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Parco di Veio, Pezzella (FI): “Class action contro l’immobilismo”

pezzella240.jpg“O le controdeduzioni al piano di assetto del Parco di Veio e la presentazione in Regione Lazio avverranno entro l’estate o promuoverò la formazione di una class action per chiedere i danni.” Tuona così in una nota Massimo Pezzella, ex commissario del Parco e attuale presidente del club Forza Silvio de La Giustiniana.

“Dalla presentazione delle osservazioni al piano assetto del Parco di Veio e’ passato oltre un anno (16 anni dalla Istituzione del Parco). Quando ero Commissario Straordinario del Parco ho portato a conclusione un iter fermo da 14 anni che prevedeva la presentazione e la pubblicazione del Piano di Assetto in Regione e l’apertura del periodo delle osservazioni da parte dei cittadini dei nove comuni del Parco. Avevo attivato una procedura che prevedeva inoltre l’approvvigionamento attraverso il pagamento di diritti di segreteria della somma necessaria a formare un team di esperti che portasse a conclusione entro pochi mesi dalla fine delle osservazioni, le controdeduzioni alle osservazioni presentate”

“Oggi – continua Pezzella – ci troviamo in una situazione paradossale, le osservazioni sono state affidate a due o tre dirigenti regionali che le elaborano in base al tempo disponibile rientrante nelle loro funzioni. Quindi considerando i tempi delle oltre 800 osservazioni (tra le quali c’è ne sono alcune cmulative che fanno toccare quota 1000) ci vorrà un altro anno. Una situazione assurda considerando che il Parco di Veio e’ stato istituito nel 1997 con legge regionale che prevedeva la regolamentazione dei parchi regionali attraverso appositi piani di assetto entro pochi mesi, ripeto pochi mesi, dall’istituzione.”

“Questi pochi mesi – incalza l’ex commissario – si sono trasformati in oltre 14 anni; inoltre il parco ha annullato attraverso l’attuale commissario la mia delibera che destinava i fondi raccolti con i diritti di segreteria per accelerare l’iter delle conclusioni attraverso un pool di tecnici incaricati e avrebbero lavorato sulle osservazioni per tutte le settimane 8 ore al giorno.  Se entro l’estate non sarà concluso l’iter delle controdeduzioni alle osservazioni presentate sotto il mio mandato e il piano di assetto non verrà portato in Regione Lazio, costituirò una class action per chiedere un risarcimento dei danni per tutti coloro che aderiranno e che sono stati danneggiati, economicamente e moralmente dal continuo stato di immobilismo del Parco.”

“Basta andare avanti con una burocrazia lenta e inopportuna dopo che oltre 200 mila abitanti hanno dovuto attendere e pazientare oltre 14 anni per presentare le osservazioni ad un piano di assetto che e’ costato oltre 300 mila euro di soldi pubblici e che nessuno prima di me ha avuto il coraggio di presentare.
Basta nascondersi dietro una legge, la n. 29/1997, che non e’ più adeguata al territorio e che l’attuale Assessore all’Ambiente della Regione Lazio dovrebbe rivedere e riformulare.”

“Tengo a precisare – conclude Pezzella – che tra coloro che stanno controdeducendo le osservazioni al piano di assetto, cioè coloro che dovrebbero finire il lavoro in tempi brevi, c’è’ un ex direttore del Parco di Veio che per oltre 6 anni del suo mandato non si è’ preoccupato di risolvere la imbarazzante situazione creatasi dal 1997”.

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6 COMMENTI

  1. Ottimo. Ma i 50€ che impose Pezzella per le osservazioni li stanno restituendo ai cittadini? Qualcuno è venuto a sapere della possibilità di rimborso con una comunicazione più estesa? Non è che il sito dell’ente parco sia proprio il sito più visitato dai cittadini di Roma nord…

