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Camilluccia, festa del gentil sesso all’Ambasciata del Pakistan

pak120.jpgD’accordo, l’8 marzo è passato da tempo, ma ogni occasione è buona per l’Associazione delle Donne del Pakistan per festeggiare il gentil sesso. E così il 10 aprile, nell’Ambasciata Pakistana, in via della Camilluccia, si è tenuto lo “Show Culturale Pakistano” interamente dedicato alle donne. Un assaggio dei colori, dei suoni e dei sapori di quel lontano paese.

“Il Pakistan – ci spiega un membro dell’Associazione – è la terra dei poeti Sufi che fondono il proprio Io con quello della persona amata perdendo la propria identità individuale e raggiungendo Dio in momenti di estasi. Per questo oggi la serata è aperta con una performance di danza Sufi con l’auspico che anche il pubblico si possa abbandonare ad una trance estatica”.

Vestito bianco che svolazza a suon di musica, capelli neri lunghi che le cadono sul volto olivastro e occhi neri penetranti, questa è la ballerina sufi che ci ha allietato per i primi minuti.

Dopo la prima performance di danza è il momento di presentare gli abiti. Un trionfo di colori sgargianti e un misto di eleganza e fascino composto, si apprestano a sfilare sulla passerella montata appositamente per la serata.

La prima sfilata riguarda gli abiti da sera. Sono semplici e con pochi ricami ma mettono pienamente in risalto la bellezza naturale delle donne.

Subito dopo la sfilata è entrata Sabika una danzatrice popolare pakistana. La donna ha danzato, con un vestito rosa molto acceso, sulle melodie tradizionali pakistane che parlavano di puro amore altruistico e narravano la storia di un amante mentre veglia sul suo amato alla sola luce di una piccola lampada di terracotta.

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La seconda sfilata è dedicata agli abiti tradizionali del giorno delle nozze. I ricami di questi abiti sono più evidenti rispetto a quelli degli abiti da sera e la lucentezza donata dalle gemme cucite sui veli, “riflette sul viso delle donne illuminando il loro sguardo” ci annuncia la presentatrice spiegandoci anche che “le gemme sono di buon auspicio per la futura moglie e simboleggiano la passione all’interno del matrimonio”.

L’ultima esibizione è stata eseguita sulle musiche di Nusrat Fateh Ali Khan da tre donne con uno sgargiante vestito rosso. Egli è un leggendario cantante pakistano la cui voce è diventata l’espressione dell’essenza della musica pakistana; “un talento unico per l’improvvisazione”, a detta della presentatrice, “che riesce a fondere insieme generi e tradizioni musicali orientali e occidentali grazie all’intensità mozzafiato della sua voce”.

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Questi momenti sono stati conditi da aromi speziati che arrivavano dalle cucine e che donavano all’evento quel qualcosa di popolare e tradizionale, preparando gli invitati ai cibi che avrebbe assaporato a fine esibizione.

A conclusione della serata l’Ambasciatrice del Pakistan Tehmina Janjua e presidentessa dell’Associazione delle Donne Pakistane ha tenuto a ringraziare il pubblico e gli organizzatori per la partecipazione sottolineando l’importanza della moda pakistana.

“Essa unisce tradizione e modernità” prosegue l’ambasciatrice “e bisogna valorizzare i Fashion Designer del nostro paese. Anche per questo abbiamo voluto organizzare questo evento”.

L’ennesimo giorno di festa organizzato dall’Ambasciata Pakistana che consente ai cittadini di Roma di approfondire la conoscenza di un paese a noi tanto lontano geograficamente e culturalmente.

L’ambasciatrice non esita poi, sul finir dell’evento, ad invitarci allo Spring Festival per trascorrere con i cittadini pakistani una giornata di intrattenimento all’insegna della cultura tradizionale del loro paese.
E, se l’atmosfera sarà la stessa di questa giornata allora … perché non tornare?

Michela Menghini

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