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Pezzella (FI): “Illuminare le strade nel Parco di Veio si può e si deve”

pezzellaScrive in una nota Massimo Pezzella: “E’ una battaglia che ho fatto quando ero Commissario Straordinario dell’Ente Regionale Parco di Veio e continuo ora fare come coordinatore Roma Capitale Esercito di Silvio e Presidente Club Forza Silvio VEIO e cioè la possibilità di illuminare le strade dei Comuni del Parco di Veio.”

“C’è’ un’ambiguità nella norma che non permette di posizionare e illuminare strade asfaltate e urbanizzate se ricadenti all’interno dell’area vincolata salvo qualche necessità espressamente verificata e con un iter che presenta anni di documentazione. Quindi strade asfaltate, dove ci sono fermate dell’autobus e dove ci sono marciapiedi non potranno mai essere illuminate in quanto vincolate da una serie di norme che parlano di tutela del paesaggio e inquinamento da luce artificiale se non in casi particolari.”

“Ritenevo che questo vincolo fosse assurdo, quando ero commissario straordinario, e lo continuo a ritenere incredibile anche ora” sostiene Pezzella ricordando: “Sono andato a testimoniare anche al tribunale di Roma per degli impianti di illuminazione pubblica posizionata nel XV Municipio; posizionati senza nulla osta del parco, ribadendo la mia posizione estranea ma favore del posizionamento e della necessità degli impianti stessi per la sicurezza stradale, per la sicurezza delle persone e soprattutto perché in una città come Roma la maggior parte delle strade devono essere illuminate.
Si pensi al tragitto al buio che ad esempio deve fare una persona per andare a prendere un mezzo pubblico specialmente in inverno quando le giornate sono più corte.”

“Ad oggi – afferma Pezzella – la situazione di vincolo imposta dall’Ente Regionale Veio e’ esattamente la stessa, addirittura se oggi delle strade con illuminazione pubblica posizionata negli anni senza nulla osta del parco dovesse avere bisogno di manutenzione e ripristino di elementi per il funzionamento il Parco di Veio nega l’autorizzazione e ordina la demolizione degli impianti.”

“Mi sto attivando nelle sedi di competenza affinché le opere pubbliche, necessarie alla funzionalità e sicurezza delle strade debbano avere solamente il nulla osta da parte del Comune di appartenenza. Sto facendo una battaglia nelle sedi di competenza affinché i Parchi Regionali si occupino della salvaguardia dell’ambiente attraverso il monitoraggio del territorio, preservandolo dagli abusi e dalle discariche, preservando il patrimonio archeologico e ambientale e non applicando norme obsolete e fuori controllo.”

“Non può un Ente Pubblico Regionale – conclude Pezzella – bloccare il funzionamento di impianti pubblici utili alla cittadinanza e costati centinaia di migliaia di euro a noi cittadini, semplicemente perché ancora il legislatore non ha dato direttive specifiche in essere”