  2. Non è accettabile nella maniera più assoluta che il sig. Massimo Pezzella, per la smania di apparire a tutti i costi nella sua nuova veste politica di presidente del club Forza Silvio de La Giustiniana, faccia apparire per “verità” la falsificazione dei seguenti fatti.
    1 – Pezzella si vanta di un piano di assetto che nessuno prima di lui ha avuto il coraggio di presentare: non risponde affatto al vero, visto che è stato adottato con deliberazione n. 32 del 9.12.2009. Vero è che quando era Commissario Straordinario del Parco di Veio il sig. Pezzella ha “revocato” quella delibera di adozione con deliberazione n. 49 del 30.12.2011 per poi adottare una “proposta” di piano di assetto che è però esattamente lo stesso del 2009, corredato in più soltanto del Rapporto Ambientale e della Sintesi non Tecnica, oltre che degli elaborati grafici relativi sempre alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
    2 – Pezzella scrive che “Basta nascondersi dietro una legge, la n. 29/1997, che non e’ più adeguata al territorio”, dimostrando tutta la sua ignoranza in materia e dimenticando ad ogni modo che la “proposta” di piano di assetto è stata da lui adottata con deliberazione n. 5 del 13.2.2012 anche e soprattutto ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006, che disciplina il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) secondo il quale è obbligatorio adottare per l’appunto una “proposta” di piano di assetto che va pubblicata per 60 giorni e va fatta oggetto di osservazioni da presentare alla Regione Lazio e non all’Ente Parco di Veio.
    3 – Pezzella non fa sapere che, con l’avallo della Regione Lazio di una sovrapposizione del tutto illecita delle procedure, ha disposto una doppia pubblicazione della “proposta” del piano di assetto da lui adottata per 40 giorni presso l’Ente Parco di Veio (ai sensi dell’art. 26 della legge regionale n. 29/1997, che riguarda però i piani adottati e non le loro “proposte”) e per 60 giorni presso la Regione Lazio (ai sensi del D.Lgs. n. 152/2006).
    4 – Con una bella faccia tosta Pezzella continua ad arrogarsi il pieno diritto di aver fatto pagare 50 € di diritti di segreteria per ogni osservazione presentata all’Ente Parco di Veio, senza far sapere che non sono stati invece richiesti per le osservazioni presentate direttamente alla Regione Lazio, e soprattutto senza che lo sfiori il benché minio rimorso di coscienza di avere deliberato una appropriazione indebita di fondi: attribuisce per giunta all’attuale Commissario Straordinario Giacomo Sandri la responsabilità di avere annullato la sua delibera che destinava i fondi raccolti con i diritti di segreteria per accelerare l’iter delle conclusioni attraverso un pool di tecnici incaricati (non legittimato da nessuna norma vigente in materia), tacendo del tutto che si è trattato invece di un atto obbligatorio conseguente ad una nota ufficiale dell’Area Parchi della Regione Lazio che ha ritenuto non ammissibile il diritto di segreteria preteso da lui.
    5 – Pezzella vuol far passare per “buone” le controdeduzioni che l’Ente Parco di Veio dovrebbe fare alle osservazioni presentate (che sono in tutto 792) ad una “proposta” di piano di assetto e non al piano di assetto adottato, come prescrive invece espressamente l’art. 26 della legge regionale n. 29/1997, il cui 2° comma prevede la redazione del piano di assetto anche “con l’assistenza dell’Agenzia regionale per i parchi” (ARP), di cui fanno parte per l’appunto i “due o tre dirigenti regionali” ai quali secondo Pezzella sarebbe stato affidato il compito di “elaborare” le osservazioni “in base al tempo disponibile rientrante nelle loro funzioni”: i dirigenti dell’ARP che prestano solo “assistenza” sono per l’esattezza il dott. Cosimo Marco Calò e l’arch. Roberto Sinibaldi che è stato il 1° direttore del’Ente Parco di Veio fino al 2007 e che secondo Pezzella “non si è preoccupato di risolvere la imbarazzante situazione creatasi dal 1997″.
    Al riguardo c’è da far presente anzitutto che il bando di gara per l’assegnazione dell’incarico di redazione del piano di assetto è stato approvato con deliberazione n. 40 del 31.12.1999: va messo in risalto in secondo luogo che è stato l’arch. Roberto Sinibaldi a chiedere con nota del 12.6.2002 (senza il preventivo assenso del Consiglio Direttivo) di far sottoporre il redigendo Piano di Assetto al procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.), quando era stata emanata solo la Direttiva 2001/42/CE ma non era stata ancora recepita con il D.Lgs. n. 152/2006.
