millecinquecento, e accompagnatori, pronti a inondare l’area del Foro Italico all’alba di un giorno feriale.

Ed ecco che con lo start delle 5 e 30 un’esplosione di gioia e urla riempie l’aria circostante. E’ l’AlbaRace, corsa non competitiva di sei chilometri giunta alla sua quinta edizione.

Il tracciato di gara è dentro il parco museale del Foro Italico con partenza adiacente lo stadio dei Marmi, “giro di boa” all’interno dello stesso impianto sportivo e ultima parte davvero unica: stadio Olimpico, sotto il “tunnel maratona, così ribattezzato per via del Mondiale di atletica del 1987, seguito dall’arrivo trionfale sulla pista che il 5 giugno sarà calcata dai campioni del “Golden gala Pietro Mennea”.

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E’ difficile descrivere l’entusiasmo dei finishers per via della loro incredulità di trovarsi in un posto magico, con il sole ormai alto.

Per la cronaca i vincitori sono Daniele Troìa, Running Club Futura, con 18’31” e Annalisa Gabriele, Amatori Villa Pamphili, con 21’20”.

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Suggestiva la peculiarità dell’AlbaRace, la rilevazione del tempo.A
bolite le formalità, quindi senza cronometristi e senza chip: ogni atleta, con il proprio cronografo, segnala all’organizzazione la personale prestazione e le classifiche da stilare si basano, così, sulla fiducia e sul rispetto dei compagni di gara. Principi, non solo sportivi, che tutti amiamo.

Roberto Castrucci

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