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5 COMMENTI

  1. Caso mai ce ne fosse bisogno, con questa ennesima iniziativa il sig. Massimo Pezzella dimostra da un lato la sua più completa ignoranza della normativa vigente in materia di tutela dei parchi e delle riserve e dall’altro lato la concezione che ha dell’area protetta di Veio, chiaramente da lui intesa come un “parco” da cementificare (basti pensare al Piano di Assetto da lui licenziato) e comunque da urbanizzare, più che da tutelare.
    Scrivere come si è permesso di scrivere che “c’è un’ambiguità nella norma che non permette di posizionare e illuminare strade asfaltate e urbanizzate se ricadenti all’interno dell’area vincolata salvo qualche necessità espressamente verificata e con un iter che presenta anni di documentazione” appare di stampo prettamente “politico-elettorale” perché nella speranza di strappare qualche voto in più in occasione delle prossime elezioni europee fa credere a chi lo sta a sentire e gli crede in perfetta buona fede quello che di fatto non è invece nella maniera più assoluta, per giunta ergendosi a paladino della disapplicazione di norme “obsolete e fuori controllo”.
    Il territorio ricadente all’interno della attuale perimetrazione provvisoria del Parco di Veio è suddiviso in base alle suddette norme (art. 7, comma 4, della legge regionale n. 29/1997) in “zona A di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico e culturale con inesistente o limitato grado di antropizzazione” ed in “zona B di valore naturalistico, paesaggistico e culturale contraddistinta da maggior grado di antropizzazione”.
    Le norme secondo lui “obsolete e fuori controllo” sono anche e soprattutto quelle previste alla lettera b) del 4° comma dell’art. 8 della legge regionale n. 29/1997, che addirittura nelle zone A non urbanizzate consentono “LA REALIZZAZIONE DI OPERE PUBBLICHE E DI INTERVENTI PUBBLICI …, CON PARTICOLARE RIGUARDO …. ALL’ILLUMINAZIONE PUBBLICA”.
    La stessa disposizione vale a maggior ragione nelle zone B perché per l’appunto maggiormente antropizzate (5° comma del medesimo art. 8).
    Il sig. Pezzella non fa inoltre sapere che il 9° comma dell’art. 8 della legge regionale n. 29/1997 consente che “in caso di necessità ed urgenza o per ragioni di sicurezza pubblica, il Presidente della Giunta regionale, con provvedimento motivato, può autorizzare deroghe alle misure di salvaguardia di cui al presente articolo, prescrivendo le modalità di attuazione di lavori ed opere idonei a tutelare l’integrità dei luoghi e dell’ambiente naturale”: l’applicazione di questa disposizione non può richiedere “un iter che presenta anni di documentazione”, come falsamente dichiarato dal sig. Pezzella, se non altro perché vanificherebbe la stessa necessità e l’urgenza.
    Da quanto mi risulta il suddetto comma è stato utilizzato per “legittimare” ma a posteriori l’illuminazione pubblica che è stata realizzata nel tratto non urbanizzato di via dei Due Ponti senza avere richiesto il rilascio preventivo ed obbligatorio del nulla osta da parte dell’Ente Parco.
    Il sig. Massimo Pezzella dovrebbe smetterla di continuare a fare queste “sparate”, che non fanno di certo onore allo stesso gruppo politico di cui fa parte.

  2. Come al solito il caro Bosi dimostra la sua ignoranza nella materia. Non conosce le Istituzioni, non conosce i tempi di applicazione di una deroga voluta dal Presidente di una Regione, non conosce i limiti di una legge come quella della 29/97 che in 17 anni ha condizionato economicamente una parte di territorio. Non e’ a conoscenza delle esigenze dei Comuni. Il caro Bosi, forse anche per noia, scrive decine e decine di pagine cercando di farsi notare e purtroppo cade nel ridicolo di una sua conoscenza del territorio ferma ai tempi del suo incarico a consigliere di amministrazione del Parco di Veio quando non si è’ preoccupato di portare a compimento un inter di piano che avrebbe sicuramente regolato e rilanciato un territorio. Seduto su una poltrona che ha riscaldato. Inoltre Bosi, Partecipa alle riunioni pubbliche ripetendo a pappagallo norme imparate a memoria ma non sapendone l applicazione e neppure l universo di utilizzo. Invece di perdere tempo a muovere polveroni inutili per farsi notare invito l amico Bosi a fare volontariato con me per gli anziani e per i ragazzi con sindrome down che sono con me alla Giustiniana. Arch. Bosi Non c e bisogno di sparare frasi qua e la per sentirsi utile e farsi notare, ti aspetto, valorizza il tuo tempo basta sparare stupidaggini, fallo per te stesso e anche per i tuoi pochi fans.

    Massimo Pezzella

  3. @ Massimo Pezzelle… non vorrei intromettermi sulla querelle Bosi Pezzella… ma devo dire che il Bosi è prolisso, ma lei ha scritto solo insulti… se poi è vero che vive a l’EUR francamente se ne stia nel suo municipio!

    PS il discorso del volontariato non c’entra nulla ed è tipico di chi non ha argomenti.

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