    Va messo infine in risalto che è stato l’allora 1° Consiglio Direttivo dell’Ente Parco di veio (e non l’allora direttore Sinibaldi) a non volere adottare il Piano di Assetto con le integrazioni e le modifiche da me proposte nell’ultima seduta ufficiale del 1° mandato che si è tenuta il 3.6.2003.
    6 – Pezzella ignora o fa finta di ignorare che le vere controdeduzioni saranno invece quelle che la Regione Lazio dovrà fare alle osservazioni alla “proposta” di piano di assetto presentate direttamente presso l’Area VIA e VAS della Direzione Regionale Ambiente: vanno espresse in collaborazione con l’Ente Parco di Veio sotto forma di “parere motivato” ai sensi del 1° comma dell’art. 15 del D.Lgs. n. 152/2006, per poi adottare ufficialmente alla fine (ai sensi dell’art. 16 del D.Lgs. n. 152/2006) la decisione finale sul definitivo piano di assetto, con la revisione della “proposta” di piano ove si sia resa necessaria, in accoglimento totale o parziale delle osservazioni presentate.
    7 – Ne deriva in conclusione che il sig. Massimo Pezzella dovrebbe caso mai rivolgere la minacciata Class Action contro l’Area VIA e VAS della Regione Lazio e non contro l’Ente Parco di Veio, che a tutt’oggi non risulta essere stato chiamato in causa dalla Regione Lazio per “collaborare” alla stesura delle controdeduzioni alle osservazioni alla “proposta” di piano di assetto presentate direttamente alla Direzione Regionale Ambiente.
    Per quanto riguarda il fatto che “oltre 200 mila abitanti hanno dovuto attendere e pazientare oltre 14 anni per presentare le osservazioni ad un piano di assetto” per cui ci sarebbe addirrrittura un presunto diritto ad “un risarcimento dei danni per tutti coloro che aderiranno e che sono stati danneggiati, economicamente e moralmente dal continuo stato di immobilismo del Parco”, il sig. Massimo Pezzella dovrebbe sparare meno grosse le sue balle, considerato che i proprietari di tutte le aree soprattutto libere ricadenti dentro il parco di Veio non sono di certo 200.000 e forse sono meno di mille.
    8 – Non posso in conclusione non mettere in grande evidenza che il Piano di Assetto non solo del Parco di Veio deve assicurare principalmente la tutela e la valorizzazione della relativa area protetta sotto l’aspetto della natura e dell’ambiente, che solo in misura subordinata riguardano anche i processi di antropizzazione, di cui sembra invece preoccuparsi prioritariamente l’ex Commissario Massimo Pezzella, lasciando aperto l’interrogativo su quali siano i veri interessi che sta cercando di proteggere in termini ora “politici”.
    A legittimare il suddetto interrogativo viene la oggettiva constatazione che la “proposta” del Piano di Assetto così come adottata dal sig. Massimo Pezzella è piena zeppa di autentici “regali” di milioni di metri cubi di cemento previsti in totale e deliberata violazione delle prescrizioni di tutela integrale di inedificabilità assoluta imposte tanto dai Piani Territoriali Paesistici (PTP) n. 15/7 “Veio-Cesano” e n. 4 “Valle del Tevere” quanto dal Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR).
    Come responsabile di una associazione ambientalista che è portatrice di interessi diffusi mi riservo di far valutare nelle sedi opportune l’effettivo “danno” che è stato inflitto al Parco di Veio con una “proposta” di piano di assetto bipartisan come questa adottata dal sig. Massimo Pezzella, ma recependo in tutto e per tutto il piano di assetto adottato il 9 dicembre del 2009.

  3. @ Rodolfo Bosi…. più sintetico sarà nei prox post maggiore sarà la sua incisività…. per il resto le riconosco grande passione e competenza!

  4. @francesco ceravolo – La invito ad andarsi a leggere l’articolo dal titolo “L’Ente Parco di Veio restituisce i diritti di istruttoria versati per la presentazione delle osservazioni al Piano di Assetto ma solo a chi ne fa richiesta” che il 7 aprile 2014 ho pubblicato sul sito ww.vasroma.it (http://www.vasroma.it/lente-parco-parco-di-veio-restituisce-i-diritti-di-istruttoria-versati-per-la-presentazione-delle-osservazioni-al-piano-di-assetto-ma-solo-a-chi-ne-fa-richiesta/).

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